INCREDIBILE MA VERO: ETTORINO RAMPANTE … ALLA CONQUISTA DEL BRABANTE …

mazzola school ...Il progetto degli studenti della University of Notre Dame per Brandevoort

“Caro prof. Muratore,

le segnalo il link alla Rivista on-line di Simmetria.org interamente dedicato al progetto elaborato nel 2007 dai miei studenti della Notre Dame per Brandevoort, progetto il cui successo è stato tale da indurre i costruttori, le autorità locali e gli autori del Master Plan Rob Krier & Christoph Kohl a realizzarlo interamente seguendo ogni minimo dettaglio del lavoro dei miei ragazzi.
L’articolo sembra lungo, ma non lo è, perché le pagine sono quasi tutte dedicate alle immagini dell’analisi del luogo, del progetto degli studenti e degli edifici realizzati.
Quella del progetto è una storia che consiglio davvero di leggere.

Buona lettura”
Ettore

Rivista on-line n.18 – ll progetto degli studenti della University of Notre Dame per Brandevoort

(di E.M.Mazzola)

………………

tutti i miei più sinceri complimenti …

sono letteralmente frastornato …

era una vita che aspettavo …

 

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50 risposte a INCREDIBILE MA VERO: ETTORINO RAMPANTE … ALLA CONQUISTA DEL BRABANTE …

  1. Voglio essere il primo a commentare.

    BRAVO ETTORE !
    Non condivido mezzo mattone ma bravo lo stesso!

    Se vedessi le cose che costruiscono gli studenti di Valle Giulia sotto la guida dei loro professori…

  2. ettore maria mazzola ha detto:

    grazie

  3. memmo54 ha detto:

    Bello Ettore ! Complimenti. Un bel passo avanti !
    Saluto

  4. Filippo ha detto:

    Sconcerto e orrore ! Un analfabetismo dell’architettura i n c r e d i b i l e ! Da rimanerci secchi! E l’incosapevole compiacimento poi, che imbarazzo..
    Come se la rivoluzione dell’architettura moderna fosse passata invano, come se dopo l’invenzione di lampadina e telefono, Mazzola e la sua scuola di architettura continuassero a insegnare che ci si illumina con il fuoco (previo sfregamento di pietre) e si comunica con i segnali di fumo, siamo al trogloditismo dell’architettura.
    Per una volta tanto, il primato della regressione anacronistica e del falso storico (lo “stile” orrore!! Sono passati invano Mies, Terragni, Libera, Le corbusier) non tocca all’Italia.
    Ma come si fa..tutto e’ brutto, volgare e inelegante, persino la pagina web ..

    • ettore maria mazzola ha detto:

      Filippo, deduco che l’analfabetismo sia solo ed esclusivamente il tuo, visto che oltre a non capire nulla di architettura, non sai nemmeno leggere e capire che, indipendentemente dal tuo “dotto” parere, quello è ciò che voleva la gente, e ciò che vorresti tu era proprio ciò che la gente non voleva affatto. Le case sono tutte state vendute in anticipo, e c’è il sito ufficiale dell’impresa che aggiorna sullo stato di avanzamento e di vendita a dimostrarlo. Rassegnati alla dura realtà, i tuoi “maestri” della rivoluzione moderna fanno schifo ai più

  5. Daniele ha detto:

    Moderno e antimoderno: le due facce della stessa medaglia.
    http://www.fashiondistrict.it/it/valmontone/promozioni

    Io m’interrogherei su questo.

  6. stefanonicita ha detto:

    Complimenti a Ettore per il lavoro svolto. Il discorso sul “linguaggio” architettonico forse alla fine è poco rilevante, soprattutto se diventa uno scontro ideologico tra “vecchio” e “nuovo”. Molto più interessante invece lo studio dello spazio urbano e dei rapporti tra vuoti e pieni. In fondo poi chi può negare con sicurezza che anche in un quartiere contemporaneo ben congegnato si possa vivere bene? http://www.west8.nl/projects/borneo_sporenburg/

  7. Pingback: NUN CE VONNO STA’ … « Archiwatch

  8. Waferboards ha detto:

    A mio avviso se queste graziose abitazioni invece di una copertura a falda ne avessero avuta una piana e se invece di singole finestre ne avessero avuta una a nastro sarebbero state osannate come capolavoro dell’architettura contemporanea mentre vengo spesso vituperate come un esercizio di stile.
    Mi domando se una copertura o una finestra,scelte tecnologiche in fin dei conti,bastino per modificare completamente dei giudizi o se,nel decretare virtù di una architettura,dobbiamo concentrarci sull uso di materiali d avenguardia o piuttosto sullo spazio che essa crea ( che sia spazialità interna o che si intenda lo spazio urbano )

  9. Filippo ha detto:

    Ettore, dai alla gente quello che vuole la gente.. Diciamo che sei una sorta di Maria De Filippi dell’architettura, gli dai il “sogno” piccolo borghese.. e poi tra il palazzetto lezioso in stile e i quartieri dormitorio a tipologia caserma di Barucci, nel mezzo, ci sono decine di lottizzazioni ad alta densita e a basso costo bellissime, basta farsi un viaggetto nei paesi scandinavi, in Spagna, in Olanda..

