Renzo Piano … comunque, “bellissimo” … ma, mai un’idea, parola di Rogers …

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Il “costruttore del bellissimo” oppure “il bellissimo”, anzi “the bellissimo” tout-court, come amano descriverlo i giornalisti che razzolano alla sua corte … o meglio nel suo pollaio …
Naturalmente stiamo parlando del Renzo nazionale il fortunato idraulico genovese che impazza da sempre come una star … ovunque nel mondo …
Addirittura Ciampi andò a rendergli omaggio nel suo studio … e Beppe Grillo (ma la cosa non gli fa onore, a Grillo …) … lo ospita sul suo storico Blog come “amico” … e tempo fa gli pubblicò questa amenità:

“Caro Beppe la settimana scorsa abbiamo inaugurato a Berna il Museo di Paul Klee, il grande pittore ed educatore scomparso nel 1940. Costo della costruzione 75 milioni di franchi svizzeri, pari a 50 milioni di dollari.
Un giornalista del New York Times, una volta corrispondente di guerra, mi ha fatto notare che questo costo è pari a quello di un bombardiere americano in missione di guerra in Iraq per 1 ora (carico di esplosivo e caccia di scorta compresi).
Mi ha sconvolto scoprire cosa si può fare con gli stessi soldi: distruggere tutto per un’ora o costruire qualche cosa che nutrirà pacificamente le menti per secoli.   Mondo bastardo”.

Che fosse un po’ bastardo … ci avevamo pensato anche noi …
Ma la notizia del giorno, come la riportano i giornali è che:
”Il costruttore del bellissimo, ovvero Renzo Piano, è uno dei cento uomini e donne il cui potere, talento ed esempio morale trasformano il mondo secondo l’attesissima lista dei personaggi più influenti pubblicata dal settimanale Time. I cento giganti della nostra epoca …
Per tracciare il profilo di Renzo Piano, che ha appena presentato a New York i piani della nuova Morgan Library, il prestigioso settimanale americano ha incaricato un suo collega inglese, Richard Rogers … che … oggi ne scrive con dovizia di particolari ed assoluta ammirazione:
«Piano è un maestro assoluto della luce e della leggerezza. Non credo che esista nessuno come lui. … È uno degli architetti più eleganti che io conosca. È uno dei supremi architetti moderni della sua generazione …
Non concepisce un edificio partendo da un’idea, ma lo fa crescere direttamente dal terreno. “
A parte le altre amenità … le due osservazioni finali ci hanno colpito …
quella che lo vuole, bellissimo e talentuoso … “ortolano” … che fa crescere le sue cose come le rape e le insalate …
ma soprattutto quella, che peraltro da sempre sospettavamo e che quindi più di altre condividiamo, … che … il Nostro: “non concepisce un edificio partendo da un’idea” …
Ecco il “segreto” del successo … mai, un’idea …
Ma naturalmente la nostra è solo invidia per tanta “bellezza” …
come diceva Renzo? … “mondo bastardo” …

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25 risposte a Renzo Piano … comunque, “bellissimo” … ma, mai un’idea, parola di Rogers …

  1. Dante Salmè ha detto:

    Io resto sempre stupito quando guardo da vicino un’opera di Piano.

    Lo scorso week end ero a Roma ed una mia amica mi ha portato a cena al Parco della Musica.
    Prima impressione: i tre volumi sono più piccoli (meno monumentali) di come vengono di solito fotografati.
    Seconda impressione: il coperchio di tutti e tre, nel prospetto posteriore, mostra il suo limitato spessore di lamiera, senza continuare il gioco volumetrico sugli altri tre prospetti; non solo, ma -peggio- mostra una fila di volgari mensole di ferro di sostegno. Roba che qualunque progettista, non raffinato come il nostro archi-pacifista, avrebbe potuto fare.
    Mi chiedo: RP è un padeterno, la gente e i committenti pendono dalle sue labbra come falene ipnotizzate dalla luce, può quindi disporre di budget di spesa favolosi, e fa queste cose?
    Come andare in giro con la patta dei pantaloni slacciata.

    E tralascio l’uso di questo zinco, così sciatto, così “sporco”. Cristo, con un decimo di una sua parcella chiunque farebbe di meglio.

