ettore maria mazzola su: Critiche finlandesi su Alvar A…
Critiche finlandesi su Alvar Aalto … Era ora!! di Ettore Maria Mazzola Il mio caro amico e collega di Tallin (Estonia), …
“Caro Michele, fermo restando che, in un altro luogo insignificante, quella scatolaccia insignificante di Aalto non l’avrei criticata, come ho detto nel post, la critica non è mia (semmai ci ho doverosamente ricamato un po’ su) ma di un centinaio di finlandesi e del mio amico e collega estone che mi ha segnalato la cosa. Demitizzare, come dici tu, è fondamentale, ma non solo a parole e per convenienza come qualche archistar-opportunista negli ultimi giorni ha fatto in maniera grossolana e patetica. Personalmente ritengo che abbiamo subito anni di angherie da parte di “professoroni” che hanno fatto il lavaggio del cervello agli studenti, creando dei veri e propri “mostri”. Del resto, come diceva il buon Giulio Magni scrivendo a Raimondo D’Aronco «[…] colui che deve lavorare si trova nel bivio difficilissimo se cioè fare come la ragione lo guida o come il generalizzato sentimento gli impone […] affrontare l’impopolarità è certo un eroismo […]» Personalmente, nel corso di Composizione I mi venne imposto di scopiazzare la Villa Savoy a Roma!!! Un vergognoso tentativo di lobotomia ad uno studente del primo anno che, per chi non ha il coraggio e la forza per mettere in discussione le idiozie che gli vengono indottrinate, rischia di segnare il resto della sua carriera di studente e, successivamente, di professionista che sentendosi in buona fede “perchè glielo hanno detto i suoi maestri”, violenterà a proprio piacimento i luoghi in cui interverrà! Certi professori dovrebbero cospargersi il capo di ceneri e scusarsi con l’umanità intera per i danni che hanno fatto! … ricordo inoltre a tutti che tutte le peggiori periferie romane sono state disegnate da “professoroni” emuli delle follie di Le Corbusier. Detto questo, caro Michele tu dici “Le automobili, gli aeroplani e tutti gli oggetti domestici legati al nostro tempo non possono essere realizzati con delle forme legate al passato, e l’architettura per forza di cose ne è condizionata” … e per quale motivo la casa dovrebbe somigliare ad una macchina?? E poi mi chiedo: perché nel campo del design automobilistico e motociclistico stiamo assistendo da anni ad un ritorno alle linee morbide delle auto degli anni ’50-’60 ed ai remake di vecchi modelli e nessuno grida al “falso storico”, mentre in architettura non è concesso altrettanto? Addirittura ci sono aziende che producono pezzi cromati per il “restauro com’era e dov’era” delle auto e delle moto, perché lo stasso non viene consentito per gli edifici? Infine, tu dici: “Le Corbusier rimane un grande maestro di architettura, anche se ha avuto i suoi limiti, come tutti gli esseri umani”. Posso capire e giustificare la sua idiozia nel sostenere che si sarebbe dovuto usare il cemento-asbesto perché i pannelli erano leggeri e facili da trasportare e magari non poteva sapere che causava il cancro, posso giustificare, molto relativamente, le sue folli idee dell’unità d’abitazione, e con queste due cose tutte le altre idozie che ha supportato in nome della sperimentazione (sulle cavie umane e non su se stesso) ma, considerate le sue lettere scritte a Mussolini e Hitler, inneggiando perfino alla “pulizia etnica” pur di raccattare un incarico in Italia e in Germania (vedere l’altro post nel quale ho linkato l’imbarazzante articolo di “Liberation”), non credo che certe cose possano giustificarsi, così come non può giustificarsi ciò che fece durante e dopo il IV CIAM (vedere il mio articolo su De-Architectura). Se mai certe cose venissero giustificate perché parte dei “limiti e debolezze degli esseri umani” dovremmo fare altrettanto con Mussolini, Hitler e Stalin, anch’egli ossequiato da Le Corbusier … e non penso proprio che la cosa possa sostenersi!”



