  10. Filippo ha detto:

    dicevo, tra lo “stile” e i casermoni di Barucci, nel mezzo c’e’ il moderno nella sua migliore accezione estetica e funzionale. le tue, Ettore, sembrano robe di un’agenzia immobiliare, stesso volgare gusto estetico, stessa paccottiglia decorativa buona per ceto da analfabetismo di ritorno con i soldi in saccoccia. c’è mica bisogno di andare all’università per fare ‘ste cose, basta fare pratica dai geometri di Caltagirone e Mezzaroma…

    • ettore maria mazzola ha detto:

      Filippo,
      tu puoi offendere quanto ti pare, dimostrando la tua profonda ignoranza ed arroganza, soprattutto dimostrando che non sai neppure leggere, altrimenti capiresti che queste case, a differenza delle “operazioni immobiliari” che citi, comprendono anche case popolari a costo zero, e costano meno di quelle che vorresti tu, quindi non si tratta di fare la Maria De Filippi, ma di fare le cose con buon senso, cosa che a quelli come te risulta impossibile.
      A proposito di De Filippi, il tuo comportamento, teso alla provocazione che rischia di sfociare nel turpiloquio è proprio un comportamento da Maria De Filippi … che evidentemente fa i programmi TV che preferisci.
      Ma quelli non sono i programmi che preferisce la gente, sono quelli che un certo tipo di TV sciacqua-cervello berlusconiana impone alla gente stupida che abbocca all’esca.
      Stiamo parlando di due cose profondamente diverse rassegnati.
      Visto che critichi tanto, perché non ci fai vedere quello che sai fare? Io mi metto in gioco perché, come ho scritto nell’articolo, detesto coloro i quali parlano senza mostrare le alternative che propongono, perché non fai altrettanto?

  11. Pietro Pagliardini ha detto:

    A me sembra che Filippo ragioni proprio come lui immagina ragionino i geometri che tanto disprezza, cioè con la caricatura di quella categoria. Ma non i geometri sic et simpliciter, quanto gli archeometri. Questi, culturalmente, sono in genere, ma con lodevoli eccezioni, la più dannosa specie in circolazione tra gli architetti. E’ questa mia una forma di razzismo o snobismo nei confronti dei geometri verso i quali invece nutro sincera stima? Niente affatto, la mia affermazione nasce da anni di frequentazione di soggetti in questione i quali, hanno, in maniera diffusa ed evidente, una caratteristica distintiva: un certo complesso di inferiorità, che deriva presumibilmente da un malinteso e ingiustificato disprezzo per la scuola che hanno frequentato e che non citano mai, quasi a rimuoverne il pensiero, che, facendoli sentire architetti sì, e spesso in abbondanza, ma figli di un dio minore, li costringe ad aggrapparsi tanto acriticamente quanto stupidamente alla figura di un Maestro di riferimento. Questa condizione psicologica, indipendentemente dalle qualità dei singoli, che sono, come ovvio, statisticamente distribuite esattamente come negli architetti non geometri, genera la conseguenza di cristallizzare il loro pensiero sull’architettura così come fanno con il Maestro, non immaginando nemmeno di poter andare oltre il proprio naso, escludendo che possa esserci un pensiero diverso da quello sicuro che hanno ormai introiettato, perchè significherebbe avventurarsi in un sentiero nuovo e pericoloso per le loro certezze. Ovviamente questa generalizzazione è allo stesso tempo portatrice della negazione di se stessa ma è utile a caratterizzare con sufficiente approssimazione una categoria di architetti che esiste nella realtà.
    Tutto in Filippo dice questo:
    – il disprezzo per l’agenzia immobiliare, quasi immaginando che gli architetti debbano e possano avere tutti un Principe come committente, come certamente lui avrà; Visione astratta, idilliaca e utopica, soprattutto se rapportata al numero di 150.000 architetti italiani;
    – il banale confronto con Maria de Filippi, pensiero debolissimo nel paragonare il mondo dello spettacolo a quello dell’edilizia (sì, la chiamo così, godendo a immaginare la reazione di disgusto), sfuggendogli evidentemente la differenza che passa tra una attività di svago passivo quale è la TV rispetto a quella dell’abitare, che è invece primaria nell’uomo come in ogni forma animale, anche se con consapevolezza evidentemente assai diversa;
    – e poi la perla, il ricorso all’antico e desueto stereotipo del “sogno piccolo-borghese” appreso sui libri di storia ma non digerito, tanto da riproporlo indenne ai tempi d’oggi, che mi riporta indietro di qualche decennio, quasi che desiderare vivere in una casa accogliente, bella, diversa e magari migliore di quella del vicino sia un delitto e non un’aspirazione umana che a che fare con la libertà, che sicuramente anche Filippo prova, se non l’ha già soddisfatta con una villa in campagna o un appartamento con annesso studio nel centro storico. Insomma, c’è proprio l’incapacità critica di saper adattare un concetto storicamente vero ad una realtà sociale e politica completamente diversa.
    Si rassegni Filippo, esiste un pensiero diverso e consolidato anche nella sua Olanda, paese splendido e colto ma lievemente diverso dal nostro per storia e soprattutto per geografia e modo di appropriazione e “invenzione” del territorio, che già la dice lunga sulla incapacità di cogliere l’importanza e l’influenza decisiva della diversità dei luoghi per l’architettura e di saper leggere e apprezzare il tono e il colore diverso con cui ogni luogo informa di sè la città e l’architettura.
    Coraggio, si lanci nell’ignoto e metta in discussione le sue ormai stanche e deboli certezze.
    Saluti
    Pietro

