Sagunto … punti di vista …

Immagine 3

“Riceviamo da Paolo di Caterina … e volentieri vi giriamo …

“restauro filologico e conservativo? esaminiamo queste due immagini: in luogo di un doppio ordine, così snello ….un pilastrone in cls? in luogo della vista della cavea…..una facciata da palazzina popolare? saluti, paolo di caterina”

evidentemente … punti di vista …

Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

8 risposte a Sagunto … punti di vista …

  1. federico calabrese ha detto:

    citando Portaceli:
    A Sagunto, praticamente no restava niente del corpo scenico, le gradonate non esistevano piu’ e la cavea era fortemente deteriorata, optammo per restituire lo spazio di un teatro romano, che e’ un elemento architettonico fondamentale”.

    quindi di restauro, ben poco!!!

    in 18 mesi verrano demolide le gradonate in pietra calcarea e il muro della scena fino ad un metro e mezzo di altura, a tutt’oggi non sono riusciti a trovare un architetto disposto a firmare il progetto di demolizione.
    e probabilmente non si demolira’ nulla.

    il tema interessante che la polemica ha suscitato credo sia la manifestazione dei limiti del recupero di edifici, citando sempre l’architetto valenciano, che si chiede anche “come si recupera il Teatro Romano se non si dispone degli elementi che definisco il suo spazio originale ?”
    vedere il Teatro Romano di Cartagena di Moneo.

    anche se sono daccordo con Paolo di Caterina, credo che demolendo o meglio amputando il progetto di Grassi e Portaceli, non si guadagni niente, si perdera’ una infrastruttura , consolidata, e molto utilizzata della citta’ di Sagunto.

    p.s. per il motociclista distratto.
    Sagunto in valenciano e’ Sagunt, mica difficile arrivarci…..

    salut

  2. Fabio ha detto:

    la mia era un iperbole

  3. Marco Giralucci ha detto:

    Sono daccordo con te, caro Federico. Sono stato a Sagunto (Sagunt in catalano).
    Mi permetto di consigliare di andare SEMPRE A VEDERE DI PERSONA i manufatti dei quali si parla: in questo caso una visita é estremamente utile per constatare che si tratta di un’opera fondamentale che pone Sagunto come punto di riferimento per la cultura del restauro. Peccato che a Verona la soprintendenza (ovviamente) non abbia permesso a Grassi di intervenire, ma questa é un’altra storia.

  4. Carlo ha detto:

    più filologico di così…

  5. manuela ha detto:

    Proprio oggi, giorno di Pasqua ero a Sagunt. Sono arrivata al Teatro, incuriosita dalle polemiche e interessata dall’oggetto. E’ vero occorre andare, entrare e vedere quanto l’intervento di ricostruzione abbia restituito, in modo filologicamente corretto, la dimensione originaria del teatro antico.
    L’intervento di Grassi ha ricostituito l’essenza del luogo e ha permesso di restituire alla città un luogo vivo e vitale e foriero di stimoli culturali. La sua demolizione odora di atteggiamento conservatore e oscurantista che non porterebbe nessun vantaggio alla comunità.
    Anzi l’azione del “ri-portare” ad uno stato ante l’architettura contiene l’errore di una azione arbitraria nei confronti della metodologia altamente innovativa e coraggiosa contenuta nel progetto di Grassi.
    Inoltre la domanda verte sul dilemma: meglio un luogo museale solo da vedere o un luogo che ha recuperato il suo valore simbolico e funzionale e quindi da vivere ?

  6. pi ha detto:

    Non sono mai stato a Sagunto, e quindi non posso dire nulla sul suo teatro e sulla polemica in corso sul lavoro di Grassi. Però direi che, in linea generale, rovine di monumenti di epoca greca o romana, ridotti a ruderi o meno, dovrebbero essere considerati “sacri” e quindi, effettuati al megio gli interventi necessari per interromperne il dissolvimento e per proteggerli dalle intemperie e dalle orde turistiche, dovrebbero essere lasciati così come sono in modo che si possano osservare e, eventualmente, venerare per tutto quanto c’è rimasto di antico ed autentico. Pazienza (anzi benissimo) se non possono essere rifunzionalizzati e un loro uso “pratico” non è più possibile. Il bisogno di spazi teatrali o simili dovrà essere soddisfatto senza la necessità di mettere per forza le mani sui sacri marmi, travertini e laterizi. I bravi architetti di oggi troveranno altrove l’opportunità per esercitare al meglio la loro arte.

