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CONCORSI: CATTEDRE TRUCCATE? … (1)
Pubblicato in Architettura, Archiwatch Archivio
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“VALORIZZAZIONE” …
Video Rai.TV – Agorà 2013-2014 – Agorà del 06/02/2014
AGORA’
“al minuto 36.50 ca. il conduttore chiama Philippe Daverio ma solo al 38.50 ca. si comincia a parlare di una possibile “valorizzazione” dei beni culturali …
…al minuto 40.00 il ministro Bray …e via così
buona visione”
SDS
Pubblicato in Architettura, Archiwatch Archivio
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“RIFONDARE” … UNA SCUOLA …
Andrea Di Martino su: A VOLTE RITORNANO …
“Tra il 1965 e il 1970, quando Aldo Rossi ha avuto il suo primo incarico d’insegnamento a Milano, mi ha proposto di riprendere insieme la scuola; è così che ho deciso di provarci una seconda volta (…).
Naturale sbocco di quell’esperienza condivisa è stata la decisione di aprire uno studio insieme, vicenda durata forse, ma inevitabilmente, troppo poco (in quel breve periodo abbiamo fatto insieme due concorsi, uno per l’ISES di Napoli e l’altro per il quartiere San Rocco di Monza). A parte la bella e importante esperienza di lavorare fianco a fianco su cose quasi sempre differenti (…), il piacere di discutere, confrontarsi e condividere, che non mi è più capitato di sperimentare con la stessa intensità e piacere, hanno fatto sì che questa con Aldo sia stata l’esperienza intellettualmente più importante di quel periodo che io considero ancora il periodo del mio apprendistato. Un’esperienza che del resto non poteva durare più di quanto è durata, per una incompatibilità di carattere, chiamiamola così, che fin dall’inizio si era manifestata come estremamente feconda e insieme incredibilmente distruttiva” (G. Grassi: “Una vita da architetto”, pag. 20)
Circa la fecondità cui allude Grassi nel rievocare quel fugace sodalizio tra rifondaroli, è inutile star qui a fare delle congetture, giacchè, com’è noto, la Storia non si fa con i “se”. Piuttosto (e lo dico seriamente), mi sto chiedendo se un’architettura di Tendenza sia riconoscibile anche quando non fa tendenza”
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.277094375775690.1073741828.277076915777436&type=3
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QUANTO “VALE” IL COLOSSEO? …
I nostri beni immateriali non sono merce in vendita
di SALVATORE SETTIS
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“AVANGUARDIE” E “PIPPE MENTALI” …
Manuela Marchesi su “Quanno a polli … quanno …
“C’entra e non c’entra…Parto dall’Unità d’Abitazione di Marsiglia, del ben noto L,C. Un’idea del Maestro, moduli, replicabilità, unità col massimo di autonomia possibile, interni belli, da vivere bene. Poi salto alcuni passaggi, molto per mia ignoranza e molto per brevità, e arrivo a quando negli anni ’70 inoltrati si assegnavano tesi di laurea del tipo: “Moduli abitativi di 20, 30 mq ognuno per stecche di edilizia economica e popolare prefabbricata” Ci manca la SuperCazzola e invece è tutto vero e documentabile, ma lascio perdere perché il discorso riguarda le mode e gli innamoramenti ideologici di chi è implicato nel costruire. E anche in fondo la inconscia malafede di chi fa del costruire un fatto di “cultura”,una questione di continuo e inarrestabile “progresso”, una faccenda di “essere al passo con critica e pubblico”. Torno ai “moduli” di laurea: hai voglia a dire che sono sperimentazioni quando l’andazzo generale anche sulle riviste del settore porta avanti il criterio…insano! E poi arriva Scampia, Corviale, Torbella, lo ZEN a Palermo, tutte realtà derivanti da una Marsiglia ideologica e da tanti bei pensieri e ottime teorie socio-urbanistico-economiche i cui esiti sono sotto i nostri occhi. ci si era innamorati di teorie, di ideologie e non di idee, di tante belle cose affascinanti che il tempo non aveva ancora pulito dall’inutile e dal dannoso. A Roma si direbbe “Pippe mentali”… Sono lontana da Valle Giulia, Fontanella,e altre dependances oramai da molto. Per il bene di tutti noi spero che non vengano più sollecitati esperimenti del genere. E’ meglio allora progettare containers per le emergenze idro-geo-sismologiche visto che servono, purtroppo… E dopo essersi sparati le mille pose su innovazioni e avan-guardie, dove vivono gli Archistars? in borghesissime, comode, ampie e panoramiche case, altro che storie!“
Pubblicato in Architettura, Archiwatch Archivio
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“Quanno a polli … quanno a grilli …”
“Non ho notato reazioni particolarmente effervescenti per quanto riguarda il progetto di Tschumi a Grottammare … mi sono chiesto … come mai?
Eppure N. Salingaros non era stato particolarmente generoso , come si può immaginare, verso questo architetto quando vinse il concorso per il nuovo museo dell’Acropoli …
Neanche un salingarosiano all’orizzonte …
Quanno a polli … quanno a grilli … diceva Genesia!
Boh!
Sarà stata l’acqua di questi giorni?
Non i suoi ed ovviamente neanche Lui… fatto è che sarebbe stato molto interessante conoscere dalla viva penna del Prof. N.S. cosa ne pensa di questo progetto per l’Italia.
