Un Caltagirone … comico …

SPQR 1

Un Caltagirone …
sotto choc …
bancario …

da La Repubblica di oggi, leggiamo: …

Caltagirone: “Con Veltroni Roma a picco” …

Il costruttore ha sferrato l’attacco all’ex sindaco ad un convegno organizzato dal Monte dei Paschi di Siena …

«L’economia romana negli ultimi cinque anni si è sfaldata. Paga una carenza significativa in termini di infrastrutture, a causa dell’assoluta priorità che si è data a qualsiasi altra cosa che non fosse la modernizzazione della città. Ci vuole un’inversione di tendenza, anche attraverso una amministrazione amica, che non consideri un’azienda sana, che vuole fare profitto, come un soggetto da punire».

Completo grigio, cravatta regimental, Francesco Gaetano Caltagirone, costruttore, finanziere, editore del “Messaggero”, prende la parola allo spazio Etoile di piazza San Lorenzo in Lucina, al convegno sulla presentazione del rapporto sulle politiche pubbliche e i bisogni delle imprese nel Lazio, organizzato da Monte Paschi di Siena, di cui è azionista e vicepresidente. E sferra un attacco durissimo, senza mai nominarlo, all’ex sindaco di Roma ed ora leader del Pd Walter Veltroni.

Arriva, nervoso e con il viso tirato, alle 9 in punto, mezz’ora prima dell’inizio. Poi, seduto tra Andrea Mondello, presidente della Camera di Commercio, e Giuseppe Mussari, presidente del Monte Paschi, aspetta il suo momento. Quindi l’attacco ad alzo zero. «La capitale» afferma «vive una crisi allarmante di sicurezza, perché la troppa tolleranza genera intolleranza. La mancanza di guida che ha avuto Roma negli ultimi anni l’ha fatta scivolare là dove voleva andare da sola.
Ma ora Roma chiede di essere guidata, con il consenso democratico, ma guidata».

«Nella città» aggiunge «c’è il forte rischio che nascano favelas come nelle capitali del Sud America. Roma non può essere la città delle favelas come Rio. Pensate se ci fosse stata questa situazione ai tempi delle Brigate Rosse, con posti dove nascondere armi e persone.
Pensate anche a possibili focolai di epidemie se non ci decidiamo a offrire loro case».

Assolutamente … comico …
un vero filantropo …
quasi … quasi …
che ce torna simpatico …
er pòro Warter …

KALTAGALLO

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Per un semplice … mattone … “storto” …

Oddio … il dibattito … nel nome del mattone …

Memmo 54 … aveva scritto, tra l’altro, … a proposito del King-Roselli lateranense: …

“Un bell’artificio grafico non può sostituire un’idea profondamente radicata di solidità e di gravità che da sempre si accompagna a qualsiasi tipo di edificio …
Questi bei biscottoni di mattoncini , magicamente e sorprendentemente vaganti nell’aere …
Sono troppo caratteristici, troppo ricercati e complicati; troppo legati all’autore: in una parola troppo” individualisti”
Ovvero l’esatto contrario dell’architettura che è cosa pubblica, sociale, di tutti …” …

Sergio 1943 … gli risponde: …

“Come sono “individualisti” questi architetti! Figuratevi che uno é basso, uno é alto, uno é biondo, uno é moro, uno disegna con la sinistra, uno disegna con la destra, uno sogna edifici alti, un altro progetta solo la “casa del pescatore”. Accidenti a Brunelleschi e a tutti quelli che lo hanno seguito, ognuno con la sua propria linea di ricerca e ,orribile dictu, di gusto!
“L’architettura é cosa pubblica, sociale, di tutti”! Splendido! Che cosa dobbiamo fare? Buttare a mare tutto ciò che un miserabile mammifero ha costruito dilapidando risorse e espropriando i suoi simili solo per dare sfogo alle sue indegne volontà (velleità?) Al diavolo l’Egitto e le sue piramidali tombe costruite per esseri mummificati che ci appaiono in tutta la loro inconsistenza? Al diavolo la Grecia con i suoi templi dedicati a dei osceni? Addio a Roma e alla sua “Domus Aurea” costruita bruciando mezza Urbe? Altro che architettura pubblica, sociale, per tutti! Addio alle cattedrali, rutilanti di vetrate, costruite per un Dio morto appeso a un patibolo? Addio a palazzi rinascimentali per dinastie che si reggevano sugli assassinii? Rovinino le bianche case di un Palladio costruite per esangui famiglie dogali e trasmigrate altrove a nobilitare rozze e razziste famiglie di coltivatori di cotone! Crollino palazzi vaticani, sede di papi incestuosi! Si riempiano di ragnatele e di erbacce le regge di imparruccati monarchi! Si ripieghino su se stesse le moderne Torri di Babele, chiamate con disprezzo grattacieli, dedicate a organizzazioni di banditi e tagliagole! E’ giusto che da quegli orgogliosi edifici se ne esca o ridotti a brandelli da un atto vindice dentro una scatola di zinco o con tutti gli averi dentro una scatola di cartone. La “Casa sulla cascata” non sarà mai adatta a “un’edilizia minuta, per esempio quella agevolata”, quindi crolli pure rovinosamente nel Bear Run! Il giusto vacheggiamento ha la struttura di un’arnia o di un termitaio, di un falansterio o di un condominio sovietico. Quanto più esatto e corretto l’igloo di un Inuit, il tucul di un bantù, l’isba di un mongolo, la “casa grande” dei popoli della foresta, lì dove il costruttore “lavora dentro e per la società e non contro e a dispetto di essa”. Avete mai visto un igloo quadrato?
Quando la festa sarà finita, torneremo all’archetipo e quindi alla razionalità della casa quadrata con il tetto a falde nelle zone piovose e con il tetto piano nelle zone aride. Aldo Rossi aveva già previsto nei suoi eleganti taccuini questo ritorno ad un’era pre-festiva.
Ma, memmo54, quando i biechi individualisti e gli ignobili e in confusione sacerdoti che hanno tenuto loro bordone avranno ricevuto la giusta lettera di benservito, in questa società perfetta alla Pol Pot gli incorregibili architetti potranno continuare a costruire almeno dei castelli di sabbia. Verranno chiusi nei manicomi e nei gulag affinchè non facciano più danno? Verranno sterminati a colpi di zappa per non sprecare neanche il costo d un proiettile?” …

