UN PAESE COLLE PALLE? …

Ctonia Lob_Atomika commented on DEFAULT DA ARCHISTAR? …

“Pietro, conta fino a dieci prima di rispondere, sennò entrerai anche tu (solo dopo severo esame però) di diritto nel novero dei lobo_tomisti :)) Qui nessuno ha paragonato i due paesi nel complesso, ma solo e per l’ennesima volta nell’ambito dell’architettura pubblica e dintorni. In questo settore, è lampante la superiorità iberica, “tenicamente”, al netto delle nostre cazzate di gusto e dei nostri estetismi. Nessuno, poi, ha elogiato la speculazione edilizia spagnola in ambito privato, uno dei “pilastri” del fallimento bancario e che nemmeno noi italiani al momento possiamo immaginare di sfidare: almeno in questo siamo “migliori”.
Trovo poi assolutamente superiore la Spagna anche nella regolamentazione della professione di architetto, e nella capacità di intervenire nei centri storici con opere di grande valore, non speculative o fintamente conservative, che lasciano dietro di molte lunghezze i patetici interventi italiani autorizzati dalle soprintendenze (a proposito: queste sono il primo scoglio da riformare radicalmente, se vogliamo ritornare ad essere un paese civile e capace di crescere): ti cito soltanto il mediocre intervento a Firenze accanto alla Badia Fiorentina: a Merida, in contesti analoghi, Moneo ha costruito un capolavoro. Anche noi saremmo stati capaci: MA NON SI PUO’ FARE, E’ PROIBITO DALLO STATO.
Ultima: vai su Europaconcorsi, penso che il 50% dei progetti pubblicati sia spagnolo e portoghese: noterai che la maggior parte sono costruzioni difficilissime da realizzare in Italia, e non certo per difficoltà tecniche.
Tutto questo mi fa rabbia, non capisco perché dobbiamo essere in condizione di inferiorità nei confronti di una generazione di politici e architetti che ha “imparato” molto proprio dall’Italia. Corsi e ricorsi della storia.
Invertirla!
Espana o muerte!? :)
besos lobotomicos”
c

………………..

perfettamante d’accordo sulle sovrintendenze italiane …

da chiudere con urgenza …

compreso il sedicente ministero …

per quanto riguarda l’ordine degli architetti …

solo un’osservazione …

quelli spagnoli sono stati organizzati a suo tempo sotto Franco …

sulla base del modello italiano corporativo e fascista …

tra le differenze attuali, tra l’altro …

un particolare non irrilevante …

la riscossione delle parcelle …

che in Spagna avviene appunto tramite l’ordine …

che preventivamente controlla e …

garantendo sulla qualità del progetto …

quindi esige nei confronti del cliente …

anche questa non è una differenza da poco, …

ma, così come stanno le cose da noi, …

sarebbe meglio chiudere con urgenza …

oltre alle sovrintendenze …

anche gli ordini …

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ALICE … DAL PAESE DELLE MERAVIGLIE …

