ANCHE A VALS …

Schermata 2015-03-26 alle 18.01.38Da Andrea Bentivegna: …

“salve professore

volevo segnalare questa frustrante notizia

http://www.archdaily.com/613189/morphosis-unveils-plans-for-reflective-skyscraper-in-vals/

Anche a Vals, al fianco di uno dei capolavori della contemporaneità, le sobrie ma suggestive terme di Zumthor, ci si amplierà.. non più edifici semi-nascosti e quasi del tutto ipogei bensì un nuovo segno mastodontico, un landmark direbbero alcuni (non senza ragione in questo caso): un grattacielo di ben 381 metri d’altezza, non scherzo, progettato da Morphosis..”

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Alla faccia del caciocavallo …

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FORZA NIKOS …

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Nikos Salingaros su: Critiche finlandesi su Alvar A…

Critiche finlandesi su Alvar Aalto … Era ora!! di Ettore Maria Mazzola Il mio caro amico e collega di Tallin (Estonia), …

“Bravo Ettore!

Non dico niente adesso su Aalto, un proggettatore di immobili industriali sterili e senza vita, ma su Corbusier.

Fa schifo vedere tanti elogi di questa persona che ha distrutto l’architettura in tutto il mondo. Ogni università, ogni facoltà dell’architettura e ogni rivista patinata mostra la sua obbedienza assoluta al Dio Corbusier, celebrando l’anniversario della sua morte. E così i suoi crimini architettonici continuano a essere sepolti e nascosti degli studenti. Per quanto tempo ancora dobbiamo sopportare questo scempio?”

Saluti,

Nikos

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Critiche finlandesi su Alvar Aalto …

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Critiche finlandesi su Alvar Aalto … Era ora!!

di Ettore Maria Mazzola

Il mio caro amico e collega di Tallin (Estonia), Allan Strus, mi ha segnalato un interessantissimo articolo sul quale occorrerebbe riflettere:

Segnalo questo link ad articolo molto interessante di un articolo uscito ieri su un giornale finlandese in cui si parla di un orribile edificio (sede della Compagnia Forestale Stora Enso), nel pieno centro di Helsinki, disegnato negli anni ’60 da Alvar Aalto sostituendo lo splendido Palazzo Normèn dell’architetto Theodor Hoijer (1843-1910).

http://www.hs.fi/kaupunki/a1305935808368

L’autore dell’articolo si chiede: “L’Imperatore è senza vestiti? Chi è nudo? È il Palazzo Norrmén progettato dall’architetto Theodor Hoijer (1843-1910), oppure la sede di Enso progettata dall’architetto Alvar Aalto (1898-1976)?”

Non è solo l’articolo a dar da riflettere, ma anche e soprattutto i quasi 100 commenti, lasciati da persone comuni e non lobotomizzate nelle facoltà di architettura, che parlano in termini pesantissimi dell’intervento del mitologico Aalto.

Moltissimi commenti definiscono la “scatola di Aalto” una cosa orrenda, c’è chi accusa la storica archistar finlandese perché “tanti i suoi edifici distruggono il paesaggio” e perché “la scelta dei materiali è stata fallimentare visto che le facciate di edifici come la Finlandia Talo Concert Hall crollano a pezzi e i costi devono essere sostenuti dalla collettività”.

C’è chi dice senza mezzi termini che “l’opera di Aalto fa schifo come tutti i lavori in cemento armato degli emuli finlandesi dell’archistar locale”.

Infine, per la serie “mal comune mezzo gaudio”, c’è chi lamenta il fatto che “nelle università non si insegni più a disegnare in modo sensibile”.

Il mio amico segnala come, fino ad oggi, in pochi, fino a ieri, avevano mai osato criticare in Finlandia l’opera del “gran maestro”!

Mi chiedo quindi se non sia giunto finalmente il momento di imparare ad essere critici verso l’opera di personaggi insignificanti che devono il loro successo al fatto che abbiano operato in un momento di buio culturale – il vero medioevo – riuscendo ad emergere nella melma dei loro colleghi meno “brillanti”? … Potremmo dire che, “nel Paese dei ciechi, l’uomo con un solo occhio è re!”

Continuiamo a promuovere personaggi che, con la loro opera di International Style, hanno massacrato l’identità culturale dei popoli ed hanno favorito il proliferare di abomini edilizi che nulla hanno a che fare con l’architettura! È ora di dire basta!

Vorrei invitare tutti a riflettere sulla disonestà culturale della nostra epoca e sulla necessità di riuscire a leggere, onestamente, l’opera degli architetti del Novecento, magari tendendo l’orecchio al pensiero della gente comune che è costretta – dagli architetti e dagli “esperti di architettura” – a vivere in realtà che non le appartiene!

Una prima riflessione è la seguente: nel 2015, ricorrendo il 50° anniversario della morte di Le Corbusier, le nostre Facoltà di Architettura, le cosiddette “riviste accreditate” e gli ordini professionali si stanno calando le braghe per dare l’ennesimo tributo al principale responsabile dello scempio urbanistico planetario, mentre nulla è stato detto o fatto – ad eccezione di una manifestazione per pochi intimi che abbiamo tenuto presso l’Associazione Culturale “Simmetria” – per celebrare lo stesso anniversario del grande Armando Brasini … Ma c’è di peggio: il 2014 è stato il 500° anniversario di Bramante, e nessuno in Italia ha pensato che fosse necessario ricordare uno dei padri del Rinascimento.

