“Indivia, lattuga, lattughino e rucola” …

Schermata 2014-04-04 a 16.32.02Pietro Pagliardini su: DA MILANO L’ULTIMA CAZZATA …

“L’orto volante sarebbe dunque, secondo il bellimbusto che scrive, il “Simbolo di una filosofia progettuale che promuove la contaminazione virale come metodo di progresso civile e sociale”. Complimenti vivissimi! Peggio di così solo le leggi urbanistiche della regione toscana.
Dopo una lunga lontananza da questo rispettabilissimo luogo, constato la necessità di stare vieppiù lontano dalle perniciose notizie, o presunte tali, che riguardano il nostro piccolo mondo di architetti e affini. Non che quelle che attengono al mondo reale siano meno surreali e/o grottesche di queste, ad onor del vero, talchè un qualcuno che fosse stato in isolamento forzoso o volontario per un anno a stento potrebbe credere che il mondo che ritrova abbia ancora qualcosa a che vedere con quello che aveva precedentemente lasciato. E soprattutto che abbia ancora a che vedere con quella che una volta si chiamava con un certo, normale orgoglio, “normalità” e che il sottoscritto, che è sicuramente appartenente alla categoria del reazionario, si ostina a chiamare ancora tale.
Insomma, lo spettacolo non solo non è cambiato ma è peggiorato assai. Quasi quasi torno in letargo, se prima non interverrà una legge che mi obblighi alla riabilitazione”
PP

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2 Responses to “Indivia, lattuga, lattughino e rucola” …

  1. Alzek Misheff ha detto:

    Caro Pietro, non si chiama indivia, ma invidia, tu che non sai progettare il nuovo nell’epoca della “rucola al potere”. Andiamo insieme nel letargo e non se ne parli più! Cosa vuoi ci sono cambiamenti cosmici in atto: l’epidemia della” contaminazione virale come metodo di progresso”

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