Per un semplice … mattone … “storto” …

Oddio … il dibattito … nel nome del mattone …

Memmo 54 … aveva scritto, tra l’altro, … a proposito del King-Roselli lateranense: …

“Un bell’artificio grafico non può sostituire un’idea profondamente radicata di solidità e di gravità che da sempre si accompagna a qualsiasi tipo di edificio …
Questi bei biscottoni di mattoncini , magicamente e sorprendentemente vaganti nell’aere …
Sono troppo caratteristici, troppo ricercati e complicati; troppo legati all’autore: in una parola troppo” individualisti”
Ovvero l’esatto contrario dell’architettura che è cosa pubblica, sociale, di tutti …” …

Sergio 1943 … gli risponde: …

“Come sono “individualisti” questi architetti! Figuratevi che uno é basso, uno é alto, uno é biondo, uno é moro, uno disegna con la sinistra, uno disegna con la destra, uno sogna edifici alti, un altro progetta solo la “casa del pescatore”. Accidenti a Brunelleschi e a tutti quelli che lo hanno seguito, ognuno con la sua propria linea di ricerca e ,orribile dictu, di gusto!
“L’architettura é cosa pubblica, sociale, di tutti”! Splendido! Che cosa dobbiamo fare? Buttare a mare tutto ciò che un miserabile mammifero ha costruito dilapidando risorse e espropriando i suoi simili solo per dare sfogo alle sue indegne volontà (velleità?) Al diavolo l’Egitto e le sue piramidali tombe costruite per esseri mummificati che ci appaiono in tutta la loro inconsistenza? Al diavolo la Grecia con i suoi templi dedicati a dei osceni? Addio a Roma e alla sua “Domus Aurea” costruita bruciando mezza Urbe? Altro che architettura pubblica, sociale, per tutti! Addio alle cattedrali, rutilanti di vetrate, costruite per un Dio morto appeso a un patibolo? Addio a palazzi rinascimentali per dinastie che si reggevano sugli assassinii? Rovinino le bianche case di un Palladio costruite per esangui famiglie dogali e trasmigrate altrove a nobilitare rozze e razziste famiglie di coltivatori di cotone! Crollino palazzi vaticani, sede di papi incestuosi! Si riempiano di ragnatele e di erbacce le regge di imparruccati monarchi! Si ripieghino su se stesse le moderne Torri di Babele, chiamate con disprezzo grattacieli, dedicate a organizzazioni di banditi e tagliagole! E’ giusto che da quegli orgogliosi edifici se ne esca o ridotti a brandelli da un atto vindice dentro una scatola di zinco o con tutti gli averi dentro una scatola di cartone. La “Casa sulla cascata” non sarà mai adatta a “un’edilizia minuta, per esempio quella agevolata”, quindi crolli pure rovinosamente nel Bear Run! Il giusto vacheggiamento ha la struttura di un’arnia o di un termitaio, di un falansterio o di un condominio sovietico. Quanto più esatto e corretto l’igloo di un Inuit, il tucul di un bantù, l’isba di un mongolo, la “casa grande” dei popoli della foresta, lì dove il costruttore “lavora dentro e per la società e non contro e a dispetto di essa”. Avete mai visto un igloo quadrato?
Quando la festa sarà finita, torneremo all’archetipo e quindi alla razionalità della casa quadrata con il tetto a falde nelle zone piovose e con il tetto piano nelle zone aride. Aldo Rossi aveva già previsto nei suoi eleganti taccuini questo ritorno ad un’era pre-festiva.
Ma, memmo54, quando i biechi individualisti e gli ignobili e in confusione sacerdoti che hanno tenuto loro bordone avranno ricevuto la giusta lettera di benservito, in questa società perfetta alla Pol Pot gli incorregibili architetti potranno continuare a costruire almeno dei castelli di sabbia. Verranno chiusi nei manicomi e nei gulag affinchè non facciano più danno? Verranno sterminati a colpi di zappa per non sprecare neanche il costo d un proiettile?” …

Giancarlo Galassi … d’altro canto … incalza: …

“54 ha ragione? Dopo il crollo delle ideologie e il definitivo naufragio nel privato, nel soggettivo, nell’individuale, nelle responsabilità liberisticamente a carico della buona volontà del singolo (ben inteso! ohè! sempre nei limiti morali ed etici che comprendono i profitti per acquistare ville sul lago di Garda), dopo tutto questo, ha senso usare le sue espressioni come ‘confronto’ oppure ‘aggiungere al patrimonio di tutti’? cioè sottintendere ancora una politica comune a un intorno civile, un’area culturale di cui gli architetti dovrebbero candidarsi quali mosche cocchiere con il loro mestiere? Un’avanguardia antiborghese 100 anni dopo. 54 ha ragione?
Ha ragione Muratore? con tutti quei suoi puntini di sospensione del giudizio (e non della credulità) così letterari, alla Rilke … … ‘piste cifrate’ da unire che toccano i lavori di Monaco e Luccichenti e Grassi e Piacentini e Lafuente e Linazasoro e Nicolosi e adesso King e Roselli in una disperata ricerca di controllata modernità, auspicata e ahinoi! il più delle volte pateticamente mancata e gli errori campeggiano in primo piano e più raramente si scorgono in tralice sullo sfondo.
A nessuno dei citati, in fondo … … possiamo riconoscere di aver fatto un progetto veramente appropriato … … nessuno può più essere proposto a maestro. Chi è troppo ottusamente monumentale, chi superficialmente lecorbusierano o chi, proprio alla fine, perde le brache nel compiacersi del ‘gesto originale’ da creativo che i suoi committenti ignoranti pretendono, che la classe politica stracafona, di destra-centro-sinistra, gli richiede.
Stavolta magari do ragione Muratore se, come invero mi sembra … ma probabilmente … in ‘vero’ … non si può più dire … e perdonerete anche lo sbrigativo schematismo da chiacchera da blog … gli do ragione perché il suo tentativo mi appare … mi sembra … forse è … quello di cambiare nome all’arteriosclerotico ‘progetto di crisi’ tafuriano in ‘progetto di ricerca’, una ricerca di cui conosciamo due cose 1) lo strumento – l’architettura – e 2) gli obiettivi che non-si-possono-più-perseguire se non vogliamo vergognarci di noi stessi, se non vogliamo prendere in giro noi e per i fondelli gli altri, cioè – la modernità tout cour dell’artistoide fracassone, l’ambientamento tout cour dell’accademico Dovera Comera e infine il professionismo tout cour della speculazione edilizia -.
E in quello che di buono che possiamo ancora fare, fatto di ‘orgoglio della modestia’ di Venturiana memoria, e che in questo blog ogni tanto fa capolino, può accadere che, da 100 anni fa, qualcosa risulta ancor valido, grazie a dio, per fortuna, uff tiro il fiato appoggiando lo schienale della sedia alla parete … … cioè il senso che Persico dava all’architettura: «da un secolo la storia dell’arte in Europa non è soltanto una serie di azioni e di reazioni particolari ma un movimento di coscienza collettiva. Riconoscere questo significa trovare l’apporto dell’architettura attuale. E non conta che questa pregiudiziale sia rinnegata da coloro che più dovrebbero difenderla, o tradita da chi più vanamente la tema: essa desta lo stesso la fede segreta dell’epoca. ‘Sostanza di cose sperate»
.” …
Che, dopo il diluvio, si stia tornando a parlare di Architettura? …

speriamo bene …

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