“A CALL FROM ROME” …

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generazione …

“Generazione: a call from Rome”

“e’ un ciclo di conferenze a cura di Jacopo Costanzo, promosso dal Comitato Tecnico Scientifico della Casa dell’Architettura con la Consulta Giovani Roma. La serie iniziera’ il prossimo 14 Ottobre 2016 e terminera’ nel Giugno 2017.
Interverranno 13 studi di architettura provenienti da 12 capoluoghi italiani ed internazionali.
In una fase in cui lo “studio professionale di architettura” si riconfigura attraverso strategie ed opportunita’ insolite, il racconto offrira’ un’istantanea generazionale per un gruppo di architetti nati negli anni ’80. Una controtendenza che mira a riprendere un discorso interrottosi anni addietro ed ostruito da uno star system ancora ingombrante. Un approccio teorico, storico/critico che prova a ritrovare una dimensione di pensiero dietro alla materia architettonica.
Ogni studio chiudera’ la propria lecture con un progetto per una casa nella campagna romana; un esercizio compositivo inteso come approfondimento tipologico, piu’ in generale, come riflessione sull’autonomia della disciplina architettonica. Rimarranno 13 progetti per 13 case nella campagna romana, 13 regali alla citta’ di Roma.
Mediante un format asciutto e dinamico, gli incontri puntano ad un coinvolgimento diretto da parte della platea, cosi’ da generare un confronto, una discussione, di volta in volta moderata da dottorandi e ricercatori provenienti dalle Universita’ di Architettura italiane.”

Polinice.org …

Nulla dies sine linea

Speriamo bene …

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DI MALE … IN PEGGIO? …

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ettore maria mazzola su: GRANDE … GRAB …

città-e-urbanistica

“Considerato il recente passato di Roma, e considerato che dopo il “magna-magna” di mafia capitale abbiamo gli occhi del mondo addosso, usare il termine “Grab”, che in inglese può tradursi con “agguantare”, “acchiappare”, “afferrare”, “prendere”, non credo che sia una buona cosa … specie ricordando che tra coloro i quali vogliono allungare le mani sulla nostra città c’è anche un “signore” americano che vuol realizzare uno stadio osceno accompagnato da degli abomini ancora peggiori”

E con il tedesco poi …

va anche peggio …

GRAB attiene …

allo scavare …

alle tombe …

alle fosse …

tutta robba …

da morti-viventi …

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TORNARE … A PALAZZO STROZZI IN PUREZZA …

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ettore maria mazzola su: I GOMMONI DER CINESE …

“MAESTRI DEL PAESAGGIO” …

“L’idiozia umana non ha limiti.

Dalle mie parti, se pronunciassimo il nome dell’artista (presunto) facendo una pausa: “Wei … wei!” intenderemmo “andiamoci piano!”

… Evidentemente, invece, per i “coltissimi cultori d’arte” fiorentini che hanno consentito questa installazione il significato è esattamente l’opposto!

Gli imbecilli radical-chic che hanno consentito questo immane abominio (del quale avevo già parlato quando si paventò l’idea di realizzarlo) sono degli incapaci che dovrebbero essere cacciati a calci fuori dagli uffici che occupano in Soprintendenza, Comune ecc.

Questi soggetti dovrebbero rendersi conto che non solo offendono Palazzo Strozzi e Firenze, ma che offendono anche quei turisti che, probabilmente, mai più nella loro vita potranno tornare in Italia e vedere Palazzo Strozzi nella sua purezza.

Certi criminali dovrebbero leggere quanto ho scritto su Dionysos in merito alla necessità di “vaccinare il nostro patrimonio contro le contaminazioni artistiche”

Weiwei ritiene la sua “opera” un omaggio ai tanti migranti morti nel Mediterraneo … mentre è ben chiaro che si tratti di uno squallido esempio di speculazione sul dolore altrui, atto a poter accrescere la propria notorietà!

In pratica stiamo parlando di un’opera di sciacallaggio che, spero, nessuno degnerà di una visita.

Palazzo Strozzi meriterebbe di essere ignorato, rimanendo deserto e senza introiti per tutta la durata di questa schifezza, sì da far comprendere agli idioti responsabili di tale scempio l’entità del danno che hanno apportato al monumento.”

