Quando si dice: … “la committenza” … Oechslin come Soane …

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“Hic tibi certa domus” è il titolo di un articolo di Werner Oechslin che fa la storia della sua, ormai “storica” biblioteca … articolo pubblicato sul numero 23/06 di quella straordinaria rivista che è, da sempre “Bauwelt” … una delle rare testate non ancora fagocitate dallo stucchevole globalismo editoriale delle consorelle …
dove viene presentato il progetto che Mario Botta ha realizzato per il suo committente bibliomane e che è stato inaugurato pochi giorni fa …
Di che si tratta? È una specie di luogo di sogno (una specie di Soane Museum contemporaneo …) dove Oechslin ha raccolto una delle più straordinarie (forse la più straordinaria …) delle biblioteche private di architettura mai realizzate …
Già il contenuto e il commitente quindi … niente male … e l’architetto? (che peraltro in più di un’occasione, dopo le sue primissime prove, è risultato, talvolta, un po’ zuccheroso … tipo, pasticceria svizzera …) forse intimorito o forse ispirato dall’argomento, dalla scala, dal luogo (a due passi dallo straorinario monastero di Einsiedlen) e dallo speciale committente: … perfetto … senza tempo … fin quasi a scomparire … (fin quasi a domandarsi, se fosse proprio Lui …) e, di questi tempi … non è poco … bravo Mario …
A fronte di tante rutilanti cafonate, di tante monumentali corbellerie, viva la faccia … delle persone “educate” …

P.S. dimenticavo … lo stesso numero di “Bauwelt” nelle pagine successive … magari l’anno fatto apposta … ospita un ampio articolo, non proprio encomiastico, (ma era prevedibile … l’ho scritto io …) sul “Museo dell’Ara Pacis” …

Quando si parla di Architettura … e, soprattutto, di committenza …

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3 risposte a Quando si dice: … “la committenza” … Oechslin come Soane …

  1. Vittorio Corvi ha detto:

    Il gometra brianzolo è diventato un architetto! Felicitazioni :-)

    p.s.
    A propostito dell’Ara Pacis, sul newsgroup it.arti.architettura è spontaneamente nata una petizione per la demolizione. Se vuol partecipare…
    Però, mi assale il dubbio, se fra qualche decennio, semmai,… qualcuno vorrà veramente demolirla, la troveremo in prima linea a combattere per la sua salvezza? Come per Corviale, per i padiglioni militari del Maxxi, etc etc… ?
    Scherzavo…
    Saluti, Vittorio

  2. Cristiano Cossu ha detto:

    Oechslin come Aby Warburg: la committenza non è acqua… Però se non ricordo male Warburg si fece fare la sua sala ellittica da un progettista per nulla noto, e lo martellò incessantemente per ottenere quello che voleva.
    Forse Botta non è il massimo della raffinatezza intellettuale per un lavoro come quello chiesto da Oechslin: infatti da una intervista del ticinese al Giornale dell’Architettura risulterebbe che egli non riusciva a capire come mai lo storico volesse nella sua biblioteca elementi, scritte e oggetti della classicità! Essendo Botta rimasto a Le Corbusier, Oechslin risulta per lui quasi avanguardista…
    Comunque caro Prof. Muratore le invidio il possesso delle copie originali di SPAZIO di Moretti: se dovesse per caso disfarsene in un momento di profonda stanchezza… :-)
    saluti
    cristiano

  3. Cesare Piva ha detto:

    Caro Muratore,
    grazie ancora per queste parole non pre-confenzionate: talvolta
    alcuni architetti riescono ancora a stupirci positivamente, malgrado
    la “firma”, ma vorrei vedere più immagini, se possibile.

    Sul rapporto con la committenza, è noto, ci sono stati studi interessanti di Tafuri,
    di Olmo, di Gabetti, e così via, ricordo anche la frase di Scarpa (leggero come una farfalla, il peso del committente), mah??!!

    Su Soane. Era un gran furbacchione e spesso ingannava
    i suoi committenti, spesso ebrei e finanzieri, vedi Bank of England. A questo proposito vi sono note e schizzi molto interessanti, proprio al Soane’s Museum, che esprimono, almeno in parte, queste corrispondenze mobili e discontinue, per nulla lineari, tra committente ed architetti. Spesso vi sono bei edifici frutto di pessimi rapporti con la committenza, ma anche viceversa.

    Sui rapporti tra Soane-W.O. sta uscendo un bel libro sulla frammentazione e il non-finito edito da Thames & Hudson, in occasione del pensionamento di un altro
    storico bravo, originale, coraggioso come Robin Middleton.
    Si attende recensione…. in archiwatch.

    Buone cose

    C.P.

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