COLLA TENDA …

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ARCHITE’ … FACCE ‘NO SCHIZZO …

CESARE CATTANEO 1912-1943

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Prosternazione romana …

“Prosternazione romana (HE is 100).
Distinti saluti.
Stefano Salomoni

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Muratore! Prepariamoci al Pritzker …

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LA MERDA COME FORMA SIMBOLICA …

sergio 43 commented on ROBBETTA … DA MORTI DE FAME …

“Prof! Oltre i dibattiti e le battute, ‘sto blog è una delizia per il profluvio e scialo di immagini famose e vignette falsocasciolesche, un pout-pourrì che manda in corto circuito le “memorie oramai invalidate dalla corrosione neurologica delle facoltà”, come dice un famoso direttore. Scorrendo con la rotellina del mouse gli articoli successivi, arrivato a questo punto ho dovuto stropicciarmi gli occhi un paio di volte e scuotere le cellulle cerebrali per tornare alla visione corretta. Nella metà di sopra vedevo, invece di goffi personaggi, le figure arcadiche dei Piranesi e dei Poussin sdraiate sulle rovine del Foro e, subito sotto, un pensieroso Goethe in meditazione davanti alle rovine, non di una tomba famosa, ma di ….Punta Perotti! Dal “giardino d’Europa” allo “scarico d’Europa”!

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“A DOTTO’ … ER PINOCCHIO ‘NDO’ LO METTEMO?” …

Ettore Maria Mazzola commented on BRUTTO … INUTILE E DANNOSO … “ma dove metterà i quadri”?

“quadri alle pareti?? Troppo tradizionali per certi musei!
Anche negli ambienti destinati alle esposizioni temporanee all’Ara Pacis sulle pareti, essendo l’edificio un monumento a se stesso, non viene consentito di appendere quadri … un ottimo sistema per obbligare a spendere soldi per l’allestimento che, per gli eventi come quello sulle periferie che organizzammo con la Regione – e che ci venne boicottato all’ultimo minuto dalla giunta Polverini – vedeva l’imposizione di affidare l’allestimento alla società che gestisce l’edificio … stendiamo un velo pietoso
Ovviamente se le pareti non sono nemmeno a piombo questo “problema” si risolve più facilmente.
A proposito di Zazà e del Maxxi, ricorderò comunque per sempre il discorso di Pio Baldi quando, durante una conferenza/confronto con me a Palermo, lasciò spaesati gli astanti descrivendo il MAXXI come un luogo senza un criterio organizzativo specifico, aperto alle esperienze personali dei visitatori … un luogo, disse, dove è bello perdersi!!!
Praticamente una giustificazione assurda per un edificio folle.
Che ne sarà di tutta la letteratura scientifica (a partire dalle problematiche psicologiche) sull’allestimento museografico? Chi me l’ha fatto fare di studiare tanto tempo certe cose??
A certi personaggi come Zazà le norme, i costi e i possibili “effetti collaterali” delle proprie opere non sono da tenere in considerazione, semmai gli si conferisce anche un ambito Pritzker Prize … un po’ come il pilota dell’aereo militare americano che, per fare l’imbecille, ammazzò un bel po’ di turisti sulla funivia. Per chi non lo ricordi il processo in Italia non venne ammesso e, una volta tornato nel suo paese, venne anche premiato per qualcosa!
La Legge in Italia non è uguale per tutti!

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ANVEDI QUANTO E’ FICO ER MODERNO A ROMA …

roberto commented on BRUTTO … INUTILE E DANNOSO … “ma dove metterà i quadri”?

“A me invece piace tantissimo…e assieme a me per fortuna a tanti altri :-)”

…………..

stefano nicita commented on BRUTTO … INUTILE E DANNOSO … “ma dove metterà i quadri”?