Giancarlo Galassi … d’altro canto … incalza: …

“54 ha ragione? Dopo il crollo delle ideologie e il definitivo naufragio nel privato, nel soggettivo, nell’individuale, nelle responsabilità liberisticamente a carico della buona volontà del singolo (ben inteso! ohè! sempre nei limiti morali ed etici che comprendono i profitti per acquistare ville sul lago di Garda), dopo tutto questo, ha senso usare le sue espressioni come ‘confronto’ oppure ‘aggiungere al patrimonio di tutti’? cioè sottintendere ancora una politica comune a un intorno civile, un’area culturale di cui gli architetti dovrebbero candidarsi quali mosche cocchiere con il loro mestiere? Un’avanguardia antiborghese 100 anni dopo. 54 ha ragione?
Ha ragione Muratore? con tutti quei suoi puntini di sospensione del giudizio (e non della credulità) così letterari, alla Rilke … … ‘piste cifrate’ da unire che toccano i lavori di Monaco e Luccichenti e Grassi e Piacentini e Lafuente e Linazasoro e Nicolosi e adesso King e Roselli in una disperata ricerca di controllata modernità, auspicata e ahinoi! il più delle volte pateticamente mancata e gli errori campeggiano in primo piano e più raramente si scorgono in tralice sullo sfondo.
A nessuno dei citati, in fondo … … possiamo riconoscere di aver fatto un progetto veramente appropriato … … nessuno può più essere proposto a maestro. Chi è troppo ottusamente monumentale, chi superficialmente lecorbusierano o chi, proprio alla fine, perde le brache nel compiacersi del ‘gesto originale’ da creativo che i suoi committenti ignoranti pretendono, che la classe politica stracafona, di destra-centro-sinistra, gli richiede.
Stavolta magari do ragione Muratore se, come invero mi sembra … ma probabilmente … in ‘vero’ … non si può più dire … e perdonerete anche lo sbrigativo schematismo da chiacchera da blog … gli do ragione perché il suo tentativo mi appare … mi sembra … forse è … quello di cambiare nome all’arteriosclerotico ‘progetto di crisi’ tafuriano in ‘progetto di ricerca’, una ricerca di cui conosciamo due cose 1) lo strumento – l’architettura – e 2) gli obiettivi che non-si-possono-più-perseguire se non vogliamo vergognarci di noi stessi, se non vogliamo prendere in giro noi e per i fondelli gli altri, cioè – la modernità tout cour dell’artistoide fracassone, l’ambientamento tout cour dell’accademico Dovera Comera e infine il professionismo tout cour della speculazione edilizia -.
E in quello che di buono che possiamo ancora fare, fatto di ‘orgoglio della modestia’ di Venturiana memoria, e che in questo blog ogni tanto fa capolino, può accadere che, da 100 anni fa, qualcosa risulta ancor valido, grazie a dio, per fortuna, uff tiro il fiato appoggiando lo schienale della sedia alla parete … … cioè il senso che Persico dava all’architettura: «da un secolo la storia dell’arte in Europa non è soltanto una serie di azioni e di reazioni particolari ma un movimento di coscienza collettiva. Riconoscere questo significa trovare l’apporto dell’architettura attuale. E non conta che questa pregiudiziale sia rinnegata da coloro che più dovrebbero difenderla, o tradita da chi più vanamente la tema: essa desta lo stesso la fede segreta dell’epoca. ‘Sostanza di cose sperate»
.” …
Che, dopo il diluvio, si stia tornando a parlare di Architettura? …

