MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (9) … “L’IDENTITA’ DELL’ARCHITETTURA ITALIANA” … LA STANNO ANCORA CERCANDO …

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 L’IDENTITA’ DELL’ARCHITETTURA ITALIANA.

LA STANNO ANCORA CERCANDO

                 Penserete che voglia dissertare scientificamente di questo tema. Ma nemmeno per idea, non saprei che dire, anzi il problema non me lo sono neppure mai posto. Se invece l’argomento vi appare interessante e divertente eccovi l’annuale ricorrenza del convegno sulla “Identità dell’architettura italiana”, l’appuntamento più importante dopo la commemorazione di Tutti i Santi (che include anche quella dei Morti) e prima di quella dell’Immacolata Concezione.

Mi verrebbe di buttarla sul cazzeggio, alla zelig, introducendo il tema con la domanda fatidica “ma dopo tutte queste volte non l’hanno ancora trovata l’identità ? la stanno ancora cercando e sempre nello stesso luogo, con gli stessi nomi, con lo stesso programma e negli stessi orari ?”. Chissà, verrebbe da aggiungere, se anche con le stesse relazioni. Anche perché cosa vuoi che sia accaduto di nuovo e con questa crisi da un anno ad oggi nel panorama italiano. Specialmente poi a quelli che non sono di certo i principali costruttori contemporanei.

Riesco a malapena a bloccarmi l’ironia ed il sarcasmo, ma per non far pentire sin d’ora questo prestigioso blog per avermi invitato cercherò di ricompormi in un atteggiamento più serioso.

Già dal titolo c’è qualcosa di ambiguo.

“Identità dell’Architettura Italiana”, lascerebbe pensare che l’architettura italiana possa aver avuto ed abbia tuttora una sua unica identità omologante ed uniforme invece che infinite identità a seconda del luogo dove si trova. Se più verosimile questa seconda ipotesi allora andrebbe meglio “Identità delle Architetture Italiane”. Però in questo caso dovrebbero essere presenti anche rappresentanti delle altre parrocchie di pensiero e questo, forse, guasterebbe di sicuro la festa. Allora optiamo per un più partigiano “Identità di Parte dell’Architettura Italiana”.

Già dall’elenco dei relatori c’è qualcosa che balza agli occhi.

A vedere dai nomi sembrerebbe che l’architettura italiana si sia fermata venti o trentanni fa e sia stata portata avanti solo e rigorosamente da accademici strutturati appartenenti a poche e selezionate correnti di pensiero. Non per essere contrari all’età senile, prima o poi ci aspetta tutti, né per voler rottamare a tutti i costi, ma trovare quasi completamente assente parte della nuova generazione e dei “cani sciolti” fa sembrare il tutto più un ritrovo annuale di auguri prenatalizi, come quelli delle congregazioni – dove i decoltèes contano più dei discorsi – piuttosto che un convegno ad ampio raggio sull’architettura in Italia.

Vengono date per presenti le cosiddette Scuola fiorentina, Scuola romana, Scuola milanese e via discorrendo, trasformate ormai da questi improvvidi epigoni in Parrocchia fiorentina, Parrocchia romana, Parrocchia milanese e via discorrendo.

Sembra quasi che in Italia esistano delle squadre di architettura così come quelle di calcio.

Ognuna a giocare sul proprio campo d’allenamento.

Ognuna ad autocelebrarsi senza mai affrontarsi nella partita vera del dialogo e del confronto.

Ognuna, in fondo, persa dentro i cazzi suoi.

( tratto da “Mauro Andreini. L’ARTE DEL CAZZEGGIO E’ L’UNICA MATERIA IN CUI MI SENTO PREPARATO” )

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (1) … MAMMA NATURA …

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” (2) … PER ESSERE ALLA MODA …

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” (3) … L’INTELLETTUALE ED IL BAR SPORT …

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (4) … LETTERA AD UN PROFESSORE …

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (5) … SE I PROFESSORINI …

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (6) … PER TUTTI I “PEPPINI” …

