Antonio Michetti … ci ha lasciato … 25.9.2010

Antonio Michetti … “Dal Pantheon … alle vele di Meier”

ciao Toto …

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23 risposte a Antonio Michetti … ci ha lasciato … 25.9.2010

  1. a,amelio ha detto:

    Le belle lezioni.

  2. La sua perdita mi lascia brividi nel corpo, e lacrime e sorrisi. Ho avuto la fortuna di conoscere questo grande uomo, di ascoltare la sua forza nel ragionare, nel raccontare aneddoti di vita. Me lo conservo prezioso tra i miei angoli profondi. Grazie professore.

  3. Stefano Luciano ha detto:

    Un caro saluto al più grande dei docenti che abbia mai conosciuto, ricordo sempre con piacere il suo spiegare in modo esemplificativo e scherzoso, un vero romano d’altri tempi! I suoi consigli preziosissimi! Anch’io uno dei fortunati ad averlo conosciuto. La sua ultima lezione per me al cantiere della chiesa di Meier dove spiegò con entusiasmo l’opera e le soluzioni che avevano trovato elogiando il capocantiere come un “padre eterno” e infine garantendo quell’opera per ben 400 anni! ( almeno le vele ). Archimede Pitagorico, la boiacca, “pe fà li muri boni…” Grazie professore per questi e tanti altri bei ricordi.

  4. sergio43 ha detto:

    Gran professore, commovente nella sua passione di docente, uno dei pochi che ascoltava con pazienza le tue difficoltà e poi, con semplicità, ti mostrava come la soluzione fosse bella ed elegante. Non sono mai stato forte nelle materie scientifiche e stavo passando, prima dell’esame con lui, un bel pò di scoramento anche perchè, dopo la morte di mio padre, ero diventato, come si cominciò a dire allora, uno studente-lavoratore e non potevo seguire tutte le sue lezioni. Certe cose non mi passavano per la mente. Una mattina esco dalla facoltà e alla fermata dell’autobus di viale Bruno Buozzi c’era anche Michetti in attesa, con la sua posa dinoccolata e un pò curva. Io lo guardavo alla doverosa distanza come se avessi potuto estrarre da lui con lo sguardo la soluzione ai miei problemi. Il professore si sente osservato, gira lo sguardo e inaspettatamente mi saluta con un cenno della testa. Arriva l’autobus, saliamo e mi ritrovo accanto a lui. Prendo coraggio, lo saluto con un buongiornoe poi, pensando che mi avrebbe considerato un povero scemo, gli chiedo balbettando un qualcosa su tiranti e puntoni. Mi ascolta, tiro fuori un pezzo di carta e mi spiega: Vedi? Così e così! Ma guarda un pò? Ah! Era questo! Tutto qua? Mi apro in un sorriso riconoscente, poco dopo, prima di scendere, mi dà appuntamento al suo studio, dove poi continua la sua spiegazione (sulla sua scrivania faceva bella mostra una lampada che mi impressionò tanto, la Tizio di Artemide che vedevo per la prima volta. Appena ebbi due soldi me la comprai e adesso, ancora sul mio tavolo, mi ricorda quelle due ore di lezione privata offertami con generosità). Torno a casa e le pagine da studiare non mi sembrano più così ostiche ed oscure. Si svolge l’esame senza patemi, non faccio certo un figurone ma rispondo comunque alle domande e mi promuove.
    Sono passati tanti anni ma il ricordo di quella persona gentile che con innata naturalezza tende una mano d’aiuto é ancora vivo. La terra ti sia lieve, professore, come erano lievi le tue lezioni e i tuoi progetti.
    Vorrei ricordare qui un altro professore per tanti aspetti, umani e scientifici, simile a Michetti come docente; il professor Sergio Musmeci, suo coetaneo ma che ci ha lasciato sfortunatamente molto più giovane.

  5. maurizio gabrielli ha detto:

    Quanto mi dispiace,lascia un vuoto incolmabile.

