Sublime … Super … Maxxi … Zazà …

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Prima o poi … doveva pur capitare …
gira che ti rigira intorno al cantierone rintorcinato di via Guidi Reni …
daje e daje …
doveva pur accadere che ci sarei entrato …
mi ero sempre trattenuto sulla soglia ché mi sembrava brutto dopo avergli rotto i coglioni per un decina d’anni … intrufolarmi oltre la rete, magari inseguito dalla sicurezza o dalla vigilanza amazzonica delle nere sacerdotesse darkdarcdark … che figura ci avrei fatto, ma questa mattina non ho resistito e mi sono infilato, complice un gruppo di amici venuti da fuori e, dopo aver firmato la liberatoria per l’impresa, ho infilato i ciabattoni da cantiere e sono per un po’ rimasto anch’io in attesa dell’elmetto d’ordinanza … per fortuna che erano finiti … sennò il caschetto giallo o quello rosso non me lo avrebbe tolto nessuno, … ma mi sentivo già ridicolo abbastanza con quegli scarponi, manco che dovessimo scalare le Tre Cime … solo pe’ fa la scena scema … caso mai un chiodo … nel cantiere … sà chi si prende la responsabilità … per terra è pieno di pericoli …
maddeché … che ce sei stato mai in un cantiere? … che questo pare un salotto … magari un po’ de fanga … ma quella te la trovi puro pe’ strada cor festival de le cento buche de Varter … che c’è ‘n assessore che te le fa apposta … e ‘n’artro che te ce porta l’acqua … e n’antro ancora che ce mette la tera co la paletta … quinni ce semo puro un po’ abituati … che Roma pare tutto un cantiere … e che te metti er ciabattone e l’ermetto pe’ uscì de casa? E allora nun famola tanto lunga … che me scade puro er tikket der parcheggio … e che arivano l’ex abbusivi che mò fanno le murte …
entramo tutti … boni … booni … ordinati e coperti che paremo tante monache a passeggio e cominciamo er tour, er giretto nelli spazzi immaginari de Zazzà … in arto c’è la gru co la bandierina tricolore … che vorrebbe dì che hanno finito … hanno coperto … quinni quarcosa se dovrebbe puro vedé da drentro … quinni gira, scantona, abbassa la testa … rialzala … hoo, hoo, hoo… semo entrati e dove stamo? … mbè il posto è strano assai … ché è “praticamente” come prima … solo che è tutto novo … me l’aveva spiegato Margherita quanno j’avevo detto che me sembrava ‘na cazzata faje fa er restauro ar Garofalo pe poi tirallo giù, ma lei gnente che je piaceva a l’identique … ma nun è mica ‘n ovo che se lo fai lesso e lo chiami come te pare magari a la cocque nun te costa gnente … qui c’è costato invece assai tutto sto casino che tutti ce ricordamo er putiferio pe’ tené in piedi quer poro muro sulla via che pure che nun valeva gnente, ma bisognava tenello pe’ forza perché de dietro era tutto a l’identique … che sa de gran cazzata co’ l’archetti de cemento che ce spiegano pure che nun è un vezzo de post-moderno dell’irachena pentita … che lei, invece, è modernissima … ma che è proprio un’idea strafica de mette insieme l’archeologia industriale cor barocco, l’antico cor moderno … ma se lo tiri giù … poi che cazzo te ne frega de ritirallo su uguale-identico … a meno che nun “fai finta” de fa un “restauro” e che magari poi li sordi te li rigira il Lotto … a meno che …
vabbè, tanto paga Pippo …
devo di’ però che, coll’acqua dentro, lo spaziuccio rifatto faceva un bell’effetto e che, de sotto, a specchio, se vedevano certe cose de fero ‘ntorcinate pe’ fa sta ‘n piedi quell’accrocco de lucernario nella stanza dopo che se non lo vedi adesso poi incartano tutto de cemento che viene proprio come sur disegno …
e questo dev’esse er pezzo bono …
lo spazio metamorfico-barocco-escherian-piranesiano che quando l’apriranno già me li sento, me li vedo e me li leggo tutti quei mignottoni de li giornali … de Telepalla e de Radiomarketta a di’ e a scrive che pare Boromino ammischiato ar Bernino e che puro Michelangelo je dovrebbe avé dato ‘na mano pe’ ‘na robba tanto, tanto curturale …
ma tu che sei lì, evidentemente, per rompe li cojoni … e che te vengono le convulsioni a vedé tutti quei sordi buttati nel cesso, tutto quer putiferio de fero che nun serve a un cazzo … solo per regge un vetro che nun ce dovrebbe manco stà e che poi tocca prenne puro er computer per dije (ar vetro) de movese pe fa l’ombra … perché pare che l’arte rinchiusa sotto ar sole je s’asciuga … je se squaja … svanisce … s’ammoscia … e poi magari la confondi co la monnezza … ma quella invece è arte … che poi tocca chiamà er critico americano pe facce capì … se è questa è questa o pure quella … se è arte o monnezza … arte che è diventata monezza … oppure monnezza che sta a fa la la parte dell’arte … oppure tutte due ‘nsieme, …
ma, guarda che te riguarda ar cielo, capisci subbito che quella nun è proprio bbona … che pe’ Lei era la prima volta … che nun c’ha proprio idea de come stanno ‘n piedi le cose … le case … li palazzi, … ma che cazzo j’anno poi ‘mparato a scola a quella? … magari è andata dalle monache … sicuramente era ‘na scola privata … sinnò … sai li carci nel culo … che ancora coreva …
guardi per aria e l’accrocco artistico te spaventa … nun ha ne capo né coda … se regge? … nun se regge? …
che c’entra? … basta che paghi … tutto se regge … hai visto Bilbao? magari colla colla …
anche la fodera de cemento che copre er travone d’acciaio pe fà quelle lamellone lunghe e storte, leggere, leggere, che sarebbero poi l’anima stessa del progetto … e che gridano vendetta tanto so’ fregnone …
ma questo se capiva puro dar plastico …
dar primo disegno cor computer che j’è piaciuto tanto a Pio e a l’amici sua …
che mò c’hanno ripensato …
e che a carci c’hanno preso, invece, lui …

