




“Va’, distruggi il male e va’”
#Goldrake / #Halloween / #LaNuvola
Da Jacopo Costanzo

Mauro Andreini
Dopo un’attenta valutazione delle caratteristiche morfologiche delle preesistenze, si propone di liberare lo spazio della casa da ogni ipotesi di frammentazione e parcellizzazione, ridando in ciò un valore alla straordinaria spazialità dell’insieme.
Il progetto che ne segue si libera di ogni didascalica volontà di rappresentazione di una domesticità consolatoria e pone come metafora del nuovo abitare l’idea di uno spazio del paesaggio.
Alcune superfici su diversi livelli attraversano lo spazio a tripla altezza dell’immobile e attraverso un gioco sofisticato di piegature e deformazioni articolano le sequenze di spazi e funzioni necessari all’abitare. In questo paesaggio domestico liberato e plasmato da superfici che corrono longitudinalmente rivestite in acciaio lucido satinato, gli oggetti di design si annullano lasciando il posto ad un fondo, che articolandosi in una serie di cavità e concavità, suggerisce nuove possibilità d’uso dello spazio domestico.
Così la passerella che piegando diviene scala e poi ancora solaio della zona vestiario, può a sua volta diventare tavolo da pranzo o zona sushi, così come le piegature della superficie del pavimento del soggiorno divengono l’occasione per immaginare nuove e differenti sedute. Le superfici che attraversano longitudinalmente lo spazio dell’immobile moltiplicando i traguardi possibili creano sequenze di spazialità emotivamente coinvolgenti e sorprendenti, alludendo in ciò ad uno spazio del movimento, dell’attraversare, senza confini, appunto, lo spazio del paesaggio.
Un sistema di partizioni vetrate mobili determina una possibilità di continua riconfigurazione degli spazi, favorendo in ciò la materializzazione dell’insieme architettonico che nella sua leggerezza si contrappone alla tettonicità e alla costruttività dell’involucro. Le superfici attraversanti, ragionando sul tema della metamorfosi, nel loro incedere cambiando funzione, trasformano la propria struttura e la propria natura, da superfici in acciaio inox sabbiato a superfici in acciaio inox microforato, e negli spazi più intimi in teak dogato.”





“Generazione: a call from Rome”
“e’ un ciclo di conferenze a cura di Jacopo Costanzo, promosso dal Comitato Tecnico Scientifico della Casa dell’Architettura con la Consulta Giovani Roma. La serie iniziera’ il prossimo 14 Ottobre 2016 e terminera’ nel Giugno 2017.
Interverranno 13 studi di architettura provenienti da 12 capoluoghi italiani ed internazionali.
In una fase in cui lo “studio professionale di architettura” si riconfigura attraverso strategie ed opportunita’ insolite, il racconto offrira’ un’istantanea generazionale per un gruppo di architetti nati negli anni ’80. Una controtendenza che mira a riprendere un discorso interrottosi anni addietro ed ostruito da uno star system ancora ingombrante. Un approccio teorico, storico/critico che prova a ritrovare una dimensione di pensiero dietro alla materia architettonica.
Ogni studio chiudera’ la propria lecture con un progetto per una casa nella campagna romana; un esercizio compositivo inteso come approfondimento tipologico, piu’ in generale, come riflessione sull’autonomia della disciplina architettonica. Rimarranno 13 progetti per 13 case nella campagna romana, 13 regali alla citta’ di Roma.
Mediante un format asciutto e dinamico, gli incontri puntano ad un coinvolgimento diretto da parte della platea, cosi’ da generare un confronto, una discussione, di volta in volta moderata da dottorandi e ricercatori provenienti dalle Universita’ di Architettura italiane.”
Speriamo bene …
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città-e-urbanistica
“Considerato il recente passato di Roma, e considerato che dopo il “magna-magna” di mafia capitale abbiamo gli occhi del mondo addosso, usare il termine “Grab”, che in inglese può tradursi con “agguantare”, “acchiappare”, “afferrare”, “prendere”, non credo che sia una buona cosa … specie ricordando che tra coloro i quali vogliono allungare le mani sulla nostra città c’è anche un “signore” americano che vuol realizzare uno stadio osceno accompagnato da degli abomini ancora peggiori”
E con il tedesco poi …
va anche peggio …
GRAB attiene …
allo scavare …
alle tombe …
alle fosse …
tutta robba …
da morti-viventi …