PHYLLIS … ‘A FIJA DER MAGNATE …

Schermata 2014-02-25 a 17.22.25“Cari amici, colleghi, studenti,

Venerdì prossimo, 28 febbraio alle ore 17, avete una occasione più unica che rara per conoscere Phyllis Lambert.
Per i più giovani e meno istruiti, mi limiterò a dire che è un architetto che si è laureato con Mies van der Rohe a Chicago nel 1963. E’ lei ad aver convinto suo padre, uno dei maggiori industriali nord-americani, ad incaricare Mies del progetto del Seagram Building a New York.
Phylllis Lambert ha messo la sua intelligenza e il suo patrimonio a servizio dell’architettura creando il CCA, il Canadian Center for Architecture a Montreal. Oggi il CCA è una delle maggiori istituzioni mondiali per la ricerca e la produzione di mostre e pubblicazioni.

Se fossi in voi, non perderei questa opportunità.
Molti saluti,
Francesco Garofalo

673920-mies-van-der-rohe-phyllisSTORIEDIARCHITETTI_28feb

Strano invito davvero questo di Francesco …

inopinatamente press agent del MAXXI …

forse qualche cosa si muove all’ombra della vispa Melandra …

Pippo-Erasmus emigra in America per un periodo di meritato riposo …

e per averla fatta troppo grossa a casa sua …

Francesco “per caso” passa per via Reni …

Margherita corre a comprare i salatini …

Maxxiphyllis brinda felice …

Walter in un angolo sorride soddisfatto …

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Roma, Palazzo Spada, il parcheggio della casta …

ruspa-640 Ettore Maria Mazzola e Andrea Costa ci segnalano: …

“Se anche i giudici iniziano a promuovere interventi che se ne fregano delle normative e della tutela del nostro patrimonio, pensate che potrà esserci la possibilità di qui in avanti la possibilità di poter bloccare scempi come quello in corso a Palazzo Spada?

Qualora il Consiglio di Stato promotore i questa vergogna dovesse far emettere qualche sentenza a suo favore, essa diverrà una pietra tombale che molti avvocati spregiudicati al soldo degli speculatori potranno impugnare contro chiunque provi a bloccare nuovi scempi

Questo è ormai il nostro paese … una dittatura fondata sull’arroganza e sull’abuso di potere

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/25/palazzo-spada-via-libera-al-garage-della-casta-ruspe-nel-giardino-del-600/893413/

ciao”

Ettore

“Non si fa a tempo a commentare le concioni dell’ex rottamatore per vocazione (ora rigattiere per necessità) Renzi e del suo nuovo Ministro dei beni culturali Franceschini (cit.“Penso che il ministero della Cultura sia in Italia come quello del petrolio in un paese arabo”) che eccoli accontentati: Si scava alla ricerca del primo “giacimento” proprio nel bel mezzo dei giardini di Palazzo Spada (Palazzo Spada). Ogni commento è superfluo cliccando qui di seguito http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/02/25/palazzo-spada-il-giardino-storico-del-600-deturpato-per-il-parcheggio-della-casta/267402/ c’è l’eloquentissimo video girato da Il Fatto Quotidiano. Notare la fontana squarciata.”

Andrea Costa

Palazzo Spada, il giardino storico del ’600 deturpato per il parcheggio della casta

