ER MARCHIONDI … SEMPLICEMENTE … UN CAPOLAVORO …

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Andrea Di Martino su: GRANDISSIMO CANELLA …

tomlondra su: UTOPIA? … UTOPIA ‘N PAR DE PALLE … “Hai dimenticato Guido Canella ! Lui era bbooono”.

“vabbè che ‘na rondine nun fa primavera (e forse manco due), comunque ce sarebbe pure er Marchiondi …”

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Una delle cose migliori del dopoguerra italiano …

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CINESE … MOLTO … CINESE …

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“Caro Prof., questo edificio cinese mi pare un fantastico esempio di come sia ancora possibile intrecciare nuovo e antico.
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Tema obsoleto? Roba da Dipartimento universitario italiano? Può darsi, eppure in Cina…
Saluti!”
Cristiano

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ER NONNO DE RUBIK …

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Andrea Di Martino su:

…”E meno male che il cubo di Rubik nun l’ha inventato Purini,

sennò chi lo reggeva” …

 ………….

Con tali affermazioni …

ci andrei assai cauto …

pare infatti che …

corrono voci …

e se ne mormora in ambienti …

solitamente molto bene informati …

che ‘na vorta …

sur ‘n prato …

ar Tuscolano …

da le parti der Mandrione …

‘n antico romano …

che nun c’aveva ‘n cazzo da fa’ …

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“Consiglio a tutti gli architetti che vivono un momento di abbassamento dell’autostima di seguire almeno una volta all’anno una conferenza di Mario Botta … Nel vedere le cose che fa, può scaturire un senso di superiorità da farci pensare” …

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Che BOTTA

“Mi è capitato di assistere ad una conferenza di Mario Botta, un omino piccolo settantacinquenne, vestito come un capotreno, completo blu e maglioncino viola.
Ha fatto un lungo e condivisibile prologo parlando del rapporto tra architettura contemporanea e città storica. Riassumo a brandelli, i principali concetti che mi sembra di aver capito.

“Leggere la città storica come ancora attuale e viva. E’ il centro storico che ce lo sentiamo appartenere nella memoria. Leggerla come stratificazione di epoche storiche, di continuità che non dobbiamo interrompere, di permanenze da rispettare e valorizzare. Dobbiamo progettare in continuità e nel rispetto della storia e dei caratteri dei luoghi, non come l’attuale globalismo per il quale tutti i posti sono uguali, per il quale tutto il mondo è paese e che non dialoga affatto con la città storica”

Poi ho visto queste immagini. Mi sono alzato e sono andato al bar.

Sono rientrato in sala nel momento finale del “ci sono domande dal pubblico?”. Dopo che nessuna domanda si era levata dal pubblico (disinteresse ?), il nostro ha pensato bene di coinvolgere il Marco, annunciato come uno dei più interessanti della nuova generazione internazionale, il quale seduto in prima fila ha ricambiato con una specie di elegìa verso il Botta (detto Mario). 
Con questo teatrino finale, lo spettacolo si è concluso e la vita ha continuato tale e quale come prima della conferenza.”

Mauro Andreini

PS: Consiglio a tutti gli architetti che vivono un momento di abbassamento dell’autostima di seguire almeno una volta all’anno una conferenza di Mario Botta. Nel vedere le cose che fa, può scaturire un senso di superiorità da farci pensare

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“E allora sarà come se nessun marziano fosse mai esistito” …

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Andrea Di Martino su: FORMA E FORMAGGIO … L’UFO COL BUCO …

“… e ciò nondimeno, se ci riflettete, il formaggio ha una sua (ancorchè involontaria) pertinenza. Come diceva Ennio Flaiano, un marziano a Roma finirebbe presto a spaghettate. Il fatto che l’astronave da cui è sceso sia proprio l’ufo di Zazà (r.i.p.) non fa alcuna differenza, giacchè la refrattarietà di questa città a qualunque forma di futuro fa sì che perfino la presenza di un ufo nel paesaggio urbano non attiri più sguardi di quanti possa attirarne l’insolita presenza di un carro armato in uno dei tanti sfasciacarrozze che costeggiano il raccordo anulare. Insomma, arriva il momento in cui nessuno ci fa più caso. Chissa se in un futuro neppure troppo remoto (presumibilmente al termine del normale ciclo di vita dei materiali), le (in)formi forme del MAXXI non vengano depositate tra le indistinguibili lamiere accatastate di quegli sfasci cui, distrattamente, passiamo davanti da anni. E allora sarà come se nessun marziano fosse mai esistito. Anzi, sarà come se nessuna Zazà fosse mai esistita, E la vita continuerà esattamente come prima, indistinguibile nella perfetta circolarità delle stagioni, che forse in nessun luogo è mai stata così perfetta. Roma è eterna perchè è statica, ha scritto qualcuno. E questo, lasciatemelo dire, è la nostra più grande fortuna (almeno finchè ci sarà la “fantasia” al potere). Se ne facciano una ragione tutti quelli che ancora si illudono di poterci coinvolgere in un loro (improbabile) “futuro”…”

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MAXXIPURINI … 5 euri …

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MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (12) … IL TUTTOLOGO …

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IL TUTTOLOGO

Quella del tuttologo è una delle professioni più recenti e più diseducative. Recente perché è nata e si è sviluppata nell’era del pressappochismo televisivo, diseducativa perché lascia credere che basta leggersi un paio di libri su un argomento per diventarne subito un esperto. In realtà il tuttologo ignora la conoscenza e sputtana la cultura.

