“I disegni di Purini sono bellissimi ed importanti” …

purini all'acquario ...

Andrea su: “‘Sti disegni de Purini so’ come l’aerei de Mussolini” …

“I disegni di Purini sono bellissimi ed importanti …. il problema semmai è che oltre al contributo di Purini e di qualche altro uomo di cultura l’Università sta sprofondando nel nulla della corruzione e del parassitismo!”

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“‘Sti disegni de Purini so’ come l’aerei de Mussolini” …

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Andrea Di Martino ha detto su: “LA SERIE E IL PARADIGMA” …

 “La serie e il paraculo, anzi, il paraculo seriale… Ahò, ‘sti disegni de Purini so’ come l’aerei de Mussolini: un’esposizione permanente (pur essendo sempre gli stessi)… La prossima mostra quando sarà… il prossimo maggio?!”

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SHERLOCK HOLMES A VALLE GIULIA … CAZZARONI … “IN CAMPANA” …

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Michele Granata su “PROFESSORONI”…“Caro Ettore,
E’difficile trovare le parole per risponderti, tanto sono radicali e cotegorici i tuoi argomenti.
Tu dici che c’è stato un generale lavaggio del cervello da parte di una oligarchia di professori che hanno condizionato tutta l’architettura del secolo scorso, creando inoltre dei veri e propri “mostri”.
È qui che non capisco.
Come mai te ed altri, che la pensano come te, vi siete “salvati”?. …

… … …

 

ettore maria mazzola su “PROFESSORONI”…

“Caro Michele,
come ho scritto più volte, incluso il mio precedente commento, si può passare indenni all’insegnamento monistico e dittatoriale, ma occorre coraggio e capacità di mettere in discussione i propri “maestri” (vedere la citazione di Magni).
Se parlo come parlo, è perché ho vissuto in prima persona da studente, e 12 anni da assistente (non pagato e sfruttato vergognosamente), all’interno della facoltà di Valle Giulia, assistendo a scene indegne nelle quali, oltre a veder negare la possibilità di lavorare in una certa maniera, ho visto perfino punire gli studenti che se ne interessavano (un anno ho avuto ben 70 studenti che decisero di seguire il mio modulo di progettazione che gli dava la possibilità di confrontarsi con un qualcosa che avevano sempre desiderato e mai potuto provare).
In sede di discussione a porte chiuse per decidere il voto ho sentito dire frasi del tipo: “questa architettura, in questa facoltà non si deve fare!”, oppure “non possiamo premiare questo progetto affinché l’autore capisca che non si deve fare!” (quella stessa commissione diede 14 punti di incremento al progetto di un laureando ritenuto “geniale” perché aveva proposto di rivestire le pareti di un orripilante asilo alla Zazà con schede madre di computer!)
Il giorno della mia laurea (30 aprile 1992), il mio miglore amico, a mia insaputa, nascose un registratore in aula quandola commissione si riunì per discutere i voti, sicché conservo ancora l’audiocassetta nella quale si sente discutere, per quasi un’ora, solo del mio progetto e si attacca il prof.Moneta reo di avermi consentito di interessarmi di architettura, di storia, di urbanistica e di tecniche costruttive, cose delle quali un progettista dovrebbe disinteressarsi! Per questa ragione di sente dre chiaramente che dovevo essere punito per punire il professor Moneta (si sente anche ttto l’odio nei suoi confronti manifestato da un paio di suoi indegni colleghi dei quali non posso fare il nome).

… … …

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PER UN’ACROPOLI … “DINAMICA” … ANZI … “ORGANICA” …

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Sergio 43 su: “PROFESSORONI” … CAZZARONI …

ettore maria mazzola su: Critiche finlandesi su Alvar A… Critiche finlandesi su Alvar Aalto … Era ora!! di Ettore Maria …

