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Mi chiamo Rem … Rem Koolhaas …

Da Cristiano Cossu: …

“Caro Professore,
parafrasando un noto personaggio del cinema Rem Koolhaas nel suo nuovo fantasmagorico progetto per l’ampliamento del “Musée national des beaux-arts du Québec”, sembra dire “Mi chiamo Rem. Rem Koolhaas. (E me ne fotto!)”….
Non so come altrimenti interpretare il suo ennesimo scatolone-monnezza, questa volta posto accanto ad una povera chiesa antica o forse pseudo antica, ma che sta lì buona buona e probabilmente meritava se non altro un saluto, un buongiorno buonasera, come sta, saluti in famiglia etc etc. L’educazione è dovuta anche verso gli sconosciuti, almeno così avevo capito…
Comunque, qui qualche immagine del solito pastiche koolhaasiano:
http://europaconcorsi.com/projects/128457-Expansion-of-the-Mus-e- > national-des-beaux-arts-du-Qu-bec-MNBAQ-/images
Saluti”

Cristiano

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Dopo le Star … il Sole … e … la Sòla …

Riceviamo da Luigi Candia: …

“Ho avuto occasione di vedere su diversi giornali le fotografie della futura, progettata “Città del Sole”, magnificata dalla stampa  come una conquista dell’urbanistica romana (vi raccomando caldamente di non lasciarvela sfuggire perché sarebbe una grossa perdita culturale). Ho pensato alla “Città  Futura” di Berdini ed ho concluso che al peggio non c’è mai limite. Ma, a parte il disgusto sul piano estetico, vale la pena di mettere in collegamento la notizia con tre fatti:

1)       Il lancio giornalistico curiosamente coincide con la chiusura della Conferenza Urbanistica delle Archistar internazionali, conferenza organizzata dal Comune di Roma o meglio e più propriamente dall’ avv. Corsini, Assessore all’Urbanistica, il quale, in piena continuità con il suo predecessore Morassutt, ha voluto dedicare l’intera prima giornata del congresso al tema  delle Aree dismesse e della loro riqualificazione urbanistica. Ed infatti la “Città del Sole” rappresenta il primo esempio concreto di come l’Assessorato all’Urbanistica intenda sviluppare la riqualificazione delle aree dismesse, dato che il terreno di Via della Lega Lombarda (su cui sorgerà) è il primo dei numerosi Depositi in piena Città Storica che l’ ATAC sta dismettendo in questi giorni e per i quali l’Assessorato ha da tempo previsto una utilizzazione di edificazione intensiva a carattere speculativo.

2)       L’area, da sempre appartenente al Demanio Comunale, solo da qualche anno per ovvii motivi strumentali  era stata formalmente ceduta all’ATAC  ed ora è stata, tramite l’ATAC, venduta a privati, con la benedizione del Comune che, disattendendo ogni prescrizione del Nuovo Piano Regolatore e dopo aver fatto un Accordo di Programma con la Regione, ha autorizzato la costruzione su di essa di più edifici su pilastri , a carattere intensivo e destinati ad ospitare, tra l’altro, una ottantina  di appartamenti residenziali di alto pregio per 5.500 mq., numerosi negozi e servizi privati per altri 2.200 mq., oltre a parcheggi sia residenziali che non.

3)       Quali sono i nuovi acquirenti che procederanno allo sfruttamento del terreno ed alla vendita a prezzi di mercato (prudenzialmente i giornali prevedono ufficialmente un costo di 7,500 euro al mq.) delle nuove costruzioni  ?  Ovviamente un consorzio privato di costruttori, nel quale è stato molto opportunamente inserito l’ INPGI, il ben dotato Istituto di Previdenza per i Giornalisti. Con la stampa non si sa mai:  meglio averla dalla propria parte. “

L.C.