  7. sergio 1943 ha detto:

    La discussione riguardante l’operazione di Grassi sul teatro romano di Sagunto mi riporta di nuovo alla mente ciò che é stato fatto per “proteggere” l’Ara Pacis. Una semplice, non invasiva, lineare teca che esaltava con la sua modestia il monumento é stata sostituita dall’operazione di Meier sulla quale tanto é stato detto e che non voglio ripetere. Almeno posso affermare che é oramai chiaro l’intento puramente mercantilistico delle amministrazioni passate: mettere a reddito uno spazio in zona centrale; si incassa molto di più affittando lo spazio a Valentino che permettendo al visitatore la contemplazione per pochi euro dell’Ara Pacis, come si incassa molto di più trasportando il turista in cima al Vittoriano tramite ascensore “con vista” che lasciare il turista conquistarsi gratis la montagna di botticino. Anche l’amministrazione di Sagunto avrà voluto mettere a reddito le ruine del teatro per renderlo nuovamente fruibile, come Taormina mette a reddito il suo teatro e Verona il suo anfiteatro. L’unica differenza é che a Sagunto qualcuno ha voluto scommettere coraggiosamente sull’abbraccio tra antico e moderno senza nascondere l’uno e senza nascondere l’altro come, per esempio, i papi post-avignonesi scommisero sulla possibilità di trasformare modernamente il rudere del Mausoleo di Adriano in una fortezza e Castello, come nei secoli venne via via modernamente trasformato in giardino, orto, arena, Auditorium il Mausoleo di Augusto. Il Mausoleo di Augusto ebbe però lo sciagurato destino di essere eletto dal Demolitore a futura sede mortuaria di se medesimo. Fu quindi scorticato fino all’osso, fino alle radici per divenire quello che, ognuno lo sa, il sarcasmo della plebe capitolina definì “dente cariato”. E qui vengo alla mia tesi: non sarebbe stata operazione più moderna riassegnare, risarcire, ripristinare la funzione civica dell’Augusteo con una operazione alla Grassi. Restaurare quello che c’era da restaurare, ricucire quello che c’era da ricucire, riprogettare quello che c’era da riproggettare e trasformare la tomba del primo Imperatore nel Museo di Augusto e delle sue opere, prima fa tutte L’Ara? Sono perfettamente d’accordo con pi, ci mancherebbe altro, che i monumenti antichi, ridotti dal Tempo, “grande scultore”, a ruderi, dovrebbero essere considerati sacri. Infatti mai mi azzarderei a toccare il Colosseo come invece é stato fatto volendo mettere a reddito una fila di arcate per mostre ed esposizioni mentre altri progetti periodicamente si paventano (é ben diversa la suggestione che provavo da ragazzo quando mi perdevo tra le ombre dell’Anfiteatro e quando adesso vado a vedere a volte ottime mostre illuminate da spot e faretti mentre i pannelli espositivi mi depauperano di una visione d’insieme degli spazi interni). Anche pi comprenderà che al contrario l’unica opera seria era rifunzionalizzare l’Augusteo perchè per secoli era stato usato al servizio della città e a tale servizio doveva essere ridestinato. Operazione veramente anti-fascista non era, come disse Rutelli con un’excusatio non petita, togliere di mezzo la teca di Morpurgo, ma restaurare l’Augusteo e attrezzarlo per farne, dato che si voleva “proteggere” l’Ara Pacis dallo smog e dalle intemperie, un Museo, questo sì prestigioso come prestigioso per acustica e localizzazione era stato il vecchio Auditorium.

  8. Bruno Dorigo ha detto:

    Amico Marco , leggo solo ora della tua visita a Sagunt, d’accordo con te non mi esprimo perchè non ho visto di persona, ma di persona assisto ad ogni mia visita in Padova , al sempre crescente deterioramento e ormai squalificante abbandono dell’ arena vicino alla nella cappella affrescata da Giotto. E il tuo progetto dove è finito?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.