    Saluti

  2. Luca Baroni ha detto:

    E che dire delle migliaia di architetti, delle centinaia di professori, pieni di idee … ma neanche un edificio … “mondo ortolano” …

  3. Valentino Chiapparelli ha detto:

    Renzo Piano ortolano… fa pure rima… non nascondo che mi è sfuggita una risata quando ho letto il paragone tra i suoi edifici e le rape e devo dire che calza a pennello. Probabilmente a Roma ha dimenticato di dare l’ antiparassitario visto che so’ usciti tre bacarozzi e se so’ magnati pure na’ casa … vabbè tanto era vecchia …. probabilmente a Beppe Grillo il professore potrebbe insegnare anche qualche cosa in fatto di comicità… roba che neanche a Zelig ! Complimenti per lo humor !! saluti

  4. Filippo De Dominicis ha detto:

    E che dire allora quando si legge il nostro RP rivendicare come proprio maestro nientepopodimenoche Franco Albini..

  5. Giancarlo Galassi ha detto:

    ·CAZZUOLATE SU CAZZUOLATE· Nome omen, ma che baia Muratore tutto questo cazzuolar a destra e a manca senza nemmeno provare a tirar su un muro diritto (Muratore il primo critico alla gehriana). Certo, anche la demagogia è una scelta, ma solo un cuore indurito può farci sentire ETICAMENTE a posto (parola grossa, nevvero? ed evito la parola LOGICA che sembra non appartenere al lessico degli addetti ai lavori) difendendo oggi la povertà di spirito degli scimmiottamenti barocchi alla Marconi e portando ad esempio domani i furbetti dei quartieroni alla Monaco Luccichenti La Fuente. Forse si sentirà intelligente a prenderci tutti bellamente per i fondelli, in particolare i superstupidi come me che, infantilmente, si chiederanno sempre “perchè”.

  6. Vittorio Corvi ha detto:

    Anche io sono invidioso e vorrei avere altrettanta “bellezza” nel portafoglio. In quanto alle “idee”, di crociana memoria, è forse un bene che non ce siano troppe in architettura. Altrimenti potremmo avere tante nuvole in cielo… e anche in terra, dentro trasparenti e grosse scatole di vetro. E i finestrini delle auto tutti scarabbocchiati!

    Quindi, ricapitolando: abbiamo “the bellissima”, la Bellucci, grande attrice italiana, and “the bellissimo”, grande architetto italiano. Peccato per l’economia nazionale, altrimenti non staremmo messi tanto male.

    A presto, Vitt.

  7. Cristiano Cossu ha detto:

    Dunque non solo Bellissimo ma anche “agricoltore”, oltre che idraulico!
    Bellissimo! A quando un miracolo?
    saluti
    cristiano

  8. Sergio Brenna ha detto:

    Appurato che i tre bacarozzi o scarrafoni che dir si voglia sono l’estradosso delle cavee delle tre sale da concerto e l’architettura è rimasta incompiuta (saranno finiti i soldi per la salata parcella del navigato navigatore), perchè non indire un concorso d’idee per dare all’incompiuta una forma architettonica esterna ? Lo si potrebbe fare anche per il ferro di cavallo di Botta alla Scala. Ma lasciano tutto a mezzo ‘sti grandi architetti contemporanei ?

  9. Cristiano Cossu ha detto:

    Non solo idraulico, agricoltore e of course Bellissimo. Ora anche pastore! Il miracolo si avvicina.
    http://multimedia.repubblica.it/home/293478/4?

    saluti
    cristiano

  10. Isabella Guarini ha detto:

    Ho visto sul sito indicato da Cossu il Renzone portare a spasso le pecore. A parte le mie proteste per le povere bestie che con l’asfalto non hanno niente a che spartire, per cui metto in discussione la sensibilità del personaggio circa i temi della slvaguardia ambientale, penso che si stia raggiungendo la deificazione. Propongo l’effige sugli Euro.

