CRISTIANO? … UN VERO QUADRUPEDE DI SUCCESSO …

Ettore Maria Mazzola commented on “STATE SUPERANDO IL LIMITE” …

“Ferma restando la comicità del lavoro di Portzamparc che non offre davvero nulla, perché i bugnati di Breitman sarebbero finti? Forse solo perché non si è in grado di fare altrettanto? Non solo bugnati, serliane e torrette sono vere, ma anche gli abitanti, gli alloggi popolari (indistinguibili dagli altri) i negozi e gli uffici lo sono, così come sono veri i voti che riceve il sindaco e i soldi che fanno i costruttori. L’unica cosa falsa sono le accuse di chi non è in grado di competere con chi sappia ancora costruire ciò che la gente comune desidera

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Quei provinciali degli internazionali …

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VINCA IL MIGLIORE …

 Ludovico … pur dolce come un fico …

era in realtà di una crudeltà assassina …

capace di veleni sottili e inebrianti …

una sirena-killer di intere, sprovvedute, generazioni …

capace di navigar zig-zagando per lidi viscidi e procellosi …

come solo un’università curiale come la nostra può offrire …

uno dei suoi raffinati strumenti di lavoro …

anzi vero e proprio laboratorio nel laboratorio della scuola romana …

era il gruppo frastagliato dei suoi assistenti …

tanto numerosi quanto capaci di rappresentare al meglio tutti i vizi, …

le perversioni culturali e le ubbìe del personaggio …

che li calamitava e dominava usandoli come marionette …

ricordo nettamente che tutti scattavano in piedi all’unisono …

battendo i tacchi ad ogni suo ingresso per poi ripagarlo di un …

commovente, democratico e cameratesco “Tu” …

compagni di classe … compagni in classe …

era quello un piccolo zoo rappresentativo della buona società degli architetti di allora, …

tutti o quasi, (erano almeno una quindicina), miracolosamente …

imparentati a qualche potente boiardo, ministri, prelati, politici, …

segretari, presidenti, sottosegretari, principi, generali, cardinali …

si inseguivano, parenti potenti, tra i tanti che proni assistevano il Maestro …

prima lezione, introduttiva al corso, tutti schierati in aula magna …

rigorosamente il ventidue di dicembre di ogni anno …

(più tardi sarebbe stato peraltro accademicamente impossibile, pena l’annullamento del corso), …

poi la delega al nutrito branco fino al fatidico esame che più veniva procrastinato meglio era per tutti …

sei mesi … un anno … il prossimo appello … il prossimo anno …

mai, meglio ancora, … ma come puoi pensare di concludere un progetto in pochi mesi? …

ne va della qualità … del metodo … che diamine …

ma in questo acquario di piranha da allevamento …

i personaggi più in vista erano specialmente due …

diversissimi, eppur complementari …

uno, che sembrava uscito, da protagonista, …

da una versione aggiornata e partenopea del Lazzarillo de Tormes …

autentico Sancho Panza vesuviano …

di una simpatia travolgente …

saremmo diventati poi amici e gli avrei fatto per un po’ anche da assistente …

disegnava da Dio …

e mi affascinava il fatto che fosse riuscito a far carriera senza mai scrivere una sola riga …

cosa che per un architetto non è poi così male …

anzi direi, ancora oggi, è un fatto decisamente positivo …

 l’altro, che si atteggiava con movenze lente e pose da western all’italiana, …

Ray-Ban nerissimi, spolverino tre-quarti e feltro sulle ventritré, …

denti neri e unghie zozze di nicotina …

sedicente architecte-maudit, tenebroso e indecifrabile, …

dai misurati e oscuri mugugni critto-cosmici …

una vera coppia di furfanti a ben guardare …

ma anche simpatici e intelligenti a modo loro …

capaci comunque di schivar fatiche e bibliografie per una vita intera …

e che poi saranno inopinatamente tra i più prolifici fondatori di nuove accademie …

sulla terra ferma e nelle già derelitte nostre colonie e altrui …

non credo che, insieme, abbian di poi sommato più di una mezza dozzina di pagine a stampa …

i due insieme, naturalmente, …

infinite, invece, le relazioni ministeriali cartacee e umane …

confusi, confondenti, inconcludenti “documenti programmatici”, “programmi preliminari” e …

soprattutto “metodologie” e “metaprogetti” , molto, molto “aperti” …

a coglionar burocrati e politicanti nel guado tra Craxi, Spadolini, Forlani e Berlinguer, …

ma questo verrà poi … all’imbrunire, …

ma tornando al dunque …

quando Ludovico il grande tornò da uno di quei favolosi viaggi in quel di oriente …

che già allora era parecchio frequentato da imprese nostre il crescente ancor per poco petrolifero …

