
“Caro professor Muratore,
il blog NovArchitettura ci segnala opportunamente che oggi ricorrono i 25 anni dalla morte di Ludovico Quaroni, uno dei maestri dell’architettura italiana del Novecento.
Chissà se lei ha qualcosa di interessante da raccontarci su Quaroni e sulla sua lezione…
Un saluto da un assiduo lettore”
Stefano Nicita
http://dovelarchitetturaitaliana.blogspot.it/
……………..
sono passati venticinque anni …
ed è la prima volta che qualcuno mi chiede un ricordo di Ludovico …
con il quale, nel lontano AA. Sessantanove- Settanta, rischiai anche di laurearmi …
ma Lulù s’era squagliato a Teheran …
per smaltire gli effetti collaterali di un dopo-sessantotto che lo aveva parecchio provato …
anche con imboscate giudiziarie di stampo apertamente neofascista …
era persona sensibile e piuttosto fragile emotivamente, …
evidentemente, preferì prendere il largo per un po’ …
all’epoca personalmente pensai anche a qualche spinello di una certa qualità …
che laggiù l’avrebbe consolato e che, all’epoca, non si negava a nessuno …
fui allora costretto a ripiegare, per la tesi, su Zevi …
(anni d’oro qualcuno dirà … oppure dalla padella nella brace …)
certo che erano anni in cui l’offerta didattica romana era, …
comunque la si voglia giudicare oggi, di altissima qualità …
sicuramente il meglio sul piano nazionale …
e non solo …
chiusa la mia breve e contingente parentesi zeviana …
e tornato Ludovico all’ovile …
iniziai a frequentare il suo mitico Laboratorio di viale Mazzini …
una specie di Dipartimento ante litteram …
dove si concetravano tutte le ricerche facenti capo al personaggio Quaroni …
che all’epoca era, sicuramente, una vera e propria potenza accademica …
lì ebbi anche la fortuna di conoscerlo meglio …
e lavorai per qualche tempo ad una ricerca bibliografica …
senza capo ne fine … un glossario … un lemmario …
sui termini architettonici più in voga al momento …
che più tardi gli sarebbero serviti da canovaccio per i suoi libri sul “progetto” …
ma all’epoca eravamo ancora sulla grande dimensione, sullo strutturalismo, …
Rasputin-Tafuri era eminenza grigia molto ascoltata dal Maestro …
che lo rispettava e lo temeva insieme, …
ancora fresco reduce del libro appena pubblicato per Comunità …
in quel contesto fui cooptato a collaborare redazionalmente alla collana
P&D (Planning & Design) per le edizioni Mazzotta …
della quale Quaroni era responsabile …
quello fu per me un periodo splendido che mi aprì …
al mondo dell’editoria e dell’architettura insieme…
e che mi consentì di conoscere praticamente per la prima volta, …
di prima mano e da un osservatorio assolutamente privilegiato …
tutti i protagonisti della scena architettonica italiana …
e mi offrì anche l’occasione di pubblicare una delle mie prime cose …
un acerbo libretto sulla trattatistica rinascimentale …
tema sul quale avevo già pubblicato qualcosa con Paolo Marconi …
che peraltro era stato mio correlatore nell’incauta avventura zeviana, …
ma l’occasione della collana fu anche il pretesto per conoscere ancora meglio Ludovico …
che mi invitò a curare un’antologia dei suoi scritti allora dispersi …
nei mille rivoli di una pubblicistica assai sporadica e divaricata …
ma, evidentemente, l’avventura era troppo sia per me che per lui …
paure, incertezze, tentennamenti, ripensamenti …
un lavoro impossibile … una specie di tela di Penelope …
e poi, da parte sua, una diffidenza di fondo mai espressa, ma palpabile …
io avrei voluto fare una “mia” antologia di Ludovico Quaroni …
e lui, giustamente da parte sua (nei suoi panni avrei fatto altrettanto), …
che voleva il controllo assoluto di ogni scelta, di ogni sfumatura, di ogni parola …
alla fine lasciai perdere perché non avevo nessuna voglia …
di fare il passacarte e tantomeno il ghostwriter di nessuno …
a vent’anni poi si è parecchio incoscienti, …
anche un bel po’ stronzi e non si pensa certo alla carriera …
trovò presto, comunque e facilmente, chi mi sostituì …
e da allora, laureato con Zevi e liquidato da Quaroni, …
iniziai la mia onorata carriera di figlio di nessuno …
di lazzarone accademico …
mi sono visto passare avanti …
le peggiori teste di cazzo …
ho preso un’infinità di calci nel culo …
ma … rifarei tutto …
anche perché …
le soddisfazioni, quando ci sono state, …
sono state doppie …
(continua) …
