LUCE RADENTE … FACCIATA SORRIDENTE …

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La bellezza di Via Giulia é la sua “stratificazione” …

Roberto commented on VIA DELLO STRUZZO … VIA DELLE PRIGIONI … VICOLO DELLA PADELLA …

“Quando dico che sia assurdo caratterizzare questo vasto spazio attraverso un solo linguaggio architettonico mi riferisco al fatto che Via Giulia é permeata da una forte eterogeneitá architettonica. Se si osserva il complesso scolastico Piacentiniano é interessante notare come a mio parere la facciata delle scuole medie adiacente alla chiesa Spirito Santo dei Napoletani rappresenti un interessante “variazione” nel panorama stradale . Ma osservando il lato opposto, nonostante gli sforzi di differenziarlo attraverso volumi e altezze , l appartenenza allo stesso Architetto rimane evidente. Con questo non posso dire se sia giusto o sbagliato tale atteggiamento, ma ritengo di gran lunga piú interessante che un cosí vasto spazio diventi luogo di incontro per molteplici scritture architettoniche cosí come é avvenuto per tutta la via.
E` chiaro che l edificio a L abbia “un unico linguaggio”, é pur sempre frutto di un espressione progettuale personale e cosí credo debba anche essere; ma la situazione Urbana che si viene a creare con gli altri due corpi (il primo adibito ad abitazione ed il secondo presso il rumoroso lungotevere ad uffici ) lasciano Spazio ad altri Architetti. Nei prospetti di Via Giulia Infatti oltre alle cubature non vengono delineate le facciate.
Uno sguardo piú attento mostra come sempre l edificio a L accostato a via delle prigioni nella sua lunghezza sia composto da due volumi ben distinti che permettono per cosi dire due “volti” differenti affacciati uno su via Giulia ed uno sul Lugotevere.
Qual´é il contesto al quale si fa riferimento in Via Giulia; é forse la grandezza di Proporzioni delle carceri nuove di Antonio del Grande,o quella delle “case di Raffaello” presso San Giovanni dei Fiorentini, Il Borrominiano Palazzo Falconieri o forse ancora le strutture in parte medievali sull altura dei Planca Incoronati. La bellezza di Via Giulia é la sua “stratificazione” architettonica;e´ pertanto necessario che in un luogo tale si possa essere testimoni del proprio tempo senza rompere con il passato. (un esempio a mio modesto parere puo esserlo la biblioteca Lateranense a Roma)
Il contesto al quale si vuole fare riferimento (oltre a rapportare le dimensioni dei Volumi con gli edifici prospicenti ) é quello della materialitá delle Carceri Nuove e del Liceo Virgilio ; le costruzioni massive che attraverso le loro aperture mostrano la loro profonditá sono anche testimonianza di peculiaritá costruttive del passato. E´anche per questo che si scelgono facciate massive che raggiungono uno spessore di 50 cm circa.
La professoressa Kahlfeldt ha ricevuto la borsa di studio presso l´Accademia Tedesca di Roma a Villa Massimo nel 1997, pubblicando un breve lavoro dal titolo “Un progetto per Via Giulia”.
Distitinti saluti
Roberto

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D’ALTRONDE HANNO “INVENTATO” I GRATTACIELI … QUINDI SI MERITANO … QUESTO E ALTRO …

ELDORADO commented on COSE STRAORDINARIE …

“Buona sega a tutti, … a sproposito di cose d’oltre confine (e confino) ….; di invenzioni straordinarie in un paese colle palle fumanti e pensanti, leggete qui di seguito: altro che arte applicata da Napoli, Italy: basta l’etichetta ed è fatta, dai malacarne d’Italia!
:
“… Storia antica questa dell’acqua minerale: la camorra negli anni 80 aveva iniziato a esportare l’acqua campana negli Stati Uniti. Poi d’improvviso le bottiglie smisero di partire da Napoli. Eppure il commercio d’acqua in America continuava.
Cosa accadde lo ha raccontato il film di Giuseppe Tornatore “Il camorrista” (tratto dall’omonimo libro di Giuseppe Marrazzo pubblicato nel 1984 da Pironti): il boss o’ Malacarne decise di spedire soltanto le etichette, che venivano incollate su bottiglie riempite con acqua di rubinetto di New York.
Bastava il marchio, perché, come diceva o’ Malacarne: “Che ne capiscono gli americani, tanto quelli bevono la Coca- Cola”…”

Da “ Camorra food Spa” di Roberto Saviano, in “La Repubblica”, 23 – 7 – 2012, p. 25 – 27

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LITTORAZIONALPROTODESIGN …

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SUR TERAZZO DE LA PENSIONE …

