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IL QUARTIERE PIU’ MODERNO DI ROMA …
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NEL NOME DI ERNESTO …
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CONSUMO E EMISSIONI …
“Gentile Prof. Muratore,
seguo da qualche anno il suo blog e mi trovo quasi sempre schierato sulle posizioni più “muratorine”.
Tuttavia a volte capita di vedere qualche imprecisione, che sembrano il frutto di semplicistiche assunzioni a priori su questioni che meritano più approfondimento.
Le chiedo di poter pubblicare questo intervento sul blog, per fare un pò di “luce” sull’argomento lampadine!
Nel leggere gli ultimi post, vedo che l’Arch. Mazzola scrive:
“Ovviamente chi fa le stime e le valutazioni di “rispetto ambientale” delle lampade a basso consumo non ci viene a raccontare che il consumo energetico, e le emissioni necessarie alla produzione (ed allo smaltimento), di una lampadina a basso consumo risultano parecchio superiori rispetto a quelle di una semplice lampada ad incandescenza del povero Edison! “
trovandomi a studiare questo argomento, faccio una ricerca veloce su ScienceDirect e tra i primi articoli scientifici che escono c’è n’è unoa proposito. Purtropppo è accessibile solo attraverso un network universitario, ma si può comunque leggere l’abstract su:
ScienceDirect.com – Environmental Impact Assessment Review …
l’articolo è il seguente:
Tobias Welz, Roland Hischier, Lorenz M. Hilty, Environmental impacts of lighting technologies — Life cycle assessment and sensitivity analysis,
Environmental Impact Assessment Review, Volume 31, Issue 3, April 2011, Pages 334-343
Tre ricercatori svizzeri hanno svolto dei life-cycle assessment (valutazioni di impatto ambientale sull’intero arco di vita del prodotto) di lampade a tungsteno, alogene e fluorescenti.
In poche parole, quello che viene fuori è che le emissioni a seguito del consumo di energia elettrica nell’arco di vita di una lampadina contano molto di più delle emissioni che si producono per fare la lampadina e smaltirla. Ovviamente, risulta che le lampadine fluorescenti (a basso consumo) consumano meno rispetto alle tradizionali. D’altronde basta leggere i W riportati sulla confezione. E’ vero che è necessario smaltirle con attenzione, perche contengono sostanze pericolose. Ma è per questo che esiste la raccolta differenziata.
Infine, bisogna precisare che le lampadine in sè, non emettono un bel niente durante il consumo. E’, ovviamente, l’energia elettrica consumata che è responsabile delle emissioni. Quindi la quota di emissioni dipende dal mix di fonti energetiche che vengono usate per produrre l’energia. In Italia il fattore di emissione del mix di energia nazionale è circa 0.708 ton do O2 equivalenti per ogni MWh, e rimane un poco sopra la media europea (0.578).
In conclusione, le lampadine a basso consumo costano di più ma richiedono molta meno energia (e questo è sicuro), e quindi si possono ripagare con i risparmi derivati sulla bolletta della luce. Il vero problema sta nel mix energetico usato, e siccome non mi sembra che si stiano facendo sforzi reali a livello nazional per ridurre le emissioni dalle fonti di produzione elettrica, sinceramente tutta questa sottomissione al “teorema di Kioto” proprio non la vedo. Sono d’accordo che le lampade a basso consumo siano piccola cosa, ma la riduzione del consumo energetico è un processo che deve essere affrontato a tutti i livelli, dalle centrali elettriche alle pompe dell’acqua calda del riscaldamento di casa. Sono d’accordo con l’Arch. Mazzola quando dice:
Finchè progetteremo e realizzaremo edifici energivori e città dipendenti dall’autotrazione non faremo altro che acutizzare il problema…
e ho anche apprezzato il suo intervento su http://www.civicolab.it/?p=1133.
Però bisogna notare le nuove costruzioni, che siano CasaClima A o in “tecniche tradizionali” come chiede l’Arch Mazzola, contano poco o niente quando si tratta di ridurre le emission attuali. Quello che consuma sono gli edifici esistenti, ed è li che bisogna intervenire.
Putroppo, mi sembra improbabile restaurare un edificio degli anni 60′ con “tecniche tradizionali”. E allora benvengano 6-10 cm di isolante, che , per inciso, può essere “naturale”, “locale” e “tradizionale” quanto vogliamo, basta acquistare pannelli in fibra di legno, o cellulosa, invece di polistirene espanso. Le tecnologie le abbiamo già, basta cercarle.
Cordiali saluti”
Fabrizio Varriale
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che si presenta con un progettino semplice, semplice …
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rifila a ‘sti svizzeri, né più né meno …
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paro paro …
più “common” de così …
progetti di qualità …
effetto sicuro …
risultato garantito …
e chiamalo fesso? …
un vero colpo da maestro …
niente male come partecipazione “italiana” …
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I SEGRETI DELLA BIENNALE …
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COMMON GROUND … probabilmente … la più brutta di sempre …
Se il gesto delle grandi star diventa vita quotidiana
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UN DIBATTITO VERAMENTE APPASSIONANTE …
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