Un parcheggio sotterraneo al posto di un giardino seicentesco. Ruspe e camion che smantellano sentieri verdi e fontane dell’epoca del grande architetto Francesco Borromini. E’ quanto sta accadendo all’interno di Palazzo Spada in piazza Capo di Ferro, a due passi da piazza Farnese e piazza Campo de’ fiori a Roma. In questo magniloquente palazzo ogni giorno i turisti visitano la prospettiva Borromini e la galleria d’arte del cardinale Girolamo Capodiferro, a cui è dedicato l’edificio. Dentro lo stabile si trova anche la sede del Consiglio di Stato proprietario del giardino risalente al XVII secolo che però non è accessibile al pubblico. I lavori per il parcheggio o i box sotterranei sono iniziati lunedì scorso. “E’ da quattro anni che si tenta di realizzare l’opera, ma i lavori sono stati bloccati parecchie volte a causa del ritrovamento di molti reperti archeologici situati sotto il palazzo”, ci racconta un dipendente del Consiglio di Stato. I dipendenti che lavorano a Palazzo Spada affermano che finiti i lavori, il giardino ritornerà verrà ripristinato. “Questo è uno dei più bei palazzi di Roma, qui Paolo Sorrentino ci ha girato alcune scene del film ‘La grande bellezza’, lo scalone, la prospettiva Borromini, il piano nobile, la facciata, è davvero un gioiello”

di Irene BuscemiSchermata 2014-02-25 a 16.37.59per un parcheggio di merda …

rompono i coglioni anche a Borromini …

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DARIO PASSI

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casa romana

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GENTE MEDIOCRE E RICATTABILE …

pecorePallone gonfiato su: “Procedere troppo a testa alta? …

STRISCIARE, STRISCIARE, STRISCIARE … L’UNICO MODO PER INSEGNARE …

“Profondamente vero! Purtroppo la gran parte dei Prof cerca questa tipologia di individui per proseguire con i soliti inciuci che portano in cattedra gente mediocre che diviene per forza di cose ricattabile. La libertà individuale ai più fa paura e spesso si paga cara…anche con l’esclusione dai ruoli universitari. Una minima parte di coloro che insegnano nell’Università italiana ha intelligenza ed autonomia di pensiero…il resto sono pecorelle di un gregge allo sbando. Si può anche fare un altro lavoro per campare…l’importante in una persona non è il traguardo ma il percorso. Ed anche potersi guardare allo specchio, sor Marisa!

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“Procedere troppo a testa alta”? … STRISCIARE, STRISCIARE, STRISCIARE … L’UNICO MODO PER INSEGNARE …

Schermata 2014-02-24 a 23.21.44 2“Gent.mo Professor Muratore,
spero di non essere superfluo se aggiungo a tante altre anche la mia  testimonianza,  su un argomento che ancora qualche settimana  poi come altre catastrofi terribili e drammatiche  non potra’ che esaurirsi per noia.

Sandro Ranellucci

Giudizio:    Il candidato ha ritenuto di poter procedere troppo a testa alta.

“La spiegazione è una soltanto. Il piacere di infierire su coloro che hanno scritto libri con una propria diffusione, con ristampe decise dall’editore, che hanno sempre dimostrato autonomia, che hanno avuto molti cantieri, di restauro, di museografia, di architettura in generale. Il piacere della vendetta su chi non si è fatto mai utilizzare nelle commissioni di concorsi “mirati” a favore del tizio o del tal’altro. Che come si suol dire in gergo è “non affidabile”.
Veniamo a me, con le suddette caratteristiche identificabile in pieno. In queste vendette non conta nulla se ho presentato sedici monografie sui sedici titoli presentabili, se ho presentato tre monografie sulle coperture protettive, di diffusione internazionale, con prefazioni di Minissi, Dezzi Bardeschi, Manieri Elia, di un volume per Utet sul restauro urbano di seicentocinquanta pagine (ignorato, ma non solo quello), di quattro volumi di elaborazioni di manuale del recupero senza confronti per lo meno nel riferimento territoriale e nell’approfondimento, di volumi di museografia in italiano e in inglese. Ma proseguire nell’elencare argomenti credo che rischi solo di accrescere il loro piacere sadico. I quali evidentemente troppo avevano sofferto nel leggere quanto scritto da Leonardo Benevolo sulla controcopertina del mio Terzo Volume del Manuale del Recupero d’Abruzzo: “Il lavoro di Sandro Ranellucci è un importante contributo scientifico all’approccio del tema del restauro urbano applicato al problema dei borghi storici interessati dal sisma dell’aprile del 2009, particolarmente prezioso in un momento storico in cui le amministrazioni competenti – procedendo a fari spenti – non sembrano aver compreso l’entità del problema. La preparazione del corretto supporto conoscitivo, basato sullo studio dei processi storici che hanno prodotto le caratteristiche morfologiche dei tessuti insediativi interessati, è la condizione imprescindibile per immaginare la restituzione dei luoghi depositari dell’identità collettiva degli abruzzesi e di un patrimonio storico architettonico di tutti.” [Leonardo Benevolo]. Nello stesso volume al quale avevano ritenuto di aderire con un loro contributo PierLuigi Cervellati e Paolo Marconi.
Grazie Professori Benevolo, Cervellati, Marconi. Questa vostra è la mia Abilitazione. Ma alla commissione dell’abilitazione questo e molto molto d’altro è passato inosservato. Probabilmente.

