El Cazo: la vera chiesetta campestre sarda …

CHIESA DI SANTA LUCIA A USELLUS“ecco un modello pronto … perfetto …”

SDS

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Valencia, Oviedo, Bilbao, Venezia… Calatrava fa cilecca ancora! …

gliarchicefalici759

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ANVEDI QUANTO CORE …

1387209057024_pininfarinaPininfarina, il condominio da sogno a Singapore

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Cosa tira più che una pariglia di locomotive ? …

gliarchicefalici758

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Lumbard vs. Genovesi …

cos'è Crespi“E CON TUTTI I PROBABILI E MALVAGI SECONDI FINI!”
Si leva un coro!!!
… ecco … per essere più performanti bisogna fare come il Signor Crespi che una bella mattina di un giorno di non proprio fine 800, decide che per guadagnare di più, … per rappresentarsi meglio al mondo “che ancora non lo conosceva” , bisognava dotarsi di una immagine più “paracula” direbbero a Roma … e sai allora  quanti “sghei” …
ah ! questi Lumbard …
… Voi mette coi Genovesi?
Un mondaccio!
E già ! … è vero …
Caro Senatore …
Eri tutti noi … ti avevamo immaginato come salvatore della patria …
quello che avrebbe combattuto contro tutto e tutti e tu ce vai a delude in questo modo?
Te l’avevamo detto che come fai sbagli !
Insomma …
“In questo piccolo mondo perfetto il padrone “regnava” dal suo castello e provvedeva come un padre a tutti i bisogni dei dipendenti: dentro e fuori la fabbrica e “dalla culla alla tomba”, anticipando le tutele dello Stato stesso. Nel Villaggio potevano abitare solo coloro che lavoravano nell’opificio, e la vita di tutti i singoli e della comunità intera “ruotava attorno alla fabbrica stessa”, ai suoi ritmi e alle sue esigenze.”
“PAGA LA DITTA
Nella scuola di Crespi, riservata ai figli dei dipendenti, tutto era fornito dalla fabbrica: dai libri alle penne ai grembiulini, dalla refezione allo stipendio e alloggio per gli insegnanti!”
C’ERA GIA’ LA PISCINA
La ditta dei Crespi fece costruire a inizio Novecento, tra i tanti servizi gratuiti, una piscina al coperto, con docce, spogliatoi e.. acqua calda!
Meditate gente … meditate …
http://www.villaggiocrespi.it/crespidadda/cosae/

SDS

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Il padre della regola dello zio e della zia …

gliarchicefalici757

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Il linguaggio classico della critica architettonica moderna …

gliarchicefalici756

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Veni, Vidi, Busiri Vici …

AMemoriaDuomo_fig1A MEMORIA DUOMO

“ Anche io lo trovo un ottimo intervento. Altrimenti sarebbe come dire che anche Santa Maria del Soccorso di Ischia fa schifo. D’altronde nella veste attuale, hanno solo cent’anni di differenza.

Invece un’altra cosa mi intriga, per sapere come ragiona un architetto.

Posso supporre che Michele Busiri Vici per l’elegante fianco della chiesetta, generalmente la parte meno interessante di un edificio religioso, abbia voluto rievocare il sorprendente fianco del Duomo d’Orvieto con le sue cappelline absidate?

Se non ricordo male, un altro interessante esempio di ambiente mosso lungo i fianchi da ritmate cappelline aggettanti era il Triclinio Leoniano dell’antico Palazzo Lateranense. Altri esempi non ne conosco.

Come si sa, la memoria di quel Triclinio rimane nella grande abside mosaicata “en plein air” alle spalle della Scala Santa. Mi sembra un dettaglio raro, un dettaglio prezioso. Se di queste cose, per mia mera  ipotesi, il Busiri Vici ha tenuto conto, non si può certo dire che la Chiesetta sia una schifezza.

Che sto a di’? Vabbè!

Se ne dicono tante!”