  12. sesamofede87 ha detto:

    Viviamo nell’epoca della compresenza, della simultaneità, in cui tutto è appiattito, svuotato, equivalente… la butterò lì un pò azzardata ma in fondo non è stato il moderno a uccidere l’architettura storica o tradizionale. E’ stato il postmoderno che la voleva ‘celebrare’ ,riscoprire o far rivivere e invece l’ha uccisa definitivamente trasformandola in stile, in marchio, in brand. In fondo non credo più che questo villaggio olandese costituisca un fattore d’identità: non a caso alla periferia di Shangai un manipolo di impresari cinesi ha fatto costruire una manciata di città in ‘stile europeo’, c’è quella olandese un pò simile a questa, c’è quella spagnola, quella svedese, quella tedesca. Anche lì il tutto è stato fortemente voluto dai proprietari, dai futuri inquilini, dai developers… marketing e business hanno lo stesso volto in tutto il globo.
    Detto questo il progetto mi sembra legittimo, discutibile ma legittimo. Mi piacerebbe però osservare più dettagliatamente le soluzioni per gli alloggi che nella presentazione sono difficilmente visibili… alla fine il dato più importante è proprio quello, che siano dei buoni alloggi.

    • ettore maria mazzola ha detto:

      gent.mo sesamofede87,
      gli alloggi sono stati progettati in base alle indicazioni tipologiche che erano state date e studiate, e che sono molto diverse da quelle di una comune casa a schiera italiana … specie in materia di localizzazione dei bagni. In ogni modo il sito della società costruttrice documenta in maniera molto dettagliata le tipologie perché ogni casa che costruisce la mette in vendita utilizzando anche il web, in modo che la gente possa fare le proprie scelte in base alle proprie esigenze. Le case sono state tutte vendute, quindi non so se i documenti sono ancora on-line, ma si può provare.
      Quanto alle responsabilità sull’assassinio dell’architettura, sebbene io condivida le accuse al postmodernismo, non potendomi dilungare sull’argomento rimando ai miei numerosi scritti in giro per il web (basta digitare il mio nome e le parole modernismo per trovare qualcosa .. in particolare suggerisco il mio vecchio post su De-Architectura dedicato al IV CIAM), ma non prima di aver ricordato una nostra Norma di Stato, soprattutto a beneficio di coloro i quali ancora credono alle fregnacce zeviane dell’architettura borghese e fascista, e lo faccio citando un brano del mio vecchio “Contro Storia dell’Architettura Moderna in Italia”
      (…) Prima di tutto ciò, prima ancora della guerra, un orrendo crimine aveva posto le premesse all’abbrutimento delle città e del paesaggio: nel 1938 lo Stato Italiano, ancora prima di intraprendere l’inutile seconda guerra mondiale, aveva già apertamente dichiarato guerra all’Architettura: infatti nelle “Istruzioni per il restauro dei Monumenti” redatte dal Ministero della Pubblica Istruzione, precisamente al punto 8 si ammoniva: «per ovvie ragioni di dignità storica e per la necessaria chiarezza della coscienza artistica attuale, è assolutamente proibita, anche in zone non aventi interesse monumentale o paesistico, la costruzione di edifici in «stili» antichi, rappresentando essi una doppia falsificazione, nei riguardi dell’antica e della recente storia dell’arte». Davanti a tali “imposizioni di Stato” gli architetti interessati alla tradizione erano oramai banditi … conseguentemente l’Architettura era definitivamente sconfitta!

      • Pietro Pagliardini ha detto:

        Però Ettore, fino a poco prima del ’38 Arezzo, che tu conosci bene, è stata reinventata in molte parti e in “stile” antico, E oggi quelle parti fanno bella mostra di sè e non sento dire da nessun turista, con una piega di disprezzo della bocca: “mio dio, un falso storico!”.
        Ciao
        Pietro

  13. Giorgio ha detto:

    …molto interessante ma non riesco a capire dov’è scritto Disneyland…

  14. Pingback: LA CASA … “SOGNO PICCOLO-BORGHESE” … « Archiwatch

  15. Angelo Gueli ha detto:

    Come al solito il lavoro di Ettore non lascia indifferenti.
    Complimenti a te e ai tuoi studenti.

    Angelo Gueli

  16. Filippo ha detto:

    Ai naviganti, leggere quanto ho scritto io e poi confrontare con la sequela di insulti al mio indirizzo da parte dell’illustre prof. Ettore Maria Mazzola. Tutto per aver detto che le sue robe sembrano il risultato di un operazione immobiliare che cerca di rispondere in modo compiacente e servizievole all’ambizione cafona dell’impiegato medio, così come i mediocri format televisivi italiani parlano alla pancia dell’italiano berlusconizzato..lesa maestà ! Il Mazzola mostra muscoli e “pacco” e come se fossimo in palestra mi sfida a chi solleva il bilanciere più pesante: , “allora vedemo te che sai fa’, facce un po’ vede che sai fai ttte” Mazzola dai, non schizzare bile e ricomponiti un pochino, ricordati che sei l’autore di quei bei quartierini con le facciate decorate e le tendine di pizzo alle finestre..e non è carino sa..