portò seco un pacchettino …

di carta velina rosina ancora ciancicata dall’ispezione aereonautica …

e quindi richiusolo col suo bel spaghino porporino …

che lanciò rumoroso con un tonfo sul tavolo dello studio …

dicendo ai due convocati in furia e insieme candidati ad unico posto …

di non so quale gerarchica accademica provincia …

“questo è per voi” …

figuriamoci … naturali e facili ritrosie  …

si shermiscono entrambi i poverini …

magari dentro c’è il solito cestino di loukoum …

sarebbe assai poco dignitoso sbranarsi per quel dolciume appiccicoso …

apro io  … apro anch’io …

magari, invece, un sacchetto di pistacchi …

come l’altra volta …

era già capitato al ritorno da Tunisi …

roba da pezzenti …

ecco quindi che il maestro, salomonico e luciferino, sbotta finale: …

“vabbè … ve l’apro Io” …

e tra la meraviglia e lo sgomento degli astanti due …

(terzo dei quatto, casualmente, lì c’ero io) …

scarta con lentezza studiosa e baronale il pacchetto e …

opplà …

vengono fuori due coltellacci a serramanico scintillanti dalla presa rosso-rubino …

e con voce flautata e sguardo mefistofelico …

allungando le lame prima all’uno e poi all’altro …

sibila sorridente e velenoso: …

“IL POSTO E’ UNO SOLO …

VINCA IL MIGLIORE” …

(continua …)

LULU’ … UN MAESTRO? … UNO DEI MIEI MAESTRI …

 

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DRILL … DRILL … DRILL … MANDRILL …

clicca quà … clicca là … 

alla ricerca di Eco-Disney-Robinson …

guarda guarda chi ti ritrovo …

una vecchia passione …

una vecchia conoscenza …

SCLUMBERGER …

nientemeno, che si era andato a infrattare proprio laggiù …

tutto si tiene a questo mondo … da Dallas alla Tour Eiffel … e ritorno …

con contorno di Piano … arte e petrolio … zucchine e timoni … trivelle e spread …

vai col tango … fino alla cima della scheggia …

che in fondo, da lontano pare puro ‘na trivella …

sinnò perché pagava l’emiro? …

un pozzo nel cuore della City …

come cavi … cavi bbono … ndo coji … coji …

e bbravo il Renzino nostro …

Pastore, Ortolano, Idraulico, Marinaio, Emigrante o Cow Boy …

Un uomo “contro” …

comunque e sempre dalla parte … “giusta” …

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“STATE SUPERANDO IL LIMITE” …

Ettore Maria Mazzola commented on DEFAULT DA ARCHISTAR? …

(omissis …)
Del resto, già durante il viaggio di ritorno del Patris, nel 1933, Fernand Léger aveva ammonito Le Corbusier & co.
«penso che la vostra epoca eroica sia conclusa […] Fermatevi perché state superando il limite […] Il piccolo uomo medio, l’“urbano”, per chiamarlo col suo nome, è preso da vertigini […] Voi avete creato un fatto architettonico assolutamente nuovo. Ma da un punto di vista urbano-sociale avete esagerato per eccesso di velocità. Se volete fare urbanistica credo dobbiate dimenticare di essere degli artisti. Diventate dei “sociali” […] tra la vostra concezione estetica, accettata da una minoranza, e la vostra visione urbana, che si trova ovunque in difficoltà per l’incomprensione delle “masse”, c’é una rottura […] avreste dovuto guardare all’indietro: avreste visto di non avere seguito […] Rimettetevi i vostri piani nelle tasche, scendete nella strada, ascoltate il loro respiro, prendete contatto, confondetevi con la materia prima, camminate nel loro stesso fango e nella stessa polvere»

…….

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PLESSIS ROBINSON … PARE VERA …

 