Alice commented on STUDIARE ARCHITETTURA? …

“Mi trovo un po a disagio con i vostri commenti ma ci tengo a riportare il mio. Che potrebbe risultare banale ma cosi mi sento..
Questa introduzione è stata una piacevole lettura: reale e concisa.
Guardare fuori dai confini, invidiare senza veramente cogliere quali sono le differenze che rendono l’estero cosi tanto piü appetibile è un’attività fine a se stessa. Cercare di capire perchè altri paesi lavorano in una direzione migliore della nostra nei confronti di tutti i temi citati sopra allora potrebbe essere interessante.
Io mi sono laureata in Svizzera e ora lavoro in Svizzera ma sono italiana.
*Qui la situazione è migliore perchè c’è tanto denaro e perchè questo denaro viene gestito con una mentalità democratica, comunitaria e “onesta” non buttato via.
*Qui ogni individuo (indipendentemente dalla sua classe sociale) è informato in modo (piu o meno) neutrale, trasparente e a 360°. Qui l’architettura non è un tabü, è un argomento come il calcio, la cucina o il gossip. Di conseguenza l’architettura di qualità è premiata come sono premiati i bravi stilisti, artisti, scienziati, calciatori o cuochi che siano. Chiaro.. c’è tanto schifo anche qui ma questo è un problema di decadenza concettuale globale.
*Qui nessuno ti chiede: “ma sei un architetto di interni o di esterni?” perchè sanno cosa vuol dire fare l’architetto, conoscono cosa vuol dire e a cosa serve un architetto.
*Qui un giovane laureato come me viene assunto come tale, sicuramente “sfruttato” ma perchè è anche giusto farsi la gavetta ma poi premiato con uno stipendio che ti permette di iniziare ad imparare cosa significa vivere all’interno di una società che ti garantisce un’educazione/informazione/supporto che permette ad essa di sopravvivere e di conseguenza dare le stesse opportunità a ruota.
Qui c’è una professionalità ed un rispetto per il lavoro degli altri incredibile. Qui non si perde tempo in bla bla bla che non portano a niente, non si rimane in un posto di lavoro per scaldare la sedia, non si prende in giro nessuno a priori.
Qui si decide e si fà senza pagare mazzette inutili. Anche qui ci sono le raccomandazioni.. ma sono serie. Il cugino dell’amico del nipote è una persona serie che ha voglia di fare, pensare, lavorare e si merita di essere raccomandato. Qui non ti raccomanda nemmeno tuo padre se sei uno scansafatiche o non sei preparato o non hai le capacità.
Mi fermo qui.. ma potrei continuare, continuare, continuare..
Mi piange il cuore ogni volta che provo a lavorare con l’Italia rendermi conto che semplicemente non sia possibile perchè qualsiasi cosa è semplicemente troppo assurda o troppo complicata.
Ho partecipato ad un concorso dove hanno dimezzato il montepremi per pagare una giuria che dopo 4 mesi dalla consegna non si è ancora riunita.
Mi piange il cuore sentire la gente qui che dice: ahhh l’italia.. un paese bellissimo dove ci si puö solo che andare in vacanza.
Noi italiani dobbiamo metterci in testa di iniziare a fare le cose fatte bene, con semplicità e con quella sana genuinità che ci rappresenta e che è tanto apprezzata all’estero, premiando la qualità ed escludendo coloro che fanno i furbi alle spalle di tutti.
MI sembra di dire sempre le solite cose che tutti sappiamo ma che, non si sa per quale motivo, nessuno le mette in pratica.
Peccato.

Alice

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“CIECO INNAMORAMENTO” …

Ctonia Lob_Atomika commented on DEFAULT DA ARCHISTAR? …

“Mi piacerebbe essere “spagnolo”, da questo punto di vista, cioè “fallito” ma con in saccoccia alcune centinaia di opere pubbliche – biblioteche, scuole, parchi, musei, parti urbane etc – ben progettate, ben eseguite, e sulle cui spalle metaforiche un paese può anche rinascere. Noi invece siamo “quasi falliti” (spero di no, con tutto il cuore naturalmente) ma senza quelle opere, se non in qualche caso molto sporadico, come ad esempio il Palazzo Lombardia o la Bocconi a Milano.”

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Stefano Nicita commented on DEFAULT DA ARCHISTAR? …

“Grande Ctonia, sottoscrivo quasi dalla prima all’ultima riga!!

…………

Pietro Pagliardini commented on DEFAULT DA ARCHISTAR? …

“Non finirò mai di stupirmi del cieco innamoramento degli architetti italiani per la Spagna del mattone. Ciò che da noi è spreco, in Spagna viene chiamata architettura, ciò che da noi è speculazione, in Spagna viene chiamato investimento, ciò che da noi è deturpazione dei centri storici in Spagna la chiamano fiducia nel futuro.
E poi, non riconoscere le differenze vere tra i due sistemi, abbagliati dall’architetto delle colonne vertebrali che ha cause in giro che nemmeno Berlusconi, tra un sistema industriale forte, pure sfinito dall’Europa e da una somma di corporativismi inamovibili, e uno debolissimo, se non nel settore edilizio-speculativo, significa che gli architetti sono narcisi, innamorati di se stessi fino a perdersi.
Comunque alla fine avrà ragione ctonia, anche noi siamo destinati a soccombere, ma non per speculazione edilizia, per cupio dissolvi
Ola
Pietro

………………

maxxispread …

prossima fermata Barcelona …

sono proprio dei mostri questi spagnoli …

che hanno fatto diventare anche il povero Gaudì un’archistar …

 

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“QUESTO E’ IL SISTEMA” …

MAURO commented on DEFAULT DA ARCHISTAR? …

“Il problema fondamentale, ancor prima della qualità delle opere pubbliche, è il grado di corruzione degli amministratori, e dei cittadini italiani. I soldi pubblici se li “sgurano” nel settore dei lavori pubblici, nella gestione degli appalti, nella gestione della manutenzione delle opere pubbliche. Il punto è politico, riguarda una classe dirigente che amministra il bene pubblico, pensando che sia “proprio”; riguarda pseudo tecnici locali (architetti, geometri e ingegneri) che alimentano il cosidetto voto di scambio, creando una sorta di clientelismo che si trasforma in voti elettorali. Si truccano le gare d’appalto, facendo concorrere sempre le stesse imprese, dove una volta vince la gara una, poi la volta successiva si aggiudicherà il lavoro l’altra. Questo è il sistema. Così si governa il territorio, in termini di voti: coop di diverso colore (biache e rosse, si diceva una volta, ma i colori e le appartenenze politiche si confondono di fronte ai soldi) fanno sì che la politica, della stessa parte delle coop, così poi che ci sia un ritorno elettorale, assegni i lavori sempre alle stesse imprese.
Tutto qui. LA CORRUZIONE E’ IL PUNTO, POI VERRANO LE OPERE PUBBLICHE PIU’ O MENO DI QUALITA’.
Ciao”
Mauro