    • ettore maria mazzola ha detto:

      spero che lo facciano, qualcuno l’ha già fatto e ti ha già detto come stanno le cose ma ti viene difficile essere posto davanti all’evidenza. Sei così patetico che vorresti anche fare la parte della vittima: ma non ti fai pena da solo? Sei proprio il perfetto autore per i programmi di Maria de Filippi: Filippo de Filippi!

    • petula2 ha detto:

      Ho seguito con interesse quest’accesa discussione. Sono abbastanza lontana dall’architettura anche se amo le case solari, armoniose, fatte a mia misura e non a misura dell’architetto che per questo intascherà soldi e non ci abiterà. In verità non ho visto insulti da parte del Prof. E.M.Mazzola, solo risposte ad attacchi rabbiosi e anche volgarotti che forse celano anche un po’ d’invidia, del Signor Filippo. Questi e’ l’unico a non dare un contributo costruttivo a questo post e mi chiedo se il suo amore per Le Corbusier non lo renda un tantino miope e grossolano. A proposito: non era proprio Le Corbusier che disprezzava le cattedrali gotiche e amava invece lodare i moderni montacarichi?

  17. Filippo ha detto:

    Mazzola, per toccare il fondo ora devi fare una pernacchia, alzare il dito medio e dire che tutti quelli che non apprezzano il tuo lavoro sono invidiosi e sei pronto per il formato sub-cultura da Facebook.

  18. Filippo ha detto:

    È l’insulto e la battuta greve, la cifra del professore Mazzola, non certo l’Architettura (alla quale non ha mai avuto accesso, occupandosi di fatto, di edilizia commerciabile )

    • ettore maria mazzola ha detto:

      Purtroppo, quando non vengono messi i dovuti paletti, nei blog si pubblicano anche commenti come quest’ultimo, dove un frustrato ignorante che non sa nemmeno di cosa stia parlando, lancia accuse prive di fondamento pur di offendere per il puro gusto di offendere.
      E’ chiaro che Filippo, non avendo argomenti oltre le offese, e non essendo in grado di mostrare nulla della propria professione – forse perché si vergogna egli stesso di ciò che fa – preferisce continuare imperterrito a lanciare accuse e offese che meriterebbero una denuncia per diffamazione, e mi sa che questa volta vado fino in fondo.
      Stiamo parlando di un individuo che non accetta di mostrarsi in pubblico, trincerandosi meschinamente dietro l’anonimato del solo nome di battesimo per non farsi individuare, e che da dietro questa miserabile barricata lancia offese a vanvera recitando anche la parte dell’offeso
      A certi poveracci si può replicare solo ricordando le parole di Viollet-Le-Duc: «amiamo vendicarci delle conoscenze che ci mancano con il disprezzo … ma sdegnare non significa provare».
      Caro professor Muratore, ma non pensa che sarebbe meglio evitare di trasformare il suo blog in uno studio televisivo per programmi di Maria De Filippi?
      Una volta non ha pubblicato una mia replica dovuta ad un altro personaggio che faceva ciò che sta facendo questo individuo, non pensa che sarebbe meglio censurare certi individui piuttosto impedire agli offesi di replicare?
      Qui si stava tranquilamente discutendo di un progetto, ma poi si è partiti con le divagazioni e le offese gratuite da parte di persone che si rifiutano perfino di andare a leggere di cosa si stia parlando.
      Penso che ci sia un limite a tutto.

    • Pietro Pagliardini ha detto:

      Continua l’equivoco tra architettura della critica ed edilizia commerciabile. Filippo, se vuole provare sulla sua pelle e quella dei suoi amici la differenza organizzi un sabato sera in questo modo: metta insieme una cena in casa e chiami amici e/o parenti. Poi accenda il dvd e mandi in onda il primo tempo di un film di Godard. Breve intervallo per il cesso, una bevuta, una fetta di torta e poi riaccenda il dvd ma mandi in onda L’armata Brancaleone di Monicelli. Mi saprà dire del sollievo.
      Se non capisce lei capiranno i suoi amici e/o parenti.
      Saluti
      Pietro

  19. Giuliano ha detto:

    Caro Ettore, tu hai risposto per le rime quanto a offese ed epiteti, lascia stare, che un po’ ci stai facendo la figura dell’accademico che non ammette critiche e invoca la censura. Francamente, tra i due quello che ha insultato sembri proprio tu. Non ti arrabbiare, ma hai messo su un blog il tuo lavoro: ti aspettavi le sole lodi? A Roma si dice “e stacce”!

    Con amicizia
    Giuliano Ceccarelli

    • ettore maria mazzola ha detto:

      Ci mancava l’avvocato d’ufficio.
      Caro Giuliano, quando le critiche sono sensate non c’è alcun problema, il dibattito ben argomentato aiuta chiunque a crescere, quando invece si offende in maniera idiota e senza capire di cosa si stia parlando perché non si vuol fare nemmeno lo sforzo di leggere per capire la cosa è differente, ergo non si sta facendo la parte dell’accademico che non ammette critiche.
      Comunque, dalla parte finale del tuo commento, deduco che, avendo messo il lavoro dei miei studenti sul blog ha offeso qualcuno.
      Certo, evidentemente il confronto spaventa chi non può fare altrettanto, e allora è meglio offendere come diceva Viollet Le Duc

  20. ELDORADO ha detto:

    Cari Muratorin della notte,

    Ettore e Achille furono, Filippino e Ettorino sono. Sono oggi sani con tendenti (talvolta un po’ fetenti) nel blog dell’Archiwuò, (troppo aperto forse, ohibo!)
    Si lamenta all’uopo l’Ettorino rizelato (anzi incazzato) il 5 febbraio. E scrive più o meno così, alle ore 08.10:
    Caro professor Muratore, non pensa che sarebbe meglio evitare di trasformare il suo bloggo in uno studio televisivo per programmi tipo Maria De Filippi? Una volta non ha pubblicato una mia replica …: non pensa che sarebbe meglio censurare certi orripilanti individui in modo da impedire agli offesi di replicare? Così non perdiamo tempo. Altrimenti non ci gioco più. Ogni limite d’architettura c’ha una pazienza accademica!