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MOZZARELLE CALDE … freschi freschi … i primi trombati del Flaminio …

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PROGETTO FLAMINIO – Divisare by Europaconcorsi

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Che ce semo persi ! …

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BEI NOMI E BUONA ARCHITETTURA …

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CONSONNI – Piazza Scala gli errori da evitare per il riassetto

“Caro Giorgio,
parto dalle considerazioni di chi si è dichiarato sorpreso che nel concorso del progetto Flaminio dopo la prima fase siano risultati esclusi “i più bei nomi dell’architettura europea” . Pur confermando tutte le osservazioni e le riserve che sono state fatte alla procedura concorsuale, bisogna forse riflettere sul fatto che forse “i bei nomi” non bastano ad affrontare le questioni concrete contando la risolutività di un colpo di “genialità poetico-progettuale”, il cui dilagare mediatico è anzi spesso all’origine di molti problemi delle trasformazioni urbane in corso nelle nostre città.
Credo, invece, che per essere davvero utili i concorsi di idee progettuali debbano adeguatamente essere indirizzati da linee guida come quelle che il mio amico e collega Giancarlo Consonni su eddyburg.it suggerisce avrebbero dovuto essere date nel concorso per la sistemazione di Piazza Scala a Milano.
E’ ciò che non sta avvenendo a Milano in molti esempi di progettazione degli spazi pubblici storici e no (oltre a Piazza Scala, piazza Castello, piazza S. Ambrogio, piazza XXIV Maggio, Darsena, piazza Gino Valle all’ex Portelloecc.) e come a Roma rischia di accadere negli esiti del concorso sul progetto Flaminio.”
Sergio Brenna

………………

Perfettamente d’accordo …

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PROGETTO FLAMINIO … ELENCO TROMBATI … I PIU’ BEI NOMI … TRA GLI ALTRI: MONEO CITTERIO GREGOTTI NATALINI HADID LIBESKIND PINÓS CUCINELLA FEMIA PELUFFO MONESTIROLI SKIDMORE OWINGS MERRILL ZUCCHI SNOZZI PEI COBB FREED DUDLER PURINI EISENMAN CHIPPERFIELD MANGADO VALLE GRIMSHAW KOLLHOFF ABDR SARTOGO CASAMONTI CELLINI TSCHUMI BOERI TERRAGNI … TANTO PER CITARNE QUALCUNO …

Schermata 2015-03-17 alle 07.54.47Schermata 2015-03-17 alle 07.52.43Progetto Flaminio | SECONDA FASE

 Elenco partecipanti

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DI TUTTO E DI PIU’ … “SLITTAMENTI E DEPISTAGGI” … “L’ARCHITETTURA TRA SEGNI E DISEGNI” … FRANCO PURINI … IN VIDEO … SU CARTA … DAL VIVO …

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DUE PESI E DUE MISURE …

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Da Ettore Maria Mazzola: …

Caro Professore,

Il Corriere della Sera di oggi fa un grande elogio del Cretto di Burri, per i quale sono stati stanziati 2.400.000 euro, destinati a realizzarne altri 29.000 mq. e Gian Antonio Stella si rammarica del mancato stanziamento di 1.000.000 di euro per il restauro del già fatto (65.000 mq) … perché Alberto Burri ce lo invidiano in tutto il mondo.

Io invece mi chiedo: perché questi loschi individui amano far due pesi e due misure?? Perché realizzare altri 29.000 mq di orribile Cretto sostituendosi a Burri sarebbe legittimo, mentre completare una chiesa lasciata incompiuta (San Lorenzo a Firenze, San Petronio a Bologna, ecc.) sarebbe una falsificazione della storia??

http://www.artribune.com/2015/03/lo-strillone-il-grande-cretto-di-gibellina-di-alberto-burri-sul-corriere-della-sera-e-poi-fernando-botero-alexander-mcqueen-barocco-romano/

A proposito di Gibellina segnalo ciò che scrissi tempo addietro

http://www.simmetria.org/simmetrianew/contenuti/articoli/43-altri-articoli/805-perche-gibellina-di-emmazzola.html

Ettore

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‘A LETTERA DER PURINI …

'a lettera der purini ...

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LA FOGLIA DI FICO DELLA STREET ART …

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“Salve professore
volevo segnalarle questa notizia

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/02/22/news/torri_dell_eur_via_al_recupero_una_street_art_e_uffici_di_lusso-107884739/

Personalmente credo che La Street Art (termine abusato) non può e non deve diventare la foglia di fico con cui i nostri amministratori nascondono i loro scempi.  Qui si vorrebbe usare la Street Art per una propaganda politica e ancor peggio per una mera operazione speculativo-commerciale: mitigare lo scempio delle Torri per poter vendere subito l’hotel “Lama” e pagare quindi il completamento della “Nuvola”.
Una furbata.   Questi edifici (le torri) erano splendidi e sono stati vergognosamente distrutti ma ora ci si ripensa e si decide di ri-costruirli (!!), nel frattempo l’amministrazione decide di avvolgerli con opere di Street Art per poter vendere l’albergo.   Mi auguro che gli street artist siano i primi ad opporsi a questa operazione e che Eur Spa. paghi per i suoi “crimini contro l’architettura” anziché continuare a dilapidare il Nostro patrimonio travestendosi da mecenate dell’arte.”

Andrea Bentivegna

B U F F O N I  . . .

Torri ex Finanze all’Eur

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