“Ettore, sarò stato anch’io subornato, però mi piacque la lezione in cui un altro “professorone”, Bruno Zevi, ci raccontò che LC, avendo compreso la dinamicità della visione obliqua del Partenone per chi entrava sull’Acropoli attraverso i frontali Propilei, progettasse in obliquo anche il punto di vista principale di Ville Savoy con le colonne del piano pilotis a ricordare il ritmo delle colonne del Tempio di Atena. Compresi che, analogamente al greco moderno che deriva dal greco antico, come l’italiano dal latino, la nostra Architettura, in fondo tutta l’arte occidentale, sia tanto più proficua quanto più, nonostante e approfittando del sempre caotico e inconoscibile fluire dei tempi, guidata da un robusto filo d’Arianna, non abbia mai perso il senso del suo andare. Logicamente hai ragione quando denunci la frattura di questa storia. D’altronde, dopo la sconfitta nell’ultima guerra, anche questa è storia solita fin dal tempo dei Romani conquistatori, vincono le suggestioni e i messaggi dei vincitori. Arresi , abbiamo scopiazzato qua e là, dallo stile californiano dell’Ara Pacis che ha cancellato il decoroso motivo classico di Morpurgo alle suggestioni falansteriche e comunitarie del Corviale, alle suggestioni sovrumane di Fuller nel lavoro di Calatrava e via elencando. Come riprendere il filo? Le tue proposte sono appassionate e suggestive ma oramai, come tutte le cose di oggi, non possono non essere episodiche nel confuso sviluppo urbano, tanto quanto il MAXXI di Hadid e, di nuovo, via elencando. Invece le tue leggi dovrebbero essere perentorie quando si tratta di mettersi in confronto diretto con i nostri padri, con le nostre radici. L’esempio finlandese che ci hai portato è bruciante su dove può arrivare la prepotenza del nuovo.”

ACROPOLI ric.

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“PROFESSORONI” … CAZZARONI …

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ettore maria mazzola su: Critiche finlandesi su Alvar A…

Critiche finlandesi su Alvar Aalto … Era ora!! di Ettore Maria Mazzola Il mio caro amico e collega di Tallin (Estonia), …

“Caro Michele, fermo restando che, in un altro luogo insignificante, quella scatolaccia insignificante di Aalto non l’avrei criticata, come ho detto nel post, la critica non è mia (semmai ci ho doverosamente ricamato un po’ su) ma di un centinaio di finlandesi e del mio amico e collega estone che mi ha segnalato la cosa.   Demitizzare, come dici tu, è fondamentale, ma non solo a parole e per convenienza come qualche archistar-opportunista negli ultimi giorni ha fatto in maniera grossolana e patetica.   Personalmente ritengo che abbiamo subito anni di angherie da parte di “professoroni” che hanno fatto il lavaggio del cervello agli studenti, creando dei veri e propri “mostri”.   Del resto, come diceva il buon Giulio Magni scrivendo a Raimondo D’Aronco «[…] colui che deve lavorare si trova nel bivio difficilissimo se cioè fare come la ragione lo guida o come il generalizzato sentimento gli impone […] affrontare l’impopolarità è certo un eroismo […]» Personalmente, nel corso di Composizione I mi venne imposto di scopiazzare la Villa Savoy a Roma!!! Un vergognoso tentativo di lobotomia ad uno studente del primo anno che, per chi non ha il coraggio e la forza per mettere in discussione le idiozie che gli vengono indottrinate, rischia di segnare il resto della sua carriera di studente e, successivamente, di professionista che sentendosi in buona fede “perchè glielo hanno detto i suoi maestri”, violenterà a proprio piacimento i luoghi in cui interverrà!   Certi professori dovrebbero cospargersi il capo di ceneri e scusarsi con l’umanità intera per i danni che hanno fatto! … ricordo inoltre a tutti che tutte le peggiori periferie romane sono state disegnate da “professoroni” emuli delle follie di Le Corbusier.   Detto questo, caro Michele tu dici “Le automobili, gli aeroplani e tutti gli oggetti domestici legati al nostro tempo non possono essere realizzati con delle forme legate al passato, e l’architettura per forza di cose ne è condizionata” … e per quale motivo la casa dovrebbe somigliare ad una macchina??   E poi mi chiedo: perché nel campo del design automobilistico e motociclistico stiamo assistendo da anni ad un ritorno alle linee morbide delle auto degli anni ’50-’60 ed ai remake di vecchi modelli e nessuno grida al “falso storico”, mentre in architettura non è concesso altrettanto? Addirittura ci sono aziende che producono pezzi cromati per il “restauro com’era e dov’era” delle auto e delle moto, perché lo stasso non viene consentito per gli edifici?   Infine, tu dici: “Le Corbusier rimane un grande maestro di architettura, anche se ha avuto i suoi limiti, come tutti gli esseri umani”.   Posso capire e giustificare la sua idiozia nel sostenere che si sarebbe dovuto usare il cemento-asbesto perché i pannelli erano leggeri e facili da trasportare e magari non poteva sapere che causava il cancro, posso giustificare, molto relativamente, le sue folli idee dell’unità d’abitazione, e con queste due cose tutte le altre idozie che ha supportato in nome della sperimentazione (sulle cavie umane e non su se stesso) ma, considerate le sue lettere scritte a Mussolini e Hitler, inneggiando perfino alla “pulizia etnica” pur di raccattare un incarico in Italia e in Germania (vedere l’altro post nel quale ho linkato l’imbarazzante articolo di “Liberation”), non credo che certe cose possano giustificarsi, così come non può giustificarsi ciò che fece durante e dopo il IV CIAM (vedere il mio articolo su De-Architectura).   Se mai certe cose venissero giustificate perché parte dei “limiti e debolezze degli esseri umani” dovremmo fare altrettanto con Mussolini, Hitler e Stalin, anch’egli ossequiato da Le Corbusier … e non penso proprio che la cosa possa sostenersi!”

