EX MERCATI GENERALI …

Schermata 2015-02-06 alle 15.50.02Da Andrea Bentivegna: …

“Salve professore
Mi sono imbattuto in questo documento che racconta come cambierà il progetto dell’area degli Ex-Mercati Generali che sembra non trovare pace:

http://urbanistica.comune.roma.it/images/news/assessorato/attivita/2015-01-27-exmercati/exmercati-27-01-2015.pdf

Prescindendo un attimo dal giudizio sul progetto e sulle modalità attraverso le quali si è giunti a questa proposta vorrei segnalarle una tavola (immagine allegata) di questo documento che oserei definire quasi “affascinante”..

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Quando uno dice :

“La Cultura” …

qui c’è gente …

che ha studiato …

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ARCHITETTI E MONUMENTI … A SE STESSI …

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Andrea Di Martino su: UN CERTO RIGORE ARCHITETTONICO …

“a parte er fatto che nun è Mazzoli ma Mazzola (de nome e de fatto), la monumentalità non è necessariamente legata alle dimensioni (basta mette ‘na baracca su un podio e zacchete: già ne scaturisce un monumento; questo per dire che qualsiasi imbecille può erigere un monumento; il problema è capire cosa rappresenta), ma il fatto saliente è che le opere romane di Meier, Purini e altri, sono quanto di più tronfio si possa immaginare, giacchè, attraverso di esse, gli architetti non hanno fatto altro che erigere dei monumenti a se stessi.”

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PURINI MENEGHINO … UNO E BINO …

4x3_purini Schermata 2015-01-11 alle 00.01.50 Schermata 2015-01-11 alle 00.06.39

Triennale di Milano – La Serie e il Paradigma – Franco Purini …

 Eventi del Politecnico di Milano

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UN CERTO RIGORE ARCHITETTONICO …

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In risposta a JE POTREMMO DA’ LEZIONE …

ettore maria mazzola ha detto:

“Tranne il Palazzo del Parlamento Rumeno che, sebbene eccessivo, almeno mostra un certo rigore architettonico, definire “bellissime” le altre opere è davvero inappropriato. Certo che mancano le varie opere mostruose (e mostruosamente costose) realizzate e/o incompiute a Roma da personaggi come Calatrava, Fuksas, Purini, Desideri, Meier, Zaha Hadid, e compagnia bella, così come mancano gli abominevoli scarafaggi romani e l’astronave parigina di Piano

Buon Anno”
Ettore

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Eccessivo? …

mica tanto …

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C’ERA UNA VOLTA? … O … FORSE MAI? …

sullombra-mobile-di-icaroTous les garcons …

Anvedi aho ch’èarivato a Valle Giulia …

VALLE GIULIA AL NERO …

VALLE GIULIA … “mon amour” …

C’era una volta Valle Giulia …

Valle Giulia … al tramonto …

Valle Giulia, la prima … la più “storica” facoltà italiana …

Valle Giulia … tra uccelli e pantere … il peso della storia …

 LA VITA IN UN GRAFFITO …

assemblea-di-facoltacc80

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Schermata 2014-12-23 a 23.54.47by Europaconcorsi: Divisare

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CITTA’ DELLA SCIENZA … GRANDI MANOVRE … TRA RENZO E ZAZA’ …

roma_capitale_destinazioni_flaminioPROGETTO FLAMINIO – Divisare by Europaconcorsi

 flaminio « Amate l’Architettura

 Da caserma a Città della Scienza approvato il progetto al …

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 NUOVE PALAZZE “SCIENTIFICHE” AL FLAMINIO …

 Museo della Scienza … Rutelli … colpisce ancora …

grandi manovre ...Rottamati? …

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LE BUFALE DI DOMUS …

valle giulia

Valle Giulia esclusa dalla top schools di architettura per Domus

“Stimato professore,

la ringrazio, perché il suo blog è uno spunto divertente per essere più curiosi o riflettere meglio sulle problematiche circondano noi architetti. La ringrazio, soprattutto, per dar voce anche a noi giovani studenti. Cosa molto rara ai giorni nostri.   A tal proposito le volevo porre all’attenzione una, se vogliamo, sciocchezza. Una piccola goccia che fa traboccare il vaso… Ma come si dice qui a Roma, è una sciocchezza che “me fa rode” e che può comunque aiutarci a riflettere sulla nostra condizione.  La sciocchezza è questa. 