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CANCELLARE … LA … CANCELLATA …

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http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/09/09/news/roma_nuova_trinita_dei_monti_scontro_sulla_cancellata_bulgari_via_i_barbari_-147429711/?ref=HREC1-3

“Salve professore
Dopo Fendi e Della Valle anche Bulgari s’è preso un altro pezzo di Roma e giustamente ora decide lui chi e come va vissuto perché: “sulla Scalinata è giusto camminare ma non si devono permettere i bivacchi.Non è un luogo per sedersi”
Recintiamola!”

Andrea Bentivegna

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“Caro Professore,
A proposito del post di Mauro Andreini.
(trovato su Repubblica)
Cordiali saluti”
Michele Granata

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MAURO ANDREINI … CHE DURO RIENTRO DALLE VACANZE …

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CHE DURO RIENTRO DALLE VACANZE

“Ovunque ti giri trovi un dibattito sul dopo terremoto, sul come ricostruire. Non sapevo che in Italia ci fossero così tanti esperti, architetti, geologi, ingegneri, teorici e critici dell’architettura, storici, archeologi e via discorrendo.
Gli architetti, logicamente, sono i più divertenti, si azzuffano, si offendono, parteggiano per questa o quella teoria. Fiumi di parole che scorrono senza uno straccio di esempio e così facendo contribuiscono non poco alla costante perdita di credibilità della categoria. E’ quasi naturale che tanta gente normale poi alla fine scappi e si rifugi dall’ingegnere.
Il grande tema è “rifare com’era oppure rifare ex novo”. Cioè, chi vorrebbe ricostruire gli edifici fedelmente agli originali, chi invece vorrebbe la sostituzione con edifici di aspetto completamente contemporaneo, senza memoria. Dato che mi fanno schifo entrambe le due posizioni estreme, dato che siamo in Italia, che dobbiamo accontentare tutti e quindi trovare una soluzione ibrida, ma soprattutto dato che mi piace cazzeggiare con l’ironia, propongo di costruire dentro i ruderi. Così nuovo e vecchio coesistono. Può andare?”

 Tratto da:

“Mauro Andreini:

L’ARTE DEL CAZZEGGIO E’ L’UNICA MATERIA IN CUI MI SENTO PREPARATO”

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RICOSTRUIRE … RIPROGETTARE …

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Carlo su: “EREDI INDEGNI”? …

Ettore maria mazzola su: MAZZOLA … SULL’EDIFICIO SOPRAVVISSUTO … “Caro professore, In questi giorni di dolore ho …

“Egregio professore (o professori, vedete voi), vedo con piacere che chi non la pensa come voi è “fazioso”, “saltemelecco”, “lobotomizzato”. E’ un vecchio film già visto da quando ero all’università, ad ogni modo la sua mi sembra solo una risposta piccata in quanto non ho letto motivazioni razionali ma solo scelte di tipo ideologico.

La cosa, comunque, mi ha messo di buon umore, ed allora (se me lo concede) le rubo un minuto del suo preziosissimo tempo per spiegare alcune cose.

Per quanto riguarda quel tipo di restauro “dov.era, com’era” può tranquillamente andare a vederselo all’Aquila, sepolto da infiniti cantieri senza fine, dove la gente nel frattempo è scappata a Pescara, a Roma o si è andata a ricostruire la sua attività e la sua vita in periferia.

Voglio solo ricordare a lei che fa il “professore”, che Amatrice e tutta la valle del Velino da Cittaducale passando per Antrodoco etc. dell’allora Distretto di Cittaducale vennero rase al suolo nel terremoto del 1703.

Allora vigeva una mentalità migliore della nostra, ovvero quella che la propria epoca era in grado di rispondere e produrre oggetti e cose in modo migliore rispetto ai predecessori.

Tutti i paesini vennero RIPROGETTATI dal Regno di Napoli secondo una nuova urbanistica, fatta di strade rettilinee, piazze e spazi per poter vivere in maniera più comoda la propria epoca (trasporto su carri, approviggionamento, etc.). Anche gli interni delle chiese, restaurati, vennero arricchiti di pitture e sculture con artisti dell’epoca. Era una cosa “normale”, è grazie a questa mentalità che abbiamo avuto il barocco dopo il rinascimento, Borromini dopo Michelangelo.

