BARLUMI DI SPERANZA … ANDALUSA …

Schermata 2015-11-03 alle 19.42.21COSE DA UN ALTRO MONDO … Rafael Manzano Martos Award 2015 a Donald Gray … “Un architetto straordinario la cui architettura vernacolare è poesia pura … Un’architettura senza tempo dove vivrei senza rimpianti … Un architetto anticonformista che, grazie al suo amore per l’architettura e l’artigianato, è stato silenziosamente in grado di far rinascere alcune pratiche artigianali meravigliose – mettendo su una vera e propria scuola – generando delle realtà urbanistico-architettoniche semplicemente meravigliose … Inutile sottolineare come le riviste patinate di tutto il mondo lo abbiano opportunamente ignorato in questi quasi 60 anni di onorevolissima carriera” …

“Grazie ad Ettore Maria Mazzola che ci schiude barlumi di speranza nei confronti di architetture non presuntuose e poetiche. L’allusione va alla chiesa armena, e ora all’architetto Donald Gray. E’ così difficile raccogliere segnalazioni in positivo …..Potremmo versare un euro perche’ tu prosegua in questa mansione, forse anche qualcosa in più”.

Sandro Ranellucci

Schermata 2015-11-03 alle 19.47.51El arquitecto australiano Donald Gray es premiado …

y recoge el galardon …

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2 risposte a BARLUMI DI SPERANZA … ANDALUSA …

  1. Sergio 43 ha detto:

    Forse per questo mi ero innamorato di una casetta lungo la via Casilina che poi il Prof. mi svelò essere il casello della linea ferro-tramviaria a scartamento ridotto Roma-Fiuggi.
    A proposito di civiltà di un paese, la linea oramai esiste solo nella parte urbana Roma Laziali-Giardinetti. Chi va a Fiuggi può seguire il tracciato ferroviario che si arrampica sui monti. A mezza costa si vedono i ponti che tagliano gli scoscesi pendii. In mezza Europa molti rami secchi delle vecchie tratte sono stati trasformati in piste ciclabili. Poiché uno dei più grossi pericoli, andando di domenica ai Castelli, sono i cicloamatori che, a volte, in gruppi numerosi si arrampicano ai lati della sede automobilistica, perché non dedicare loro questa via abbandonata? Si potrebbero sbizzarrire a loro piacimento senza alcun pericolo e ostacoli frapposti tra noi e loro, trasformando gli eventuali caselli in tappe d’arrivo e luoghi di sosta e ristoro. Già! Perché? Perché non ci sono i soldi! – diranno i miei piccoli lettori. E anche se ci fossero i soldi, il lavoro per la nuova destinazione del tracciato diventerebbe subito l’albero degli zecchini d’oro per le tante volpi e gatti insaziabili. Noi purtroppo facciamo parte di un’altra mezza Europa.

  2. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Da quello che so, non c’è mai stata tanta abbondanza di denaro e merci come adesso. È questo il paradosso. Ciò che scarseggia è la volontà e l’autorevolezza di/nel gestire la ricchezza a fini di pubblica utilità e non a fini di lucro. La civiltà dell’uso contro quella dello scambio e del consumo ? Sicuramente quella della ridistribuzione contro quella dell’accumulazione.

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