BEI NOMI E BUONA ARCHITETTURA …

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CONSONNI – Piazza Scala gli errori da evitare per il riassetto

“Caro Giorgio,
parto dalle considerazioni di chi si è dichiarato sorpreso che nel concorso del progetto Flaminio dopo la prima fase siano risultati esclusi “i più bei nomi dell’architettura europea” . Pur confermando tutte le osservazioni e le riserve che sono state fatte alla procedura concorsuale, bisogna forse riflettere sul fatto che forse “i bei nomi” non bastano ad affrontare le questioni concrete contando la risolutività di un colpo di “genialità poetico-progettuale”, il cui dilagare mediatico è anzi spesso all’origine di molti problemi delle trasformazioni urbane in corso nelle nostre città.
Credo, invece, che per essere davvero utili i concorsi di idee progettuali debbano adeguatamente essere indirizzati da linee guida come quelle che il mio amico e collega Giancarlo Consonni su eddyburg.it suggerisce avrebbero dovuto essere date nel concorso per la sistemazione di Piazza Scala a Milano.
E’ ciò che non sta avvenendo a Milano in molti esempi di progettazione degli spazi pubblici storici e no (oltre a Piazza Scala, piazza Castello, piazza S. Ambrogio, piazza XXIV Maggio, Darsena, piazza Gino Valle all’ex Portelloecc.) e come a Roma rischia di accadere negli esiti del concorso sul progetto Flaminio.”
Sergio Brenna

………………

Perfettamente d’accordo …

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PROGETTO FLAMINIO … ELENCO TROMBATI … I PIU’ BEI NOMI … TRA GLI ALTRI: MONEO CITTERIO GREGOTTI NATALINI HADID LIBESKIND PINÓS CUCINELLA FEMIA PELUFFO MONESTIROLI SKIDMORE OWINGS MERRILL ZUCCHI SNOZZI PEI COBB FREED DUDLER PURINI EISENMAN CHIPPERFIELD MANGADO VALLE GRIMSHAW KOLLHOFF ABDR SARTOGO CASAMONTI CELLINI TSCHUMI BOERI TERRAGNI … TANTO PER CITARNE QUALCUNO …

Schermata 2015-03-17 alle 07.54.47Schermata 2015-03-17 alle 07.52.43Progetto Flaminio | SECONDA FASE

 Elenco partecipanti

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DI TUTTO E DI PIU’ … “SLITTAMENTI E DEPISTAGGI” … “L’ARCHITETTURA TRA SEGNI E DISEGNI” … FRANCO PURINI … IN VIDEO … SU CARTA … DAL VIVO …

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DUE PESI E DUE MISURE …

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Da Ettore Maria Mazzola: …

Caro Professore,

Il Corriere della Sera di oggi fa un grande elogio del Cretto di Burri, per i quale sono stati stanziati 2.400.000 euro, destinati a realizzarne altri 29.000 mq. e Gian Antonio Stella si rammarica del mancato stanziamento di 1.000.000 di euro per il restauro del già fatto (65.000 mq) … perché Alberto Burri ce lo invidiano in tutto il mondo.

Io invece mi chiedo: perché questi loschi individui amano far due pesi e due misure?? Perché realizzare altri 29.000 mq di orribile Cretto sostituendosi a Burri sarebbe legittimo, mentre completare una chiesa lasciata incompiuta (San Lorenzo a Firenze, San Petronio a Bologna, ecc.) sarebbe una falsificazione della storia??

http://www.artribune.com/2015/03/lo-strillone-il-grande-cretto-di-gibellina-di-alberto-burri-sul-corriere-della-sera-e-poi-fernando-botero-alexander-mcqueen-barocco-romano/

A proposito di Gibellina segnalo ciò che scrissi tempo addietro

http://www.simmetria.org/simmetrianew/contenuti/articoli/43-altri-articoli/805-perche-gibellina-di-emmazzola.html

Ettore

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‘A LETTERA DER PURINI …

'a lettera der purini ...

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LA FOGLIA DI FICO DELLA STREET ART …

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“Salve professore
volevo segnalarle questa notizia

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/02/22/news/torri_dell_eur_via_al_recupero_una_street_art_e_uffici_di_lusso-107884739/

Personalmente credo che La Street Art (termine abusato) non può e non deve diventare la foglia di fico con cui i nostri amministratori nascondono i loro scempi.  Qui si vorrebbe usare la Street Art per una propaganda politica e ancor peggio per una mera operazione speculativo-commerciale: mitigare lo scempio delle Torri per poter vendere subito l’hotel “Lama” e pagare quindi il completamento della “Nuvola”.
Una furbata.   Questi edifici (le torri) erano splendidi e sono stati vergognosamente distrutti ma ora ci si ripensa e si decide di ri-costruirli (!!), nel frattempo l’amministrazione decide di avvolgerli con opere di Street Art per poter vendere l’albergo.   Mi auguro che gli street artist siano i primi ad opporsi a questa operazione e che Eur Spa. paghi per i suoi “crimini contro l’architettura” anziché continuare a dilapidare il Nostro patrimonio travestendosi da mecenate dell’arte.”

Andrea Bentivegna

B U F F O N I  . . .