Sono stupito … perché dichiaratosi acerrimo nemico di Tschumi, con quello scritto che allego, ci avrebbe potuto almeno inviare un paggio con un suo dispaccio!
Niente! … di questo blog lo colpì più fortemente, invece, qualche mese fa l’apparizione di un L.C. in versione “Porchettaro” più che la vera insidia urlata sul blog dal progettone da 20 milioni di Euro.
In ogni caso mi sono ritrovato tra le mani un libretto che il caro , vecchio, buon Orciari mi aveva “piazzato” qualche anno fa raggirandomi con la sua tipica simpatia …
Orciari mi vendeva qualsiasi libro!
Non c’è più! … è stata una perdita grave!
In questo libretto, Giovanni Damiani con il suo “Continuità” , postfazione a “Bernard Tschumi” edito da SKIRA ci spiega che per comprenderne la figura intellettuale, dobbiamo o “possiamo” metterla in relazione a certi “movimenti della sua vita” creando così “un filo rosso che leghi gli indirizzi di residenza”.
Parole sue … di Giovanni Damiani …
“Senza voler cadere in nessuna retorica di biografiamo”, scrive Damiani, “l’immagine con cui lo stesso Tschumi apre un intervista ‘Sono nato in treno fra Parigi e Losanna’ appare metafora stessa di una condizione esistenziale di movimento continuo e di necessario cosmopolitismo”… insomma capito? Condannato ai progetti internazionali da quella sorte maligna del treno.
E manco a dirlo cosa ci trovo nelle immagini allegate alla Postfazione?…una bella fotografia degli interni dello Studio National des Arts Contemporains accompagnata dopo qualche pagina da un intramontabile carcere … un evergreen … ovviamente quello di Piranesi!
Che fantasia!
Treno o non treno fatto è che i primi due progetti realizzati da B.T. sono il Parco della Villette a Parigi e la Stazione Internodale di Losanna … sarà un caso?
Valli a capì ‘sti unti dal signore?!
Leggere Salingaros Comunque fa bene … aiuta!
Ma anche leggere l’intervista (sempre nello stesso libretto) di Marco de Michelis a B.T. non è male … si parla :
1) di come si può concepire una architettura senza essere veramente architettonici …
2) del fatto che la questione dello spazio esiste ancora ma in posizione marginale rispetto al tema della forma.
3) dell’INVOLUCRO … che ovviamente, manco a dirlo serve a contenere gli spazi…
4) di affiancamento alla continuità dell’involucro della discontinuità degli eventi …
E di tanto tanto altro … come per esempio del fatto che l’architettura non ha bisogno di molte permutazioni, in quanto più semplice del linguaggio verbale …”
SDS
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UN PAESE “COMPETITIVO” …
“Caro professore, vorrei segnalarle una cosa, che per quanto di “striscio”, da l’idea di come spesso venga trattato il nostro “lavoro intellettuale”.
Qualche giorno fa un mio amico collega mi segnala questa cosa; dapprima la prendo a ridere, tanto è assurda, poi ci penso su mi fa incazzare non poco.
L’associazione Ristoratori di Alghero (manco poco) bandisce un concorso (“internazionale”) per il proprio logo, addirittura in collaborazione con il dipartimento di Architettura Design ed Urbanistica. Cosa interessante, mi dico, tra l’altro la grafica è una mia passione. Bando serio, intenti, mission, elaborati, relazione…bla bla bla. Arrivo ai premi e sulle prime penso sia uno scherzo, ma uno scherzo non è: Il “designer” primo classificato (quello cioè che, come tutti gli altri partecipanti ha realizzato un progetto, un progetto grafico dotato di una sua complessità, ha elaborato un’idea e l’ha trasformata in un prodotto intellettuale importante per un’azienda) vince una “cena per quattro” … per se, fidanzata o moglie, figli se ce l’ha…magari un paio d’amici… una cena per quattro (160/170euri a mangià forte). Non è un simpatico ed ironico premio per, che sò, i 30 progetti segnalati non premiati…ma il “primo premio”.
Il quarto ed il quinto, pari merito, ascolti bene: un buono sconto di “10” euro, da spendere in uno dei ristoranti dell’associazione… Mi sono immaginato partecipante, sfiorare per un soffio il “podio”, arrivare quarto, dopo due settimane di lavoro, e avere il culo di partire in aereo dalla mia Umbria per andare a consumare un “antipasto” in un ristorante di alghero…ma manco un antipasto di pesce (che col cavolo che te lo danno per dieci euro)…un antipastino di quelli con le mozzarelline fritte, le olive ascolane e il crostino con la salsa di carciofini…mi dovrei pure comprare una bottiglietta d’acqua, perchè mettono sete (mettendoci sopra altri due euro).
Le allego il bando ed il link, se vuole dare un’occhiata (tanto per verificare che è tutto vero…).
Per quel che vale, invito chi lo voglia a condividere e lasciare lì un commento, a questi ignoranti, arroganti pezzenti…che hanno anche il coraggio di dire, tra l’altro, di avere come primario obiettivo “la promozione della ristorazione in quanto attività culturale” …. e voglio augurarmi che il Dipartimento di Architettura di non so dove, sia stato solo messo in mezzo senza sapere nulla…spero….
Cordialmente”
Andrea Balletti.
http://www.algheroeco.com/in-citta/lassociazione-ristoratori-alghero-in-cerca-di-un-logo.html
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