“Ci spieghi, dunque” …

pantegana1Marisa su “SOMARI” IN CATTEDRA? … NO: IN COMMISSIONE …

“Mi spieghi, prof Muratore, perché dovrebbero esser somari i commissari: perché Ciorra scrive malamente, di getto e da sbruffone oltre 600 giudizi? perché lo dice tal associazione AIAC, composta di sedicenti polemisti senza spessore scientifico a caccia di amicizie e notorietà? perché lo chiedono i pensionati Purini e D’Amato privati, finalmente, del potere di esser loro a decidere cattedre e prebende? ci spieghi, dunque. Grazie”

Abilitazione scientifica nazionale: noi non ci stiamo!

Bar Università

…………….

gent.ma e misteriosa “Marisa” …

si è per caso presa la briga di confrontare …

il curriculum di alcuni “commissari” …

con quello di alcuni “candidati”? …

lo faccia …

è un esercizio assai istruttivo …

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1996-2007 – secondo boom edilizio …

grafici-consumo-di-suolo-italia-ispra2013“Lo dice abbastanza chiaramente Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, nel suo editoriale sull’ultimo numero del Giornale dell’Architettura, che c’è stato un sorprendente ciclo di espansione edilizia che ha portato addirittura nel 2007 ad un numero di 500.000 occupati in più rispetto al 1998, quando erano 1,5 milioni
http://dovelarchitetturaitaliana.blogspot.it/2014/02/1996-2007-secondo-boom-edilizio.html
Un saluto”
Stefano Nicita

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“SOMARI” IN CATTEDRA? … NO: IN COMMISSIONE …

pullara concorsi

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“Cacciar via … tutta la sciamante marmaglia dei “dotti” …” …

Schermata 2014-02-23 a 20.21.09Andrea Di Martino su: …

INASPETTATAMENTE … GIANCARLO …

Il cielo come tetto del mondo. Forse è solo in quest’ottica che ci si rende conto che non esiste nulla di più ordinario, ma solo nel senso che è perfino impossibile pensare a qualcosa di diverso che possa assolvere la stessa funzione. Una sola finestra dunque, ma più scorci diversi tra loro, in quanto allusivi di un cielo infinitamente mobile e mutevole, come tutto ciò che esso, da sempre, sovrasta: il mondo e i suoi contrasti, in perenne attesa di pacificazione. “L’arte scomparirà dalla vita nella misura in cui la vita guadagnerà in equilibrio”, scriveva Mondrian, cui una pallida eco si può intravedere nella partitura neoplastica degli scorci galassiani. Com’è noto, l’equilibrio cui alludono le composizioni di Mondrian non è altro che una sorta di equilibrio tra gli opposti (orizzontale-verticale-colori primari), vera e propria metafora di quella utopistica forma di pacificazione cui alludeva Fritz Lang nel film “Metropolis” (non a caso lo stesso Mondrian ha nominato la città come oggetto specifico della sua ricerca verso l’astrazione). Una necessaria ricerca di sicurezza, dunque. Ma il cielo, nel suo essere sovrastante e soverchiante allo stesso tempo, parrebbe alludere ad una ancor più necessaria ricerca di sicurezza: quella di cui parla Nietzsche in una prosa dove la filosofia si fonde con la poesia. Una prosa che mi piace considerare come una descrizione idealizzata della composizione galassiana (ma senza nessuna velleità, da parte mia, di rititolarla):
“O cielo sopra di me, cielo puro, cielo profondo, abisso di luce! Contemplandoti rabbrividisco di divine brame.
Lanciarmi nella tua altezza __ è questa la mia profondità! Rifugiarmi nella tua purezza __ è questa la mia innocenza! (…)
Oggi ti sei levato per me muto sul mare spumeggiante, il tuo amore e il tuo pudore parlano rivelazione alla mia anima spumeggiante.
Da ciò, che tu sia venuto a me bello, velato nella tua bellezza; da ciò, che tu parli a me mutamente, svelato nella tua saggezza:
Oh, come non indovinerei tutto quanto è pudico nella tua anima! Prima del sole sei venuto a me, il più solo.
Noi siamo amici fin dagli inizi: abbiamo in comune la pena e l’orrore e il motivo: abbiamo in comune anche il sole.
Noi non ci parliamo, perchè sappiamo troppe cose; noi tacciamo l’uno all’altro, ci sorridiamo il nostro sapere. (…)
Abbiamo imparato tutto insieme; abbiamo imparato insieme a salire sopra di noi verso noi stessi e a sorridere senza nubi:
__ a sorridere senza nubi verso il basso, con occhi chiari e da remota lontananza, mentre sotto di noi vaporano come piogge costrizione e scopo e colpa.
E quando vagavo solo: di chi aveva fame la mia anima nelle notti e sugli intricati sentieri? E quando salivo sui monti, chi mai cercavo se non te?
E tutto il mio vagare e ascendere monti: è stato solo una fatica e l’espediente di un uomo maldestro; volare soltanto vuole tutta la mia volontà, volare dentro di te! (…)
Io sono diventato uno che benedice e che dice sì: e per questo lottai a lungo e fui un lottatore, onde avere un giorno le mani libere per benedire.
Ma questo è il mio benedire: stare sopra ogni cosa come il suo proprio cielo, come il suo tetto rotondo, la sua campana azzurra e la sua eterna sicurezza: ed è beato chi così benedice! (…)
In verità, è un benedire e non un bestemmiare, quando insegno: “Sopra tutte le cose sta il cielo caso, il cielo innocenza, il cielo accidente, il cielo tracotanza”. (…)
Ma tu arrossisci? Ho detto cose non da dirsi? Ho bestemmiato volendo benedire?
O è il pudore dell’essere in due che ti ha fatto arrossire? Mi ordini di andare e tacere, perchè ormai viene il giorno?
Il mondo è profondo: e più profondo di quanto abbia mai pensato il giorno. Non tutto può avere parole davanti al giorno. Ma il giorno viene: lasciamoci dunque! (…)
Oh, pace beata intorno a me! Oh, puri odori intorno a me! Oh, come questa pace trae puro respiro dal suo petto profondo! Oh, come questa pace beata sa ascoltare!
Laggiù invece __ là parlano tutti, ma non si ascolta nessuno. (…)
Tutti da loro parlano, tutto vien propalato. E quel che una volta si chiamava segreto e intimità di anime profonde, appartiene oggi agli strombazzatori dei vicoli e ad altri farfalloni.
O natura umana, natura bizzarra! O chiasso per vicoli bui! (…)
Nel risparmiare e nel commiserare fu sempre il mio più grande pericolo; e ogni essere umano vuol essere risparmiato e sopportato.
Anche nel migliore degli uomini c’è qualcosa che fa schifo; e anche il migliore degli uomini è qualcosa che dev’essere superato! (…)
Guardate qui quest’uomo che langue! (…)
Ora il sole dardeggia su di lui, e i cani (il termine è qui usato come sinonimo di inetti, n.d.r.) gli leccano il sudore: ma egli giace lì nella sua ostinazione e preferisce languire __
__ languire a una spanna dalla sua meta! In verità, dovrete trascinarcelo per i capelli, questo eroe, nel suo cielo!
Ma è ancora meglio se lo lasciate giacere là dove si è adagiato, affinchè venga a lui il sonno consolatore, col suo scroscio di pioggia rinfrescante:
Lasciatelo giacere finchè non si risvegli da sè (…).
Badate soltanto, fratelli, a cacciar via da lui i cani (nel senso già specificato, n.d.r.), questi striscianti poltroni, e tutta la marmaglia sciamante __ tutta la sciamante marmaglia dei “dotti”, che sempre gode del sudore degli eroi!” (F. Nietzsche: “Così parlò Zarathustra”)