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Dal Grande Maestro … al Grande Fratello …

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È incredibile quante cose ormai frullino nella rete …
che basta cliccare un nome … che esce di tutto e di più …
volevo qualche notizia biografica sulla signora Astaldi e sulla sua storia …
qualche cosa di più oltre la sua nota vicenda letteraria …
e ecco che esce una caterva di informazioni sulla sua collezione d’arte, opere che oggi si trovano presso la galleria d’Arte Moderna di Udine e che sicuramente erano, un tempo, ospitate nel villino romano, poi donato a Italia Nostra e recentemente ancora alienato e quindi ancora restaurato …
la collezione comprende opere di:
“Ayrton Bartoli Berman Birolli Bompard Borghese Box Braque Caffe’ Cagli Campigli Cantatore Capogrossi Carena Carra’ Casorati Castello Cecchi-Pieraccini Cecchi Cesetti Chagall Colacicchi Conti De Chirico De Pisis Dufy Foujita Franchina Gentilini Guidi Guttuso Kubin Lehmden Levi A. Levi C. Lissia Mafai Martinelli Martini Maselli Mayo Morandi Muccini Nicholson Paulucci Picasso Pirandello Porzano Pozza Rosai Rosselli Sadun Santomaso Sassu Savinio Scialoja Scipione Semeghini Severini Sironi Spazzapan Stradone Tamburi Tosi Trombadori Usellini Vespignani Viviani” …
Non so se mi spiego …
Clicchi ancora, per capire come si fa a mettere insieme tanta roba, … vai su “Impresa Astaldi” … e ti esce fuori un putiferio di informazioni … tanto per capire … solo le opere più recenti e significative del “Gruppo Astaldi” sarebbero:
“trasporti
* Autostrada dell’Anatolia Tratta Gumusova – Gerede
* La realizzazione della nuova Linea ad alta Velocità Roma – Napoli
* Ferrovia Caracas – Tuy Medio
* Autostrada Aosta – Traforo del Monte Bianco
* Circonvallazione stradale di Sukkur
* Collegamento ferroviario tra le linee di valico ed il nuovo bacino portuale di Genova – Voltri
* Metro di Caracas
La Metropolitana di Napoli
* Aeroporto di Fort Myers in Florida
* Il Porto di Gioia Tauro
* Eastern Beltway 453 – Orlando Florida
* Il V Lotto della Direttissima Roma – Firenze