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QUARONI “RAZIONALISTA”? …

Stefano Nicita commented on LULU’ … UN MAESTRO? … UNO DEI MIEI MAESTRI …

guardate un po’ che cosa ho trovato in rete, un’intervista del 1983 a Quaroni su Adriano Olivetti

 Intervista a Ludovico Quaroni

Un paio di stralci dall’intervista molto lunga:

VO
Lei lavorava fisso all’Istituto Nazionale […]
LQ
No, no non ha mai avuto un luogo fisso. C’era un segretario e un dattilografo
e basta. Però me ne sono occupato anche perché non avevo
altro da fare. C’era tempo […]
VO
Ma lei non aveva uno studio professionale?
LQ
Sì, ce lo avevo, ma non c’era nulla da fare. Be’, io ho avuto una vita sempre
piuttosto strana, oggi sono abbastanza considerato in giro ma ho fatto
pochissime cose. Un po’ perché mi sono occupato molto di università
anche perché effettivamente la situazione dell’architettura è sempre molto
legata alla politica e io sono solo stato legato alla politica di Adriano
Olivetti praticamente. Sono stato iscritto due volte al Partito Socialista, una
volta ho rinviato la tessera e l’altra volta non l’ho rinnovata.

Su Adriano Olivetti
LQ
… A me mi metteva in completa soggezione perché non si riusciva mai a capire
cosa pensasse, cosa gli andasse bene e cosa no, era abbastanza caldo
nell’affrontare i problemi, anzi molto caldo, ma era abbastanza freddo
in fondo nei rapporti umani. Non era l’uomo della battuta sulle spalle.
Aveva questi occhi molto chiari… Lui si è servito di me perché diceva
che io conoscevo le persone, e quindi mi chiamò quando aveva bisogno
di qualcuno e io in fondo gli ho trovato diverse persone. Ora
quanto questo fosse stata una battuta non lo so. Ma non mi ha mai
detto che opinione avesse di me in quanto urbanista o architetto. Ho
sempre avuto la vaga impressione che come architetto non mi stimasse
molto perché venivo poi dalla scuola razionalista mentre in quel
periodo il razionalismo era un pochino in ribasso.

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DEFAULT DA ARCHISTAR? …

Rischio default Regioni Autonome Spagna

VALENCIA A UN PASSO DAL DEFAULT

“In Spagna la Comunidad Valenciana ha chiesto il salvataggio allo Stato centrale usando, prima fra le regioni autonome, il nuovo strumento ideato da Madrid per fornire liquidità agli enti locali. La decisione si è resa necessaria «per fare fronte alle scadenze di debito del 2012». Secondo il meccanismo ideato nell’ultimo consiglio dei ministri, i governi locali potranno attingere risorse da un fondo da 18 miliardi di euro, ma in contropartita dovranno sottostare a una serie di impegni e sanzioni sulla falsariga di quelli europee.”

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SE CROLLANO I FONDAMENTALI …

Chi comanda chi?
… Quando la politica è al servizio di chi specula.
I politici di destra, sinistra e centro, come di consueto, si comportano come dei killer prezzolati a servizio di personaggi oscuri che, indipendentemente dai governanti, continuano imperterriti a fare i propri interessi a discapito della comunità!

Le Commissioni Parlamentari Riunite (VI e X) il 20 luglio hanno …

Ettore Maria Mazzola

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“UCCIDONO ROMA” …

Augusto commented on NEL SEGNO DI Z E T E M A … SI CHIUDE …

“Un manipolo di raccomandati figli di papà gestisce la “cultura” a Roma. Alemanno, appena eletto, annunciò la chiusura di zetema, tempio della raccomandopoli di sinistra. Poi s’accorse che ci poteva mettere tutti i sui amichetti di destra… Ora questi geni, in nome dell’efficienza economica (che garantisce solo i loro stipendi), uccidono Roma.”

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FINALMENTE! … LE BANCARELLE ANCHE A PIAZZA DEL POPOLO …

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DOVE MAI FINIRA’? …

ROTOLA … ROTOLA … ROTOLA …

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