    Tentenno, di lemmo: che fare? Tagliare o non tagliare?, questo è il problema. Mettere le sponde al letto o no? Vengo anch’io o posti numerati? Centralismo democratico o lateralismo anarchi-chiccò? Libero insulto in libero blog o censura preventiva dall’alto? Querela per diffam-azione o incensamento per inerzia?

    Di recente ho preso posizione sul punto, alla virgola, credetemi. Ho scritto: “…. questo blog è meraviglioso: non blocca, non censura, non redarguisce, … anzi spinge e ne gioisce il mastro Muratore! In questo è uno splendido didatta vecchia maniera, un coordinatore che rilancia la palla, le palle, … e si gioca la pelle: è un direttore d’orchestra al servizio dell’archiwwuottata (Adda passà ‘a nuttata) …”

    Si potrà dire che la Nottata alla fine è passata. Per informazioni consultare e invocare la Santa Notre Dame per Brandevoort. Ma non tutti se ne sono accuorti. O non tutti si son convertiti all’istante solubile, come Filippo Tommaso con tendente fetente. Non tutti sono convinti ch’è arrivato alfin il Messia.
    Commenta invece il Muratore-capo nostro, in ginocchio davanti alla grotta della sullodata e infuocata Notre Dame per Brandevoort: “Sono letteralmente frastornato … Era una vita che aspettavo … Santo, santo, santo… Ora pozzo morire in pace d’architettura!! Amen, ameno, almeno!!

    Muratorini di sentinella, voi che dite? Quanto resta della Notte? O è schiarato veramente juorno?
    Datemi una voce. Nell’attesa porgo giocondi saluti,
    Eldorado

  21. Daniele T. ha detto:

    Bravo Eldorado..se conosco Muratore quel “Sono letteralmente frastornato … Era una vita che aspettavo …non e’ esattamente un complimento a Ettore Mazzola ..a proposito chi decide se la critica “e’ sensata, non idiota, non cretina ecc” lo stesso Mazzola? A quanto pare la critica ha un senso solo se gli è favorevole.

  22. Achille M.Bardeschi ha detto:

    E.M.Mazzola@ querela e insulta pure me: la tua ricerca sembra quella di un geometra con una grande passione e competenze per il miniaturismo d’epoca. Credo che questa pubblicazione sia una sorta di manuale di tutto quello che un architetto non dovrebbe mai fare nella vita.

    Care cose
    Achille M. Bardeschi

    • ettore maria mazzola ha detto:

      @ Achille Bardeschi
      Il suo commento è il chiaro commento di un individuo che, accecato dall’ideologia, condanna chi promuova edifici dettati dal buon senso, arrivando perfino ad offendere in maniera del tutto gratuita la categoria dei geometri i quali, molto spesso, risultano meno dannosi degli architetti.
      Se mai i geometri si rendono colpevoli di qualcosa, è solo quando, illusi di essere nel giusto, tentano di emulare le idiozie ideologiche degli architetti: è sempre dagli architetti, specie dai tromboni che hanno costruito le peggiori periferie d’Italia, che viene il cattivo esempio, ma evidentemente le fette di prosciutto che le coprono gli occhi le impediscono di rendesene conto.
      Provi a chiedere in giro, al di fuori della sua patetica cerchia di architetti lobotomizzati, quali siano le cose che gli architetti non dovrebbero mai fare, potrebbe rischiare di rimettere in discussione la sua intera vita.
      Quello che rende patetici gli individui come lei, e come gli altri che hanno fatto certe critiche, non è il fatto di farle, perché se fossero logiche e ben strutturate verrebbero accolte di buon grado, il fatto è che lo facciate partendo dall’ingorante pregiudizio, tipico degli architetti lobotomizzati, esprimendovi senza aver letto il testo e capito il senso, senza aver punto compreso come si sia giunti a quel progetto partendo da determinate richieste, se mai leggesse il testo accompagnatorio delle immagini – ma è chiedere troppo – si renderebbe conto di aver fatto, con la sua sfida finale, la figura di Totò che tirandosi le bretelle dice “vuoi sparà, sparami!”
      Comunque capisco il disagio: se questa architettura prendesse piede, la gente potrebbe fare un confronto tra “Architettura” ed “Edilizia” e scegliere … sicché per molti incapaci non ci sarebbe più lavoro!

      @ Daniele T. indipendentemente da quello che possa essere stato il senso delle parole di Muratore, che farebbe bene a replicare piuttosto che far da spettatore, il suo commento rientra nella categoria di cui sopra, quando la critica non è favorevole, se fatta in maniera sensata consente di aprire un dibattito serio e rispettoso che aiuta tutti a crescere, quando invece è fatta da individui che non sanno di cosa stiano parlando perché non leggono ma vogliono esser letti, la cosa è ben diversa!

