Piazze e piazzette … alla griglia …

piazzettastella

Edoardo Alamaro … affacciato alla finestra di casa … ci scrive: …

“Dalla finestra … di casa mia … a piazzetta Stella, … a Napoli/metropolitana .. il due novembre, .. domenica mattina, giorno dei morti e dei feriti gravi … inclusi i malati terminali e a termine dell’architettura e ambiente nostrano.
Per questo motivo vi ho pensato, amici miei muratorini: ho aperto il vostro simpatico blog –non lo facevo da un po’, perdonate!– e mi è venuta incontro una idilliaca veduta uscita fresca fresca dal freezer dei tempi di Carlo Crivelli pictor. Scongelata tale e quale oggi. Indi fotografata e imbloggata oggi da un fortunato mortale che se la gode. Beato (o maledetto) lui!
La mia situazione visiva a Napoli, centro storico, ‘ncoppa ‘a Stella, è un po’ diversa. All’uopo allegovi due foto. Più che Crivelli qui l’ambiente è stato crivellato. Anzi trivellato dalle griglie del metrò dell’arte che passa di sotto. A piazza Cavour, stazione “Museo”. Un gadget pubblicitario per l’amministrazione basso-linea del tempo (recente). Un inutile e ingombrante volume rosso pompeiano, che io chiamo Fort Apache perché mi pare un fortino, dovuto a Gae Aulente.
Come per il Pincio Parking e i medicinali, la questione sono sempre gli effetti collaterali. Ma qui non c’era né Valadier, né Muratore. Solo la Madonna della Stella, il cui santuario, amici muratorini, potete intravedere sulla destra. Si tratta di una nobilissima architettura tardo cinquecentesca, inizio seicento, elegantissima nel bianco e nero dei marmi e piperno. Con un loggiato a tre fornici e una balconata dalla quale, un tempo, in quel tempo, come al Pincio romano, si poteva godere del Creato. Cioè della natura con protesi d’architettura. Ma la Madonna della Stella non è intervenuta, non ha fulminato i grigliatori, e la situazione è quella che potete vedere dalle foto. Lo slargo della piazzetta è ormai compromesso (credo) definitivamente. E’ diventato una periferia urbana, pur stando in pieno centro di Napoli.
Che fare oggi? Come propose un membro della commissione per il Pincio Parking, annotato ironicamente dal nostro masto Muratore: “per le griglie e gli accessi si potrebbe fare un concorso internazionale aperto ai giovani architetti europei, anzi mondiali …..”. Altro che romantiche passeggiate al chiaro di luna e della (buona) Stella! (Santa) MARIA TI AMO, è scritto sul prefabbricato che sta lì abbandonato da dieci anni, in piazzetta. Da cui, per estensione: “
Madonna mia, miettece a mano tu!”
Eldorado

piazzettastella a

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Dalla finestra … di casa mia …

Torre di Palme

Sergio Marzetti, riprendendo un inesauribile argomento di qualche giorno fa …
ci invia questa foto e così la commenta: …

“Caro Professore,
Pasquale Cerullo aveva espresso il desiderio di poter confrontare la realtà odierna di Torre di Palme con quella rappresentata da Carlo Crivelli nella pala del polittico di San Giorgio che Lei ha già voluto pubblicare. Si discuteva sulla persistenza, pur oramai rara, dei valori del paesaggio italiano che sono stati di stimolo a tanta parte della nostra storia. Le dedico questa foto di Torre di Palme, presa da casa mia. I temi del suo blog si susseguono rapidamente e forse il tema in questione è oramai trascorso ma se volesse far conoscere questa piccola ma non indegna parte del nostro territorio ne sarei felice.
La saluto cordialmente.”

S. M.

la felicità: … un paesaggio …

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Attraversamenti …

ATTRAVERSAMENTI

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Parole in libertà …

DIDATTICACHEOCCUPA

didattica che occupa … preoccupa …

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Palle e gradini …

PALLEGRADINI

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Resistenza passiva …

RESISTENZAPASSIVA

da Sacconi … alla Galloni …

ma, prima o poi, …

dovranno, pure, smontarlo …

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Turistico … straniamento … napoletano …

GUARINIPTNA

Isabella Guarini … turista del Novecento a Napoli … ci invia …

“Caro Prof. Muratore,
la memoria digitale dell’architettura del Novecento in Sardegna pubblicato da Pasquale Cerullo su archiwatch.it, è un campionario davvero straordinario: edificio per edificio si potrebbe riscrivere tutta la storia dell’architettura occidentale attraverso la proprietà associativa.Ma ci vuole tempo e pazienza. Mi chiedo, tuttavia, se la documentazione fotografica restituisca lo stato reale del contesto in ci gli edifici vivono, o meglio mi chiedo se gli stessi edifici siano riusciti nel tempo a influenzare il contesto o a conservare quello preesistente. La critica che spesso viene fatta all’architettura del Novecento è quella dello straniamento, perciò mi incuriosisce vedere come invecchiano gli edifici moderni. Di tanto in tanto, mi travesto da turista e vado in giro per realizzare “instant book” di architetture, come quello che invio sul Palazzo delle Poste in Napoli, opera di Giuseppe Vaccaro, straziato dal degrado, nonostante si trovi contornato da importanti istituzioni pubbliche: graffiti marmorei, pubblicità totemica, alloggi di rifiuti alla Rauschenberg.
Ma non è finita qui! Saluti.”