speriamo bene …

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Incontri nel cortile … di sotto …

nelcortiledisotto

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Dalla rampa allo scivolo … un anticipo di pena …

gradiniguarini

Riceviamo da Isabella Guarini … a proposito … di gradini, scale, rampe e … scivoli: …
“Caro prof. Muratore, a proposito di gradini, scale  e rampe,  invio alcuni miei  punti di vista del Palazzo di Giustizia di Napoli, dove c’è tutto il lessico  dell’architettura moderna in quanto a gradini, scale e passerelle. Come si può vedere dalle foto, la passerella a salire è piacevole, per la giusta pendenza e anche per quel sapore di stradina antica che tutti  conosciamo. Ma  in discesa la rampa si trasforma in un improvviso scivolo a causa  della gomma bullonata sdrucciolevole, nonostante sia ancora  maleodorante come nuova. La deformazione della mia foto è dovuta  alla perdita di equilibrio nell’atto di aggrapparmi  alla balaustra.  Perciò,  il manufatto simbolo della modernità è percorso solo in caso di guasto degli ascensori. Dio ce ne liberi, visto che sono  sempre affollatissimi a causa dello sviluppo in altezza dell’intero complesso.Ma la disputa sulla tipologia che hanno intrapreso  gli avvocati è un’altra storia. L’osservazione che mi viene spontanea è l’effetto carcere prodotto dagli armamentari strutturali per le vetrate e la copertura della piazza interna sopraelevata. Qui l’ordine matematico, la trasparenza e la leggerezza, metafore della giustizia, scompaiono di fronte  alle inaccessibili vetrate  incrostate di polvere  che rendono cupo l’ambiente anche quando fuori c’è lo splendido sole che fa apparire Vesevus in tutta la sua imponenza.”
I.G.

Che dire?
grazie per le foto e … attenti al gradino …

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Nel cortile …

smnicolo

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Architettura e Design …

archdesign

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Classico razionalista romano …

classraz

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A secco …

asecco

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Tra i frattali … è scoppiato un amore …

Nikos Salìngaros, toccato dalle parole di Franco Purini …
così le commenta: …

“Il prof. Franco Purini interviene per dichiarare che invita la critica da fuori i canali usuali. Sono onorato di essere incluso fra i pensatori nominati. Ora vorrei difendere Purini a sua volta.

Senza avere discusso niente di questo con lui, vedo la sua ricerca focalizzata sulla forma geometrica nell’architettura. Esaminando due progetti di Purini, VEMA ed i 32 TAVOLE, rivela una ricerca onesta verso la geometria, lontano d’essere auto-referenziale.

Personalmente, io farei dei cambiamenti a VEMA per renderla più adattabile alla scala umana e alla rete di connessioni. Ma indovino che questo è esattamente che cosa Purini vorrebbe. Per quanto riguarda i suoi 32 tavole, possono essere rimaneggiati ed interpretate come trasformazioni geometriche, poi applicate alla progettazione, che è esattamente la cosa che i miei amici ed io siamo esperti a fare.

Insomma, il prof. Purini ha visto giusto che le nostre nuove tecniche possono essere utili a molti altri architetti. Chi desidera profittare da questo è benvenuto. Al contrario, vedo alcuni che cercano nei miei scritti una confermazione per loro modo attuale di pensare. Non la trovano e poi sono delusi. Mi dispiace.

Cordiali saluti”
N.S.

Grazie …
non vorremmo approfittare, …
come se avessimo accettato, …
siamo soddisfatti così …
non siamo affatto delusi, …
e continueremo a coltivare i nostri personali pregiudizi …

per ora, …
ci basta, da solo, lo spettacolo straordinario di un inopinabile colpo di fulmine …
la splendida, un po’ stagionata, coppia che corre felice tenendosi per mano nel vasto prato verde della nuova utopia a cogliere frattali e morfemi …
e farne un bel mazzo …

chi l’avrebbe mai detto? …

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Mattoni … romani …

KINGROS

Riceviamo da Filippo De Dominicis e volentieri pubblichiamo: …

“un pò scioccato dalle certezze manifestate dagli ormai abituali
avventori del nostro blog, giusto per ricordare che anche sulle riviste
patinate e di tendenza qualche buona architettura si pubblica ancora, e
che anche nelle vecchie e nuove paludi romane esempi di costruzioni
interessanti ce ne sono, la nuova biblioteca della lateranense di king
e roselli, dopo moretti, i passarelli, e lafuente, ci testimonia una
scuola romana che, sotto sotto, qualche punto di riferimento ancora ce
l’ha, forse…
a presto,”

F.D.D.

Grazie Filippo …

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