Sullo stesso tema riprendiamo da Il Giornale del 13 u.s.: …

Una «Città del sole» nell’area riqualificata dell’ex deposito Atac di via Lega Lombarda

di Marzio Fianese

“Si chiama «Città del sole», ed è il nuovo volto che assumerà l’area dell’ex deposito Atac di via della Lega Lombarda. L’intervento è possibile grazie alla collaborazione tra l’Istituto nazionale per la Previdenza dei giornalisti italiani (Inpgi), Hines Italia Sgr e Parsitalia Real Estate, azienda che ha sviluppato in progetto. L’intera operazione prevede un investimento totale di 80 milioni di euro in 3 anni. L’area sarà oggetto di una riqualificazione totale: invece dell’ex autorimessa Atac si entrerà in una biblioteca che sarà pubblica. Poi, una serie di percorsi (formati anche da piazze su più livelli) daranno modo di accedere all’area commerciale e a quella destinata ai servizi che di fatto ricuciranno la porzione di città vicina alla stazione Tiburtina.
Questi i numeri dell’intervento: la superficie complessiva è di 11.800 mq, saranno realizzati 80 appartamenti (per 5.500 metri quadri) e ci saranno 2.200 mq di negozi di quartiere. Il progetto è stato presentato ieri mattina nella sede dell’Inpgi dal presidente dello stesso istituto di previdenza, Andrea Camporese, da Manfredi Catella, presidente e amministratore delegato di Hines Italia Srg e da Luca Parnasi, amministratore delegato di Parsitalia Real Estate.
«L’accordo promosso tra Inpgi, Hines e Parsitalia è una importante sinergia innovativa e integrata che consente un modo nuovo di gestire un’operazione di sviluppo immobiliare a Roma», ha detto Parnasi, che ha reso noto come il progetto «adotta tutte le migliori tecnologie inerenti l’ecosostenibilità, come pannelli fotovoltaici, pannelli solari termici, caldaie a biocombustibile». Parnasi ha anche parlato della «collocazione unica» della struttura, visto che si tratta di un’area «a meno di un chilometro da piazza Bologna, dall’Università e dal Policlinico, a soli cinquecento metri dalla nuova stazione Tiburtina e a poco meno di quattro chilometri da piazza di Spagna».
Il progetto della “Città del sole”, dice Parnasi, «ha nell’anima la volontà di essere città, di creare uno spazio urbano dove vivere e lavorare». Ha spiegato l’Ad di Parsitalia come saranno messe in atto alcune «tecniche di costruzione meno invasive e costruzioni per limitare l’impatto fonometrico del cantiere per l’abitato intorno» e che ci saranno «due livelli di parcheggi, uno pubblico e uno per gli uffici e le abitazioni».
«L’investimento nella città del Sole è una operazione innovativa, con un profilo di rischio ridotto e un ottimo rendimento», ha spiegato Camporese che, segnalando alcune stime dell’Inpgi ha precisato come gli immobili potranno essere venduti tra i 6.500 e i 7.500 euro al metro quadro a seconda della destinazione d’uso. La realizzazione della “Città del sole” è possibile grazie al fondo Inpgi Hines. «Il fondo immobiliare promosso e gestito da Hines Italia sgr per conto di Inpgi nel mese di dicembre è stato integralmente investito in tre mesi con il recente perfezionamento dell’operazione “Città del sole” che rappresenta l’avvio della collaborazione con il gruppo Parnasi a Roma e un ampliamento della presenza di Hines nel mercato capitolino» ha spiegato Manfredi Catella, presidente e Ad di Hines Italia sgr. “


Dopo le Archistar … la Città delle Sòle …

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Ancora … persiane …

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L’ultima persiana … pensante …

grazie al misterioso LIUK … per la segnalazione …

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“Organico” … romano …

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Helio Piñón … un antidoto al moderno insensato …

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Helio Piñón … a Valle Giulia …


