
Salvatore Digennaro su Par tibi … Roma nihil…

Salvatore Digennaro su Par tibi … Roma nihil…

Fausto Battistel su Par tibi … Roma nihil …
ettore maria mazzola su: LA CAZZATA DEL GIORNO … BUREN AL PALATINO … Al Palatino gli stendardi di Daniel Buren “Quando …
“Concordo con Ettore Maria Mazzola,
e credo che il finale di Calvino spieghi molto bene
lo “strano” periodo in cui stiamo vivendo.”
Fausto Battistel
“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà;
se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti
i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”
da: «Le città invisibili» di Italo Calvino

ettore maria mazzola su: LA CAZZATA DEL GIORNO … BUREN AL PALATINO …
Al Palatino gli stendardi di Daniel Buren
“Quando questa mattina, passando per per il Circo Massimo, ho visto queste bandiere sul Palatino mi chiedevo cosa fosse questa schifezza … grazie per il chiarimento. Quando i nostri sovintendenti allo stupro dei munumenti comprenderanno che l’antico non ha bisogno di queste ignoranti, orrende e ridicole “contaminazioni” contemporanee sarà troppo tardi. Gli unici a beneficiare di questa immondizia spacciata per arte sono i mercanti dell’arte (presunta) contemporanea. Se esponessero questo schifo in una immonda periferia nessuno lo degnerebbe di uno sguardo. Questi ignoranti hanno bisogno del bello preesistente per poter dire di aver avuto successo … Un po’ come Salvini che è andato in giro dicendo che avrebbe appoggiato la Raggi (senza essere invitato) per poter dire di aver vinto anche lui nella sua odiata Roma ladrona,
cordialmente”
Ettore

A Roma sei mesi di eventi fra archeologia e creatività contemporanea: …
ecco tutto il programma …

Andrea Bentivegna


http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/06/09/news/roma_pride_fendi_contro_i_promotori_dell_evento_no_alle_foto_con_il_colosseo_quadrato_-141640177/?ref=HREC1-4
orgoglio quadrato …
“Caro professore. Ma lei avrebbe mai immaginato, durante le sue lezioni sull’argomento (che ricordo con piacere) di arrivare, un giorno, a questo?….
Saluti”
Andrea Balletti
Colosseo Privato …
“Ecco qua un esempio di cosa voglia dire cedere ai privati monumenti pubblici: Fendi rivendica i diritti d’immagine per il Palazzo della Civiltà e del Lavoro.
Come se Fellini avesse dovuto chiedere permesso a Fendi per girare la famosa scena di Boccaccio 70.”
Andrea Bentivegna
Inimmaginabile …
che schifo!!! …
“E nell’entusiastica e trionfalistica presentazionele dei giornalisti di Repubblica/roma le “tre immense torri progettate dall’archistar Danie Libeskindl”, benchè citate en passant ben due volte, scivolano via sullo sfondo come ectoplasmi evanescenti, sulla prospettiva di un’approvazione entro 180 giorni
Ricordatevene quando voi romani andrete a votare domenica prossima (che coi guai degli ex scali ferroviari milanesi negli appetiti dei gemelli bifronti Sala-Parisi dovrò vedermela io)”
Sergio Brenna
“Sono sempre stato affascinato dalla granitica convinzione dei russi di essere nel giusto.
Cosí questo padiglione faraonico se ne frega letteralmente del tema della Biennale e ripropone il memorabile progetto che rappresentava la Russia all’Esposizione di Parigi del 1937, con tanto di copia della scultura di Iofan che lo sormontava.
Un saluto”
Andrea Bentivegna
eldorado su: ER MARCHIONDI … SEMPLICEMENTE … UN CAPOLAVORO …
Andrea Di Martino su: GRANDISSIMO CANELLA … tomlondra su: UTOPIA? … UTOPIA ‘N PAR DE PALLE … “Hai dimenticato Guido …
“Da Wikipedia:”…. Il nuovo edificio fu progettato e realizzato sotto la cura dell’architetto Vittoriano Viganò. L’architetto non progetta un riformatorio, ma una “scuola di vita”; abolisce le sbarre, e impone ai “ragazzi difficili” un intorno civile, basato su spazi che favoriscano una socializzazione democratica.
L’istituto emana una forte energia vitale, simbolicamente rappresentata dall’uso del cemento armato e dalla predominanza del colore rosso.
Viene ad instaurarsi così tra l’edificio e i suoi giovani fruitori un rapporto di simpatia, diceva il Viganò: “chi ha veramente compreso il Marchiondi non sono stati gli organizzatori, le autorità scolastiche e pedagogiche, i colleghi, i critici di architettura (che pure mi hanno fatto tanti complimenti): sono stati i ragazzi. Non potrò, credo, dimenticare il grido di gioia con cui sciamarono dentro, l’entusiasmo con cui presero immediato possesso della attrezzature, degli armadietti, dei porta-abiti”.
Grazie anche a una campagna promossa da Sgarbi per la salvaguardia architettonica dell’edificio, la struttura è stata posta sotto vincolo architettonico; il suo completo recupero è affidato al Politecnico di Milano. L’edificio è stato negli ultimi anni oggetto di occupazioni abusive, più volte sgomberate, che ne hanno aggravato lo stato di degrado.[6] ….”
Che dire? In quel “grido di gioia” di quei “ragazzi difficili” usciti dal disastro della guerra ci stava tutta la speranza dell’Italia democratica che intendeva ri-formare e ri-formarsi … trovare la ragioni di un nuovo patto sociale …: anche in questo caso la migliore aaarchitettura s’incarica di concretizzare lo spirito e gli spiritelli beffardi del Tempo. Sic transeat ….”