  11. stefano salomoni ha detto:

    Non capisco. Quel nostro nazionale “dare contro” spesso ci spinge verso risultati sterili. Credo sia più importante porre attenzione al prodotto dell’architetto. Le “sgomitate” sono altra cosa. Lungi da me difendere chicchesia.
    Poi una domanda (anche questa impropria) che devasta il sonno nella notte: “Perchè molti architetti amano così tanto l’espressione “tout-court”????”
    ….scusate….au revoir

  12. Matteo Avaltroni ha detto:

    Sul fatto che i bacarozzi romani non siano realizzati bene ve lo confermo anche io ma non so quanti di voi abbiano solo provato a realizzare un edificio “pubblico” in italia..Renzo piano è e rimane uno dei più grandi architetti del mondo anche se ha realizzato anche lui cose non riuscite e brutte, ma non dimentichiamoci di edifici riusciti come il grattacielo del New York Time, o il centro in Nuova Caledonia, due esempi di rara eleganza e bellezza. L’architettura è fatta anche e soprattutto di mestiere, non solo di idee, una bella idea realizzata male, senza le conoscenze tecnologiche e senza le capacità di chi la realizza diventa oscena poichè si perde il controllo di tutto dalle strutture alle proporzioni. Probabilmente troppi commenti piovono per Piano da parte degli accademici che di mestiere ne hanno visto ben poco impegnati a fare la gavetta da portaborse ai professori mentre Piano studiava le nuove tecnologie per realizzare i suoi primi edifici.

  13. Isabella Guarini ha detto:

    Signori, diciamolo con sincerità. Gli architetti sono invidiosi l’uno dell’altro e per questo si criticano senza riserve. Ma, nel caso delle povere pecore portate a spasso su un ponte di Londra, da un personaggio legato al mare, ai cantieri navali, alla tecnologia leggera del vetro dell’acciaio, che definirebbe noioso l’habitat naturale delle pecore fatto di pascolI estesi fino all’orizzonte, l’invidia non c’entra. Si tratta di difendersi dall’essere accumunati a un personaggio che non si condivide e che i media impongono come modello vincente del genio italiano.

  14. Cristiano Cossu ha detto:

    ” Probabilmente troppi commenti piovono per Piano da parte degli accademici che di mestiere ne hanno visto ben poco impegnati a fare la gavetta da portaborse ai professori mentre Piano studiava le nuove tecnologie per realizzare i suoi primi edifici.”

    Sono portaborse, d’accordo, e pure cultore della materia (hai visto caro Matteo quanti titoli accademici prestigiosi…) ma penso che i bacarozzi realizzati bene, in Svizzera ad esempio, resterebbero bacarozzi: non manca la tecnica, ma la composizone, la capacità di comporre, quindi lo spazio. Quisquilie? Certo, ma non è colpa mia se Piano “vuole suonare” e in diversi casi non ci riesce. Che si dedichi alla musica hip-hop, al punk o al death metal (comunque generi solo apparentemente semplici) ma non si può pretendere che voglia suonare Mozart senza saperlo fare: e noi accademici livorosi zitti. E fateci almeno parlare, se non costruire…
    Prendi la Morgan Library a NY: Piano dice, virtualmente con il proprio progetto, “facciata”, e poi costruisce il retro di una parete in cartongesso… Un piano verticale afono come pochi e inconsapevole del suo ruolo. Almeno Gehry non si impelaga in questioni che non gli interessano: pianta, proporzioni, facciata, temi tradizionali insomma.
    Concordo con te sul grattacielo: e infatti Piano ha una sua eleganza, non è certo un supereroe fumettistico alla Mecanoo o alla Renzo Kollas.
    Naturalmente poi, si, c’è il gusto da parte del poveraccio di prendere in giro il mega-architetto globale, osannato dai giornali luogocomunisti e intervistato in ginocchio da Fabio Fazio.
    Ti saluto, e torno ai miei studi, e a quella Dia da 450 euro che devo assolutamente finire. Pochi, maledetti e… differiti!
    saluti
    cristiano

  15. luca rijtano ha detto:

    zinco? ma non era il piombo del pantheon… così romano come il mattoncino e il travertino…

  16. Michele ha detto:

    Magari Renzo Piano avrà la sindrome da rockstar riscontrata in molti architetti contemporanei affascinati dalle copertine patinate, però non me la sento di essere troppo severo con lui, visto che si fa valere tanto nel mondo e comunque le sue opere non sono quasi mai noiose.

