Ciao Checco …
-
Avviso
La biblioteca e l’archivio sono aperti al pubblico su prenotazione in osservanza delle norme anticovid.
Contatti:
E-mail: centrostudigm@gmail.com
Tel: +39 347 1095386
Indirizzo: via Tevere, 20 – 00198 Roma
Orari: lun – ven dalle 09.00 – 15.00Classifica Articoli e Pagine
- Giorgio Grassi ...
- VENERDI' 30 OTTOBRE 2026 alle ore 17:30 il Centro Studi Giorgio Muratore. Osservatorio sull'architettura inaugura le attività del nuovo anno con l'invito alla presentazione del volume "INNOCENZO SABBATINI. ARCHITETTO 1891-1983" a cura di Clementina Barucci e Bruno Regni. Campisano Editore.
- Gian Carlo Leoncilli Massi … e la Leggenda del comporre …
- Giorgio Muratore 26-12-1946 / 8-3-2017
- Addio Pincio … Parcheggio Sta … una vera puttanata …
- Scuola romana ... il segreto delle nove righe ...
- ALDO ROSSI A NEW YORK ...
- RIDOLFI ... "DISEGNATORE IMMENSO" ... TRAGICO MAESTRO ...
- Tra il presepio e il Luna Park ... meglio il convento ...
- STUDIARE ARCHITETTURA? ...
Commenti recenti
- valentinabarucci su Un ricordo di Patrizia Pizzinato di Simone Ombuen
- Lazio su AUGURI DARIO!
- Mauro Risi su AUTOBIOGRAFIE SCIENTIFICHE. Marco Petreschi “L’arpa Birmana”. 22 giugno 2023.
- Franco ansrlmuvvi su Un ricordo per Paolo Portoghesi di Franco Purini
-
Articoli recenti
- VENERDI’ 30 OTTOBRE 2026 alle ore 17:30 il Centro Studi Giorgio Muratore. Osservatorio sull’architettura inaugura le attività del nuovo anno con l’invito alla presentazione del volume “INNOCENZO SABBATINI. ARCHITETTO 1891-1983” a cura di Clementina Barucci e Bruno Regni. Campisano Editore.
- E’ appena uscito il volume di Mauro Sàito, “Passeggiate architettoniche”, dedicato a trenta itinerari in Basilicata alla scoperta delle architetture del ‘900.
- Il Centro Studi Giorgio Muratore ricorda con grande affetto Susanna Nobili, con le parole di Flavia Rossi.
- AUGURI DARIO! 10 Agosto..
- Pubblicazione del volume “INNOCENZO SABBATINI. ARCHITETTO 1891-1983”.
Archivi





archiwatch,
Tentori non è mai stato un critico ‘facile’.
I suoi saggi su Le Corbusier sono così controversi e fuori dagli schemi che ancora oggi c’invitano a riflettere.
Un critico che includeva nei sui scritti la realtà politica e sociale.
Un mesto saluto,
Salvatore D’Agostino
Credo che Francesco Tentori sia stato anche un buon architetto ( scuola aTrieste, cimitero in Friuli, interessanti partecipazioni a concorsi .. .. il suo lavoro all’ItalconsulT) E’ vero: per lui la realtà sociale era il suo è punto di riferimento solo che non è riuscito a trasmettere questo suo modo di vedere le trasformazioni urbane a nessuno delle persone che lo circondavano. Penso, sto lavorando a una tesi su Samonà che Tentori sia stato il suo migliore allievo.
Peccato non essere mai riuscito a potergli parlare… pp.v.
Il ricordo che, da studente, ho di Tentori è paradossalmente quello di un collega di corso. Due anni fa, quando Carlo Aymonino è stato chiamato dall’Iuav per tenere il suo ultimo corso universitario di Teoria e tecnica della progettazione architettonica, Francesco Tentori era il più presente e brillante fra i frequentanti. Veniva assiduamente e, per primo, animava il dibattito dopo le lezioni, dibattito che sia lui che Aymonino cercavano ancor più delle lezioni stesse. Scambiava con piacere qualche parola con noi ingenui studenti, rammaricandosi per la scarsa partecipazione al corso di Aymonino, alla conferenza di Vilanova Artigas, anche infervorandosi sul sistema universitario che ci costringeva (e lo fa tuttora) ad andare a caccia di crediti anziché a seguire lezioni memorabili.
Personalmente non è tanto il rammarico di non averlo potuto avere come Maestro diretto a lasciarmi amareggiato, quanto la consapevolezza che la sua eredità culturale sarà difficile da gestire.
Sergio Cardone
Novembre 1982: IUAV, aula C3 dei Tolentini; aspettando la prima lezione di composizione architettonica, la folla di studenti è compatta e straripante. A fatica cerca di farsi largo un signore distinto e con la barba. Raggiunge il fondo dell’aula e sale in piedi SOPRA la cattedra ed inizia a parlare: era Francesco Tentori. Un ricordo indelebile!
C’ero anch’io nell’aula C3 e naturalmente ho fatto il corso.
Alcuni anni dopo quando era passato a progettazione 2 l’ho rifatto.
Contrastava il suo aspetto solenne, da “vecchio professore” con la radicalità e la modernità delle cose che diceva.
Le sue stroncature erano colte ed esilaranti.
Ripenso ancora alle sue lezioni e rileggo spesso i suoi libri e i suoi articoli, ancora sorprendentemente attuali.
Solo ora mi rendo conto di quanto fossero profetiche le invettive contro la città diffusa e le esortazioni a ripensare una città densa e pedonale con discorsi che anni dopo ho ritrovato in Koolhaas e Maas (mvrdv)
Ad un incontro mi rimproverò di aver messo troppi garages, “l’auto non ha futuro” mi ha detto. E poi l’uso del verde come materiale architettonico, incredibile quanto era attuale 25 anni fa…ci diceva “avete la testa deformata dal verde delle villette, un filare di tigli adulti è alto 30m cioè come gli edifici dei redents di Le Corbusier…”
Era troppo “avanti” per l’università di allora e forse lo sarebbe ancora in quella di oggi.
Ti saluto, orgoglioso di essere stato tuo allievo