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“Demitizzare è cosa buona e giusta” … ma non esageriamo …

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Michele Granata su: Critiche finlandesi su Alvar A…

Critiche finlandesi su Alvar Aalto … Era ora!! di Ettore Maria Mazzola Il mio caro amico e collega di Tallin (Estonia), …

“Una delle cose che mi piace di piu’ di questo Blog, è la demitizzazione dei grandi personaggi dell’architettura.
Da qui pero’ a distruggere, come tu fai, caro Ettore, delle personalità, come in questo caso di Alvar Aalto, mi sembra eccessivo.
Tieni presente che nel caso specifico mi trovi d’accordo, ma solo per un problema di armonizzazione del paesaggio architetturale.
Mi sarebbe piaciuto infatti che la costruzione esistente fosse stata mantenuta.
Bisognerebbe pero’ conoscere lo stato di conservatione del manufatto all’epoca.
Non so’ se questo sia stato il caso, ma alle volte il degrado è tale che un suo restauro potrebbe risultare controproducente.
Comunque un’architettura piu’ “intonata” sarebbe stata opportuna.
Nota anche che il progetto in questione, anche se non mi sembra il migliore di Alvar Aalto, non mi dispiace, ma sarebbe stato meglio situarlo altrove e non in quel luogo.
Sicuramente mi dirai che comunque quel palazzo non doveva esistere ne li ne’ da un’altra parte:
e li ci troveremmo in opposizione.
Per me è sempre il momento di essere critici verso qualunque opera di personaggi celebri, ma trattare come “insignificante” Alvar Aalto mi sembra esagerato.
Demitizzare è cosa buona e giusta.
A Ginevra, il buon Le Corbu, aveva fatto un progetto urbanistico che prevedeva l’abbattimento di un intero quartiere che va dalle rive del Rodano fino alla piazza della stazione, con la sua sostituzione di una serie di fabbricati paralleli.
Ebbene, è una fortuna che non si sia realizzato, sarebbe stato un vero e proprio crimine.
Cio’ pero’ non toglie che per me Le Corbusier rimane un grande maestro di architettura, anche se ha avuto i suoi limiti, come tutti gli esseri umani.
Noi viviamo in un epoca in cui le forme che ci circondano influenzano il nostro gusto.
Le automobili, gli aeroplani e tutti gli oggetti domestici legati al nostro tempo non possono essere realizzati con delle forme legate al passato, e l’architettura per forza di cose ne è condizionata.
È fuori di dubbio che il Razionalismo e l’International Style, piu’ in generale, siano serviti da alibi per degli abomini edilizi, ma cio’ è dovuto piu’ alla speculazione edilizia, legata alla politica ed al potere dominante, che alle teorie che le avevano originate.
Questi concetti non possono e non debbono essere tenuti per responsabili dallo svilimento che ne è derivato.
Mi è difficile capire questo accanimento contro un’evoluzione che la storia dell’architettura ha gia’ catalogato ed accettato e non vorrei che la vostra battaglia si riducesse ad una lotta contro dei mulini a vento.
Capirei meglio se la vostra ricerca si svolgesse attraverso metodi alternativi senza che siano rimessi in discussione i valori già acquisiti.

Michele Granata

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ANCHE A VALS …

Schermata 2015-03-26 alle 18.01.38Da Andrea Bentivegna: …

“salve professore

volevo segnalare questa frustrante notizia

http://www.archdaily.com/613189/morphosis-unveils-plans-for-reflective-skyscraper-in-vals/

Anche a Vals, al fianco di uno dei capolavori della contemporaneità, le sobrie ma suggestive terme di Zumthor, ci si amplierà.. non più edifici semi-nascosti e quasi del tutto ipogei bensì un nuovo segno mastodontico, un landmark direbbero alcuni (non senza ragione in questo caso): un grattacielo di ben 381 metri d’altezza, non scherzo, progettato da Morphosis..”

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Alla faccia del caciocavallo …

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FORZA NIKOS …

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Nikos Salingaros su: Critiche finlandesi su Alvar A…

Critiche finlandesi su Alvar Aalto … Era ora!! di Ettore Maria Mazzola Il mio caro amico e collega di Tallin (Estonia), …

“Bravo Ettore!

