I magnifici sette e la moretta di Alemanno …

“Sette architetti italiani e stranieri per dare una risposta al vuoto urbanistico di via Giulia, in corrispondenza con Ponte Mazzini. Aldo Aymonino, David Chipperfield, Stefano Cordeschi, Roger Diener, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Giuseppe Rebecchini, pur fornendo ognuno un diverso e originale contributo, si confrontano con l’equilibrio e l’armonia dei luoghi … ”

La Moretta e via Giulia, ecco i progetti

cuba quà … cuba là, …

ma chi l’ha chiamati ‘sti sette quà? …

Alemà … lassa perde …

pianta quattro platani e nun falla tanto lunga …

oppure t’hanno imparato che l’architettura è solo cubbatura? …

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8 risposte a I magnifici sette e la moretta di Alemanno …

  1. memmo54 ha detto:

    E così questo sarebbe “il confronto con l’esistente” ?
    Tralasciando le inguardabili proposte di casamenti di periferia dei “maestri” Aymonino, Purini, Rebecchini, ecc. ecc. (…si fa per dire.. il titolo non si lesina più a nessuno oramai…) stupisce Portoghesi.
    Il tema dell’angolo, affrontato con consueto piglio cinopenico dal più “estroso” dei maestri, (…proprio dove si metteva il bugnato per sottolineare volume, materiale e senso costruttivo !…), non lascia ben sperare per la sua vecchiaia: ulteriormente confusa da atteggiamenti già disarmanti in gioventù.
    L’unico, non interpellato, che avrebbe potuto dire qualcosa di interessante sarebbe stato Paolo Marconi.
    Ma il suo nome non è passato per la testa a nessuno e, così come prospettato, i platani saranno sicuramente molto più adatti.
    Gli alberi (… per fortuna..) non mutano, come le “idee” degli uomini e le acconciature, dalla sera alla mattina… e mettono tutti d’accordo.
    Sempre che non si sputtani tutto con pavimentucci rigatini ruotati o a disegno e con panchinette sradicate dalle sale d’attesa degli aeroporti, con l’inevitabile “disegno”…il particolare…la cifra… massima aspirazione e peggiore incubo (..degli utenti…s’intende..) che vanificherebbero l’essenziale, composto, infaticabile lavoro degli alberi.
    Una sorta di “diradamento” alla Giovannoni…in fondo.
    Saluto
    P.S.: Forse una riga di riconoscenza la meriterebbe Diener che, evidentemente, s’è spogliato del suo abituale “pattern grafico” e mostrato sensibile nei confronti della Città. Non sarà molto, ma è qualcosa.

  2. sergio43 ha detto:

    In parte per riprendere il discorso di Perna (sulla congruità del contemporaneo nei centri storici che, per inciso, sono oramai dei francobolli circondati da enormi consistenze edilizie “contemporanee” che non sembra abbiano prodotto grandi risultati per cui lasciamo in pace quei francobolli di città e vediamo se riusciamo, con gli uomini, il sapere e le risorse che abbiamo, a ricucire e risanare il contemporaneo costruito e, fatto questo, a progettare il futuro prossimo in maniera altrettanto organica ai francobolli di città suddetti), in parte per confontarci con il tema del buco di Via Giulia, ricordo solamente con rammarico e nostalgia il progetto di Maurizio Sacripanti per il Museo della Scienza che si doveva collocare in questi luoghi.

  3. lorenzo ha detto:

    Andate a vedere quel che succede nella modernissima Germania, a Dresda, città rasa al suolo e ora in fase di ricostruzione. Sarebbe interessante conoscere il parere dei suoi abitanti… Io azzardo l’ipotesi che siano ben felici di veder rinascere la propria città, una città che finalmente torna ad avere un’anima. Ma una proposta simile in Italia sarebbe considerata aberrante (almeno dalla nostra cultura ufficiale). Quindi a via Giulia temo saremo destinati nella migliore delle ipotesi a rimanere nella situazione attuale, nella peggiore a vedere realizzato il progetto cimiteriale di Purini (agghiacciante). Poi ci si domanda perché mai la gente fatichi ad apprezzare l’architettura contemporanea (poveri ignoranti, ma un giorno capiranno!).
    ciao ciao

  4. ettore maria mazzola ha detto:

    per il momento mi limito ad esprimere tutto il mio disgusto per questa amministrazione cittadina, presentatasi con promesse mai mantenute, ed andata avanti continuando a promuovere le stesse architetture, e gli stessi architetti, gia visti e rivisti. Mi riservo di pubblicare quanto prima i progetti che avevamo sviluppato allla Notre Dame, alla University of Miami, insieme con il Master di 2° Grado in Restauro tenuto dal Prof. Marconi.
    La cosa ridicola è che il sig. Mollicone Presidente della commissione cultura del comune (sig!) conosce benissimo i progetti, e sa benissimo che l’iniziativa era stata voluta da un comitato di cittadini di via Giulia (che chiedevano addirittura la ricostruzione com’erano dov’erano i lotti di Palazzo Lais e Palazzo Ruggia) che avevano discusso la cosa con il prof. Marconi. Quest’ultimo aveva ricevuto il massimo appoggio da parte della commissione per il futuro di Roma, sicché chiese a me di sviluppare con gli studenti della Notre Dame e di Miami delle proposte da unire a quelle dei suoi studenti del Master in modo che potessero essere prese a modello per redigere un bando internazionale … sarebbe stato il primo concorso voluto dalla gente piuttosto che l’ennesima imposizione. Mollicone disse che avrebbe organizzato una mostra in Campidoglio dei bellissimi disegni … apparentemente ne era tanto convinto che si è dimenticato molto presto. Del resto dopo la sua gaffe con Carla Fracci abbiamo capito come gestisce gli eventi culturali.
    Stendiamo un velo pietoso