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (7) … QUELLO CHE UN GIOVANE ARCHITETTO NON VUOL SENTIRSI DIRE …

MAURO ANDREINI …”BISCHERATE” … (8) … SVEGLIAMOCI TOSCANI, TORNIAMO MALEDETTI …

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COLLA PENNA … SUR CAPPELLO … QUANTO E’ BELLO … RAFFAELLO …

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Raffaello va a … Shanghai …

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53° MAKING CITIES LIVABLE … ROME JUNE 2016 …

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Da Ettore Maria Mazzola …

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L’ARCHITETTURA E’ LO SPECCHIO PIU’ AUTENTICO DELLA SOCIETA’ CHE LA PRODUCE …

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Michele Valentini · Divisare …

Visita al cantiere ENAV …

ENAV ACADEMY-FORLI’ – Enav S.p.A.

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MAURO ANDREINI …”BISCHERATE” … (8) … SVEGLIAMOCI TOSCANI, TORNIAMO MALEDETTI …

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SVEGLIAMOCI TOSCANI, TORNIAMO MALEDETTI

Toscani, sveglia.

Avrete letto che da un po’ di tempo su quotidiani, blogs, talk shows e ogni altra diavoleria mediatica circola un certo snobismo critico nei nostri confronti. Roberto sarebbe un comico che vuol fare l’intellettuale e vuol parlare di cose serie con affermazioni banali e scontate. Matteo sarebbe un politico rampante che cavalca lo sdegno comune, con concetti troppo semplicistici e promesse disattese. Il Lorenzo, a testi impegnati e impegnativi legherebbe quasi sempre musica didascalica ed il solito accordino di chitarra. Edoardo non avrebbe meritato lo Strega perché il suo racconto sarebbe una cronistoria e non un romanzo.

In architettura, poi, non ne parliamo nemmeno. Anche qui, maltrattati o forse malmessi come qualcuno vorrebbe far credere. Eh, lo so. Purtroppo Adolfo, l’ultimo maestro, si è un po’ appartato ed è snobbato dal globalismo di maniera. Il mio amico Pietro, da vero poeta, si è messo a costruire in silenzio proprio in questi tempi dove urlatori, ciarlatani ed esibizionisti avrebbero bisogno di qualche bella lezione di modestia e discrezione. Marco, per il momento, non possiamo più averlo come portabandiera. Tutti gli affezionati di piazzale Loreto, a urlargli “dagli all’untore” dopo averlo prima lisciato ed ossequiato per ottenerne favori (e pubblicazioni soprattutto).

 

Toscani, sveglia.

Non facciamoci venire il dubbio di essere in piena crisi d’identità o di rappresentanza.

E freghiamocene di esser descritti per luoghi comuni.

Come amanti irrecuperabili della gnocca a prescindere (anche se questo, personalmente, più che un difetto mi sembrerebbe un gran pregio).

Come quelli che ridono anche della morte.

Come quelli che ridicolizzano le cose serie (in realtà è la seriosità che ci fa ridere).

Come quelli che prendono in giro anche la loro ombra e che se ne fottono dell’intellighenzia ostentata e dei ragionamenti complicati (anche questo mi sembrerebbe un vanto).

Come bestemmiatori incalliti.

Come ereditieri del paesaggio più bello del mondo, con il quale poter campare di rendita, ma bisognosi però di un tutore, perché da soli non sarebbero capaci di conservarlo.

Come vecchi tradizionalisti che non pensano al futuro. Troppo burloni, ruvidi, eloquenti e troppo scansonati per essere credibili.

 

Toscani, sveglia.

E’ l’ora di ribellarsi, bisogna ridiventare maledetti.

Iniziamo a rifiutare i radicalchic che vengono in Toscana e la chiamano Tuscany, facendoci imbufalire più che mai. Si, perché chiamandola Tuscany dimostrano di non capirne niente della nostra cultura e della nostra civiltà autarchica.

Smettiamo di leggere le belle menti filosofiche che dal sole di Capalbio ci vorrebbero impartire lezioni di paesaggio.

Blocchiamo una volta per tutte gli inglesi pittoreschi che da quasi mezzo secolo vengono a rovinarci il patrimonio architettonico rurale, ribattezzandolo con sfrontatezza Chiantishire, con restauri vernacolari da casa del mulino bianco, firmati da geometri di paese. Quelli del muro in pietra laccata e delle ruote del carro appese nel soggiorno.