      @ Eldorado, la sua ironia può far sorridere, peccato però che non tutto possa finire a tarallucci e vino, perché il peso delle offese diffamatorie di Filippo non consente altre vie che quella che ho indicato.

    • Massimo V. ha detto:

      “geometra con una grande passione e competenze per il miniaturismo d’epoca”:
      mo’ me la segno (come diceva Troisi),

      Altro che “motherfucker”!
      questo si che è un insulto!
      Bello, articolato, classista: come piace a noi.
      La prossima volta cosa gli dici: operaio? (muratore no, non puoi su questo blog),
      magari marcando la r moscia?

  23. Marco Tiziano Martinelli ha detto:

    Ettore M. Mazzola, ma quanto sei diventato noioso e pure un tantinello ridicolo: tutti cretini, incompetenti, incapaci e diffamatori perché non condividono questo tuo modo di concepire l’architettura, chiedi addirittura a chi ti ospita che vengano censurati i commenti che usano l’arma dell’ironia, ma quanta arroganza e quanta presunzione di essere dalla parte giusta! E tu saresti quello che chiede il confronto misurato e argomentato? Hai aggredito e insultato tutto e tutti, persino l’ospite che gentilmente ha pubblicato il tuo lavoro che, ne sono certo, per essere l’esperto del ‘900 che conosco, non condividerà una sola virgola della tua ricerca.

    • ettore maria mazzola ha detto:

      Ecco l’altro avvocato d’ufficio!
      fortunatamente i testi stanno lì a dimostrare chi abbia offeso chi.
      Restate chiusi nella vostra ignoranza, si può portare il cavallo fino alla pozza, ma non obbligarlo a bere.

      Il problema di fondo è che finora nessuno ha mosso delle critiche comprensibili, si sono dette cose assurde e motivate dal solo odio ideologico, piuttosto che dimostrare in maniera logica le ragioni per le quali il progetto di Brandevoort rappresenterebbe tutto ciò che gli architetti non dovrebbero mai fare.

      In pratica si offende ma non si spiega nulla, poi si chiamano gli amichetti a fare da difensori, senza che essi abbiano letto le carte accusatorie.

      Vergognatevi che è meglio

  24. Achille M.Bardeschi ha detto:

    Chiarissimo prof. arch.E.Mazzola,
    prendo atto che per Lei, chi non condivide la sua ricerca e azzarda un opinione, automaticamente perde lo status di architetto, poiche’ Ellla solo puo’ rivendicare tale titolo, gli altri sono degradati a ” individui” per di più “lobotomizzati” “specie di tromboni” io stesso sono stato definito “individuo patetico” , chi semplicemente dissente “offende in maniera idiota” si deve “fare pena da solo” e’ “cretino, ignorante, stupido” ; Muratore in casa sua deve mettere “i dovuti paletti” e censurare, gli ordina persino, che “farebbe bene a prendere posizione” . Francamente provo imbarazzo per lei e le Sue “dotte” repliche, credo che si possa rispondere in modo intelligente (quando si ha qualcosa da dire), anche a provocazioni o osservazioni non informate. Soprattutto quando si è deciso di farsi carico del gravoso compito di evangelizzare gli “architetti lobotomizzati” facendogli conoscere il verbo dell”Architettura di cui Ella ha avuto il privilegio della Conoscenza. Accetti l’idea e si faccia sfiorare dall’ipotesi remota che il suo artico sia stato letto fino in fondo, non sia stato condiviso, e si rassegni all’idea che possa essere anche oggetto di eventuali ironie più o meno spietate. Altrimenti, se lo poteva tenere chiuso tra le pareti della Sua Accademia, se lo manda in giro, abbia l’umilta’ di accettare critiche e motteggiamenti senza rendersi protagonista di comiche quanto sgradevoli sequenze di livorosi insulti.
    Cordialità
    A.M.B.

    • ettore maria mazzola ha detto:

      Bardeschi, anche lei, nel suo lungo elenco ha fatto la giusta manipolazione che porta l’lacqua al suo mulino, tuttavia io aspetto ancora di sentire perché questa architettura sarebbe quella che nessun architetto dovrebbe mai fare.

      Quanto alle richieste di censura, lei non conosce probabilmente i trascorsi, così non può comprendere che le abbia chieste perché in passato io sono stato ingiustamente censurato per una risposta molto articolata che spiegava ad un personaggio indefinibile le ragioni per le quali egli stesse andando fuori dal seminato, incluso il riferimento (fatto con copia e incolla) di un suo vecchio commento in cui era venuto allo scoperto spiegando le ragioni del suo risentimento dettato dalla frustrazione … ma quella è acqua (sporca) passata.

      Se sono stato censurato ingiustamente io, non capisco perché non si debba fare altrettanto con quei personaggi che si comportano come nel “salotto” della De Filippi … a meno che a qualcuno non piaccia così tanto la volgarità di certe trasmissioni da volerne godere anche sui blog.