Torri ex Finanze all’Eur

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Ahò, a dillo ‘n ce se crede … eppure …

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Andrea Di Martino su: LA FAMIGLIA DEGLI ADAMS …

Robert Adam – Wikipedia, the free encyclopedia ADAM Architecture – Robert Adam Project Portfolio Mitici … semplicemente …

“Pochi giorni fa, proprio da questo blog, si parlava di Barucci e del Laurentino 38. Vedere ora le recenti architetture degli Adam pubblicate in un post come se fosse la cosa più naturale del mondo (e di fatto lo è), ci ricorda una volta di più le contraddizioni del nostro paese. Mi riferisco al fatto che tutti quei docenti italiani che vorrebbero continuare a trasmettere un certo modus operandi (sia pure con i necessari aggiornamenti), devono insegnare nelle università straniere, come ad esempio la Notre Dame, la quale prevede un biennio con sede a Roma e una sorta di Grand Tour interamente italiano, sia a scopo culturale che didattico, proprio come ai tempi del divino Goethe. Ciavete mai pensato ar paradosso? Prima erano ‘i stranieri che se rivorgeveno a noi pe’ imparà cose che poi, co’ tutti l’aggiornamenti der caso, applicaveno a casa loro (come cor neopalladianesimo in Inghirtera)… Mo semo noi che se dovemo attaccà a ‘i stranieri pe’ imparà ‘e cose de casa nostra, che però a casa nostra nun se ponnò applicà…

Ahò, a dillo ‘n ce se crede… eppure…”

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“FEBBRE DA STADIO” …

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“salve professore
mi permetto di proporle questo breve articolo che la rivista Polinice mi ha dato l’opportunità di pubblicare in cui cerco di raccontare (ancora) ciò che sta avvenendo a Tor di Valle

http://polinice.org/2015/02/17/febbre-da-stadio/

un saluto”

Andrea Bentivegna

“Il calcio, si sa, in Italia è paragonabile ad una religione, a Roma poi, non di rado, sconfina nei fondamentalismi del tifo; ed è solo premettendo ciò che si può raccontare quello che sta avvenendo con l’ippodromo di Tor di Valle in questi mesi.
Edificio straordinario, inaugurato nel 1959 e progettato da Julio Lafuente, rappresenta uno dei più interessanti esempi nel panorama romano del dopoguerra, nonostante ciò ne è stata, di recente, decretata la demolizione per far posto al nuovo stadio della A.S. Roma. Di fronte ad una decisione del genere, alla quale si è giunti con un’inspiegabile leggerezza, ignorando persino delle leggi, sarebbe normale in qualsiasi altra città, assistere ad una levata di scudi da parte di architetti e storici in difesa di questo edificio, ma qui no, anzi, le poche ed isolate voci che si sono pronunciate contro la demolizione sono state immediatamente etichettate come “avversari”, nemici che vogliono solo danneggiare la squadra giallorossa ed i suoi tifosi.
C’è da chiedersi come sia possibile che in un città come Roma un tema tanto delicato non sia oggetto di un dibattito culturale anziché essere derubricato a diatriba tra “ultras” di una o dell’altra squadra.
Dove sono le grandi firme? E i critici? Che fine hanno fatto l’Ordine degli Architetti, l’opinione pubblica e la politica? Evitano dunque la questione per paura di compromettere la propria popolarità con i costruttori o con i tifosi? Il silenzio è assordante e in questa indifferenza, ogni giorno che passa, si affievoliscono le residue speranze di immaginare una soluzione diversa, non cruenta, per questa architettura.” …

“Perdere questo edificio è un’idea impossibile da tollerare” …

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“Il Principe è stato come al solito cordialissimo e simpatico” …

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Da Ettore Maria Mazzola: …

“Cari Amici,

lasciatemi condividere con voi la gioia di questo inaspettato e graditissimo premio!!
Oggi, in occasione della giornata conclusiva dell’INTBAU Congress a Londra, mi è stto conferito l’Excellence Urban Design Award 2015 Honorable Mention per il progetto di Corviale …
La cosa è stata seguita nel pomeriggio da un piacevolissimo ricevimento a Clarence House, la residenza del Prince of Wales.
Il Principe è stato come al solito cordialissimo e simpatico.
E’ stato fatto un riassunto dei lavori di questi giorni e lui ha ripercorso orgogliosamente i suoi passi sin da quando, 30 anni fa decise di dedicarsi in mille modi alla causa dell’urbanistica e dell’architettura, seminando i frutti che oggi ha potuto raccogliere.
Dall’epoca in cui venne creato il Prince of Wales’s Institute of Architecture, alla Prince of Wales’s Foundation fino all’INTBAU. Oggi c’erano rappresentanti delle varie delegazioni di tutto il mondo, che hanno portato delle splendide testimonianze che da tutti i Paesi Europei, a quelli africani e asiatici, inclui i recenti lavori in Afganistan e Filippine, hanno mostrato come la rete di chi si interessi alla tradizione ed alla sostenibilità reale e non fasulla, sia sempre più grande!

Nella foto in allegato Robert Adam mi sta consegnando il premio
Davvero una giornata memorabile

Ciao
Ettore

………….

Naturalmente …

tutti i nostri complimenti …

come al solito, siamo senza parole …

e, a parte le invidiabili cordialità del principe …

ricevere un premio dalle mani di Robert Adam …

è roba da non crederci …

manco Piranesi …

bravo Ettore …

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“AD OFFRIRE QUIETA E SANA STANZA AGLI ARTEFICI DEL RINASCIMENTO ECONOMICO DELLA CAPITALE”…

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Andrea Di Martino su: “QUESTO APRICO QUARTIERE …

“Un quartiere che non è soltanto sinonimo di ordine, misura urbana e bellezza architettonica in senso lato, ma anche un possibile modello di sviluppo, checchè ne dicano i benpensanti. Deve averlo capito anche Gandhi, quando, di passaggio a Roma, evitando il consueto itinerario turistico, decise, a sorpresa, di visitare il neonato quartiere della Garbatella, restandone, dicono le testimonianze, molto affascinato, specie di fronte agli “alberghi” di Sabbatini. Forse avrà pensato ai problemi di sovrappopolazione che già allora affligevano il suo paese, e che ovviamente esigevano soluzioni a breve termine.”

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Garbatella, cade l’ultimo mistero …

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