
LA GRANDE LEZIONE DI BOB DYLAN, ALTRO CHE NOBEL
“Indignati, sorpresi, scandalizzati dal silenzio di Bob Dylan, sul non ricevimento del Nobel. Chi lo definisce ingrato, chi supponente, chi maleducato.
A me, invece, entusiasma il silenzio di Bob, che leggo come un ulteriore grande atto ribelle.
Bob non ha accettato né rifiutato il Nobel. E’ rimasto del tutto indifferente. Con grande e costante coerenza ha mandato a dire che l’arte non ha bisogno di premi, l’arte viaggia da sola, in un suo binario incontrollabile. I premi dell’arte non hanno senso, gli unici premi sono solo quelli che arrivano dall’apprezzamento del pubblico e dalla sua atemporalità.
Non esiste l’arte da competizione così come non esiste la competizione nell’arte.
I premi o le gare nell’arte sono fatti per il narcisismo e per chi vede la competizione in ogni forma di vita umana. La voglia di competizione, la voglia di gara, la voglia di creare classifiche, di produrre vinti e vincitori.
Insomma, in un mondo che ha continuamente bisogno di premi e di classifiche (fatte da chi, poi ?) Bob ha dato un grande messaggio di controtendenza e di lungimiranza.
Una grande lezione di silenzio, a coloro che vogliono i premi, che li istituiscono, che li danno e che li prendono gonfiandosi il petto e la scrivania.
“Ma perché non la smettete di dare premi e indire gare sull’Arte” – sembra voler dire Bob – lasciate in pace l’arte e se proprio amate le classifiche e le competizioni dedicatevi agli sport olimpici.
Grande Bob.”
Mauro Andreini




















