INAUGURAZIONE EX GIL FORLI’ … UN “RESTAURO” … DA … MANUALE …

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Da Gian Carlo Gatta: …

“Carissimo,

venerdì 18 settembre è stata inaugurata la restaurata ONB, opera progettata, come ben sai, dall’architetto Cesare Valle. In realtà i lavori non sono finiti, manca tutto il cinema e altre porzioni ma, in Italia, inaugurare opere incomplete è ormai la prassi.
Perché venerdì 18 settembre, non si sa; è una data come altre, senza riferimenti storici particolari, o almeno, io non ne ho trovati.
Mi ero riproposto di non andare, ma essendoci anche una mostra sull’architetto Cesare Valle con documenti provenienti dal fondo di famiglia, con i miei collaboratori, abbiamo deciso di andare.
Giunti sul posto, mi sono ricordato che mi ero riproposto di non andarci.
Non entro nel merito di come sia stato progettato e eseguito il “restauro” di questo monumento della modernità anche perché, avendo avuto tutte autorizzazioni necessarie, ivi comprese quelle della Soprintendenza, evidentemente va bene così.
Una cosa però devo dirla, perché la ritengo esilarante. Nella palestra dove un tempo vi era una splendida piscina, è presente una tribuna spettatori. Probabilmente perché le dimensioni dei parapetti o la struttura del solaio a sbalzo non sono più a norma, è stata resa inaccessibile, murando le entrate. Mi immagino come si possa, o potrà, pulire dalla polvere o come si possa, o potrà, recuperare un pallone che, rimbalzando da qualche parte, finisca in tribuna (considerando che la palestra è utilizza sia per la pallacanestro che per la pallavolo).

Tornatoci ieri, ho visto la mostra dedicata a Valle e mi è piaciuta, molto localizzata sulle opere realizzate in Romagna, ma vi erano delle tavole esposte che mi hanno colpito e che non avevo mai visto, in particolare gli arredi interni dell’ONB. Molto interessanti, nonché a colori, che mi ricordano quelli visti e redatti da Oriolo Frezzotti. Mi sono permesso di prendere una copia in più del catalogo perché ho intenzione di inviartelo domani mattina.

In via del tutto generale, ho colto quell’atteggiamento diffuso, se non solito, che aleggia nel nostro mondo (l’Architettura) ovvero che, in fondo in fondo, quegli edifici là, non sono altro che edifici e tali vanno trattati.
Non una parola su Eugenio Ferrauto, poco e niente su Renato Ricci, sol citato Del Vecchio ma men che meno il suo Manuale, confusione fra ONB e GIL, date sbagliate, nomi confusi, poca attenzione ai dettagli, didascalie imprecise, citazioni incomplete, i materiali impiegati a suo tempo un mistero, parapetti originali sostituiti non si sa perché, colori improbabili. Edificio e storia, due cose diverse.
Allego qualche immagine.

A presto risentirci,”

Carlo

p.s. La rampa per disabili mi sembra un gioiello di tecnologia applicata. Per fortuna, la scala elicoidale pendente in una delle palestre, non è stata (ancora ) toccata.

……………..

Speriamo bene …

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MAURO ANDREINI … “BISCHERATE” … (1) … MAMMA NATURA …

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ECOSOSTENIBILITA’ DEMAGOGICA O DEMAGOGIA ECOSOSTENIBILE

Mamma natura, mi hai sempre insegnato le regole pratiche della giusta messa a dimora dell’albero, dell’arbusto, del cespuglio o del fiore a seconda dell’insolazione, dell’orientamento, del clima, del vento e mi hai sempre insegnato del loro difficoltoso mantenimento e della loro delicata sopravvivenza.

Mamma natura, mi hai sempre insegnato che ogni cosa deve stare al suo posto, gli alberi nei boschi e l’erba nei prati.

Mamma natura, ora vedo questo proliferare di vegetazione sui progetti di grattacieli, di palazzi, di case, vedo terrazze piene di alberi, di arbusti, di cespugli, come piccoli boschi pensili, vedo facciate annullate dai rampicanti, tetti che non sono più lastrici di cemento ma parchi verdi con nidi di rondini e di aquile.

Mamma natura, ma t’immagini che si può passeggiare in terrazza, si può portare il cane a pisciare sul tetto, e da dietro la siepe spiare la strada, ma t’immagini che non c’è più bisogno d’uscire di casa, il fuori è venuto in casa.

Mamma natura, scherzavo dai, sono palazzi e case per ominidi, automi e marziani, è tutto un verde di plastica, non sono alberi veri, non sono siepi vere, non potrebbero sopravvivere.

Mamma natura, lo sai come sono gli architetti, gli piace tanto giocare con le cose che conoscono poco, come giocare con te.