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COSE STRAORDINARIE …

Stefano Nicita commented on UN PAESE COLLE PALLE? …

Forse non è chiaro che noi vorremmo un’Italia migliore di com’è e non proviamo nessun piacere a invidiare i paesi oltre confine. Detto questo ogni paragone tra la produzione architettonica spagnola degli ultimi venti o trent’anni e la nostra, in periferia come nei centri storici, è a dir poco imbarazzante!
http://dovelarchitetturaitaliana.blogspot.com/2012/02/arquitectura-espanola-1975-2010.html
http://dovelarchitetturaitaliana.blogspot.com/2011/12/spagna-e-italia-cosi-vicine-cosi.html

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HOTEL AFRICA …

Quasi 800 rifugiati ammassati in palazzo occupato a Roma

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DA UN MITO ALL’ALTRO …

Ettore Maria Mazzola commented on “CIECO INNAMORAMENTO” …

“Alla fine degli anni ’80 i docenti di architettura e gli architetti italiani si lamentavano di non essere francesi … dicevano fino alla noia “almeno lì si costruisce … non come da noi!” Venti anni dopo arrivarono le rivolte delle banlieuse.
Pochi sanno che le banlieuse sono quei quartieri deprimenti dove sono stati parcheggiati (luntano da l’uocchie, luntano da ‘o core) gli operai che costruirono quegli squallidi e spersonalizzanti (e assurdamente invidiati) edifici, figli della “grandeur” di Mitterand.
Quegli operai erano stati “importati” dal Maghreb con grandi promesse, (una nuova forma di schiavitù) ma non furono ammessi a vivere nel centro della Ville Lumiere. Ricordo quando andai a visitare Cergy Pontoise, Prefecture, e altre villes nouvelles (che oggi chiamiamo banlieuse) accompagnato da un amico e collega parigino, ricordo ancora come lui (che non è un amante dell’architettura tradizionale) predisse ciò che di lì a venti anni sarebbe accaduto!
Poi abbiamo invidiato gli edifici del millennio di Londra, ignorando le verità nascoste e i fallimenti, abbiamo perfino invidiato le Olimpiadi di Atene, ora invidiamo la Spagna ….
E’ strano, ma soprattutto ridicolo, vedere come la mentalità provinciale di tanti italiani li porti ad invidiare cose che il tempo, che come dice Bennato “è galantuomo”, presto o tardi dimostrerà essere errato.
Prima di piangervi addosso, suggerisco a tutti gli Ctonia di turno, frustrati di essere architetti in Italia, di riflettere a fondo sulle 4 righe di ammonimento che Muratore ha saggiamente posto a chiusura del post
Ciao
Ettore

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UN PAESE COLLE PALLE? …

Ctonia Lob_Atomika commented on DEFAULT DA ARCHISTAR? …

“Pietro, conta fino a dieci prima di rispondere, sennò entrerai anche tu (solo dopo severo esame però) di diritto nel novero dei lobo_tomisti :)) Qui nessuno ha paragonato i due paesi nel complesso, ma solo e per l’ennesima volta nell’ambito dell’architettura pubblica e dintorni. In questo settore, è lampante la superiorità iberica, “tenicamente”, al netto delle nostre cazzate di gusto e dei nostri estetismi. Nessuno, poi, ha elogiato la speculazione edilizia spagnola in ambito privato, uno dei “pilastri” del fallimento bancario e che nemmeno noi italiani al momento possiamo immaginare di sfidare: almeno in questo siamo “migliori”.
Trovo poi assolutamente superiore la Spagna anche nella regolamentazione della professione di architetto, e nella capacità di intervenire nei centri storici con opere di grande valore, non speculative o fintamente conservative, che lasciano dietro di molte lunghezze i patetici interventi italiani autorizzati dalle soprintendenze (a proposito: queste sono il primo scoglio da riformare radicalmente, se vogliamo ritornare ad essere un paese civile e capace di crescere): ti cito soltanto il mediocre intervento a Firenze accanto alla Badia Fiorentina: a Merida, in contesti analoghi, Moneo ha costruito un capolavoro. Anche noi saremmo stati capaci: MA NON SI PUO’ FARE, E’ PROIBITO DALLO STATO.
Ultima: vai su Europaconcorsi, penso che il 50% dei progetti pubblicati sia spagnolo e portoghese: noterai che la maggior parte sono costruzioni difficilissime da realizzare in Italia, e non certo per difficoltà tecniche.
Tutto questo mi fa rabbia, non capisco perché dobbiamo essere in condizione di inferiorità nei confronti di una generazione di politici e architetti che ha “imparato” molto proprio dall’Italia. Corsi e ricorsi della storia.
Invertirla!
Espana o muerte!? :)
besos lobotomicos
c