http://www.domusweb.it/it/notizie/2014/

/16/domus_la_guida_2015.html

Con il numero di Domus 986 di dicembre uscirà, per il terzo anno consecutivo, una Guida alle scuole di architettura e design d’Europa. Una top 100, dato che va di moda stilare delle classifiche di università, contesti e città totalmente differenti e quasi imparagonabili perché ognuno unico a modo proprio. Comunque sia, è una curiosità. Una cosa che si apre e si legge tanto per, per vedere se c’è la tua facoltà, cosa ne dicono, come è vista, per confrontare con università di tutta Europa… Quindi già l’anno scorso lessi la passata guida: Tutto a posto. C’eravamo. Non per meriti interni particolari, se non per i grandi nomi che sono usciti dalla facoltà e per il contesto romano, ma c’eravamo.    Anche quest’anno la mia curiosità è tanta. Non posso aspettare il cartaceo, vado a vedere il libretto sul web. L’avessi mai fatto.  Ora, parliamo di architettura, non di design (con tutta la stima e l’affetto ai miei colleghi). Incentriamoci su quell’istituzione che è sempre stata la Prima Facoltà di Architettura e mi riferisco particolarmente a quel cocuzzolo di Valle Giulia.  Vado a cercare la mia facoltà sulla guida delle scuole d’architettura. Non la trovo. Com’è possibile? L’anno scorso c’era… Riscorro di nuovo. Niente. Non c’è.    Nelle schede delle 50 top scuole di architettura d’Europa non figura La Sapienza. Per l’Italia ci sono i 3 politecnici, Bari Milano Torino, Ferrara, IUAV di Venezia, Roma Tre e Bologna e Firenze. La Sapienza, per quanto riguarda l’architettura, fa un passo indietro.  Ora. Sempre una sciocchezza rimane se si pensa che Domus rimane una rivista radicata nell’ambito milanese, o che è una semplice lista. Ma se ci sia della verità in tutto ciò??? Come fa una facoltà come la nostra ad essere esclusa da una guida del genere, che peraltro sarà letta dagli italiani stessi per primi?  A cosa è dovuta questa decadenza? Crisi? Immobilità della professione e del mercato? Strutture universitarie inadeguate quanto belle? La Sapienza? Professori che non ci mettono più passione e curiosità? Organizzazione sbagliata o sorpassata del corso di laurea? Forse un po’ tutto?                

Parlo per me, ma l’opinione molto probabilmente è condivisa da altri studenti. Mi sento abbattuto, seppur da queste piccole sciocchezze. Abbattuto e impotente nel vedere la nostra facoltà sempre più screditata, criticata o peggio, dimenticata. Per ora rimango con la già conosciuta idea che La Sapienza è una scuola di vita. Con tutti i suoi pregi e difetti che in fondo riflettono la nostra società, il nostro mondo del lavoro e quindi ti preparano. Ma forse è sbagliato ancora aggrapparsi per l’ennesima volta a quest’idea. Chissà.

Con stima e molta speranza (spero non vana),

suo studente.”