acqua
* La Diga di Taksebt per l’approvvigionamento idrico dell’area di Algeri
* L’Impianto Idroelettrico di Pont Ventoux
* La Diga di Nacaome
* L’Impianto di depurazione dell’area Torinese per l’ Azienda Po Sangone
* Diga di Conception
* La Diga di Rosamarina
* La Diga di Balambano in Indonesia
* Centrale idroelettrica Anapo
* La Centrale idroelettrica di El Cajon
* Diga di Arcichiaro
* Impianto idroelettrico San Agaton
* Diga sul torrente Lampeggiano
* La Diga multifunzionale di Xiaolangdi in Cina

edilizia
* Progetto LEP del CERN di Ginevra
* Il nuovo tribunale di Pescara
* Olsen Middle School
* Centro nucleare Pec del Brasimone
* Terminal dell’Aeroporto di Bujumbura
* Università di Sassari Costruzione dell’Orto Botanico
* Edilizia abitativa a Cristal Key point
* Ministero del Tesoro di Roma
* Centri residenziali nella regione parigina
* Centro direzionale Leonardo da Vinci a Prato
* Aeroporto di Otopeni
Parcheggi Fiumicino”

Tralasciando, naturalmente, tutto quanto realizzato precedentemente …
Allora capisci anche meglio, se non altro … il rapporto Arte-Impresa …
Ma poi clicchi ancora … e finisci nel trash e, … per rimanere in carattere con gli argomenti di oggi, … letteralmente … nella monnezza … e scopri che …
Alla voce “L’isola e il mattone” … la sullodata impresa … in Honduras …

“Nelle prossime settimane la costa Atlantica dell’Honduras tornerà protagonista del reality show “L’Isola dei famosi”. Tra i concorrenti quest’anno c’è anche Astaldi, che ha appena firmato con il governo del Paese centroamericano un contratto per iniziare i lavori del megaprogetto turistico “Los Micos beach & resort centre”, lungo la costa caraibica della Bahia de Tela. Un progetto fortemente avversato dalle popolazioni locali di etnia garifuna e che avrà un impatto devastante sul territorio, tanto a livello ambientale che sociale ed economico.” …

Come è piccolo il mondo … da Ulisse … al Grande Fratello …
da Itaca a Los Micos … via Dublino, Trieste, Fiumicino o …  Mal pensa …

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Pistoletto mediterraneo …

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ringraziamo Isabella Guarini per le foto dell’opera incriminata …
ogni commento è, evidentemente, superfluo …

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Nuovi protagonisti …

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Ulisse … l’architetto, l’asino e l’anglista …