………………..

perfettamante d’accordo sulle sovrintendenze italiane …

da chiudere con urgenza …

compreso il sedicente ministero …

per quanto riguarda l’ordine degli architetti …

solo un’osservazione …

quelli spagnoli sono stati organizzati a suo tempo sotto Franco …

sulla base del modello italiano corporativo e fascista …

tra le differenze attuali, tra l’altro …

un particolare non irrilevante …

la riscossione delle parcelle …

che in Spagna avviene appunto tramite l’ordine …

che preventivamente controlla e …

garantendo sulla qualità del progetto …

quindi esige nei confronti del cliente …

anche questa non è una differenza da poco, …

ma, così come stanno le cose da noi, …

sarebbe meglio chiudere con urgenza …

oltre alle sovrintendenze …

anche gli ordini …

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ALICE … DAL PAESE DELLE MERAVIGLIE …

Alice commented on STUDIARE ARCHITETTURA? …

“Mi trovo un po a disagio con i vostri commenti ma ci tengo a riportare il mio. Che potrebbe risultare banale ma cosi mi sento..
Questa introduzione è stata una piacevole lettura: reale e concisa.
Guardare fuori dai confini, invidiare senza veramente cogliere quali sono le differenze che rendono l’estero cosi tanto piü appetibile è un’attività fine a se stessa. Cercare di capire perchè altri paesi lavorano in una direzione migliore della nostra nei confronti di tutti i temi citati sopra allora potrebbe essere interessante.
Io mi sono laureata in Svizzera e ora lavoro in Svizzera ma sono italiana.
*Qui la situazione è migliore perchè c’è tanto denaro e perchè questo denaro viene gestito con una mentalità democratica, comunitaria e “onesta” non buttato via.
*Qui ogni individuo (indipendentemente dalla sua classe sociale) è informato in modo (piu o meno) neutrale, trasparente e a 360°. Qui l’architettura non è un tabü, è un argomento come il calcio, la cucina o il gossip. Di conseguenza l’architettura di qualità è premiata come sono premiati i bravi stilisti, artisti, scienziati, calciatori o cuochi che siano. Chiaro.. c’è tanto schifo anche qui ma questo è un problema di decadenza concettuale globale.
*Qui nessuno ti chiede: “ma sei un architetto di interni o di esterni?” perchè sanno cosa vuol dire fare l’architetto, conoscono cosa vuol dire e a cosa serve un architetto.
*Qui un giovane laureato come me viene assunto come tale, sicuramente “sfruttato” ma perchè è anche giusto farsi la gavetta ma poi premiato con uno stipendio che ti permette di iniziare ad imparare cosa significa vivere all’interno di una società che ti garantisce un’educazione/informazione/supporto che permette ad essa di sopravvivere e di conseguenza dare le stesse opportunità a ruota.
Qui c’è una professionalità ed un rispetto per il lavoro degli altri incredibile. Qui non si perde tempo in bla bla bla che non portano a niente, non si rimane in un posto di lavoro per scaldare la sedia, non si prende in giro nessuno a priori.
Qui si decide e si fà senza pagare mazzette inutili. Anche qui ci sono le raccomandazioni.. ma sono serie. Il cugino dell’amico del nipote è una persona serie che ha voglia di fare, pensare, lavorare e si merita di essere raccomandato. Qui non ti raccomanda nemmeno tuo padre se sei uno scansafatiche o non sei preparato o non hai le capacità.
Mi fermo qui.. ma potrei continuare, continuare, continuare..
Mi piange il cuore ogni volta che provo a lavorare con l’Italia rendermi conto che semplicemente non sia possibile perchè qualsiasi cosa è semplicemente troppo assurda o troppo complicata.
Ho partecipato ad un concorso dove hanno dimezzato il montepremi per pagare una giuria che dopo 4 mesi dalla consegna non si è ancora riunita.
Mi piange il cuore sentire la gente qui che dice: ahhh l’italia.. un paese bellissimo dove ci si puö solo che andare in vacanza.
Noi italiani dobbiamo metterci in testa di iniziare a fare le cose fatte bene, con semplicità e con quella sana genuinità che ci rappresenta e che è tanto apprezzata all’estero, premiando la qualità ed escludendo coloro che fanno i furbi alle spalle di tutti.
MI sembra di dire sempre le solite cose che tutti sappiamo ma che, non si sa per quale motivo, nessuno le mette in pratica.
Peccato.

Alice

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