“Esemplare progetto di rigenerazione urbana” …

Ettore Maria Mazzola commented on “SERPENTONE” … UN PAR DI PALLE …

“Caro Stefano,
dopo i trascorsi vergognosi di un mesetto fa (tu non c’entri nulla) mi ero ripromesso di non prendere più parte ai dibattiti faziosi che su questo blog hanno visto censurate delle mie risposte (atti dovuti) alle accuse infamanti fatte da chi non abbia altro da fare nella vita che passare il tempo ad offendere chi la pensi diversamente da lui e dal sistema imperante. Tuttavia, data la gravità del convegno odierno, penso che si debba fare un po’ di chiarezza affinché si evitino affermazioni del tipo
“La demolizione totale dell’edificio o di tutto il quartiere è a mio avviso oltre che ingiusta storicamente, anche difficilissima da realizzare. Dove le mettiamo queste ottomila persone nel frattempo?”
Perché è proprio questo il problema. I signori come Galeota & co. si fanno scudo di queste idiozie perché, per ragioni politiche e grazie all’ignoranza storica nella quale siamo cresciuti, gli viene facile fare un riferimento alle “deportazioni” fasciste durante gli sventramenti, sicché gli viene naturale parlare di architettura di destra, in risposta alle – altrettanto idiote – parole di Buontempo che ha definito il Corviale come di “architettura Sovietica” … peccato per tutti e due che sia il risultato dell’interpretazione cialtrona delle follie di Le Corbusier!
Al sig. Galeota, e a quelli che gli vanno appresso, viene facile, agli occhi di chi non sappia nulla, accusare quelli come me che hanno sviluppato un progetto di rigenerazione di Corviale che prevede la sostituzione dell’edificio attuale, di appartenere a qualche pessimo schieramento destrorso … peccato per lui che io non abbia mai avuto a che fare con alcun politico, men che mai con qualcuno della destra che, se devo dirla tutta, mi fa davvero schifo, che più schifo non si può!
Personalmente, tutto mi si può dire, tranne che abbia intenzioni di deportare qualcuno, (non è un caso se l’International Making Cities Livable abbia premiato il mio progetto dicendo ” esemplare progetto di rigenerazione urbana, un riconoscimento per una illuminata proposta di sostituzione di un ‘gratta-terra’ con una cittadella neotradizionale a scala umana, fatta di edifici a destinazione mista e piazze, che MIGLIORA IL PAESAGGIO, IL BENESSERE SOCIALE ED ECONOMICO, SENZA DANNEGGIARE GLI ABITANTI”) né tantomeno che abbia qualcosa a che fare con l’on. Buontempo, dal quale eventualmente mi guardo bene vista la sola che ci ha tirato con un convegno già organizzato e boicottato perché, effettivamente, non risultava proprio in linea con lo scandaloso Piano Casa della Regione Lazio … stendiamo un velo pietoso
Tutto questo lungo e noioso preambolo per dire che, finché non si darà la possibilità di mostrare, democraticamente, tutte le ipotesi su Corviale che, nel caso che mi riguarda direttamente non solo prevedono la possibilità di operare per fasi, senza creare traumi per nessuno, spostando i residenti a pochi metri di distanza dal luogo dove vivono SOLO ED ESCLUSIVAMENTE quando le nuove case saranno ultimate, ma anche di fare un’operazione a tutto vantaggio dell’ATER, ergo dei contribuenti, perché basata su modelli e norme che non ho inventato io, ma che erano in uso in Italia fino al 1925, quando il fascismo, negli interessi dei privati, non impedì che l’ICP, coadiuvato dall’Unione Nazionale Edilizia e il Comitato Centrale Edilizio, operasse in un determinato modo.
Quando le cose non si conoscono, sarebbe utile stare zitti, o perlomeno dare diritto di replica. Ma è ovvio che a Galeota e compagni la cosa non può andare bene, è ovvio che se i cittadini di Corviale venissero a scoprire che non solo è possibile avere una casa più dignitosa, ma che è anche possibile realizzare tantissime altre attività che rendano vitale il Corviale, che è anche possibile, pur aumentando il numero dei residenti, restituire terreno alla campagna (circa 11 ettari!), piuttosto che continuarne a consumare altro, allora la cosa diverrebbe davvero rischiosa per i paladini della conservazione del serpentone, che si vedrebbero privati della loro fonte di sostentamento.
Inutile dire che, ad operazioni concluse, Roma avrebbe un nuovo parco, e nelle casse dell’Ater resterebbero una barca di soldi da investire in altre situazioni di degrado. Quando verrà data la possibilità di conoscere tutto ciò che il progetto prevede sarà possibile esprimersi, in assenza di conoscenza ogni parola di accusa è del tutto fuori luogo.”