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Durante le feste capitano cose strane … non hai voglia di fare un accidente … si va a spasso per la città col naso al vento … si guarda in alto … si fantastica un po’ … e … cosa non si farebbe, pur di perdere tempo prezioso … così, gira che ti rigira, capita che, a due passi dai luoghi di sempre, nel triangolo quotidiano casa, studio e bottega … guardi con più attenzione quell’edificio … quel villino bruttino che ti perseguita da sempre, da quando andavi all’università perché è l’opera di maestri famosi … ma anche, da prima, da quando, poco più che neonato, trafugasti, abbandonandolo in lacrime dietro quel metallico cancello, che avresti poi scoperto così artistico, quel cucciolo che non poteva farsi domestico … e che lì si sarebbe sicuramente trovato bene … a casa di signori … la povera bestiola da Porta Portese … ai Parioli …
Un classico dell’infanzia … capricci, cuccioli, pulci e lacrime … odori, sapori …
Dicevamo … col naso al vento però … e allora vedi oggi quello che hai visto per decenni, praticamente da sempre, … eppure c’è qualcosa di nuovo … e che non ti convince … anzi … qualche cosa di vecchio … che non ti convince … c’è qualche cosa di troppo … eppure c’è anche qualche cosa che manca … un po’ rimbecilliti ormai lo siamo e da tempo … eppure nella memoria … nel profondo della memoria … all’angolo di via Porpora … ecco che cosa manca … l’odore del somaro … anzi … la puzza … terribile e agghiacciante della merda del somaro … acre, pungente, penetrante, insopportabile … eppure tanto naturale che se oggi la potessi sentire di nuovo qualcuno la vorrebbe pure conservare … tanto naturale … tanto ecologica … tanto ambientale …
Ma le aporie del presente si sa che sono infinite e allora essendo politicamente incorretto mantenere in cattività la docile biblica bestiola … chiuso il giardino zoologico … lo zoo d’antan … ecco il Bioparco che per spiegarlo ci vuole un cartello … in una parola: un bioparco è “praticamente” uno zoo esente da letame e in quanto tale …. deodorato … asettico … virtuale … magari con gli odori artificiali fatti a macchina … in laboratorio … per il merchandising …
ma, … dicevamo … in questa assenza di letame e di afrori asinini, quanto rimpianto … e così casca l’occhio al cielo e ti traguarda il cornicione luccicante dello storico villino strafirmato, prima dal duo Foschini-Spaccarelli e, poi, in più postneorealistici frangenti dal grande ternano a metterci il cappello …
Casca l’occhio, dicevamo, alla fatal cornice e al tettuccio pizzutello … e, nel mezzo, il grande cristallo …
e che ci fa quel cristallone lungo e grosso, lì nel mezzo, … che ora che il restauro ultimo è finito sbrilluccica che è una meraviglia che pare Mies … in splendida, sospesa, trasparenza?
A prima vista … non stona più di tanto … eppure … c’è qualche cosa che non va … chiudi gli occhi … li riapri … e il cristallone lungo e grosso sempre lì, … ma questa volta è ancora più inutile e più ingombrante di prima … un certo disagio … e poi cerchi di capire, … ascolti, … annusi, … passa il bus che per poco t’asfissia col fumo fetente … un tanfo che t’accòra … e allora capisci che che quel cristallone non c’entra un cazzo … anzi non c’entra, più, un cazzo … e si perché lui sta ancora lì solo per il somaro … anzi per la puzza del somaro che tanto inquietava all’attico la grande anglista coniugata Astaldi che, lassù, si ricoverava lontana dalle angustie quotidiane del mondo, calpestando magari Capogrossi, ma insidiata, fin nei recessi più intimi di quel suo sofferto ritiro, da quel tanfo asinino che perforava le sensibili, anglofile, narici e fu costretta a richiamar di nuovo l’architetto rusticano che poco, peraltro, ormai più le garbava, a far montar quel vetrone che poi magari qualche effetto olfattivamente sortì, ma con gran discapito delle fragili floreali essenze nel vaso lungo, ché poi tutte le incenerì … come pure, al fondo, della nuova, apical, puntuta architettura …
In assenza del somaro che tanto dovette segnare i destini dello storico “Ulisse” che da quel panoramico approdo riprese di nuovo il largo … oggi … quel vetro … appare veramente in tutta la sua tragica essenza e testimonianza … lo si vuol quindi conservare come traccia documentale di un sofferto conflitto olfattivo … oppure, come mera preesistenza capace di inverare il senso di una separatezza … tra l’uomo e l’animale … tra la coscienza e il sentimento … tra tra la civiltà contadina e il mondo dell’industria e dell’impresa? …
Italia anni cinquanta … la campagna … l’industria …
la scrofa, domestica, di Matera … nei Sassi …
il somaro, galeotto, de Roma … ai Parioli …
Certo che la povera Luisa … per quel vetro …

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… molto amareggiata per l’incidente …

