VINCENZO FASOLO … “un materiale impressionante” …

“Il materiale esposto è impressionante! Davanti a certi disegni si rimane senza fiato, e non solo ovviamente per l’abilità della mano. …
Per chi, come me, non conosceva tutte le opere e i progetti di Fasolo resta comunque una mostra imperdibile.”

sono assolutamente d’accordo con l’anonimo Massimo …

e gli voglio solo ricordare che quanto attualmente in mostra presso il casino delle civette di Villa Torlonia è soltanto una minima parte di uno dei più affascinanti archivi che io abbia mai avuto la fortuna di consultare e che fino a pochi anni fa ancora si conservava in tutta la sua ininterrotta integrità presso lo studio di via Margutta …

visitare quello spazio meraviglioso e rimasto praticamente intatto per tutto il secolo passato fu per me un’esperienza semplicemente indimenticabile …

e sarebbe stato bello se qualche autorità fosse intervenuta per preservarne la continuità e la memoria insieme …

all’epoca ogni appello cadde nel vuoto …

questa lodevolissima esposizione funge quindi anche da tardivo e parziale risarcimeto di quell’imperdonabile delitto …

viene comunque spontanea l’osservazione che con tutti i soldi che si sono buttati tra MAXXI e MACRO si sarebbero pure potuti raggranellare quattro spiccioli per salvare uno dei luoghi sacri della cultura romana del secolo scorso …

certo resta il fatto che le cosiddette “autorità competenti”, anche in questo caso, hanno fatto un figura semplicemente imbarazzante …

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2 risposte a VINCENZO FASOLO … “un materiale impressionante” …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    parole sante!!!
    Ma la cultura e la qualità fanno paura ai personaggi che promuovono e sostengono operazioni come il MAXXI e il MACRO.
    Speriamo che questa mostra serva a far riflettere sulla necessità di creare un museo dedicato a Fasolo e, perché no, a tutti quei rappresentanti della Roma Moderna ma non Modernista.

  2. massimo ha detto:

    Non si può non convenire su quel che scrive, professore (sono Massimo Dicecca, suo ex alunno).
    Non si può negare l’importanza di due istituzioni neonate (che hanno storia breve, se si pensa a via Margutta) come il MACRO e il MAXXI, ma d’altra parte ci si aspetta da loro uno sguardo sul contemporaneo e sul passato molto più approfondito, considerati i mezzi di cui dispongono.
    Eventi che hanno una cassa di risonanza infinitamente più piccola, come questo a Villa Torlonia, finiscono col vedere i loro contenuti ingiustamente moritficati.
    Realizzare la crescita di un grande architetto come Fasolo, dalla tavola della sua tesi fino al progetto per il ponte Duca d’Aosta mi sembra meriti lo stesso spazio(o forse di più?), nei musei come nel baglio personale di ciascuno, di una mostra sul riciclo nell’architettura.

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