I.G.

Grazie … alla prossima …

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Ancora … su Salingaros …

Riceviamo da un misterioso Palladius …
che, ancor più misteriosamente, si definisce nostro “fedele discepolo” questo testo che rinvia, ancora una volta e con entusiasmo, ad un testo salingariano …

Forse siamo stati un po’ sommari nei confronti del nuovo profeta oltreoceanico … ma, a questo punto, cominciamo anche a preoccuparci un po’…
dopo D’Amato, Purini, Pagliardini e tanti altri …
ora, a difenderlo, ci si mette pure … Palladio …

“caro professore,
chi le scrive è stato suo studente al corso di architettura contemporanea di via gramsci, frequento quotidianamente il suo blog e ammiro già dai tempi dell’università la sua battaglia in difesa dell’architettura razionale e tradizionale italiana ingiustamente e quotidianamente offesa da politici e architetti insipienti e tracotanti, mi considero quindi un suo fedele discepolo e nel mio piccolo cerco di far valere ogni qual volta ne ho al possibilità le nostre comuni idee. Mi permetto però di prendere le distanze dalle sue polemiche su Salingaros di cui hao avuto modo di leggere un breve saggio che in verità ho aprrezzato molto e i cui contenuti non mi sembrano così distanti dalla nostra visione su come un architetto degno di questo nome dovrebbe interpretare il suo ruolo e confrontarsi con il contesto urbano in cui si inserisce con i soui progetti.
le allego il saggio e il link con l’invito a pubblicarlo sul suo blog che considero uno spazio prezioso di confronto e di espressione per idee e punti di vista intelligenti e non confornmisti.

la saluto affettuosamente e colgo l’occasione per complimentarmi con lei per la sua battaglia quotidiana contro la corruzione e la volgarità che sempre più violentemente depaupera e svilisce le nostre città e il nostro territorio.

cordialmente, un suo fedele discepolo”

link al saggio di salingaros:
http://www.cesar-eur.it/critica_modernita.php

Il saggio intero era un po’ troppo lungo …
e poi …
non vorrei passare per un neofita salingariano …
per gli appassionati della materia …
sarà sufficiente il link segnalato …

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Sardegna Digital Library …

SARDEGNADIGITALE

Sardegna Digital Library … la memoria digitale della Sardegna …

Pasquale Cerullo, che qui ringraziamo, ci segnala questo straordinario campionario di immagini di architettura del 900 in Sardegna …

http://www.sardegnadigitallibrary.it/

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Maestri invisibili … e … globi illuminanti …

QUARONI NICOLOSI

Ancora … intorno al globo …

Emanuele Arteniesi … che ci ha incautamente introdotto ai misteri mariani …
a commento delle susseguenti imprevedibili, illuminate, quanto talvolta illuminanti, associazioni … così commenta: …

“Giuseppe Nicolosi, maestro invisibile degno del testo di Fossati riportato da Andrea_B… ha usato la tipologia basilicale per la chiesa del Collegio Santa Maria risolvendo perfettamente le connessioni con l’impianto preesistente dell’istituto. Si veda la foto di ” Incontri nel cortile… di sotto…”: La chiesa poggia su un piano terreno destinato ad accogliere aule, le cui finestre si affacciano sul porticato che qui, con una rotazione a 90 gradi, da prospetto principale e nartece di basilica paleocristriana diventa uno dei lati porticati del cortile maggiore. L’ingresso in asse con le tre navate è invece risolto al primo piano dove Nicolosi raccorda il vano scala principale del collegio con una sorta di nartece interno. Nartece interno i cui portali inquadrano le porte d’accesso alle navate. Quella centrale termina in una grande abside affrescata negli anni cinquanta da Giorgio Quaroni con una composizione in cui la Madonna troneggia al cento di un folto gruppo di santi. Questa spazialità fortemente direzionata inizia quindi sotto i famosi globi dei portali e termina in corrispondenza dell’abside … Non sia mai detto che questa è l’ultima parola in proposito … ma gli interventi della Guarini e della Marconi coglievano nel segno e sono stati in un certo modo pure “illuminanti”… solo due donne potevano cogliere questa tensione mariana!”
…
E.A.

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