  6. andrea_b ha detto:

    apro il blog…leggo “la notizia”…mi commuovo, non mi vergogno a dirlo, …”entro” solo per dire…che dopo diversi anni, qui nel nostro studio, nella biblioteca ci sono ancora gli appunti delle sue lezioni, che non di rado mi capita di sfogliare…spesso, a lato, trovo appuntate le sue battute…ne rido ancora di gusto,…ho buona memoria e ricordo quasi tutto di quelle belle lezioni…forse, quanto di meglio mi ha lasciato quel “posto”…

  7. Marco Matarrelli ha detto:

    Chiunque ha avuto la fortuna di conoscere il Prof. Michetti a qualsiasi titolo (studente, collaboratore, dipendente o amico) non può dimenticare la sua grande gentilezza, capacità e, semplicemente, “umanità”.
    Tutti i suoi insegnamenti sono dentro di noi e mi hanno/ci hanno formato. Grazie Professore, ci mancherai sempre.

  8. Arch. Massimo Chiaretti ha detto:

    …..la Scienza é Scienza, la Tecnica é la Tecnica, ma una “saccoccia” di cemento e due “ferri” del dodici non costano tanto e non sono mai “disdicevoli”…..
    grazie di cuore Ingegnere

  9. giancarlo galassi ha detto:

    Costruire per tanti è un ostacolo alle proprie trovate.
    Come faccio a far stare in piedi questa cosa?
    Va bene… poi chiamiamo l’ingegnere e ci mettiamo un puntone qui, un tirante là, nascosto così, nascosto cosà…
    Il soccorso rosso di Michetti allo ‘scatolicchiume’ meieriano va bene, ma pur non vietando di default gli eccessi strutturalistici la sostanza del suo insegnamento era recuperare un pensiero da gente che costruisce. Sentirne il peso.
    (Le cupole del Palazzo di Giustizia di Teramo erano anche sue).

  10. ctonia ha detto:

    Ho sempre pensato “che fortuna Meier”… :-)
    Disegna una roba, un aggeggio, un chissàche, e trovi un genio che la fa stare in piedi inventando un sistema costruttivo.
    Troppa grazia!
    Pur non avendo conosciuto il Prof. Michetti, dalle vostre parole mi sembra di poterne intuire il valore di grande docente.
    ciao
    c

  11. arch. Pasquale dell'Aquila ha detto:

    Il prof. Michetti è stato uno dei pochi docenti che all’università mi ha insegnato qualcosa che poi ho ritrovato fuori, nel mondo del lavoro. La sua esperienza diventava teoria, ma non quella pindarica!
    L’unico libro del suo corso era il Dizionario della Lingua Italiana. Il buon senso retta via. Il rispetto per tutti soprattutto per gli studenti, sua vera energia. A lezione ripeteva frequentemente:” Se non avete capito è probabile che sia io a non spiegarmi bene!”. E poi: “Se le cose non le sai fare non le fare. Se proprieo sei costretto, cerca di fare meno danni possibili”. Tutti gli insegnamenti fondamentali del Professore partivano dalla sua unanità per poi viaggiare nel mondo della scienza e della tecnica con la semplicità e la forza del suo ragionamento che lo rendeva unico. Una pietra miliare per tutti. Lo ricordo nel suo studio, durante le mie revisioni per la tesi, su una sedia a pensare con la sua Merit fra le dita! E pensava di tutto perchè la sua mente poteva arrivare ovunque. Grazie adesso è poco. Avrebbe sicuramente meritato più riconoscenza a tempo debito e non tardivamente, con il conferimento della laurea onoris causa in Architettura. Daltra parte le persone serie hanno sempre messo paura ed il professore nel mondo dei docenti di paura ne ha messa!
    I suoi insegnamenti rimarranno per sempre in tutti coloro che l’hanno conosciuto e voluto bene. “Perchè so’ sempre e stesse cose!!!:

  12. Giovanni Rosa ha detto:

    Ciao Professò.