      Quanto a lei, quando lei si degnerà di dare spiegazioni ben articolate della sua posizione – dimostrando di averne una – avrà il diritto di richiedere tutti i chiarimenti dovuti, mi è capitata di recente una situazione similare su NIBA con una giovane architetta la quale è partita sparando a zero senza sapere di cosa stesse parlando (suppongo che fosse stata istigata a farlo da un personaggio che mi aveva provocato per poi scomparire), per poi ringraziarmi delle spiegazioni date in materia di progettazione partecipata

      Il dibattito non è quello della provocazione e risposta, quello è il risultato del rodimento congenito, il dibattito serio è quello che porta argomentazioni che stimolino i ragionamenti alla ricerca di soluzioni ai problemi.
      … ma tanto, che glielo dico a fare!

  25. simonequilici ha detto:

    Tutto un dibattito tra le 8 e le 13 dello stesso giorno: “Ma nun ci avete da lavorà? Se vede che c’è grossa crisi…”

  26. ELDORADO ha detto:

    No Ettorì, nun sparà, spera, ama.
    Perdona loro (e me) perché non sanno ciò che scrivono: sono bloggati. (E secondo Simone Quilici anche disoccupati).
    Sii superiore Ettorì, non andare per vie legali con Filippo. Ci perderesti tempo, denaro e faccia.
    Sii uomo di potere: il potere dell’amore è il potere del perdono. Il perdono del Padre che sa abbracciare uno o più figliol prodigi giocolieri archiwuottati.
    Il perdono del Padre dell’Architettura che non resta imprigionato nel risentimento, ma sa vedere nell’Altro una posizione dell’Uno. Ovvero: più l’Uno si apre verso l’Altro, più si ritrova nell’Altro come Uno.
    Cioè si ritrova nell’Architettura Una, la tua. Tutto torna, nun sparà, spera, prega!
    Besos con tarallucci e vino locale,
    Eldorado

    • Eldorado non si permetta più di scherzare!
      L’architettura è una cosa seria!
      Soprattutto in questa dotta pubblicazione.
      Si aspetti i miei secondi. Sempre se arrivo prima.
      Ma l’arma la scelgo io che sennò mi prende la pistola a paranomasie e per me è la fine.

    • ettore maria mazzola ha detto:

      caro Eldorado,
      apprezzo il tuo sforzo e la tua filosofia che sposo in toto.
      In merito a questo dibattito voglio dirti che ciò che mi disturba sono le persone che prendono la parola solo per fare polemica, quando potrebbero tenersi fuori della mischia se non sono interessati al tema.
      Qui si sarebbe dovuto tranquillamente parlare di un progetto, e soprattutto della storia alle sue spalle – condivisibile o meno – e si poteva discutere, anche criticando, in maniera civile e dopo essersi documentati sull’argomento leggendo l’articolo correlato, invece qualcuno ha deciso di partire per la tangente provocando e attaccando a testa bassa per ragioni ideologiche.
      Fin qui si potrebbe pure sorvolare data la pateticità delle affermazioni e date le “ragioni” dell’attacco, fermo restando che dall’altro lato si dovrebbe accettare le risposte che si merita ricevere. Tuttavia, quando si va sul personale, e si fanno affermazioni pesanti circa la professione, le cose cambiano.
      Se Filippo porgesse le sue scuse non ci sarebbe alcun problema al perdono, il mio limite è proprio quello di dare sempre molte più di un’altra possibilità alle persone, è una questione di rispetto.
      Per quanto mi riguarda, molto spesso leggo dei post che non condivido affatto, tuttavia evito di intromettermi nei dibattiti che non mi interessano, né mai mi intrometto offendendo personalmente questo o quello, quando vado sul pesante è sempre in risposta.
      Ciao
      Ettore

  27. Achille M.Bardeschi ha detto:

    L’esimio prof. Mazzola ignora che la meraviglia dell’architettura risiede nella sua visione pura. Al pari di chi scredita (qualche post in alto) ovvero gli ” architetti ideologizzati” ( credo si riferisca ai presunti intellettuali) ci consiglia, per capire la sua architettura, di leggere il suo articolo. Una vera contraddizione, ma come, l’architettura che ci presenta, come partecipata e condivisa, non dovrebbe aver bisogno di articoli per essere capita o apprezzata! Infatti, io, che credo solo a quello che vedo, quello che ho visto mi è bastato e avanzato per non infliggermi l’ulteriore sofferenza della lettura di una giustificazione o motivazione a una ricerca che considero, non solo mediocre, ma persino inutile, se non dannosa.
    Vive cordialità
    A.M.B

    • ettore maria mazzola ha detto:

      Bardeschi,
      li sta raschiando il fondo del barile, si fermi perché sta sprofondando!

      Talvolta l’ignoranza non è una colpa, in questo caso è una sua scelta deliberata, lei preferisce ignorare di leggere la storia che ha portato a quel progetto perché la sua onnipotenza conoscitiva le consente di potersi esprimere in base ai disegni, ma non si rende conto di rendersi ridicolo?

      Soprattutto perché nei tanti messaggi che ha scritto non è ancora stato in grado di rispondere a chi le chiede di spiegare i motivi per cui quell’architettura – come lei afferma – rappresenti “tutto ciò che gli architetti non dovrebbero mai fare”.

      La prego di mostrarci ciò che fa lei, tanto per farci capire ciò che noi altri dovremmo fare.