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ieri …
“Esprimiamo con questo appello i sensi della nostra preoccupazione e chiediamo rispettosamente al Ministro Rutelli di considerare a fondo i problemi che sorgono dalla la scelta di spostare Pio Baldi ad altre funzioni”. Con queste parole si chiude la lettera-appello firmata da un gruppo di intellettuali italiani ed indirizzata al ministro Rutelli, nella quale si sottolinea il fondamentale ruolo svolto da Baldi alla guida della DARC – Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee -, posizione dalla quale è stato allontanato … nel recente rimpasto di poltrone ministeriali, e la preoccupazione per il fatto che le molte iniziative promosse possano subire dal cambiamento quantomeno un rallentamento.
L’appello è stato sottoscritto al momento da oltre sessanta personaggi …”

oggi …
“A scrivere oggi al ministro e’ stata invece l’architetto Zaha Hadid, che si e’ dichiarata “molto amareggiata per l’incidente” esprimendo a Rutelli il suo ringraziamento “dello sforzo fatto per rendere possibile il progetto del Maxxi” e “soddisfazione per l’andamento dei lavori di costruzione del Maxxi”…

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Per il MAXXI … si cambia …

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Il paradiso in terra … per una cartografia edenica …

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L’Eden di Alessandro Scafi … e le mappe del paradiso … in terra …

Avendo concluso l’anno passato … letteralmente … nella monnezza …
ci piaceva riprendere con qualche cosa di più accattivante … di meno letale …
e così, nelle more di queste vacanze, ci siamo regalati un bel libro di Alessandro Scafi … dal titolo parlante: Il paradiso in terra, mappe del giardino dell’Eden, pubblicato da Bruno Mondadori e che è già valso all’autore, nella sua edizione originale per i tipi della British Library, il premio della Association of American Publishers …
Per fortuna che c’è ancora qualcuno che si occupa con profitto di certe cose … verrebbe da dirsi …
Scafi, nato a Roma nel ‘64, attualmente Lecturer in Medieval and Renaissance Cultural History presso il Warburg Institute di Londra è uno dei più brillanti recercatori della sua generazione … dopo gli studi in Italia (laurea alla Sapienza di Roma), Scafi si è recato a studiare in Ungheria (borse dell’Accademia di San Luca e del Governo Ungherese) e Gran Bretagna (Frances Yates Fellow e dottore di ricerca presso il Warburg Institute e borsista della British Academy e dell’Accademia Nazionale dei Lincei)…
e, letteralmente, dopo decenni di studio sull’argomento da alle stampe questo volume pieno di scienza e di dottrina, un libro vero, invidiabile, … frutto di una ricerca, finalmente, degna di questo nome …
talmente pieno di cose, di riferimenti, di citazioni e di glosse …
da far fumare il cervello, …
ma per la fortuna di noi pigri … anche pieno di immagini straordinarie …
e la cartografia edenica … per la sua stessa ratio non può non essere puranco iconograficamente accattivante …
in fondo Aby che un po’ sonato, forse, lo era pure, ma non certo scemo … e magari un gran guardone … che avrebbe collezionato anche le Panini … mandò in puzza la banca di famiglia … pur di sfogliar pupazzi, …
ma … se Scafi fosse rimasto in Italia … avrebbe potuto fare altrettanto? …
il giardino dell’Eden, evidentemente … è altrove …
magari dalle parti delle terre di mezzo … là, dove scorrono i due fiumi … dove nacque Zazà … dove se scavi … esce nero …
ma allora? siamo, di nuovo, … all’inferno …

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Auguri a tutti …

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Auguri … dai tropici …

riceviamo da Federico Garcìa, che ci scrive da Tenerife …
e volentieri vi giriamo …

“Estimado profesor Muratore:
Compruebo que en todos lados ocurre lo mismo. Es la globalización!!!
El dinero y los recursos siempre van a los mismos fantoches que encandilan a políticos y otras almas piadosas.
Es lo que llano el síndrome del Traje del Emperador como aquel cuento que nos leían de pequeños. La venta de humo siempre tiene compradores.
Me gustaría que viera y me diera una opinión sobre mi reflexión de esta semana en
http://islasterritorio.blogspot.com/2007/12/la-invasio-de-la-arquitectura-siniestra.html
Comento algo similar.
Feliz Navidad desde el Trópico!!”
F.G.

Grazie Federico … tutto il mondo è paese …

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