  5. mara dolce ha detto:

    SETTE SONO LE SALME RIESUMATE, così come per le 7 piaghe d’egitto,7 i vizi capitali,7 è il numero ricorrente nei Purana, 7 nel Libro dei Morti, 7 nello Zendavesta,7 nelle tavole Assire, 7 nella Bibbia ad indicare la flaggellante sfiga che colpirà il sindaco di Roma Aledanno se si avvarrà dell’opera dei cadaveri degli accademici ancor più ripugnanti, perchè hanno dichiarato che presteranno la loro opera-mortis a GRATIS: vergogna,vecchi, egoisti e ricchi, dopo che si son presi tutto, non permettono neppure che si faccia un concorso pubblico e fanno concorrenza sleale contro gli architetti che di lavorare gratis proprio non se lo possono permettere.
    che peste li colga!

  6. A Roma gli Architetti lavorano gratis !!!

    La scoperta è stata fatta dal nostro Sindaco Alemanno, infatti per elaborare progetti sull’area della Moretta a via Giulia, ha pensato bene di incaricare 7 architetti a patto che lavorino gratis, i 7 Samurai hanno accettato senza battere ciglio, 5 di questi sono iscritti all’Ordine professionale di Roma.

    Il Movimento “Amate l’Architettura” ha inviato una lettera aperta al Sindaco Alemanno, al Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma Amedeo Schiattarella e ai 5 Architetti romani chiedendo chiarimenti in merito all’incarico svolto.

    Il Movimento esprime il proprio disappunto per le modalità con cui il Sindaco ha incaricato i 7 architetti, 4 dei quali non possono svolgere la libera professione perché docenti a tempo pieno. Si condanna il comportamento dei colleghi architetti che hanno lavorato gratuitamente, contravvenendo al Codice Deontologico. Noi riteniamo che questo comportamento sia da censurare perché in questi casi si dovrebbe rifiutare la propria prestazione professionale e si dovrebbe invocare il ricorso ad un concorso internazionale aperto a tutti, senza il filtro del fatturato, (non serve il fatturato per avere delle buone idee), dove tutti i colleghi si possano confrontare senza alcuna preclusione.

    Giulio Andreotti diceva: “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca“, allora noi ci chiediamo perché un professionista affermato dovrebbe perdere del tempo, spendere dei soldi tra elaborati e plastici, impiegare i propri collaboratori per un lavoro dove non c’è compenso e dove non c’è un fine umanitario ?

    Provate a chiedervelo e giudicate voi se vi sembra corretto il comportamento del Sindaco e degli Architetti interessati.

    Si fa presente inoltre al Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma Architetto Amedeo Schiattarella che gli Architetti: Purini, Cordecschi, Aymonino e Rebecchini sono incompatibili con la libera professione, tale incompatibilità è stata confermata dal Consiglio di Stato (Sez.II pareri n.1074\1990, n.408\1992, n.1010\1994) e dall’Autorità di vigilanza sui Lavori Pubblici, con delibera 179 del 25.6.2002, in relazione agli incarichi per lavori pubblici.

    E’ stata avviata una petizione on line per sottoscrivere la nostra lettera,

    sottoscrivete

    http://www.petizionionline.it/petizione/lettera-aperta-ad-alemanno-e-al-presidente-dellordine-di-roma/3357

  7. Manuela Marchesi ha detto:

    La manìa di occupare ogni spazio vuoto colpisce anche Largo della Moretta, per il quale, secondo me, non c’è l’urgenza di saturare la “cesura”. Nel fitto tessuto urbano rinascimentale della zona, l’improvviso aprirsi del Largo è una sorpresa di luce e di volumi architettonici, anche il contrafforte della chiesetta e l’albero che gli è vicino fanno parte di quel particolare luogo.
    Altro è il deposito dell’AMA, sempre in Piazza della Moretta, che ha mandato nel tempo miasmi e puzze varie tanto pesanti che per arrivare al ponte sul Tevere, là davanti, c’era da mettersi un fazzoletto sul naso.
    E poi, con tutto quello che in città ci sarebbe da fare in materia di risanamenti, ripristini e sante manutenzioni, i soldi comunali, e quindi dei cittadini di Roma, vengono impiegati per consegnare alla storia i nomi dei progettisti di opere non necessarie e manco utili…

  8. Gigliola Donadio ha detto:

    Lasciamo che la città conservi le tracce della sua mutazione storica,tracce del suo DNA e che non vengano cancellate da brutture faraoniche di cemento per gli appetiti chiari della lobby dei costruttori così vicina ad Alemanno! Osservando con attenzione i progetti uno più invasivo ed visivamente ingombrante l’unico decente è quello di Roger Diener: non prevede edifici e manufatti di sorta fatta eccezione per una fontana…il resto spazio libero per gli abitanti! Ma non penso che verrà preso in considerazione da questa giunta,visto che non contempla la possibilità speculativa e un lucroso profitto per i costruttori!

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