Sergio43AMemoriaDuomo_fig2

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“Poche e profonde cose” …

Schermata 2013-12-31 a 17.14.15Andrea Di Martino su Ancora sul capolavoro di Angiolo Mazzoni …

“Dall’atemporalità del varco alla temporalità del traliccio (che rimanda inevitabilmente alla grande tradizione dell’ingegneria ottocentesca). Eppure, la simultanea visione di questi due elementi così caratterizzanti, rimanda inevitabilmente alle antiche porte aperte nei bastioni delle mura urbane. Porte che, all’occorrenza (come ci ricorda il portale di Rossi alla biennale del 1980), venivano ornate con esili tralicci imbandierati, come nelle famose “apparecchiature” delle feste rinascimentali e barocche, alle quali lavoravano alacremente artisti come il Tiziano (e scusate se è poco). Forse è questo il senso delle bandierine di Rossi (ma anche di quelle tende agitate dal vento visibili nei disegni di Krier): quello cioè di ricordarci che l’architettura è solo un supporto (“l’elemento primario su cui si innesta la vita”, per dirla col Rossi dell’autobiografia). Proprio in quanto supporto, essa (architettura) va improntata alla semplicità (che è cosa ben diversa dal semplicismo). “Poche e profonde cose” è molto più che il titolo di uno scritto. Potrebbe essere il titolo di questo dipinto, che rappresenta un intervento dimensionalmente modesto, ma dove la mano del Mazzoni traspare non meno che in un’opera dimensionalmente impegnativa come la stazione Termini, indipendentemente dalla “cura” Vitellozzi-Montuori (che poi, con l’originaria impostazione classica del progetto (ben visibile nei fianchi della stazione), ci sta come i cavoli a merenda). Paradossalmente, potremmo tacciare di semplicismo gran parte dell’architettura contemporanea, poichè tanto più eterogenee appaiono le sue forme, quanto più omogeneo appare l’obiettivo da esse perseguito: quello cioè di ridurre l’architettura a mera parata reclamistica… Macro… Maxxi… (e già si sente l’analogia col linguaggio pubblicitario), fino ad arrivare a quella “nuvola” che mi ricorda tanto i famosi “dieci piani di morbidezza” della Scottex. E infatti Fuffas mi fa cagare, a dispetto di un budget che a definirlo faraonico è poco: ma la pubblicità, si sa, può essere ingannevole, a parte poche e lodevoli eccezioni… Viva la faccia del dott. Scottex: almeno i suoi “dieci piani di morbidezza” non erano mai disgiunti dagli altrettanto famosi “dieci rotoli di convenienza”…
Poro Angiolo… A te invece nun te caca nessuno, almeno a giudicare da una percentuale (quella dei firmatari della petizione), che è ancora ben lontana dal quorum… Quasi fossi destinato a morire per la terza volta, senza che nessuna voce possa levarsi in tua memoria, travolta dal frastuono dell’immonda parata reclamistica: quella portata avanti da innumerevoli schiere di figli di papà, galli cedroni, vitelloni… e Vitellozzi (appunto). In quanto alla mia, trattasi evidentemente di una voce di poco conto… Diciamo pure n’anonima (ancorchè scaramantica) esternazione de fine anno… così… tanto pe’ esternà tutto l’anno (ve pare poco?)…
Buona fine e buon principio a tutti”

/e http://www.activism.com/it_IT/petizione/salviamo-il-complesso-architettonico-di-a-mazzoni-a-s-m-novella-a-firenze/2115

Schermata 2013-12-31 a 17.13.25

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Giovanni Michelucci a Tor San Lorenzo (reprise) …

Michelucci-Tor-San-Lorenzo“Caro Stefano,
ti ringrazio molto per le buone notizie.
Il trattamento dell’eternit seppure ha ritinto il tetto cancellando il grigio che avvicinava la casa-capanna ai tetti di paglia dei casoni scomparsi della pianura pontina, in qualche modo la avvicina alle coperture in rame delle opere successive di Michelucci. Terribili le finte cornici aggiunte intorno alle finestre e la porta aperta verso il mare distrugge la penombra e l’allontanamento dell’orizzonte voluto dal progettista per chi si trovava all’interno. Va bene. Poca roba. Rimediabile.
Tre delle tue foto evidenziano bene il giochetto metaforico di trasformare una capanna in casa man mano che si volge dal mare alla torre S. Lorenzo. E se da fuori è solo una curiosità, da dentro è realizzato dal volume del tetto e dal percorso coclide che torcono lo spazio intorno al centro del soggiorno. Tutte e sette le invariati di Zevi in un colpo solo.
Anzi sette e mezzo perché il risultato è pure poetico e ottenuto con due spicci.
Scusate se insisto man mano che questo blog diventa sempre più letto rispetto al lontano 2008: ma quand’è che questo spazio tornerà pubblico e visitabile? E’ in area demaniale. Abbiamo anche la destinazione come ambiente per matrimoni laici per il comune di Ardea…
Cosa ancora? quid tum?”

:G

Buon inizio anno.

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