    Mi mancheranno sempre i tuoi “pupazzoidi”, la tua tecnica delle costruzioni spiegata alla “Signorì” del primo banco….il tuo “se qualcuno non ha capito me lo dica che ricomincio tutto da capo”, i tuoi “conti della serva” con i quali ci spiegavi le equazioni.
    Il tuo saper risolvere e spiegare tutto nel modo più semplice ed intuitivo.
    Ti ho visto ripetere lezioni fino alla noia per fare in modo che tutti avessero capito, compresa la “signorì” del primo banco.
    Mi mancheranno sempre le tue sigarette fumate avidamente e il tuo viso gioviale mai burbero e sempre sorridente.
    Come un novello Aristotele ci insegnavi la Tecnica delle costruzioni facendoci sorridere……

    Gli uomini come te fanno onore alla scienza e all’umanità, ed io mi sento onorato di averti conosciuto.

    Ciao Professò, anzi…arrivederci.

  13. Arch. Francesca Marsico ha detto:

    Grazie Prof. Michetti, perchè mi hai insegnato ad amare la tecnica delle costruzioni, ricordo che attendevo con anzia la lezione del sabato mattina perchè ogni volta ci insegnavi qualcosa di nuovo, ma con estrema semplicità raccontandoci delle meravigliose esperienze di cantiere.

  14. antonio tudini ha detto:

    Aaaaaaaaa…….che brutta notizia.
    Ricordo ancora due perle del professore che ancora mi fanno sorridere:
    1)…dopo il contadino….il lavoro più difficile è fare l’architetto;
    2)..quando torni a casa dopo na giornata in cantiere… se non è successo niente ….devi solo arzà gli occhi al cielo ringrazià er Padreterno….

    Grazie prof.

  15. Alberto ha detto:

    Grazie Prof. per la passione e la simpatia che mettevi per insegnarci la materia, per essere stato l’unico in 30 corsi a farci delle lezioni di recupero fino a luglio inoltrato perchè secondo te un anno era troppo poco, a non fidarsi mai cecamente neanche delle calcolatrici ed ha ragionare con la propria testa prima di risolvere l’esercizio.
    Ciao

  16. Arch. Marco Barosini ha detto:

    Il Prof.Michetti è stato uno dei rarissimi docenti che ha insegnato in maniera perfetta cose veramente importanti. Quello che ho imparato da lui difficilmente lo dimenticherò.
    Inoltre non solo era estremamente competente, ma era anche molto molto simpatico.
    Grazie ancora Professor Michetti.

  17. Elisabetta Minelli ha detto:

    Ciao Prof. Michetti,
    anche se non sono architetto laureato (perché ho interrotto gli studi), ho dei bellissimi ricordi di lavoro.
    … uno tra i quali, ricordo quando qualche anno fa, mi fu commissionato un incarico da svolgere, il rilievo e la restituzione grafica in autocad di un edificio nel centro storico di Roma.
    … Svolsi il mio incarico, … poi giunse il momento di doverlo consegnare … mi ricordo l’imbarazzo e l’emozione alla riunione, dove dovetti partecipare per illustrare il rilievo, dove poi altri avrebbero dovuto continuare con il progetto di consolidamento … e altro … tremavo e balbettavo mentre illustravo al grande professore e ai suoi collaboratori il lavoro svolto.
    Alla fine della mia illustrazione, con la sua calma e tanta semplicità davanti ad altri architetti ed ingegneri, suoi collaboratori, per mettermi a mio agio, mi fece dei complimenti su come ero stata capace a redigere in modo semplice e leggibile nei minimi dettagli il rilievo e come avevo curato la grafica e poi disse “… da vero professionista, ancor meglio di tanti architetti o ingegneri che ci sono in giro…” questo complimento lo porto e lo porterò dentro di me come un dolce ricordo, di come sapeva dare valore anche al più “piccolo” collaboratore, comprendendo l’amore che uno nutriva per il compito che svolgeva …
    Un affettuoso abbraccio, caro professore.
    Elisabetta

