I FUOCHI D’ARTIFICIO … COSTANO CARI …

Pietro Pagliardini commented on CIAK … SI GIRA …

“Ce l’avevano. Comunque hai ragione, poveracci. Per me alla fine, annusato che qualcosa era andato storto, hanno tirato la monetina. Resta il fatto che la spettacolare demolizione seguita in diretta TV del complesso, che era additato, senza dubbio alcuno, come un “ecomostro abusivo”, mentre era un “ecomostro e basta”, che non è un complimento di sicuro, si è trasformata da simbolo della legalità nella solita brutta storia all’italiana. Brutta prima perchè ha prodotto un mostro, con il consenso di qualcuno, brutta poi perchè finita nel peggiore dei modi, dato che i 49 milioni adesso li paghiamo noi.
Con 49 milioni una quindicina di fabbriche terremotate in Emilia e Lombardia si sarebbero potute ricostruire, tanto per attribuire un valore reale al conquibus.”
Pietro

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3 risposte a I FUOCHI D’ARTIFICIO … COSTANO CARI …

  1. Simone ha detto:

    La distinzione non è più destra – sinistra, fascisti – comunisti, palazzinari – ambientalisti, ma ideologia vs. buonsenso, e di buonsenso se ne vede sempre meno…

    • Pietro Pagliardini ha detto:

      Ottima distinzione. Ma ormai se solo accenni alla categoria del buon senso ti danno del qualunquista e pure reazionario. Pensare che, se non ricordo male, la ragion pratica pura è, banalizzandola un po’, una forma di buon senso.
      Tuttavia ritengo che sarebbe anche cosa di buon senso, conservare la distinzione destra-sinistra, non nelle azioni quotidiane, ma come principi generali ispiratori, di cui però certe azioni quotidiane sono la conseguenza. Ed è qui che, per discernere, torna in gioco il buon senso.
      Vabbè, mi sono un po’ incartato
      Pietro

  2. stefano nicita ha detto:

    la demolizione spettacolare con trasformazione a parco pubblico è stata una bella mossa politica, peccato che sarà pagata dallo Stato (del resto anche la campagna elettorale la paga lo Stato…)
    Resta una cosa fondamentale da chiarire prima di tutto: se esiste una legge nazionale che dal 1985 tutela i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia (non è questo il caso?), devono aver avuto, oltre al permesso allora forse concessione, un nulla osta paesaggistico per un’area che doveva essere vincolata. Ma si sa che da noi la legislazione più che una certezza, è una questione di opinioni e di ricorsi…

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