Non dico niente adesso su Aalto, un proggettatore di immobili industriali sterili e senza vita, ma su Corbusier.

Fa schifo vedere tanti elogi di questa persona che ha distrutto l’architettura in tutto il mondo. Ogni università, ogni facoltà dell’architettura e ogni rivista patinata mostra la sua obbedienza assoluta al Dio Corbusier, celebrando l’anniversario della sua morte. E così i suoi crimini architettonici continuano a essere sepolti e nascosti degli studenti. Per quanto tempo ancora dobbiamo sopportare questo scempio?”

Saluti,

Nikos

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Critiche finlandesi su Alvar Aalto …

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Critiche finlandesi su Alvar Aalto … Era ora!!

di Ettore Maria Mazzola

Il mio caro amico e collega di Tallin (Estonia), Allan Strus, mi ha segnalato un interessantissimo articolo sul quale occorrerebbe riflettere:

Segnalo questo link ad articolo molto interessante di un articolo uscito ieri su un giornale finlandese in cui si parla di un orribile edificio (sede della Compagnia Forestale Stora Enso), nel pieno centro di Helsinki, disegnato negli anni ’60 da Alvar Aalto sostituendo lo splendido Palazzo Normèn dell’architetto Theodor Hoijer (1843-1910).

http://www.hs.fi/kaupunki/a1305935808368

L’autore dell’articolo si chiede: “L’Imperatore è senza vestiti? Chi è nudo? È il Palazzo Norrmén progettato dall’architetto Theodor Hoijer (1843-1910), oppure la sede di Enso progettata dall’architetto Alvar Aalto (1898-1976)?”

Non è solo l’articolo a dar da riflettere, ma anche e soprattutto i quasi 100 commenti, lasciati da persone comuni e non lobotomizzate nelle facoltà di architettura, che parlano in termini pesantissimi dell’intervento del mitologico Aalto.

Moltissimi commenti definiscono la “scatola di Aalto” una cosa orrenda, c’è chi accusa la storica archistar finlandese perché “tanti i suoi edifici distruggono il paesaggio” e perché “la scelta dei materiali è stata fallimentare visto che le facciate di edifici come la Finlandia Talo Concert Hall crollano a pezzi e i costi devono essere sostenuti dalla collettività”.

C’è chi dice senza mezzi termini che “l’opera di Aalto fa schifo come tutti i lavori in cemento armato degli emuli finlandesi dell’archistar locale”.

Infine, per la serie “mal comune mezzo gaudio”, c’è chi lamenta il fatto che “nelle università non si insegni più a disegnare in modo sensibile”.

Il mio amico segnala come, fino ad oggi, in pochi, fino a ieri, avevano mai osato criticare in Finlandia l’opera del “gran maestro”!

Mi chiedo quindi se non sia giunto finalmente il momento di imparare ad essere critici verso l’opera di personaggi insignificanti che devono il loro successo al fatto che abbiano operato in un momento di buio culturale – il vero medioevo – riuscendo ad emergere nella melma dei loro colleghi meno “brillanti”? … Potremmo dire che, “nel Paese dei ciechi, l’uomo con un solo occhio è re!”

Continuiamo a promuovere personaggi che, con la loro opera di International Style, hanno massacrato l’identità culturale dei popoli ed hanno favorito il proliferare di abomini edilizi che nulla hanno a che fare con l’architettura! È ora di dire basta!

Vorrei invitare tutti a riflettere sulla disonestà culturale della nostra epoca e sulla necessità di riuscire a leggere, onestamente, l’opera degli architetti del Novecento, magari tendendo l’orecchio al pensiero della gente comune che è costretta – dagli architetti e dagli “esperti di architettura” – a vivere in realtà che non le appartiene!

Una prima riflessione è la seguente: nel 2015, ricorrendo il 50° anniversario della morte di Le Corbusier, le nostre Facoltà di Architettura, le cosiddette “riviste accreditate” e gli ordini professionali si stanno calando le braghe per dare l’ennesimo tributo al principale responsabile dello scempio urbanistico planetario, mentre nulla è stato detto o fatto – ad eccezione di una manifestazione per pochi intimi che abbiamo tenuto presso l’Associazione Culturale “Simmetria” – per celebrare lo stesso anniversario del grande Armando Brasini … Ma c’è di peggio: il 2014 è stato il 500° anniversario di Bramante, e nessuno in Italia ha pensato che fosse necessario ricordare uno dei padri del Rinascimento.

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MOZZARELLE CALDE … freschi freschi … i primi trombati del Flaminio …

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PROGETTO FLAMINIO – Divisare by Europaconcorsi

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Che ce semo persi ! …

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