Modelli culturali …

+20%

è nato prima … lo Spot … o il Cavaliere? …

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9 risposte a Modelli culturali …

  1. sergio 43 ha detto:

    “Professoressa … ! Mi scusi!….Posso?”
    “Dica!…Dica pure! Su, ragazzi!…. Silenzio, per favore! E lei! Che cosa voleva dire?”
    “Scusi professoressa! Ma questo,….. é un MORFEMA?”

  2. Biz ha detto:

    Rischi, si.

    Però: a Torino, per il prg anni ’50, si fecero un mucchio di sopraelevazioni di edifici, in genere nati a cavallo fra ‘800 e ‘900.
    E vi posso assicurare che la prevalenza di tali sopraelevazioni sono cose ordinate e dignitose, ed alcune sono cose anche belle. Penso ai due “classici” dell’intervento di Gino Becker su corso M. D’Azeglio, e quello di Passanti fra corso Matteotti e corso Re Umberto.

    Il punto, è un altro: a voler usare intelligentemente il 20%, entrano in gioco i prg, e le strategie urbanistiche.
    E’ una occasione che può essere usata male o bene.
    Faccio esempio:
    un prg dovrebbe dire: in questo perimetro, siamo già troppo densi, e non diamo questa facoltà. (quindi, escludi già di base i centri storici)
    Poi: in quest’altro perimetro, posso farlo;
    ancora: in questa zona, benchè poco densa, non lo consento a livello residenziale … perchè voglio compattare, non disperdere.
    Quindi, comunque, non DIA.

    Ecco, questo ci vuole: una visione urbanistica strategica. E purtroppo, non manca solo a Mr. 20%, ma un po’ a tutti.
    Mi chiedo quali consulenti in materia abbia Franceschini: che apre assurdamente alla ipotesi della “perizia giurata” (come se fosse passata la guerra, e il parco abitazioni italiano fosse gravemente insufficiente per cui la priorità è “fare in fretta”), laddove non capisce alcune possibiltà potenzialmente interessanti delle “una tantum” del 20 e del 30-35%, se usate in modo intelligente dagli enti locali.
    Quindi, spingendo affinchè questi bonus siano subordinati ad un “piano strategico” dei comuni, da realizzare in tempi non da ente pubblico: diciamo, massimo 6 mesi … e non è impossibile, i dati sono tutti lì, basta usare il cervello.
    Ci sono le Regioni di mezzo, è vero … A me pare che in questo caso sarebbe meglio “bypassarle”, ad eccezione di un eventuale documento “linee guida” per i piano strategici dei comuni: diciamo, in tempi 3 mesi, dopodichè i comuni sono autorizzati a fare di testa loro … e i piani strategici di applicazione non dovrebbero essere prima approvati dalla regione, ma solo sottoposti a controllo … quindi le Regioni possono eventualmente stoppare o richiedere modifiche ai comuni per i loro piani strategici, laddove essi contrastino con le linee guida.

    Invece di fare RIDICOLE petizioni contro la “cementificazione”, i nostri cadaveri eccellenti della architettura e dell’urbanistica dovrebbero finalmente muovere il cervello. Altrimenti, CHE VADANO FINALMENTE IN PENSIONE!

  3. Cristiano Cossu ha detto:

    Fantastica in effetti la consonanza estetico-figurativa fra la campagna pubblicitaria della compagnia telefonica e l’idea berlusconiana… Ovviamente sappiamo che nessuno al governo ha in mente la scena delle stanze che “sbuzzano” dal palazzo, ma al contempo la trovata pubblicitaria sarebbe stata una perfetta satira visuale che i nostri comici ormai sterilizzati avrebbero potuto escogitare per ironizzare intelligentemente sul governo…
    saluti
    cristiano

  4. Pilia Emmanuele ha detto:

    Sulla campagna pubblicitaria non avevo ancora fatto caso, e direi che la correlazione è più che geniale!
    Approvo l’interessante commento di Biz, anche se sono scettico che ciò accada: i direttori degli uffici urbanistici delle miriadi di circoscrizioni, paesi, paeselli, comuni, città, borghi, eccettera, in Italia non credo abbiano la coscienza di fare bene ciò che giustamente offri. Purtroppo questo è il vero problema.

