DA SAVERIO AD ALVARO …

Rosario Di Petta commented on UN NUOVO QUARTIERE ALL’ANTICA (2) …

“L’operante storia urbana di Muratori trova qui un’applicazione emblematica del suo allievo Caniggia, nel tentativo di una riscrittura dell’esistente che tuttavia non lascia emergere in modo sostanziale i segnali della modernità novecentesca. Il nuovo deve essere un obiettivo imprescindibile per qualsiasi generazione di architetti e, nel riscrivere l’esistente, occorre realizzare qualcosa che rispetti l’esistente, ma che porti anche i segni inequivocabili del cambiamento. Emblematico in tal senso l’intervento di Siza per il quartiere Chiado di Lisbona.”

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TUTTO SOMMATO … UN BEL PEEP …

Pietro Pagliardini commented on UN NUOVO QUARTIERE ALL’ANTICA (2) …

“Non c’è dubbio che quelle prima parole di Galassi siano una superflua e un po’ acida presa di distacco da un pensiero diverso, con ciò, a mio avviso, riducendo l’opera stessa di Caniggia ad una valenza in negativo, quasi che Caniggia avesse detto: “Questo progetto non è…..” piuttosto che “Questo progetto è…”.
Invece questo progetto è.
Io non sarei drastico come Ettore nel giudizio complessivo del progetto, però non c’è dubbio che la ricerca della coerenza tra pianta, prospetto e sezione, che poi significa la coerenza interna all’organismo stesso, il quale viene suddiviso in queste diverse rappresentazioni geometriche per l’impossibilità di poterlo rappresentare tutto insieme nel piano, e quindi poterlo descrivere per costruirlo, è un principio non assoluto (esistono incoerenze spettacolose e bellissime, vedi la Pieve di Arezzo, che Ettore conosce bene, con la sua facciata completamente svincolata dalla pianta) ma che ha grande dignità e merita attenzione.
Al solito, l’architettura di Caniggia non è mai entusiasmante, come spesso non lo è quella di molti suoi discepoli, tormentati dalla ricerca della assoluta coerenza tipologica. Accade così che certi progetti, per essere coerenti, si trovano ad essere, nel migliore dei casi, spaesati dall’intorno e difficilmente comprensibili.
Ho l’impressione che questo progetto sconti un po’ le regole dimensionali del PEEP, che costringe ad aggregazioni strane per adeguarsi alle norme ragionieristiche della legge, dato che diversamente non si spiegano quelle logge vicino allo spigolo che spuntano all’improvviso o quelle diversità strane tra un piano e l’altro che non sono invenzioni ma non sono nemmeno regola.
Insomma, la prima volta che l’ho visto, pur di sfuggita come si può guardare guidando in curva, ho immediatamente pensato ad un PEEP.
Ma ho anche pensato che fosse un bel PEEP.
Saluti
Pietro

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GIASONE E I GENERAZIONAUTI …

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UN NUOVO QUARTIERE ALL’ANTICA (2) …


Nel tentativo di recuperare e aggiornare la tradizione in modo che
non vada perduta nel moderno e questo si ponga in continuità con quella
senza scimmiottamenti, Caniggia definisce un metodo di progettazione
che ripercorre per fasi e per scelte razionali, le stesse della città
storica, il processo di trasformazione dell’ambiente da una prima fase
in cui vengono tracciati i percorsi fino alla definizione gerarchica
delle polarità urbane, dalle case unifamiliari alle abitazioni
multifamiliari.

Mancano del tutto nel suo archivio i tipici schizzi da rivista con l’
insistita ricerca intorno a un tema figurativo, quelli in cui l’
architetto ritrae pure la sua mano che disegna.
Piuttosto vengono stesi 3 – 4 progetti che riprogettano per fasi la
formazione storica dell’aggregato dall’inizio fino alla una fase
odierna che comprende come un palinsesto i segni delle precedenti. Per
Caniggia la peculiarietà professionale dell’architetto è nella sua
capacità di raccogliere dati e codificare i fenomeni di trasformazione
per aggiornarli e specializzarli per un loro uso in un contesto
moderno.

La casa a schiera e la casa in linea che da questa deriva per
rifusione offrono il miglior rendimento in una zona orografica come la
Liguria e meglio si adattano, per dimensioni contenute di facciata,
profondità variabile del lotto e salti di quota del terreno a un’
integrazione con l’ambiente naturale. Accade così che lo stesso
edificio sia costituito da case a schiera con accesso indipendente su
una strada a quota inferiore, mentre sulla strada parallela ma a quota
più alta sono posti gli ingressi ad appartamenti in linea ai piani
superiori delle schiere. Nel complesso rapporto tra lotti e pendenza,
il progetto utilizza ogni occasione per inserire aree aperte verdi e
giardini – anche questi a diverse altezze – a disposizione delle
residenze.

Giancarlo Galassi :G

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PER UNA NUOVA TEORIA DEI VALORI …

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SCHERZI DA PRETE …

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NEL NOME DI WOLFANGO … SALUTI DAL COLORADO … TUO MARIO …

Welcome to the Goethe Bicentennial

Aspen Institute Italia

Conoscete l’Aspen Institute Italia?

Mario Monti – Da Goldman Sachs ad Aspen Institute

I membri dell’Aspen Institute

 

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SOTTO IL VIADOTTO …

Pietro Pagliardini commented on UN NUOVO QUARTIERE ALL’ANTICA …

“Si esce dall’autostrada al casello di Nervi e dopo la curva su un viadotto mozzafiato nel vuoto appare il villaggio, aggrappato al costone, coloratissimo. E’ un ricordo lontano ma molto forte”
Pietro

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Presto! Un archipirina per l’archimalcefalicite …

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INDECISO A TUTTO …

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