“Nel 2008 questo quartiere di Caniggia è stato presentato ad un premio
internazionale e per l’occasione l’arch. Pier Giorgio Castellari
preparò cinque pannelli. Si tratta di materiale inedito e con immagini
non comprese sul piccolo ma fondamentale libro sul quartiere di Maria
Grazia Corsini. Ho pensato di pubblicarlo con il consenso di Castellari
che ringrazio anche a nome di Archiwatch reimpaginando le immagini e
stravolgendo un po’ il testo originale che fungeva da didascalia alle
tavole. Di questo spero che l’autore mi perdoni e comunque a parte
trovate anche l’originale in inglese.
Dal vostro affezionatissimo
traduttore-traditore,”
:G
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La cooperativa era stata incaricata
di realizzare un quartiere sulla base di un PEEP concepito secondo gli
schemi usuali con edifici di larga dimensione collocati in maniera
occasionale sul territorio (disegno a sinistra). La società cooperativa
ottenne dal Consiglio Comunale la possibilità revisionare il masterplan
con criteri progettuali diversi (dis. a destra). Per “riprogettare” il
quartiere fu chiamato Gianfranco Caniggia in veste di consulente e
coordinatore del gruppo di progettisti costituito da P. G. Castellari,
A. Boccardo e G. Marazzi.
Il disegno del quartiere segue la logica
della formazione spontanea degli insediamenti di promontorio
tradizionali. Un percorso principale risale da valle raggiungendo la
cresta della collina. Da questo si dipartono percorsi di impianto
secondari tracciati seguendo le curve di livello a una quota differente
e collegati al percorso matrice mediante scale. Il progetto prevede
come percorrenza unificante il quartiere un percorso pedonale
baricentrico che dalla cresta taglia il pendio della collina
incrociando le strade a tornanti a quote diverse. Ogni intersezione
definisce un nodo che determina uno spazio specialistico: la piazza
principale con la chiesa, la zona parcheggio coperto, la palestra, il
parco giochi, il polo scolastico e così via.
La gerarchia tra strade e
lotti edificabili e poi tra lotti e tipo di edifici è altamente
specificato nel progetto secondo la logica di formazione processuale
della città storica . Come in un centro storico ogni edificio si lega
alla strada, corrisponde a forma e dimensioni del lotto ed è relativo
alla sua posizione nel tessuto complessivo. Lungo la piazza, e in
prossimità delle “nodalità”, ovvero in “centro”, il progetto prevede
case in linea, condomini plurifamiliari, i cui piani terra offrono la
possibilità di uso non abitativo. Invece nelle zone “periferiche” il
progetto prevede invece case unifamiliari a schiera. (1-continua)
Giancarlo Galassi :G