  18. Un concentrato di scienza e arte,di tecnica e di capacita’ sperimentale figurativa…
    ultimo attore di quella generazione di Maestri che nell’Arte e con l’Arte del Costruire aveva trasportato il passato in continuita’ con il presente.
    Non dimentichero’ mai questa frase che sembra racchiudere la sua visione del suo mondo Platonico:
    “Volete capi’ che gli antichi costruivano cento vorte meglio de nioi”
    Il passato e’ come un’ombra che ci segue e che non deve mai superarci ….cio’ che ci aiuta a perseguire l’idea di futuro e’ la ricerca continua della tecnica.
    GRAZIE Professore

  19. arch.Ivana Belli ha detto:

    ..grazie Prof…anche per tutti quei sabati mattina!…

  20. marco selva ha detto:

    un saluto e un grazie al grande uomo che riusciva a rendere intellegibile la materia con la semplicità di chi la viveva davvero, senza fronzoli e retorica.
    Grazie dalle due generazioni alle quali hai insegnato a capire e fare professione.
    Grazie da Marco e Bernardo che ti ha preceduto e stimato fino all’ultimo momento.
    Marco Selva

  21. Steph ha detto:

    Che ricordo splendido quello dell’esame. Un’ora e tre quarti di esercizi via via più difficili, fino all’ultimo, dove sono caduta su un’inezia…”me dispiace signorì, la lode non je la posso dà ma m’ha tenuto testa per bene…”.
    Quella sua romanità, quei suoi spigoli così pieni di umanità, quella passione per la materia e per l’insegnamento…
    Non dimenticherò mai la laurea ad honorem, meritatissima e l’emozione sua e nostra.
    Un grande professore, un grande uomo, una gran brava persona.
    Ad maiora, Prof.

  22. Arch. Stefano Guidi ha detto:

    Ho saputo della morte dell’ Ing. Antonio Michetti da mio fratello, che è medico e per anni gli ha curato una brutta malattia che era riuscito a vincere.
    Sono stato suo allievo tanti anni fa, e lavoro all’estero da molto tempo, però davanti a questa notizia mi sono sentito proiettato indietro nel tempo, con il ricordo delle sue indimenticabili lezioni.
    Voglio esprimere la mia gratitudine a questo grande professionista, grande tecnico e grandissima persona, che con la sua grande umanità unita ad un carattere genuinamente pieno di “romanità”, ha insegnato a me e a intere generazioni di architetti a pensare le strutture oltre che a calcolarle, contagiando tutti con la sua passione e le sue formidabili battute. Voglio ricordarne una anch’ io: parlando della composizione del calcestruzzo, che alcuni non ricordavano bene, disse: “si nun ve lo ricordate a quintali ditelo a carettate, basta che lo sapete!”.
    Confesso che anch’ io a volte riguardo ancora gli appunti delle sue lezioni, cercando alcuni dei concetti che tanto bene sapeva trasmettere a coloro che hanno avuto la fortuna di essere suoi allievi.
    Rimane vivo ed indelebile il suo ricordo, ed attraverso gli edifici da lui realizzati e le strutture da lui create, calcolate e costruite, continuerà a darci esempi ed insegnamenti.
    Ed infine voglio ricordare quell’ unione di grande competenza tecnica, capacità di insegnamento ed umiltà che hanno fatto di Antonio Michetti un personaggio unico, che sarà sempre un punto di riferimento per moltissima gente.
    Grazie Professore

  23. Arch. Antonio Mina ha detto:

    Il miglior professore che abbia mai avuto. Indimenticabili le sue lezioni del sabato mattina a valle giulia e la sua irresistibile ironia. Un signore romano d’altri tempi, un grande uomo oltre che uno straordinario professionista. Lascia un vuoto incolmabile ma anche un ricordo indelebile nella memoria delle generazioni di architetti che hanno avuto la fortuna e l’onore di essere stati suoi allievi in più di cinquantanni di insegnamento, compreso il sottoscritto. Conservo gelosamente gli appunti di tecnica delle costruzioni e le registrazioni che ancora oggi ogni tanto ascolto, con sorriso e grande ammirazione. Grazie Prof. Michetti.

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