( tratto da “Mauro Andreini. L’ARTE DEL CAZZEGGIO E’ L’UNICA MATERIA IN CUI MI SENTO PREPARATO” )

 

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I “PALAZZI” … ANDREINI … A MONTALCINO …

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Schermata 2015-09-17 alle 19.50.09Mauro Andreini, “I Palazzi” Montalcino 1995 -’98

A MONTALCINO …

SULL’APPENNINO …

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DISEGNARE DIPINGENDO … DIPINGERE DISEGNANDO … DARIO PASSI …

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IDEE … IMMAGINI … E PUPAZZI …

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termini d'elia

Gianluca D’Elia · Termini · Divisare

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“Se vivessimo in un altro Paese, più onesto e civile, se vivessimo in un Paese dove demagogia e ipocrisia non esistessero, se vivessimo in un Paese dove i furbetti del quartierino non avessero vita facile, se vivessimo in un Paese dove non si elargissero (per ragioni politiche) fondi pubblici per organizzare eventi e manifestazioni inutili per migliorare la vita di luoghi come il Corviale” …

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ettore maria mazzola su: RIGENERARE CORVIALE? …

“Concorso internazionale Rigenerare Corviale http://rigenerarecorviale.aterroma.it/ Nella foto (del 7/9/2015) lo scultore …

“L’attuale concorso per Corviale è l’ennesima vergogna di un Paese in cui l’ottusa idologia degli architetti e dei docenti universitari, emuli di Le Corbusier & co., fa sì che si ritenga assurdo demolire un mostro energivoro, spersonalizzante, criminogeno e che richiede costanti costi (PUBBLICI OVVIAMENTE) di manutenzione, mentre al di là delle Alpi la Francia negli ultimi 10 anni ha investito oltre 60 mld di Euro per demolire le mostruosità urbanistiche fallimentari realizzate tra gli anni ’70 e ’80!

Fare un concorso di “rigenerazione”, dove a priori è deciso che si debba mantenere in piedi (con soldi pubblici, ovviamente) questa schifezza non ha senso!

Col mio progetto ho dimostrato che non solo è possibile sostituire il mostro senza costi per la collettività, ma che addirittura si potrebbero avere notevoli guadagni (ben 511 mln di euro!!) e generare moltissimi posti di lavoro, ho dimostrato che è possibile restituire 11 ettari di terreno alla campagna e che è possibile insediare 2000 nuovi abitanti ed una serie di attività attualmente inesistenti, inoltre sarebbe possibile realizzare un parco pubblico e che è possibile realizzare un “borgo” autosufficiente pensato per tutte le fasce d’età … il tutto senza cacciare di casa nessuno, grazie al programma graduale di sostituzione edilizia!

Tuttavia gli organizzatori del concorso, in pompa magna e con tutta la dovuta demagogia del caso, hanno deciso di mascherare col termine “rigenerazione urbana” (preso in prestito non autorizzato, uno slogan che con diversi miei colleghi con i quali portiamo avanti da molti anni … evidentemente hanno fiutato l’interesse) la regolarizzazione (a condono edilizio chiuso e non rinegoziabile) degli immobili abusivi del 4° piano. Complimenti davvero!

Il mio progetto, (regolarmente ostracizzato dai loschi personaggi che, campando grazie all’attuale Corviale, ne decidono le sue sorti), ha ricevuto tre importantissimi premi internazionali da parte dell’IMCL (International Making Cities Livable) e dell’INTBAU (International Network for Traditional Building Architecture & Urbanism), è stato preso come modello di sviluppo di nuovi quartieri che stanno sorgendo in Russia e, nello scorso maggio, sono stato chiamato a spiegare come risolvere i problemi dell’edilizia popolare in Brasile … mentre qui in Italia continuerò a vita ad esser considerato un estremista rivoluzionario, semplicemente perché metto al centro della progettazione gli esseri umani e l’ambiente, piuttosto che l’ideologia alla moda … meglio così, sono talmente schifato dall’Italia che la cosa mi inorgoglisce!

Se vivessimo in un altro Paese, più onesto e civile, se vivessimo in un Paese dove demagogia e ipocrisia non esistessero, se vivessimo in un Paese dove i furbetti del quartierino non avessero vita facile, se vivessimo in un Paese dove non si elargissero (per ragioni politiche) fondi pubblici per organizzare eventi e manifestazioni inutili per migliorare la vita di luoghi come il Corviale, quella vergogna urbanistica, dovuta alla folle sperimentazione ideologica su delle ignare cavie umane, sarebbe già stata demolita e sostituita con qualcosa a dimensione umana … come del resto richiesto dalla totalità dei residenti regolari di Corviale nel 2000 (vedere atti del convegno “Recupera Corviale” tenutosi presso il San Michele nel lontano 2001)

Spero che nessuno partecipi a questa vergogna ispirata (o momento culminante se preferite) dal progetto di Guendalina Salimei (rigorosamente “figlia d’arte”) e l’ignobile macchina mediatica creatagli intorno dallo squallido film “scusate se esisto” … che delusione vedere una brava attrice come Paola Cortellesi, svendersi alla pubblicità!

Non posso che esprimere il mio cordoglio nei confronti dei cittadini onesti di Corviale, costretti a restare nel proprio falansterio “rigenerato”

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A MONTALCINO … SULL’APPENNINO …

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ANDREINI A MONTALCINO …

MAURO ANDREINI …

NELLE TERRE DI NESSUNO …

TERRE DI NESSUNO …

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L’INELUTTABILE …

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Ecco la scultura di Libeskind sul lago di Como …

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atelier appennini posta fibreno agosto 2015

A. A.

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