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galassi nuvoleINASPETTATAMENTE … GIANCARLO …

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Schermata 2014-02-22 a 18.03.35

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GIANCARLO GALASSIPer chi volesse dare un ultimo saluto a Giancarlo i funerali si terranno domani, sabato 22, alle ore 15 presso la chiesa San Pio V in via della Madonna del Riposo/piazza San Pio V

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Mausoleo di Valerio Romolo …

mausoleo valerio romolo“Caro Giorgio,
ho ancora qui, rimasto sul mio smartphone, la foto del Mausoleo di Valerio Romolo a Massenzio. Mi è’ stato impossibile fargliela vedere. Se vuoi pubblicarla, spero che anche i lettori ne apprezzino, come l’avrebbe apprezzata Giancarlo, la suggestione pur nell’evidente disastro.”
Sergio 43

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ENIGMA GIANCARLO …

Giancarlo   GalassiTerza tavola criptomnestica
Giancarlo Galassi l’abbiamo invitato Franco Purini ed io a realizzare un dipinto per l’Estate Romana di Renato Nicolini. Ha accettato con entusiasmo realizzando un’opera straordinaria, dal titolo Terza tavola criptomnestica. Si tratta di un totem ligneo intagliato, alto 125 e largo 25 cm (2013) di colore nero e successiva doratura naturale delle incisioni nell’abete nei prossimi due anni di esposizione, che ci parla del “ritenere personale ciò che è riaffioramento dalle profondità abissali dei ricordi inconsci”.
Il meraviglioso totem di Giancarlo Galassi merita di essere esposto in un degno museo.
Abbiamo recentemente dialogato sul blog, botta e risposta, sempre con grande ammirazione da parte mia per la sua acuta capacità critica.
Nel tempo mi ha onorato di due sue recensioni di miei libri: Evoluzione e architettura, L’enigma del Girasole. Le conservo gelosamente e gli sono estremamente grato, per le sue parole di profonda comprensione dei testi, riflessive, vere. Come lui era.
E questa sublime qualità, insieme alla sua scrittura e alla sua radiosa personalità, ci mancherà tanto.
Ruggero Lenci

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“E che dovevo lasciare sporco?” …

donna pulizie bari

Intervistata da Repubblica.tv, la signora Anna Macchi

“Sono andata ad aprire ed ho visto questo casino” rivela la donna delle pulizie, con 12 anni di onorato servizio, e racconta: “C’erano i cartoni a terra, le bottiglie di birra sopra i cartoni, stava il bordello. Allora io ho preso tutti i cartoni e tutte le cose e li ho messi fuori al cancello perché stavano vicino alla porta. Dentro i cartoni non ci stava niente, e allora ho preso da terra le birre e le altre cose ed ho messo tutto dentro questi cartoni, con la busta della immondizia. E’ passata la macchina (della nettezza urbana, ndr) e gli ho chiesto: ‘per favore me le prendete che non ce la faccio, che sono cartoni grandi’. E basta. Poi ho pulito, lavato a terra, ho chiuso e me ne sono andata. – aggiungendo – E che dovevo lasciare sporco?“

Scambia opere d‘arte per rifiuti. Donna pulizie: E che dovevo lasciare sporco?

……….

ringraziamo Efisio per la segnalazione …

e dopo er cinese …

candidiamo Anna alla direzione del MAXXI …

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