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IL PERICOLO E’ IL MIO MESTIERE …

Stefano Nicita commented on “SERPENTONE” … UN PAR DI PALLE …

“Attento prof, in questo caso è d’accordo con Zaha e Rogers (Despite objections from English Heritage, Design Council Cabe and many starchitects, including Richard Rogers and Zaha Hadid) e
sono sicuro che Zaha lo preferisce anche al padiglione di Mies!!

Saluti”

Robin Hood Gardens … addio? …

Robin Hood Gardens … salvato … per ora …

Anche Robin Hood … in pericolo … dopo Stirling … gli Smithson …

PRIMA DI CORVIALE …

 

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I POSTUMI DEI CIAM …

falso cascioli commented on “SERPENTONE” … UN PAR DI PALLE …

Dopo la versione di Oliver Muratore
ecco la versione di Stan Cascioli:

Un mondo nuovo … « Archiwatch

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“CHE’ NUN TE PIACE ER MODERNO”? …

Sergio Brenna commented on DOV’E’ L’AFFARE? …

“Più conveniente per chi? Ecco, questa è proprio la domanda giusta: all’ex Fiera di Milano con un indice edificatorio di 1,15 mq/mq (col quale non si sarebbero potuti realizzare i 44 mq/abitante di aree pubbliche prescritte dal PRG neanche cedendo l’intera area e realizzando edifici privati appesi al cielo) gli aspiranti acquirenti hanno offerto a Fondazione Fiera 2.000 Euro a mq di area contro una base d’asta di 1.000 Euro/mq. E’ un meccanismo che incentiva la massimizzazione della rendita fondiaria degli Enti parapubblici proprietari a scapito degli interessi collettivi dei cittadini (oltre il 50’% delle aree pubbliche dovute sono state monetizzate per consentire la collocazione degli edifici, comunque altissimi – 20/25 piani quelli di corona e 50/60 piani le tre torri centrali di oltre 200 metri di altezza – che in inverno oscureranno per l’intera giornata gli edifici di 7/8 piani circostanti. Ex Fiera di Roma segue l’esempio milanese con un indice edificatorio di 1,30 mq/mq e la cessione (insufficiente) del 50% dell’area, costringendo a realizzare edifici addossati tra loro, molto alti e incombenti su quelli circostanti e preesistenti. Amministrazioni avvedute e rispettose dell’interesse collettivo dovrebbero stabilire un indice edificatorio in grado di far realizzare tutti gli spazi puibblici necessari (per 44 mq/abitante l’Indice territoriale congruente è 0,68 mq/mq) e, stabilita la base d’asta sulla rendita media corrente, assegnare l’area a chi propone di realizzare la minor quantità di edificazione privata e la maggiore di edilizia pubblica, calmierando la rendita fondiaria e massimizzando l’utilità pubblica.Inutile dire che per Milano il Consiglio di Stato presieduto dal chiacchierato De Lise ha respinto il ricorso dei cittadini che argomentavano in tal senso, negando che avessero titolo a ricorrere e condannandoli a rifondere le spese di giudizio al consorzio proprietario Citylife (Intesa, Generali, Ligresti e compagnia). Il risultato fa parte di quel bel panorama di cui Archiwatch ha recentemente mostrato lo skyline: l’assessore De Cesaris della Giunta Pisapia dice di avere le mani legate dagli impegni assunti dai predecessori e invita a inghiottire l’amaro boccone. A Roma potrà andare diversamente ? De Lise è andato in pensione e forse i ricorsi amministrativi hanno qualche chance in più, e poi…le forze politiche che si candidano a sostituire Alemanno nelle prossime elezioni comunali hanno qualcosa di nuovo da dire rispetto al suo operato, che per altro segue fedelmente l’eredità lasciatagli dalla Giunta Veltroni?”