  17. Filippo De Dominicis ha detto:

    Sarei davvero contento di sapere cosa sia il “mestiere” che in queste pagine si associa spesso e volentieri alla figura di renzo piano.Io ero rimasto a ridolfi o al libera dell’unità orizzontale al tuscolano,o a muratori di qualche isolato più in là..magari a peter zumthor…
    piuttosto allora,viva la faccia di chi sbatte il (proprio )mostro in prima pagina,che sia il gehry o il koolhaas di turno,senza celarsi dietro seriosi clichè che,una volta scoperti,sono peggiori di una qualsiasi disney concert hall…
    e pensare che gia il beaubourg,appena costruito,era gia vecchio almeno di vent’anni..chiedetelo a peter cook…

  18. Sergio Brenna ha detto:

    Rilancio la proposta: un concorso d’idee (se c’é uno sponsor meglio, se no anche volontaristicamente promosso da Archiwatch) per dare forma architettonica esterna alle incompiute dei tre bacarozzi di Piano a Roma e del ferro di cavallo di Botta alla Scala di Milano (entrambe cavee senza architettura civile urbana). Forse si potrebbe tornare a ragionare di architettura della città e non degli architetti !

  19. Luca Baroni ha detto:

    e continuamo così … idee (magari!), o meglio: parole, parole, parole; scritte, riscritte, trascritte. Perchè è così che ci si sente architetti da noi. E poi: villette da geometra o Muratore, o …. Chipperfield, Zaha Hadid, Forster, Pelli, Perrault … Provincia, beneamata provincia …

  20. Sergio Brenna ha detto:

    Evidentemente a qualcuno le idee danno l’orticaria; ma come dicevano due storici francesi molto contro corrente: “Facile è fare, difficile è comprendere” (Marc Bloch) e ancora “Nel commercio delle idee, come in quello dei detersivi, spesso la novità del marchio viene fatta passare per innovazione per sostenere la penetrazione di prodotti obsoleti in un mercato altrimenti stagnante” (Pierre Vilar).

  21. federico calabrese ha detto:

    mi permetto di dare un consiglio a tutti voi,
    vi consiglio di soffire meno, lo sport nazionale e’ ancora il calcio , oggi c’e’ la partita, e se dovete soffrire cosi’, ma caspita vedetevi italia-rep. ceca.
    saludos

  22. Matteo Avaltroni ha detto:

    Io approfitto per farti i complimenti Federico, ho visto il “pavellon Miramar”. Molto bello e poi se un italiano riesce a sostruire nel tempio dei spagnoli è sicuramente bravo. La non ci sono sconti.

  23. manuela redaelli ha detto:

    giungo ormai in ritardo sulla questione ma …
    pur non condividendo (e ci credo davvero) il nostro star system di architetti patinati che se ne vanno in giro per il mondo a progettare oggetti che non hanno nessun legame con il territorio e le persone che li circondano, una cosa mi è piaciuta di renzo piano e credo che anche voi converrete.
    Una volta ha detto, anzi ha scritto una cosa bellissima (magari non sono neanche parole sue ma comunque io da lui le ho sentite):
    “…l’architettura è un’arte di frontiera. Solo se si accetta la sfida di farsi contaminare, di farsi costantemente provocare da tutto ciò che è vero, ha ragione di essere. Altrimenti è accademia”.

    E allora vai che il mondo ci attende! E chi se ne frega dei riconoscimenti pubblici, almeno però non cadiamo nello stile villetta da geometra! L’architettura è un’arte e come tale è al servizio della società da cui trae spirazione!
    Buon lavoro a tutti!

  24. federico calabrese ha detto:

    visto che murotare apprezza giustamente zumthor (il cui ultimo lavoro, il museo diocesano di colonia, lo consacra, per il me il miglior architetto vivente), e meno giustamente, per me, moneo detto il prete.
    segnalerei un buon esempio di architettura non urlata, un po sottovoce, discreta e rigorosa, che e’ quelle di josep Llinas, uno strano architetto catalano, che ha appena vinto il concorso per un altro museo diocesano, quello di milano.

  25. sergio bonanni ha detto:

    le ‘pecore metropolitane’ di piano ricordano drammaticamente quelle ”scultura vivente” alla biennale ne ”le vacanze intelligenti”, che tanta perplessità suscitavano ad Albertone e signora…Augù, so cose che n’potemo capì
    saluti professore

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