Beata … ci ha lasciato …

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con affetto …

“Beata Di Gaddo è nata il 4/07/1921 a Roma dove si laurea nel 1946. Subito dopo lavora come assistente del prof. Vagnetti al corso di “Disegno dal vero” della Facoltà di Architettura di Roma, disegnando insieme agli studenti le strade, le piazze, i cortili del centro storico romano e avviando un’attività didattica che caratterizzerà gran parte della sua vita professionale. Contemporaneamente comincia l’attività progettuale realizzando una chiesa ad Agnano Pisano e lavorando alla progettazione di residenze INA-casa tra le quali spicca il quartiere Coteto a Livorno. E’ lei stessa a definire il tema dell’edilizia economica e popolare come “banco di prova” per gli architetti della sua generazione, chiamati a concretizzare i fermenti culturali del dopoguerra e a sperimentare le possibilità di rinnovamento linguistico. Nel 1960, avvertendo un eccessivo distacco tra l’attività didattica e quella professionale, lascia l’insegnamento per dedicarsi completamente alla progettazione. Lavora fino al 1969 nello studio Barucci-Di Gaddo-Sacco dove si dedica a progetti di notevole rilevanza come i piani regolatori per l’Etiopia, il mercato ittico di Livorno e diverse esperienze di edilizia scolastica. Questi sono per lei anni di sperimentazione architettonica, a diretto contatto con il cantiere e nel 1970 sente la necessità di riprendere le passate attività di ricerca e studio teorico ed ottiene la cattedra di “Tecnologia dell’architettura” alla Facoltà di Architettura di Palermo dove guida gli studenti nell’analisi di edifici significativi dell’architettura moderna dei quali vengono studiate in particolare le soluzioni costruttive viste come parte dell’intera opera e appartenenti perciò ad un’unica logica formale costruttiva. Dal 1977 al 1991 conduce in qualità di professore associato il corso di “Disegno e Rilievo” alla Facoltà di Architettura di Roma dove l’attività didattica e di studio si concentra soprattutto su l’area del Pincio, Valle Giulia e Villa Borghese e sul tema della conservazione e fruibilità del parco storico in rapporto alla città.”
(www.casadellarchitettura.it/monitor/d/profilo.asp)

I suoi studi su Villa Borghese e sul Novecento romano sono stati un punto di riferimento per tutti …

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2 risposte a Beata … ci ha lasciato …

  1. Pietreo Barucci ha detto:

    Eccellente curriculum, quasi privo di inesattezze.
    Lo studio Barucci Di Gaddo Sacco fu aperto alla fine del 1962. Le opere precedenti, quali il Mercato Ittico di Livorno, la Casa Cartoni all’Argentario e altre furono firmate soltanto da Beata e, ahimé, dal sottoscritto.
    Pietro Barucci

  2. Saveria Muratore ha detto:

    Ci hai lasciato sabato notte nonna e sono felice di essere stata con te ogni giorno fino alla fine ti voglio un bene infinito e rimmarrai per sempre viva nella memoria di chi ti ha voluto bene. Mi mancano i tuoi sorrisi ironici e le tue battute..
    Ti porterò nel cuore per tutta la vita, sei e rimmarai sempre per noi il punto cardine della nostra famiglia.

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