      La verità è che probabilmente lei non ha né argomenti, né alternative, ha solo la spocchia di un saccente pseudo-intellettuale che può permettersi di offendere a suo piacimento perché è intimorito da un linguaggio architettonico col quale non saprebbe confrontarsi, linguaggio che, se prendesse piede, darebbe la possibilità alla gente di scegliere, lasciando senza lavoro quegli architetti come lei che preferiscono autocelebrarsi piuttosto che lavorare di buon senso … (non mi meraviglierei se sapessi che anche lei, come altri architetti di questa specie, predica l’assurdo architettonico ma vive in qualche edificio storico di un quartiere a dimensioni umane).

      A dimostrazione del rischi che la spaventa tanto le cito un pezzo del testo su Brandevoort che dall’alto della suo snobismo si rifiuta di leggere:

      Ma l’intento ministeriale, e quello di Krier-Kohl, era anche quello di generare sviluppo e lavoro, sicché fu deciso di affidare a moltissimi architetti locali la progettazione degli edifici da costruire, progettazione che avrebbe dovuto seguire i canoni tradizionali voluti dagli abitanti del posto.
      Il risultato, se non disastroso, fu molto scarso, suscitando grandi critiche, ma soprattutto l’amarezza dei progettisti iniziali e dell’illuminata direttrice (la signora Margot van Niele) della società responsabile (Kalliste) della realizzazione la quale, effettivamente, notò una perdita di interesse verso certe case da parte di possibili acquirenti
      In pratica si veniva a confermare quanto acutamente spiegato nel Regolamento Edilizio del Comune di Capri elaborato da Edwin Cerio tra il 1917 e il ’21 «[…] il Regolamento non è un documento scritto per gli esteti, non un appello inteso a commuovere solamente i cuori sensibili, ma una norma che vuol essere una guida pratica per tutte le classi sociali, nella parte esplicativa considera anche “l’argomento borsa”, il lato puramente materiale, finanziario della sua architettura […] La casa brutta, sulla casa bella, ha tutti gli svantaggi della bruttezza sulla bellezza; e non minore, fra questi svantaggi è quello economico».

      Quindi Bardeschi, si interroghi sul fatto che le sue convinzioni ideologiche e assolute non sempre potrebbero corrispondere al successo finale, semmai è proprio il contrario. Impari ad essere meno spocchioso e più modesto, impari a rispettare gli altri, e probabilmente capirà molte più cose, soprattutto capirà che le idiozie che ci hanno infarcito sui banchi universitari sono a dir poco deleterie, e la gente è sospettosa e stufa degli architetti!

  28. Falso Cascioli ha detto:

    Patatine. Coca cola.
    Fosse che fosse che c’è un finale diverso…

  29. Achille M. Bardeschi ha detto:

    ” Avete per caso visto l’omino della Pirelli ?” ( cit. home archiwatch)

  30. Claudio Lanzi ha detto:

    Cari architetti.
    C’è un baco, a mio avviso, in questa polemica.
    E cioè su cosa debbano fare gli architetti.
    Io non sono architetto (grazie a Dio) ma purtroppo sono ingegnere (e questo, lo so, è un grande difetto e me ne vergogno molto). Ma se smetto d’indentificarmi con la mia professione (cosa che consiglio agli architetti, ai geometri, agli ingegneri, ai medici e a tutti i professionisti in genere) forse riesco ed essere un uomo.
    E un uomo vuole delle case a misura d’uomo. E chi lo decide qual’è la misura d’uomo?
    Vi assicuro che la maggior parte dei professionisti che conosco si sono fatti una deliziosa casa in campagna, (compresi due carissimi amici, architetti “postmoderni”) ma senza adottare soluzioni alla Fuksas, bensì nello stile del borgo più vicino, sia questo in Abruzzo, come in Umbria o nel basso Lazio; hanno imitato con entusiasmo le modalità con cui i contadini costruivano le loro case, le loro baite. E se chiedi loro, alle loro mogli, ai loro figli, o ai loro amici dove è che si sentono “bene” e in equilibrio, ti risponderanno che il luogo dove si riposano, dove entrano in contatto con loro stessi e dove finalmente sfuggono alle loro… seghe mentali sono proprio quelle case di mattoni e pietra che li fanno sentire inseriti in un ambiente a “misura d’uomo”.
    E le “misure” non sono fatte solo di centimetri ma sono fatte di colori, di materiali, di luce e di contatto con la natura.
    Ecco io credo che ogni professionista dovrebbe pensare quale è l’utente della sua professione e dovrebbe fare ciò che piace all’utente, e non ciò che lui “presume” debba piacere all’utente.
    L’idea di rifondare l’estetica in virtù degli incubi psicoanalitici del secolo passato ha portato risultati assai nevrotici. Forse anche per questo sono aumentati gli psichiatri. Ma uno straordinario scultore romano (esperto in tarsie marmoree), uomo semplice ma molto colto e d’animo gentile, passò qualche tempo fa di fronte ad una celeberrima opera “scultoreo-architettonica” di un ancor più celeberrimo architetto che impazza a Roma e altrove, e mi disse scoraggiato: “Vedi Claudio, quando vedo ‘sta robba me vie’ sempre da di’: ma che cazz’è? oppure: ma che vor di’?”. Invece se passeggio tra li palazzi der centro sta frase nun me viene mai, ma resto a bocca aperta, pure si so vecchi de secoli”
    Lo so, è una cosa terribile.: “taeterrima” direbbe Orazio.

  31. Pingback: “Taeterrima” … « Archiwatch

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