Oggi, purtroppo, non siamo più sicuri della nostra epoca e ci aggrappiamo al passato in maniera forsennata. Ci sono persone che vogliono ricostruire un fondale, una imbalsamata quinta scenografica di quello “che era” che poi non è neppure veritiero in quanto modificato nelle forme e nei volumi a più riprese.

Le macchine, si. Noi oggi siamo una società diversa da quell’epoca, abbiamo tutti questi oggetti metallici (lei non li usa? va a cavallo?) che ingombrano le strade e producono inquinamento visivo oltre che ambientale. Io sono stato ad Amatrice e in agosto era un posto caotico, io sarò “lobotizzato” come dice lei ma non vedo come possano integrarsi centinaia di oggetti di lamiere con un piccolo agglomerato di case. Sognare aree pedonali in centro cosa ha di sbagliato, volere case che consumino meno cosa ha di sbagliato?

Io ho detto “consono ai nostri tempi” e, le piaccia o meno, è un dato di fatto quello che si vive meglio se si hanno spazi adeguati al nostro vivere. Non ho parlato di “estetica” ma di tecnologie, di rendimento energetico e mi sembra giusto risparmiare le risorse, a Lei no? Bene abbiamo idee diverse ma io tengo le mie.

Ad ogni modo mi permetta infine di osservare che non è vero che l’architettura contemporanea non genera business turistico, è una emerita panzana! Basta fare solo piccoli viaggi all’estero per rendersene conto.

Ad ogni modo finisco qui perché ho altro da fare e non è mia intenzione fare polemiche, ma solo chiarire pochi concetti. Buona serata”.

Carlo Ragaglini

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“EREDI INDEGNI”? … CE SARAI …

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Ettore maria mazzola su: MAZZOLA … SULL’EDIFICIO SOPRAVVISSUTO …

“Caro professore, In questi giorni di dolore ho preferito non esprimermi per non essere accusato di sciacallaggio ideologico, …

“Sinceramente penso che sia molto più ingiusto ed offensivo per tutti noi che un personaggio come Renzo Piano – autore di immondi scempi, irrispettosi del centro di Parigi e Londra – possa permettersi di definire gli italiani “eredi, indegni, di un grande patrimonio che ci è stato lasciato”!

I nostri politici e giornalisti dovrebbero evitare certe patetiche mosse mediatiche, andando a chiedere i parere ad un personaggio che di restauro e di centri storici non sa nulla e, probabilmente, nemmeno gli interessa di sapere visto che tutti i suoi progetti sono orendi e autoreferenziali!

Quanto al modo di ricostruire Amatrice e gli altri comuni e frazioni devastati dal sisma, ritengo oltremodo assurdo affermare: “Ad ogni modo di fondo trovo che comunque non si possa ricostruire “in stile” ma vadano eseguite ricostruzioni con architetture consone alla nostra epoca”.

Quando si ricostruisce dopo un evento traumatico come questo, bisogna imparare a mettere da parte l’ideologia modernista, frutto della lobotomizzazione universitaria, e ricordarsi che non basta ricostruire gli edifici ma, soprattutto, occorre ricostruire l’identità di un popolo che ha perso tutto. Se non si ricostruisce il senso di appartenenza non ci sarà più una vera comunità!

Non dimentichiamo poi che Amatrice campava soprattutto del turismo di chi era interessato alle sue bellezze e non solo all’Amatriciana. Quei turisti, qualora si costruissero edifici “al passo coi tempi”, troverebbero certamente altre mete per i loro viaggi, piuttosto che andare a vedere l’ennesima anonima bruttura in cemento, vetro e acciaio.

Infine, se lei è tanto interessato all’ambiente, immaginare “la nuova Amatrice in grado di dare, ad esempio, un posto alle tantissime automobili e veicoli che usiamo per vivere, al risparmio energetico e tanto altro che, lo slogan “dov’era, com’era” non può contemplare” farebbe bene a rendersi conto che progettare edifici pseudo-sostenibili per un centro pensato per le automobili più che per gli esseri umani ha molto poco di ecologico!”

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POVERO VINACCIA …

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“Mentre noi ce ne stiamo in vacanza questi continuano a colorare i palazzi come je pare,

stavolta è toccato al povero Vinaccia.

Saluti”

Andrea Bentivegna

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PERRAULT A VERSAILLES … ‘NA BELLA PACCHIANATA …

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Dominique Perrault – The New York Times

How Do You Add to Versailles? Bravely …

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