In questo mondo veloce e senza più i filtri della competenza specifica c’è un brulicare (un’esondazione, direi) di personaggiuncoli tuttofare e tuttodire. Che solitamente sanno poco di tutto anziché saper tutto di poco.

In un’epoca dove trovi cuochi in giurie sui concorsi di pittura e artisti opinionisti di gastronomia. Politici che fanno i commentatori di calcio e cantanti che fanno analisi politiche. Architetti che fanno gli assessori e assessori che fanno gli architetti. Insomma in un’epoca dove ormai è consentito tutto, si sta perdendo sempre più la specificità e la specializzazione che una volta garantiva attendibilità di giudizio.

Ho avuto modo di imbattermi in un giornalista che si ritiene esperto e scrive indifferentemente – con la medesima saccenza – di religione, di politica, di enogastronomia, di moda, di abbigliamento, di storia, di buone maniere, di pittura, di musica e di tutto quello che gli capita sottomano, perfino d’architettura che entra sempre dappertutto. D’altra parte, chiunque sia dotato di respiro è autorizzato a parlare d’architettura.

Bene, il nostro si è costruito una cospicua claque fondata sulla quantità dei seguaci più che sulla qualità intellettiva dei medesimi. Dispone di un gregge di pecoroni che hanno bisogno di un montone capofila perché da soli non saprebbero dove andare. La cosiddetta schiera degli italioti (metà italiani e metà idioti) a cui si affianca un bel gruppo di oche giulive che – come si sa – quando intravedono un uomo con potere e visibilità gli saltano subito sotto.

Una volta gli ignoranti venivano isolati e derisi, ora vengono idolatrati, basta che siano comunicativi e provocatori. D’altra parte, oggi come oggi, il successo lo si conquista con la televisione e con facebook, mica coi libri.

Oh, cazzo ! Mi sorge un dubbio. Dipingo, disegno, progetto, costruisco, scrivo e di recente sono stato nominato (per i miei trascorsi radiofonici) in una giuria di concorso per giovani aspiranti cantautori.

Mica sarò anch’io un tuttologo ?

( tratto da “Mauro Andreini: L’ARTE DEL CAZZEGGIO E’ L’UNICA MATERIA IN CUI MI SENTO PREPARATO” )

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (1) … MAMMA NATURA …

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” (2) … PER ESSERE ALLA MODA …

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” (3) … L’INTELLETTUALE ED IL BAR SPORT …

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (4) … LETTERA AD UN PROFESSORE …

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (5) … SE I PROFESSORINI …

MAURO ANDREINI … BISCHERATE … (6) … PER TUTTI I “PEPPINI”…

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (7) … “QUELLO CHE UN GIOVANE ARCHITETTO NON VUOL SENTIRSI DIRE” …

MAURO ANDREINI …”BISCHERATE” … (8) … SVEGLIAMOCI TOSCANI, TORNIAMO MALEDETTI …

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (9) … “L’IDENTITA’ DELL’ARCHITETTURA ITALIANA” … LA STANNO ANCORA CERCANDO …

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (10) … CANZONE PER NOI … ARCHITETTI DI PROVINCIA …

MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (11) … CHE NOSTALGIA …

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“LA SERA ANDAVAMO ALLA LEF” …

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ctonia commented on: MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (10) … CHE NOSTALGIA …

CHE NOSTALGIA Erano i tempi della noiosissima urbanistica delle campiture colorate sulle città, i tempi della scomposizione …

“Alla LEF ho passato molte, troppe ore… guardato di traverso dai titolari, insieme al vecchio Leoncini forse i più antipatici e sgarbati mai visti sul suolo fiorentino: ed è tutto dire…

Eppure quei signori sempre ben vestiti, e quella signora credo bionda, non li dimenticherò mai, insieme ai loro volumi al tempo inacquistabili, alle pile di riviste che spesso avevano solo loro, al preziosissimo atrio vetrato nel quale potevi guardare cosa c’era di nuovo senza entrare dentro… “La sera andavamo alla LEF” :) Prima di Feltrinelli o le megalibrerie dove poter guardare senza comprare, si andava da LEF o da Marzocco, che in fondo in fondo aveva una stanzuccia solo di architettura, e io vi sbavai a lungo su una edizione Il Polifilo del trattato di Leon Battista a duecentomilalire…

Maremma come sono vecchio.

Ora c’è Amazon e non devo più sopportare la sublime antipatia dei librai fiorentini.

Baci!”

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IL VOLPINO RITROVATO …

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Andrea Di Martino ha detto:

“ha una vaga somiglianza con Purini…. Che si tratti di una sua antenata?! Che il famoso “volpino puriniano” (di cui da tempo si sono perse le tracce) sia in realtà un discendente diretto dello spinone qui immortalato?!”

'A NONNA DE THEO ...

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