Buchiamo le gomme alle fuoriserie dei russi che ricercano il neoclassico nelle ville di Forte dei Marmi.

Mandiamo al confino gli architetti rinnegati che vergognandosi del loro localismo ed in nome di un non ben definito “current style” riempiono i luoghi di forme incomprensibili.

E che se ne vadano anche le vecchie rockstars e gli intellettuali del “buen retiro” che dalle loro estates milionarie vorrebbero insegnarci come fare il vino, l’agricoltura biologica e come conservare il territorio e magari tra un po’ anche come parlare il toscano.

Ridiamo a squarciagola dei vari criticuncoli forestieri (che vengano da nord o da sud, pari sono) che intendono interpretare il nostro presente architettonico, culturale e paesaggistico, pensando di averlo conosciuto durante un fine settimana in un agriturismo, gestito da altoatesini.

 

Toscani, sveglia.

Riprendiamoci la nostra toscanità e freghiamocene che sia felix. O vogliamo continuare a farci rappresentare da Roberto Cavalli, da Alberto Asor Rosa e da Carlo Conti ?

Svegliamoci, toscani. Torniamo maledetti.

( tratto da “Mauro Andreini. L’ARTE DEL CAZZEGGIO E’ L’UNICA MATERIA IN CUI MI SENTO PREPARATO” )

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (1) … MAMMA NATURA …

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” (2) … PER ESSERE ALLA MODA …

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” (3) … L’INTELLETTUALE ED IL BAR SPORT …

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (4) … LETTERA AD UN PROFESSORE …

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (5) … SE I PROFESSORINI …

MAURO ANDREINI … BISCHERATE … (6) … PER TUTTI I “PEPPINI”

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (7) … “QUELLO CHE UN GIOVANE ARCHITETTO NON VUOL SENTIRSI DIRE” …

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BARLUMI DI SPERANZA … ANDALUSA …

Schermata 2015-11-03 alle 19.42.21COSE DA UN ALTRO MONDO … Rafael Manzano Martos Award 2015 a Donald Gray … “Un architetto straordinario la cui architettura vernacolare è poesia pura … Un’architettura senza tempo dove vivrei senza rimpianti … Un architetto anticonformista che, grazie al suo amore per l’architettura e l’artigianato, è stato silenziosamente in grado di far rinascere alcune pratiche artigianali meravigliose – mettendo su una vera e propria scuola – generando delle realtà urbanistico-architettoniche semplicemente meravigliose … Inutile sottolineare come le riviste patinate di tutto il mondo lo abbiano opportunamente ignorato in questi quasi 60 anni di onorevolissima carriera” …

“Grazie ad Ettore Maria Mazzola che ci schiude barlumi di speranza nei confronti di architetture non presuntuose e poetiche. L’allusione va alla chiesa armena, e ora all’architetto Donald Gray. E’ così difficile raccogliere segnalazioni in positivo …..Potremmo versare un euro perche’ tu prosegua in questa mansione, forse anche qualcosa in più”.

Sandro Ranellucci

Schermata 2015-11-03 alle 19.47.51El arquitecto australiano Donald Gray es premiado …

y recoge el galardon …

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PURINI … “TRE ERRORI MODERNI” …

