Dalla finestra … di casa mia …

Torre di Palme

Sergio Marzetti, riprendendo un inesauribile argomento di qualche giorno fa …
ci invia questa foto e così la commenta: …

“Caro Professore,
Pasquale Cerullo aveva espresso il desiderio di poter confrontare la realtà odierna di Torre di Palme con quella rappresentata da Carlo Crivelli nella pala del polittico di San Giorgio che Lei ha già voluto pubblicare. Si discuteva sulla persistenza, pur oramai rara, dei valori del paesaggio italiano che sono stati di stimolo a tanta parte della nostra storia. Le dedico questa foto di Torre di Palme, presa da casa mia. I temi del suo blog si susseguono rapidamente e forse il tema in questione è oramai trascorso ma se volesse far conoscere questa piccola ma non indegna parte del nostro territorio ne sarei felice.
La saluto cordialmente.”

S. M.

la felicità: … un paesaggio …

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3 risposte a Dalla finestra … di casa mia …

  1. Manuela Marchesi ha detto:

    Visto che le grandi città sono oggetti di appetiti economici e politici smisurati, oltre che essere diventate vetrina per le “create” degli archistars, resta da difendere il resto del nostro territorio, stupendo, dalle mire e dalle speculazioni e dalla fantasiosa manìa di “ammodernare” e “valorizzare” il “territorio”.
    In treno da Roma a Torino, tanto per dire, si vedono orride schifezze e paesaggi stupendi, cittadine ancora umane e condomini-villette che sono sconsolanti…e tanti splendidi edifici abbandonati e diruti che, invece, potrebbero essere di nuovo usati, dopo un lavoro attento e rispettoso e, scusate tanto, per nulla “moderno”.

  2. pasquale cerullo ha detto:

    Grazie Sergio. La collocazione elevata di molti piccoli borghi e la natura del terreno li proteggeva dalle orde barbariche. Oggi queste sostituite dalle orde barbariche degli speculatori che per gli stessi motivi non trovano attraente e remunerativa la posizione impervia.
    Purtroppo non basta, i piccoli organismi urbani muoiono per dissanguamento, la fuga degli abitanti. Gli speculatori agiscono ugualmente, creano i loro ‘accampamenti’ d’attesa strategica nelle piane e li attirano, con vantaggiose offerte, il dono della modernità. È un processo irreversibile.

  3. marco ha detto:

    proprio brutto questo paesaggio! L’italia è un brutto paese.

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