Gabriele commented on ASMARA …
Former Cinema Impero | rethink the abandoned … – Impossible living
“via dell’acqua bullicante, Roma”
Gabriele commented on ASMARA …
Former Cinema Impero | rethink the abandoned … – Impossible living
“via dell’acqua bullicante, Roma”
ltidu81 commented on QUANDO SI DICE “CULTURA MATERIALE” …
“non vorrei fare il pignolo, eppure a me pare stia solo intonacando…non vedo mattoni”
………………….
ltidu81 … grazie …
chiunque tu sia hai perfettamente ragione …
ho preso una cantonata grossa come una casa …
per il solo gusto di vedere una cosa che mi sarebbe piaciuto vedere …
ma che purtroppo non c’era affatto …
ma anche la cecità degli storici …
è un fatto …
mi ero limitato a leggere la didascalia …
(poi evidentemente aggiornata) …
e quindi nel video avevo realmente “visto” i mattoni …
grazie per un’autentica lezione di metodo storico: …
diffidare sempre di quello che si legge …

“Nel cuore dell’America ci sono città sull’orlo della dissoluzione. Assomigliano, sempre di più, a campagne post-urbane. Un nuovo paesaggio che nella cintura di ruggine – la cosiddetta Rustbelt, che si estende dal Midwest fino a parte del Nordest del paese – è diventato molto comune. Con le fabbriche e i negozi del suburbio abbandonati, distrutte dagli incendi e dalle rivolte razziali degli anni Sessanta e Settanta, da queste città è fuggita più della metà degli abitanti. Lasciandosi alle spalle macerie e popolazioni immiserite, che ogni giorno lottano per la sopravvivenza in un ambiente sempre più ostile. Dalle praterie urbane di Youngstown, dove l’amministrazione comunale si è ormai ridotta a pianificare con zelo l’autodistruzione della città, all’industria del riciclo e della decostruzione di Buffalo, dove attivisti visionari smontano con dovizia e con amore ciò che resta della città; dai deserti alimentari di Detroit e Philadelphia, dove sono scomparsi negozi e supermercati e gli abitanti si organizzano con geniali intraprese agricole, fino alle città come New York che puntano sull’agricoltura urbana, per costruire città più sostenibili grazie a un perfetto metabolismo naturale. Questo è il racconto di territori e popolazioni che non fanno parte delle rappresentazioni consolidate a cui siamo abituati, storie di persone che inventano nuovi modi di vita in ambienti in cui a essersi dissolta – forse per sempre – è la società contemporanea per come la conosciamo.”
…………………….
E’ LA STORIA …
BELLEZZA …
“Il cittadino diventa un cliente che entra
nella città come se entrasse in un supermercato.”
“Liebe Asmara Freundinnen und Freunde,
die 14. Ausstellung “Asmara, Afrikas Heimliche Hauptstadt der Moderne” wird in der Pasinger Fabrik, Kultur- und Bürgerzentrum GmbH, August-Exter-Straße 1, D 81245 München am 4. Juli 2012 um 19:00 Uhr eröffnet und bis zum19. August gezeigt (siehe Anhang).
Sie sind herzlich eingeladen.
Beste Grüße,”
Christoph Melchers
“Caro Edoardo,
eccole qui il mio “Melotti”, anche questo ricevuto da mia suocera dopo averla aiutata nel trasloco da Trento a Roma. In effetti la sua famiglia era imparentata con lo scultore da cui aveva ricevuto in dono questa ceramica che vede e un’altra a forma di calice. Mia suocera mi disse di scegliere tra i due ed io preferii questa che vede. Chissà se il calice, il candelabro che vede ed un suo eventuale gemello non siano stati pensati per una mensa eucaristica di qualche chiesa di una vallata trentina? Io questo eventuale trittico in ceramica lo vedrei bene sull’altare nel rito della messa, più prezioso di uno in metallo nobile. Nella mostra che ho visto ieri nella Curia del Foro Romano sui “Vetri a Roma” era spiegato con dovizia di documentazione come gli antichi valutassero questi delicati oggetti più preziosi dell’oro per la loro fragilità, cosa che possiamo dire anche di questi in ceramica.
