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- Pubblicazione del volume “INNOCENZO SABBATINI. ARCHITETTO 1891-1983”.
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PONENTE …
Simone commented on IL MONDO E’ BELLO PERCHE’ E’ VARIO …
“Caro Professore,
come facevo da bambino con la mia maestra, mando anche a lei una cartolina dalle mie vacanze. Quest’anno non ho avuto molto tempo per i pensierini, ma mi permetto di inviarle lo stesso quello che ho buttato giù.
Il tema del primo pensierino è il “Paesaggio Italiano” (si ricorda quella vecchia serie di post su/intorno al Guidoriccio da Fogliano, i cipressi di Bolgheri etc?):
http://postimage.org/image/t4odgpnuh/
Vista dall’alto, la Liguria sembra ancora qualcosa di intatto, diverso da quella striscia ininterrotta di cemento, smog, corpi sudati, mare nascosto da cabine e negozianti avidi che si intravede come un grumo in fondo all’immagine. Forse, se provassimo a retrocedere di qualche passo anche nei nostri contesti quotidiani, potremmo scoprire che non tutta la bellezza è perduta, e i cubi di Fuksas e i serpentoni delle zazzà, per quanto ingombranti, apparirebbero delle semplici macchie ancora inghiottite da un contesto di generale, intatta meraviglia.
Il secondo pensierino invece è senza tema:
http://goo.gl/maps/G1cli
La rilevanza archiuòccica dell’edificio (giacchè son tutti bravi a mandare una cartolina della chiesa-bomboniera barocca o del pittoresco centro storico lasciato lì con tutti i suoi bravi carrugi e colorini a uso dei turisti) consiste nell’essere l’ultima briciola residua di grazia e bellezza in mezzo a casermoni da borgata anni 60-70, cinque piani con balconcini soffocanti costruiti a cento-duecento metri dall’arenile. La datazione ad occhio è anni ’40, forse ’50, come da decoro della recinzione, bassorilievo neoclassico “la quiete” e commovente veneziana in metallo:
http://goo.gl/maps/APgZS
La presenza di una palazzina confinante chiaramente imparentata ad essa (si vedano i decori delle balconate: http://goo.gl/maps/PzG4e), con i suoi due piani e gli archi a tutto sesto, segnala che a un certo punto della nostra storia si era pensato a uno sfruttamento più umano e meno esteticamente osceno delle coste balneabili (immagino che lì arrivasse addirittura ancora il profumo dell’acqua salata portato dal vento, e non ancora gli scarichi dell’Aurelia), poi sono arrivati i palazzinari e Santa Rita (inteso come quartiere-monstre del cemento torinese e non come santa dell’impossibile) si è trasferita in blocco sulla Riviera di Ponente.
L’ultimo pensierino poetico è che la villetta, ultimo delizioso scampolo di bellezza, è l’unico edificio abbandonato (e da tempo) di tutta la zona.
Cordialmente suo,
Pubblicato in Architettura
1 commento
EFFETTO KYOTO …
“Dal 1994 al 1996 è stato Presidente del consiglio di amministrazione di Acea, Azienda Comunale Energia e Ambiente del Comune di Roma.
Dal 1996 al 2002 è stato Presidente del Consiglio di Amministrazione di Enel e membro del Consiglio di Amministrazione di Wind. Durante la sua presidenza, Enel è stata parzialmente privatizzata con un IPO del valore di 15 miliardi di euro ed è stata fondata Wind, il terzo operatore mobile italiano. È stato inoltre membro dell’Expert Advisory Committee dello European Carbon Fund e Presidente del Comitato Organizzativo del 20º Congresso Mondiale dell’Energia, promosso dal WEC-World Energy Council e che si è svolto a Roma dall’11 al 15 novembre 2007.
È stato membro del Consiglio di Amministrazione del gruppo Riello (leader italiano nei sistemi di riscaldamento) dal 2002 al 2004. Dal 2002 al 2005 è stato membro dello European Advisory Board di The Carlyle Group (Private Equity), presidente del consiglio di amministrazione di S.T.A. S.p.A. (Agenzia per la Mobilità del Comune di Roma) e Presidente del Kyoto Club. È stato inoltre Presidente, fino al 2008, della società Roma Metropolitane, appartenente al comune di Roma, volta allo sviluppo della rete metropolitana.