Ettore Maria Mazzola commented on “IN RELIGIOSO PELLEGRINAGGIO” …

Parole sante quelle del professore.
Fondamentale anche la testimonianza di Vittorio, fondamentale per tutti gli ottusi che limitano il loro punto di vista su un’architettura, o un quartiere, al mero aspetto esteriore.
Bofil e zozzerie simili a parte, se proprio vogliamo parlare di un quartiere periferico parigino che funzioni, dovremmo menzionare l’unico degno di nota – e in quanto tale escluso dai circoli culturali e dalle riviste patinate degli “architettucoli-demiurghi” – ovvero Plessis Robinson.
Non un quartiere valido solo per ragioni estetiche, ma anche per quelle sociali ed economiche.
Il coraggioso sindaco (Philippe Pemezec) che lo volle realizzare infatti, nonostante il declino del suo partito, viene ininterrottamente rieletto da oltre venti anni!
Non un quartiere di sole case, ma ricco di edifici pubblici, parchi e luoghi per la socializzazione.
Non un quartiere autocelebrativo del suo autore (progetto iniziale di François Spoerry portato a termine da Marc e Nada Breitman dopo la morte del “maestro”), ma un quartiere celebrativo dell’architettura parigina vera, quella che la gente non lobotomizzata dui banchi universitari ama …
Il successo di Plessis Robinson è stato tale che oggi non c’è più posto per chi faccia richiesta di andarci a vivere (strano, no?) così da qualche anno è stato avviato un progetto caratterialmente simile, anche se molto più grande e con intenzioni e investitori diversi (c’è di mezzo la Disney), che è Val d’Europe, presso Marne La Vallée.
Ecco un po’ di numeri di Plessis Robinson:
CITÉ BASSE (1992-1996): 4 ha
1 mercato coperto, Nuovi giardini pubblici
5 piazze dedicate al commercio
240 alloggi sociali
BOIS DES VALLÉES (1992-1995): 3,5 ha
1 nuova scuola (elementare+asilo) per 550 alunni
Nuovi spazi sportivi polivalenti con spazio per 500 spettatori
1 nuovo centro per disabili, 1 nuoco centro servizi per lavoro, Recupero del parco urbano
Piano terra sul corso con commercio diffuso, nuove fermate bus
250 nuovi alloggi: 1/3 per corpi di polizia, 1/3 alloggi sociali, 1/3 privati
COEUR DE VILLE (1990-2000): 12 ha
1 nuova grande piazza centrale con commercio diffuso (un supermarket di quartiere, 30 negozi)
1 parcheggio interrato 5 piani, 4 nuove sedi di edifici pubblici, 3 nuovi giardini pubblici
1200 appartamenti, 80 alloggi sociali
CITÉ HAUTE (1992-1996): 15 ha
Recupero quartiere giardino originario del 1930, Nuovi negozi sul corso principale, nuove fermate bus
774 nuovi alloggi (ville plurifamiliari, ateliers d’artisti)
NOUVELLE CITÉ-JARDINS (2000-2009): 24 ha
Demolizione delle stecche monofunzionali degli anni 30 (1990)
Nuove Scuole Primarie, Mercato, Ospedale, Casa di Cura per anziani,
3 nuovi giardini pubblici, nuove fermate bus
Costruzione di nuovi negozi di vicinato (30) adiacenti ad un preesistente market
1300 nuovi alloggi (appartamenti e maisons de ville), 250 nuovi alloggi sociali
QUARTIER JOLIOT-CURIE (2001-2004): 2,3 ha
demolizioni e nuove costruzioni di strade, piste ciclabili, percorsi pedonali, nuove fermate bus
Nuova scuola, nuovo complesso sportivo (football e basket), giardini pubblici

Ciao
Ettore

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FANTASMI A ROMA … ER NONNO DE ZAZZA’ …

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UN’UTOPIA URBANISTICA DEL ‘500 …

Sergio Cardone commented on La bellezza di Via Giulia é la sua “stratificazione” …

“Assolutamente d’accordo e, anzi, proporrei la generalizzazione “la bellezza è nella/della stratificazione”, tanto più in contesti fortemente stratificati come Via Giulia. Proporre uno strato per così dire contemporaneo, in termini di linguaggio, non credo voglia dire cancellare tout court gli strati precedenti, la memoria storica di quel luogo. Al contrario, può essere uno dei modi – senza sostenere che sia l’unico possibile, come spesso leggo su questo blog – per mostrare la natura di quel dato luogo.
Per quanto riguarda il progetto nello specifico, al di là della resa grafica accattivante, lo trovo molto misurato, adeguato, convincente. Insomma..non lo trovo affatto abominevole, prima che venga tacciato di essere tale :-)
Certo, il linguaggio è personale (e vorrei vedere!) e si vive di alti e bassi ma non credo che rimpiangere i bei tempi andati o, peggio ancora, pensare di riproporli nella forma (perché tutte le sovrastrutture sono inevitabilmente mutate, e dunque di sostanza non se ne può parlare), sia utile né metodologicamente corretto.
Questo però è un parere frutto della lobotomia praticata su noi, giovani ignari studenti della facoltà di architettura di Venezia :-)
Saluti,
Sergio Cardone

PS: dopo tutto anche Via Giulia è “una utopia urbanistica del 500”..certamente qualcosa di profondamente diverso da ciò che già c’era.

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“IN RELIGIOSO PELLEGRINAGGIO” …

aldofree commented on DA UN MITO ALL’ALTRO …

“Siccome molti anni fa ci sono andato in “religioso pellegrinaggio”, direi che non tutte le villes nouvelles fanno cagare, ricordo soltanto i discutibili, ma molto d’impatto interventi di Bofill a Marne-la-Vallée
http://www.idehist.uu.se/distans/ilmh/pm/bofill-abraxas.htm
e gli stupendi edifici di Henri Ciriani a Lognes o la casa dell’infanzia a Torcy…beh ad averne in Italia di questi quartieri squallidi e spersonalizzanti.
http://www.treccani.it/enciclopedia/henri-edouard-ciriani_(Enciclopedia-Italiana)/

…………….

le vacanze di tutti noi sono state funestate da faticosi, religiosi pellegrinaggi in terre straniere …

quando fu il tempo della Francia anche queste erano le stazioni della penitenza …

e i due soggetti in questione la fecero a lungo da protagonisti …

e tutti, nikon al collo e ginocchioni adoranti; …

ognuno legato al suo carrozzone politico, …

quei due, cubarono città intere …

chi alla maniera di un Corbu rincitrullito, ipertrofico e volgarissimo …

chi protagonista di un cinico post-modernismo altrimenti minchione …

e ambedue avevano il loro avatar politico-cultural-nostrano …

Portoghesi e Aymonino …

che furono a lungo i loro reciproci referenti …

dalla città dei Dogi e dalla città dei Papi …

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