  5. manuela marchesi ha detto:

    A proposito di Torino, Fruttero e Lucentini più di 30 anni fa hanno fatto della speculazione edilizia il movente di efferati delitti… (La donna della domenica)

  6. Biz ha detto:

    Certo. Però ci sono modi e modi di intervenire.
    Chi non si scandalizzerebbe, qui, se definissi Mario Ridolfi un architetto palazzinaro?
    Eppure, il tipo della palazzina romana è stato, innegabilmente, uno dei suoi cavalli di battaglia.
    Sulla “speculazione edilizia” sono d’accordo (una volta tanto) con Carlo Olmo: è un termine opaco, che nasconde molte e diverse pratiche, senza ben definirle. Non dovrebbe essere usato in ambito “scientifico”.
    Quanto alla donna della domenica, mi ha fatto poi venire in mente quella barzelletta in ambito invece hinterland milanese (i paesi con desinenza in “ate”) : Titolo su giornale: “Uomo ucciso a Cazzate. La polizia ha in mano l’arma del delitto”.
    :-)

  7. brunop ha detto:

    Il photoshop ironico di Muratore si è gia trasformato in qualcosa di concreto. Seguite questo link:
    carabanchel_dosmasuno1

    Carabanchel, Madrid —-> architetti dos+uno (che siano i replicanti degli ex 5+1 genovesi?!?!)

    A Muratò, fatte pagà er copirai!

  8. PBrusasco ha detto:

    A me, sinceramente, sembra mostruoso che si decida di non controllare più le quantità di costruzione (e di popolazione insediata) per decreto. Purtroppo c’è già la prassi delle infinite varianti ai PRG e dell’urbanistica “contrattata” ma questo è rinunciare apertamente all’interesse pubblico per ragioni congiunturali.
    Tra l’altro, come diceva l’economista Tito Boeri, questo svaluterà il patrimonio edilizio rinnovato, e quello non rinnovato.
    L’idea, abilissima dal punto di vista del consenso, sfrutta gli aspetti peggiori della mentalità italiana: individualista, scarsa di senso civico, furbastra.
    Il fatto poi di affidare i controlli alla serietà dei progettisti mi pare pazzesco. Avete presente certi geometri, per non parlare di ingegneri ed architetti?
    E’ vero che i Comuni hanno una burocrazia farraginosa, dei piani inutilmente complicati, ecc. ma a questo si potrebbe rimediare, se si facessero le cose sul serio.
    Ci stiamo riducendo tutti ad immagine del Capo.

  9. keku ha detto:

    Architetti!!! “Svegliamoci” e cominciamo a pensare, tutti insieme, al valore “sociale” dell’architettura….cosa vuol dire? Mah!!!! ;-) Ma credo che spesso la nostra “matita”, oramai digitale, si sia dimenticata dell’origine di questa arte (c’è stata mai una origine?)…ora va di moda il “sostenibile”, perchè? Probabilmente si è costruito per molto tempo in modo “insostenibile”…ma dopo il “sostenibile”, cosa ci sarà?….l’antica sapienza dei nostri primi uomini era una “felice immagine di sostenibilità”, e non era così solo nella strutture ma in tutto l’insieme. Riprendiamoci il diritto della felicità e la sostenibilità verrà da se, senza incentivi e con gli “interessi”. Serve un piano Casa all’Italia? E’ un 20% in più di “felicità?”…oppure chi ha dieci case ne dia una a chi non ce l’ha, e lentamente la “sostenibilità”, che passa solo attraverso la rivalutazione dei rapporti tra le persone, ci verrà incontro, anche con la tecnologia, che a quel punto farà la sua giusta funzione.

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