Non è che ci abbia capito un gran ché, …

ché quando un artista spagnolo, …

vuol fare il filosofo tedesco …

certe volte, …

non ci si capisce più una sega …

comunque, uno spettacolo interessante, …

tra Mies, Hilberseimer, Terragni e Jacobsen …

alla ricerca del “Modello” ereditario del “Movimento Moderno” …

molti “effetti collaterali” alla Groszstadtarchitekture …

qualche sensazione Purini-Barucci …

qualche invocazione soffocata: … “aridatece er barocchetto …”

comunque, …

quanto di meglio offre l’università europea in un momento di svendite straordinarie di frigoriferi e scaldabagno …

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Moretti … Casa della scherma …

“Sul canale Youtube ACCADEMIADISCHERMA sono visibili alcuni contributi filmati sullo stato attuale dell’opera giovanile di Luigi Moretti,
accessibili anche digitando sulla barra di ricerca i termini Moretti e scherma

sperando di fornire un contributo utile all’auspicabile percorso di recupero dell’edificio

saluti”

Alessandra Nizzi / Marco Giunta

see also –
http://www.catalogoaracneeditrice.eu/fmi/iwp/cgi?-db=AracneWeb&- loadframes

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Chiesa Foligno …

Riceviamo da Mauro Risi: …

“Egregio Professore,
“diamo a Cesare quel che è di Kahn”.
Tempo fa, su questo blog, abbiamo potuto leggere una serie di commenti sulla nuova chiesa di Foligno; traevano spunto, se non ricordo male, da una conferenza, tenuta dal Progettista, che La vedeva come moderatore. Si era obiettato tra i vari “post”, vado a memoria: è una chiesa di culto cristiano?…è una moschea? …è una scatola da scarpe (qui siamo già più terra-terra…)?…è una scatola da scarpe con dentro un’altra scatola (non più da scarpe, è lo stesso Progettista a descrivere l’idea di una scatola dentro un’altra scatola…..)?.
Bene, nulla di tutto questo! Potrebbe essere una SINAGOGA, o meglio è la “riproposizione” del PROGETTO DI LOUIS KAHN PER LA SINAGOGA HURVA di Gerusalemme del 1968.
Passi per il Mario (Botta s’intende…), che fa ampio uso delle forme “alla” Louis Kahn, ma ha lavorato con il Maestro e poi non si sognerebbe mai, come dirà poi il Progettista di Foligno, di “andare oltre la Forma”, anzi sostiene di “ritornare” alla forma.
E’ da quando qualcuno ha iniziato a porsi la domanda sulla “natura” dell’opera di Foligno che ci penso…ma dove l’ho visto questo progetto?. Possibile che chi afferma – il Progettista di Foligno, intendo – che “Bisogna superare la forma” (come si diceva sopra), possa proporre una tale soluzione, che fa della FORMA IL CENTRO DEL PROCESSO COMPOSITIVO?
Loius Kahn – a mio avviso Maestro inarrivabile, che ha saputo “superare” il Moderno ponendo la “Storia” e la “Classicità” come origine del progettare (<>) –
nella prima versione del 1968 ipotizza un recinto murario costituito da monumentali nicchie, come il tempio di Salomone a Gerusalemme (ecco la “variazione” di un edificio della Storia del Luogo). Poi nella versione successiva, quella in allegato del 1969, progetta un volume centrale sospeso. Strepitosa ulteriore variazione sul tema

La prossima volta lo si ammetta: l’idea spaziale di una forma dentro l’altra con il cubo sospeso sull’aula ha COME RIFERIMENTO L’OPERA DI KAHN; tutto legittimo, ma non si dica “che si è superata la forma”. Sarebbe stato meglio, a mio parere, VARIARE COMPOSITIVAMENTE QUELLA FIGURA SPAZIALE “alla Kahn”.
Occhio che Kahn, quanto ad edifici di culto, oltre alla Prima chiesa per il centro comunitario di Rochester (sublime recinto murario che trae spunto dal muro del Pretorio di Villa Adriana…), a Dacca ha realizzato, accanto all’aula del parlamento, una Moschea…..splendida anche questa. Ma lo dico piano, perchè qualcuno non le vorrebbe costruire le Moschee in Italia: la solita lungimiranza.”

Saluti
Mauro

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