Stefano

Schermata 2014-12-22 a 14.00.30

Carissimo Stefano …

la guida di Domus è , con tutta evidenza, una bufala …

come una solenne stronzata sono tutte le graduatorie …

più e meno “scientifiche” …

che negli ultimi anni hanno decimato la ricerca …

tutte frutto più e meno avariato …

dell’effetto Bolkenstein …

tuttavia le ragioni non mancano …

per escludere la Valle Giulia di oggi …

da qualsiasi graduatoria …

basta guardarsi intorno …

uscite di scena le ultime due …

sia pur discutibilissime star …

Portoghesi e Purini …

che ci resta? …

niente …

meno di niente …

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BUONE FESTE …

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“Buone Feste per agnostici e Buon Natale per i cristiani. Che portino buoni pensieri a tutti e, con i buoni pensieri, anche buone architetture, come auspica l’allegro Babbo Natale che svolazza sugli AAppennini alla guida di una slitta condotta dalle renne (io avrei messo alla stanga più robusti buoi di razza marchigiana). Ogni volta, con gli auguri di Buon Anno, si spera che i buoni pensieri durino per i successivi 365 giorni e non cadano a terra come gli aghi degli abeti che adesso, splendenti di luci e addobbi, adornano Piazza Venezia, Piazza San Pietro e mille altre piazze. Ci vorrebbe un abete che non sfiorisse ma e che, con il suo puntale e addobbi indistruttibili, ci avvertisse ogni giorno, attraversando una piazza, di non dimenticare le promesse e i buoni propositi fatti sotto un ramo di vischio. Sì!, ma vallo a trovare! Io un’idea ce l’ho (la solita!) e, con i miei migliori auguri a Giorgio, a Giuseppe Pasquali, a Edoardo, a Manuela Marchesi, a Sergio De Santis, a Ctonia, ad Andrea Di Martino, ad Anna Civita, Andrea, Memmo 54, a Sergio Brenna, a Stefano Nicita, con il ricordo di chi i ha lasciato, il caro Giancarlo Galassi e a tutti quanti si danno appuntamento in questa Place de la Discorde (un jingle anche a biscarrosse2012,) la ripropongo di nuovo in questa schermata e sono sicuro che, se qualcuno dirà “Che Palle!”, sarà per la suggestione di poter vedere, ogni volta che si va a spedire un pacco, a comprare una Prima Emissione alla Posta di San Silvestro, quell’ammirabile puntale e quegli addobbi bronzei, perenni come le palle del cavallo di Marco Aurelio.”
Sergio 43

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e, naturalmente, …

i migliori auguri …

anche a Sergio 43 …

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“Quel che manca soprattutto alle nostre grandi città: luoghi tranquilli e ampli, di grande estensione, per la meditazione” … “Quando andiamo errando in queste logge e giardini, è noi che vogliamo aver tradotto in pietra e pianta, è in noi che vogliamo passeggiare” …

017c3Andrea Di Martino su: … Ron Bacardi y Compania, S.A., Administration Building, Santiago, Cuba, project., Interior perspective. 1957. MoMA 2

“Giusto per ribadire la sacralità dell’architettura in quanto tale, è interessante notare come gli spazi di Mies, al di là della specificità del tema, ma anche al di là delle possibilità tecniche che li rendono a loro volta possibili, non sembrano concepiti per la produzione in serie (basti pensare al suo uso dei fotomontaggi per differenziare ciò che la tecnica tende a rendere indifferenziabile), nè tantomeno alludono all’ostentazione della tecnica in quanto tale (basti pensare ai “tradizionali” muri di mattoni delle sue case a corte, che, dall’esterno, occultano completamente la sottile trama metallica dell’interno). Parrebbero piuttosto degli spazi concepiti per la meditazione, dove l’isolamento delle corti, nella loro natura semplice e disadorna, non sembra avere altra funzione che quella di alludere alla perfetta circolarità delle stagioni, e quindi del tempo. L’eterno ritorno di cui parla Nietzsche trova così rappresentazione negli spazi miesiani, cui Inaki Abalos ha giustamente rilevato un’eco del Zarathustra nicciano. E in effetti, di tali spazi, lo stesso Nietzsche sembra fornire una profetica descrizione nel seguente passo de “La gaia scienza”: “Bisognerà una volta, e probabilmente in un prossimo futuro, renderci conto di quel che manca soprattutto alle nostre grandi città: luoghi tranquilli e ampli, di grande estensione, per la meditazione, luoghi con grandi loggiati estremamente spaziosi per quando c’è brutto tempo o troppo sole, nei quali non penetra il frastuono dei veicoli o degli imbonitori, e in cui un più squisito rispetto delle convenienze vieterebbe anche al prete di pregare ad alta voce: costruzioni e giardini pubblici che esprimerebbero nel loro insieme la sublimità del meditare e del solitario andare. (…) Quando andiamo errando in queste logge e giardini, è noi che vogliamo aver tradotto in pietra e pianta, è in noi che vogliamo passeggiare”.

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Chissa’ se le galline di Mies …

conoscevano quelle di Tessenow? …

 RAZIONALISMOAVICOLO …

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