Fondo Cartoni

Alberto Cartoni è stato fotografo ufficiale dell’Opera Nazionale Balilla e in questa veste ne ha documentato l’attività edilizia e le manifestazioni pubbliche per più di un ventennio.

Il Fondo Cartoni comprende circa un migliaio di lastre fotografiche negative in vetro di vari formati (cm. 18×24, 13×18, 10×15, 9×12) e pellicole, eseguite dal fotografo tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta del Novecento. Questa collezione documenta, attraverso immagini relative a disegni inediti e bozzetti, fotografie di fasi di cantiere e relative alle cerimonie ufficiali di inaugurazione, nonché particolari architettonici e artistici e vedute d’insieme dei diversi edifici, le varie fasi costruttive del Foro Mussolini e di altre realizzazioni degli anni Trenta a Roma.

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Progetto di ricerca realizzato con fondi della Direzione Generale Archivi sotto la supervisione della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio.

Il progetto che si propone ha lo scopo di riordinare, catalogare e  rendere fruibile il Fondo Cartoni.

Questo fondo fotografico è attualmente conservato presso il Centro Studi e fa parte dell’Archivio Giorgio Muratore, recentemente dichiarato di notevole interesse da parte della Soprintendenza archivistica del Lazio.

Questo fondo di notevole interesse storico e artistico, consta di un insieme di circa un migliaio di lastre fotografiche negative in vetro di vario formato (da 18×24 a 9×12) e riguarda esclusivamente la realizzazione del complesso monumentale e ambientale del Foro Italico, già Foro Mussolini (1927-1941). 

Il fondo proviene all’archivio di Alberto Cartoni, fotografo ufficiale dell’Opera Nazionale Balilla, che in quella veste ha registrato ogni fase della realizzazione di questo complesso edilizio e ogni momento delle cerimonie pubbliche che vi si sono svolte e del cantiere a partire dalla fine degli anni Venti del Novecento. Quest’ampia documentazione riguarda pertanto le architetture dei diversi autori che hanno collaborato a questa importante opera, esponenti di primo piano della scena architettonica romana degli anni del fascismo, da Enrico del Debbio a Luigi Moretti a Costantino Costantini, a Paniconi e Pediconi. Un aspetto molto importante della documentazione riguarda anche le opere d’arte realizzate nel Foro, in primo luogo le pavimentazioni musive del Piazzale dell’Impero e degli interni delle piscine e della palestra del duce eseguite dai più importanti artisti del tempo da Gino Severini a Giulio Rosso ad Angelo Canevari. 

Le fotografie restituiscono così tanto la situazione precedente i nuovi insediamenti attraverso vedute panoramiche dall’alto di Monte Mario, quanto le successive realizzazioni, ma documentano anche i plastici di studio, oggi andati dispersi, gli interni di palestre e piscine, le manifestazioni e le mostre allestite nelle diverse occasioni celebrative. Tra le altre vicende è particolarmente documentata quella relativa al complesso cantiere allestito in occasione dell’erezione del monolite. 

Il progetto che si propone prevede di organizzare questo materiale secondo un criterio tanto cronologico quanto per soggetto e autore, procedendo a una sua digitalizzazione per renderlo fruibile a studiosi e ricercatori. 

L’importanza del Foro Italico nel quadro dell’architettura italiana del Ventennio e di quella romana in particolare è un dato ormai acquisito dalla storiografia dell’architettura; pertanto la documentazione fornita dal Fondo Cartoni potrebbe dare un significativo contributo all’approfondimento della sua conoscenza come felice momento di espressione delle diverse componenti dell’ambiente romano, tra cultura accademica e razionalismo. Grazie all’impiego della digitalizzazione e di un sistema di consultazione mediante una smart-map il materiale potrà essere fruibile on line anche da un pubblico non specializzato e da utenti di ambito internazionale.

Attraverso l’osservazione dei diversi momenti dello sviluppo del cantiere sarà possibile seguire le fasi della costruzione, le tecniche e i materiali impiegati, e verificare l’assetto di luoghi e manufatti oggi non più esistenti, o in parte modificati, anche al fine di eventuali interventi di restauro o di ripristino. Questo materiale, come fonte di una conoscenza dettagliata del complesso del Foro può essere messo a disposizione anche degli enti attualmente preposti alla gestione di queste strutture, come il Comune, le Soprintendenze e soprattutto il CONI, attuale proprietario degli impianti.

Riteniamo pertanto che il finanziamento di questo progetto possa portare significativi vantaggi alla conoscenza, alla tutela e alla gestione del complesso del Foro Italico.