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PER “CHIARA FAMA” …

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Cultura all’estero mangiata dalla politica
Imballatore diventa ‘esperto scientifico’

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TORA TORA TORA …

TORA TORA TORA ...Sorvegliate NEXT ARCH !armageddonSDS

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A VITRU’ … ‘STAVORTA C’HANNO PROPRIO FREGATO …

a vitrù ...

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SE VITRUVIO S’INCAZZA …

vitruvioDavide Donati su “Ci spieghi, dunque …

Marisa su “SOMARI” IN CATTEDRA? … NO: IN COMMISSIONE … “Mi spieghi, prof Muratore, perché dovrebbero esser somari …

“Francamente non condivido il commento di “Marisa” ma sono altrettanto perplesso di fronte alla lettera di Purini e D’Amato che snocciolano dati, percentuali e proporzioni.
Ma l’abilitazione non si fa sicuramente dando due abilitazioni là, una qua e tre laggiù! Il loro discorso non sta in piedi!
Senza contare che ci sono alcuni palesi errori….Come si fa a dire che sono state premiate le scuole? Quali scuole? Forse alcune e non tutte.
E poi…”la redazione di AION” è stata pluripremiata con almeno 2 collaboratori stabili abilitati!

………………

“Il disegno generale sotteso a questi risultati può dunque sommariamente descriversi come un tentativo di ridisegnare la mappa culturale dell’architettura in Italia basandola su una visione di parte:
· il maggior numero degli abilitati appartiene alle sedi del nord, con la parte del leone fatta dalle sedi dove è molto attiva la lobby milanese-veneziana che fa capo all’industria editoriale di ELECTA e CASABELLA, SKIRA, DOMUS.
· Chirurgicamente è stata decapitata la redazione dell’unica rivista “indipendente” di classe A, AIÒN, che sfugge al circuito mediatico delle Archistar.
· Alcune abilitazioni nell’Italia centrale si devono all’appartenenza geografica di alcuni commissari (Firenze, Ascoli, Ancona), e sono sproporzionate in numero rispetto al panorama nazionale.
· Residue le concessioni a Roma e Napoli, con alcuni abilitati “impossibili” quale premio ad personam per qualcuno dei Commissari;
· Pochissime le abilitazioni nei politecnici di Torino e di Bari (qui nessuna in prima fascia) e negli atenei di Cesena, Reggio Calabria, Palermo.
· A più dei due terzi degli aderenti a RETEVITRUVIO che hanno partecipato all’ASN è stata negata l’abilitazione.”

………

“Le chiediamo a nome dell’associazione scientifica che rappresentiamo, i cui membri sono stati notevolmente decimati, di salvaguardare la nostra dignità di docenti e ricercatori impegnati in prima linea in una battaglia a favore di una architettura libera dai pregiudizi ideologici e dai lacci con i comitati d’affari della professione e dell’industria culturale.”

Abilitazione scientifica nazionale: noi non ci stiamo!

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