  “capisco le ragioni dei detrattori e le rispetto, però prima del MAXXI della Hadid non si parlava di architettura contemporanea a Roma dei tempi dell’EUR…”

……………….

peggio per voi …

e siete pure in buona compagnia …

sembra di sentire il solito coretto …

Pio … Pippo … Warter … Margherita … Francesco … Amedeo …

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“CENSURA” … E PERCHE’ MAI? …

“Non penso sia casuale questo “accostamento”?
La psicologia spicciola dice che augurerebbe all’edificio sopra la sorte di quello sotto.
Secondo me lei professore ha pensato tutta la notte: con questi 49 milioni potevamo demolire il MAXXI e prepensionare Zaha.
Sai quanti nuovi posti di lavoro!! Un centinaio di piccoli studi italiani per fare (fatturare!) quello che fa lo studio di Zaha Hadid e una ventina di imprese che si subappaltano a catena i lavori di demolizione.
Se mi censura la comprendo, io lo farei…
Saluti
Stefano Nicita

…………

Carissimo Nicita …

ma perchè mai la dovrei “censurare”? …

anzi, grazie dell’attenzione …

una lettura “trasversale” è forse la forma migliore di interpretazione …

le nostre opinioni, spesso, non coincidono affatto …

e questo, per me, è motivo di grande interesse …

lei non immagina quanto siano noioso parlare …

solo con quelli che condividono le proprie opinioni …

o, magari, fanno solo finta …

che palle …

quindi continui a dire la sua liberamente …

e grazie ancora della collaborazione …

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UN NUOVO QUARTIERE ALL’ANTICA …

“Nel 2008 questo quartiere di Caniggia è stato presentato ad un premio
internazionale e per l’occasione l’arch. Pier Giorgio Castellari
preparò cinque pannelli. Si tratta di materiale inedito e con immagini
non comprese sul piccolo ma fondamentale libro sul quartiere di Maria
Grazia Corsini. Ho pensato di pubblicarlo con il consenso di Castellari
che ringrazio anche a nome di Archiwatch reimpaginando le immagini e
stravolgendo un po’ il testo originale che fungeva da didascalia alle
tavole. Di questo spero che l’autore mi perdoni e comunque a parte
trovate anche l’originale in inglese.

Dal vostro affezionatissimo
traduttore-traditore,
:G

——-

La cooperativa era stata incaricata
di realizzare un quartiere sulla base di un PEEP concepito secondo gli
schemi usuali con edifici di larga dimensione collocati in maniera
occasionale sul territorio (disegno a sinistra). La società cooperativa
ottenne dal Consiglio Comunale la possibilità revisionare il masterplan
con criteri progettuali diversi (dis. a destra). Per “riprogettare” il
quartiere fu chiamato Gianfranco Caniggia in veste di consulente e
coordinatore del gruppo di progettisti costituito da P. G. Castellari,
A. Boccardo e G. Marazzi.

Il disegno del quartiere segue la logica
della formazione spontanea degli insediamenti di promontorio
tradizionali. Un percorso principale risale da valle raggiungendo la
cresta della collina. Da questo si dipartono percorsi di impianto
secondari tracciati seguendo le curve di livello a una quota differente
e collegati al percorso matrice mediante scale. Il progetto prevede
come percorrenza unificante il quartiere un percorso pedonale
baricentrico che dalla cresta taglia il pendio della collina
incrociando le strade a tornanti a quote diverse. Ogni intersezione
definisce un nodo che determina uno spazio specialistico: la piazza
principale con la chiesa, la zona parcheggio coperto, la palestra, il
parco giochi, il polo scolastico e così via.

La gerarchia tra strade e
lotti edificabili e poi tra lotti e tipo di edifici è altamente
specificato nel progetto secondo la logica di formazione processuale
della città storica . Come in un centro storico ogni edificio si lega
alla strada, corrisponde  a forma e dimensioni del lotto ed è relativo
alla sua posizione nel tessuto complessivo.  Lungo la piazza, e in
prossimità delle “nodalità”, ovvero in “centro”, il progetto prevede
case in linea, condomini plurifamiliari, i cui piani terra offrono la
possibilità di uso non abitativo. Invece nelle zone “periferiche” il
progetto prevede invece case unifamiliari a schiera.  (1-continua)

Giancarlo Galassi :G

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La fine della fine delle trasmissioni …

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