Non so se lei approva la disposizione di questo vaso tra un quadro di Borghese, due foto antiche e la lampada “Arco” di Castiglioni ma a me piace la contaminazione tra “diversi”.
La saluto cordialmente,”
Sergio 43
Vittorio Corvi: on “E QUESTO SAREBBE ER MATTONE”…
“Funamboli, artisti!” …
Sudafrica: i muratori si lanciano i mattoni
da notare che nel tempo in cui l’operaio in basso …
il “lanciatore” spedisce verso l’alto il mattone con la pala …
il “ricevitore” al livello superiore riempie di malta la cazzuola …
dopo aver collocato il mattone precedente …
la straordinaria abilità manuale e la perfetta sincronia dei movimenti …
richiama quella dei voltaroli romani …
ricordata da Mario Ridolfi in un suo storico aneddoto …
mariastella commented on ESTATE ROMANA? … TUTTE BALLE …
“Gentilissimo professore, premetto di non essere giovane. Seguo il suo blog da ricercatrice di quello che avviene intorno e per la mia città. Dell’estate romana ho un ricordo preciso legato al fatto d’aver permesso ai più di: non avere le “ case belle “ auspicate da Galvano Della Volpe quale fine dell’architettura ( ha ragione), ma di uscire di casa quando il terrorismo faceva di tutto, e molto, per cacciarci al di qua della soglia delle nostre rassicuranti case. Mi pare di ricordare, se la memoria mi assiste, che fu proprio con Argan e Petroselli sindaci di quella stagione che s’iniziarono a porre le basi di quegli esperimenti ( laurentino, corviale, vigne nuove dove per inciso abito) di edilizia popolare che riuscirono a tirar via le baracche dal paesaggio della nostra città. Ho parlato di meraviglioso urbano pensando ad Alice nel paese delle meraviglie perché tale, le confesso, mi sentivo quando poco più che adolescente, grazie a ReNathan, come lo battezzò chi l’avrebbe voluto Sindaco, vidi con occhi diversi parti intere della città trasformarsi in una grande narrazione di storie: quelle raccontate dagli schermi o dalle performance ; quelle con cui migliaia di cittadini si raccontavano quello che vedevano ed imparavano. Ho troppa stima del suo lavoro per non considerare quanto scrive in merito all’operazione mediatica di marca PCI, ma mi permetta di ricordare ( ci) i nostri sogni. Una volta Sandro Veronesi scrisse su “Rolling Stone” a proposito del sognare che: quando i sognatori soccombono a fronte alla rimonta dell’onda della paura perché impedirgli ( ci) di pensare cosa sarebbe successo se .. – io dico- cosa sarebbe accaduto a Roma se l’intelligenza, lo stupore, la capacità progettuale, l’invenzione formale ( si ricorda quegli allestimenti?) avessero potuto farsi strada fino al punto di tradurre nella realtà del tempo quanto intravisto nello splendore del sogno,, Lo so purtroppo è stata un’altra storia ed è anche per capire il perché sia andata a finire così e sperare a come uscirne che la seguo con attenzione.
Maria Stella.
……………
gent.ma Maria Stella …
“quegli allestimenti”? …
gridavano vendetta …
e …
cosa sarebbe accaduto se a Roma, …
presso la corte capitolina, …
ci fossero stati degli architetti …
veri? …
chissà? …
capisco benissimo la sua nostalgia …
e il rimpianto per anni lontani …
ma che, alla fin fine, non erano né migliori …
né peggiori di quelli nei quali viviamo oggi …
e, probabilmente, non troppo diversi da quelli …
che altri vivranno domani …