Schermata 2015-11-02 alle 15.55.59“Ripercorrendo le vicende dell’architettura moderna, che convenzionalmente si fa iniziare con la nascita delle avanguardie storiche, è possibile constatare come il tessuto teorico e operativo che si è definito nel corso di più di un secolo sia caratterizzato non solo da tesi valide e da analisi ancora oggi valide e operanti, ma anche dall’intreccio di contrapposizioni dialettiche, di equivoci, di
sovrapposizioni, tematiche, di assenze argomentativ e su aspetti centrali dell’abitare e di veri e propri errori. Ciò configura un paesaggio problematico, labirintico, nel quale i percorsi conoscitivi in qualche caso si interrompono, in altri si affiancano con leggere diversioni. Un paesaggio che vede zone confuse confinare con spazi dal disegno semplice e chiaro. La lettura di alcuni aspetti particolarmente evidenti di questa condizione complessa e contraddittoria è un tentativo parziale e provvisorio di pervenire a una visione dell’architettura del Novecento e dei primi anni del nuovo secolo più aderente alla realtà. Una visione critica meno legata a quell’insieme di interpretazioni ideologiche che hanno segnato in profondità e condizionato sensibilmente la storiografia dell’architettura moderna, rendendo il territorio del progetto ancora più impervio e indeterminato di quanto non lo sia per la sua stessa natura.”
Franco Purini, 23 ottobre 2015
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COSE DA UN ALTRO MONDO … Rafael Manzano Martos Award 2015 a Donald Gray … “Un architetto straordinario la cui architettura vernacolare è poesia pura … Un’architettura senza tempo dove vivrei senza rimpianti … Un architetto anticonformista che, grazie al suo amore per l’architettura e l’artigianato, è stato silenziosamente in grado di far rinascere alcune pratiche artigianali meravigliose – mettendo su una vera e propria scuola – generando delle realtà urbanistico-architettoniche semplicemente meravigliose … Inutile sottolineare come le riviste patinate di tutto il mondo lo abbiano opportunamente ignorato in questi quasi 60 anni di onorevolissima carriera” …

Schermata 2015-10-31 alle 23.23.37donald gray

Da Ettore Maria Mazzola: …

“Caro Professore,

di ritorno da Madrid, dove ho partecipato allo splendido convegno Arquitectura y Humanismo (per chi fosse interessato il mio intervento si intitolava “Designing the sense of belonging”, e la paper è pubblicata su Academia.edu

https://www.academia.edu/16896588/_Designing_the_Sense_of_Belonging_Theory_and_Didactic )

sento di dover condividere con tutti i colleghi italiani seguaci di Archiwatch la gioia di aver scoperto un architetto straordinario del quale fino a qualche mese fa ignoravo l’esistenza.
Se avete una decina di minuti da spendere, vi consiglio di vedere il video dedicato al vincitore del Rafael Manzano Martos Award 2015, l’architetto Donald Gray.
Un architetto straordinario la cui architettura vernacolare è poesia pura.
Un’architettura senza tempo dove vivrei senza rimpianti
Un architetto anticonformista che, grazie al suo amore per l’architettura e l’artigianato, è stato silenziosamente in grado di far rinascere alcune pratiche artigianali meravigliose – mettendo su una vera e propria scuola – generando delle realtà urbanistico-architettoniche semplicemente meravigliose.

… Inutile sottolineare come le riviste patinate di tutto il mondo lo abbiano opportunamente ignorato in questi quasi 60 anni di onorevolissima carriera.

Peccato!

… ma, come si suol dire, non è mai troppo tardi!
Godetevi il brevissimo documentario realizzato in occasione di questo premio che è stato conferito all’anziano architetto australiano/spagnolo lo scorso 28 ottobre presso la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid, durante una cerimonia splendida alla quale non mi era mai capitato di aver l’onore di partecipare

http://www.telecinco.es/informativos/sociedad/Donald_Gray-Premio_Rafael_Manzano_Martos_2015_2_2068005041.html

Donald Gray: Premio Rafael Manzano Martos 2015 – YouTube

Ciao”

Ettore

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Grazie Donald …

Grazie Ettore …

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DELITTO ALL’IPPODROMO … I MISTERI DI TOR DI VALLE …

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Poi arriverranno i soliti cialtroni …

a piangere il monumento inopinatamente “caduto” …

e giù saggi … pubblicazioni … ricorrenze … centenari …

lapidi … convegni … crediti e stronzate varie …

ma adesso lo vogliono “morto” …

se il “caso” Marino assomiglia al caso Ceausescu …

il “caso” Tor di Valle assomiglia al caso Moro …

che ci sia dietro ancora la CIA? …

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VERAMENTE … SAREI ANCH’IO … UN “PARABOLOIDE” … E PER DI PIU’ … “IPERBOLICO” …

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Roma, Ippodromo Tor di Valle, Julio Lafuente, 1957-1959

P A R A B O L O I D I …

Non fatemi fare boom …

BOOOM …

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