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VIA COL VENTO …

Giancarlo Galassi commented on Ruderi di critica …

“E difatti la casa di mattoni vola via come fosse di legno

New York, la furia di Sandy “sbriciola” facciata palazzo  …

ci sarebbe da riscrivere la favola dei tre porcellini”

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CONCILIA? …

Ettore Maria Mazzola commented on E’ sempre l’industria automobilistica che decide dell’arch. moderna! (Salingaros docet) …

“peccato che l’abbiate parcheggiata su una piazza pedonale …

a chi la mando la multa? a Giancarlo o al professore?”

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Frattale Mascioli: Prof. Ass. di Teoria dei Circuiti, La Sapienza Roma …

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“SERPENTONE” … UN PAR DI PALLE …

Stefano Nicita commented on PER ROBIN HOOD GARDENS UN PO’ MI DISPIACE … AVEVA ANCHE UN COSI’ BEL NOME …

“Ringrazio Pietro Pagliardini per avermi chiamato in causa, è un onore che devo però all’articolo di Conti. La fase della demolizione del Corviale è ormai superata e lo dice il protocollo d’intesa e il progetto che oggi hanno raccontato in qualche modo al San Michele. Mi permetta però Pietro una considerazione; mettere sullo stesso piano un quartiere di Londra che nello specifico non conosco (il quartiere intendo) con uno di Roma mi sembra di per se una mossa piuttosto azzardata. I contesti sociali sono molto diversi e Londra è una città, diciamo così, decisamente più difficile. So bene che in Francia hanno usato molto le demolizioni perchè ho studiato la banlieu parigina, ma lì c’erano e ci sono ben altri problemi sociali e non solo, tuttora irrisolti nonostante l’efficienza ben diversa dello Stato francese. Non esistono certezze. La demolizione totale dell’edificio o di tutto il quartiere è a mio avviso oltre che ingiusta storicamente, anche difficilissima da realizzare. Dove le mettiamo queste ottomila persone nel frattempo? Lo sa che in Francia per poter demolire un edificio di proprietà del loro Ater, tutti gli inquilini devono essere d’accordo, non solo sulla demolizione in sè, ma anche sulla destinazione alternativa, con tanto di arredo della cucina? Ecco, proprio per questo dire demoliamo il Corviale è uno slogan, anche piuttosto sbagliato direi. Soprattutto perchè Corviale è molto meglio di quella roba là (sembra un serpentone più del Corviale in effetti), perchè i nostri architetti erano (sono?) molto più bravi!! Scusate la lunghezza, ma ho scritto di getto. Saluti.”

…………….

carissimo Stefano Nicita: ….

“quella roba la’” …

i Robin Hood Gardens Apartments

sono il parto di uno degli studi più colti e titolati della londra anni cinquanta-sessanta …

sono firmati cioè da quella straordinaria coppia di architetti inglesi …

che più inglesi non  si può …

Alison e Peter Smithson …

nient’altro che gli eredi degli storici CIAM per via TEAM X, …

grandi animatori del dibattito post-bellico in fatto di ricostruzione e di espansione …

della città contemporanea …

e, non a caso, grandi amici di quel Giancarlo De Carlo …

di cui hanno animato le summer session e i relativi dibattiti fino a pochissimi anni fa …

quindi il loro “serpentone” …

uno dei caposaldi del “brutalismo” internazionale, …

peraltro infinitamente più sofisticato e attento all’ambiente …

e assai più curato, del ben altrimenti arrogante e discutibile Corviale, …

anche sul piano tipologico e su quello linguistico, …

era a tutti gli effetti un autentico “capolavoro” dell’architettura contemporanea …

né più, né meno dell’altrettanto compianto …

e da taluni vituperato padiglione di Barcellona …

Team 10 

TEAM 10 ONLINE

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E’ sempre l’industria automobilistica che decide dell’arch. moderna! (Salingaros docet) …

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SULLA CARROZZELLA …

 Sulla Carrozzella

Michele Granata commented on DESIGN ALL’AMATRICIANA …

 

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