de architectura: “liberi di costruire”
“La città è stata fin dal Medioevo il luogo della socialità per eccellenza, il contesto nel quale si sviluppano le dinamiche che determinano l’identità individuale, la dignità e i sentimenti dei “cittadini”. La civitas europea ha trovato storicamente la sua manifestazione esteriore nell’urbs, la cornice quotidiana fatta di strade e case in cui le persone ambientano le proprie vite, in un confronto interpersonale che è la base stessa della libertà. Per secoli le città hanno visivamente “mostrato” le tensioni, i conflitti e le diverse istanze di chi le aveva abitate, lasciandole scolpite nella tessitura delle strade e nell’architettura delle abitazioni. Nell’ultimo secolo ha invece preso il sopravvento il concetto di pianificazione, l’idea che fosse vantaggioso stabilire a priori in quali direzioni e con quali modalità una città dovesse svilupparsi, in vista di un fine considerato – dall’autorità necessario al benessere della cittadinanza. Ma così facendo si è inevitabilmente sottratto al cittadino il diritto di esprimere la propria visione e di far parte a tutti gli effetti della società in cui vive. “Liberi di costruire” è un libro “impegnato”, denso di denuncia e di consapevolezza politica, nel quale l’autore reclama il diritto alla libertà.”
“Ridurre i desideri degli uomini a diritti codificati nella dottrina della pianificazione, imposti da governi illuminati e pedagoguci a cittadini riottosi e ignari del loro stesso bene, significa cancellare quello che li rende uomini: la diversità dei loro individuali progetti di vita”
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un crinale difficile e scivoloso …
eppur affascinante …
quello scelto da Romano …
titoli come: …
“Liberarsi dalle commissioni edilizie”
“Liberarsi dalle norme edilizie”
“Liberiamoci dallo Stato”
non possono lasciarci indifferenti …
e di questi tempi …
paiono particolarmente suggestivi …
un libretto comunque intrigante …
sicuramente arguto, informato, à la page …
talvolta, un po’ dandy …