Chicco Testa è membro del consiglio di amministrazione di Allianz e Idea Capital Funds sgr ed è Presidente di EVA, Energie Valsabbia, società che sviluppa e costruisce impianti idroelettrici e solari. È inoltre Managing Director di Rothschild, inoltre Presidente di Telit Communications Plc e Vice Presidente di Intecs S.p.A.
Dal 5 luglio 2012 è anche presidente di Assoelettrica.”
Pubblicato in Architettura
5 commenti
A DISPETTO DEL RISPETTO …
Ettore Maria Mazzola commented on IL TEOREMA DI KIOTO …
“Caro Pietro,
in realtà di effetto serra e di buco nell’ozono se ne è parlato, ma è anche vero che chi inquinava ed inquina continua a strafottersene delle problematiche ambientali e, semmai, “unge” e “pilota” le menti malate di Bruxelles affinché pianifichino leggi e direttive atte ad obbligarci a spendere una barca di soldi per cose che, s’è visto con la storia delle auto Euro 4 e 5 (si veda il mio post “Blocco del Traffico” http://www.de-architectura.com/2011/12/blocco-del-traffico.html) non solo non risolvono il problema, ma addirittura lo peggiorano!
Ora la lampadine dovranno sostituirsi con quelle “a basso consumo” – che non durano affatto per il tempo che viene dichiarato in maniera truffaldina sulle confezioni – obbligandoci a spendere in maniera ingiusta, inutile ed esagerata.
Ovviamente chi fa le stime e le valutazioni di “rispetto ambientale” delle lampade a basso consumo non ci viene a raccontare che il consumo energetico, e le emissioni necessarie alla produzione (ed allo smaltimento), di una lampadina a basso consumo risultano parecchio superiori rispetto a quelle di una semplice lampada ad incandescenza del povero Edison! … Basta osservare come sono fatte per farsene un’idea anche senza saper leggere e scrivere! …
Ovviamente c’è da aggiungere che alcuni tipi di lampade presenti nelle nostre case non sono compatibili con la lampada a basso consumo … Infatti, eccetto le lampade ad impanatura grande o piccola, le nostre case sono ricche di faretti dicroici, per i quali non è stato risolto il problema, ovvero è stato fatto con i faretti a led, ma occorre sostituire gli alloggi e/o i trasformatori, che non risultano compatibili … insomma un bel business per le case produttrici, alla faccia della crisi che quelle stesse “menti malate” hanno favorito.
Per quanto mi riguarda il problema dell’effetto serra e del buco nell’ozono me lo pongo eccome, ma non penso affatto che sono queste siano le misure giuste per risolverlo.
Finchè progetteremo e realizzaremo edifici energivori e città dipendenti dall’autotrazione non faremo altro che acutizzare il problema nascondendoci dietro palliativi ridicoli come questo delle lampadine. (su ciò che penso, per non dilungarmi, rimando al mio “Costruire con Parsimonia”: http://www.civicolab.it/?p=1133)
Ciao”
Ettore
Pubblicato in Architettura
3 commenti
“SIGNIFICATO E VALORE DEL PAESAGGIO” …
“Caro prof. Muratore,
le chiedo di pubblicare su Archiwatch la locandina dell’assemblea pubblica per la salvaguardia del Paesaggio che si terrà a Napoli il 20 sett. prossimo su “Significato e valore del Paesaggio”, relazione del prof. Tomaso Montanari, presso la Sala Santa Chiara. Pensavano che alcuni concetti di salvaguardia del Paesaggio fossero ormai acquisiti, invece alla scomparsa dell’industrtia manifatturiera si va sostituendo l’industria del divertimento e con sume dissennato del Paesaggio, Perciò siamo costretti ad attivarci da quanto di distruttivo va facendo anche l’amministarzione arancione sul Lungomare di Napoli!
Grazie,”
Isabella Guarini
Pubblicato in Architettura
1 commento
NAUFRAGIO INFINITO …
sergio 43 commented on SILENZIO …
“Grazie :G. Citare questi pensieri, svicolando per un pò altri pensieri confusamente lucidi, è un balsamo (volevo scrivere”…per l’anima” ma vivendo in una società multiculturale non voglio offendere nessuno). Se non dispiace vorrei citare un poeta mio corregionario. Qualcuno mi dirà che, per “political correctness” e per “par condicio” (madonna, quante lingue dobbiamo usare per dire!), dovrei citare anche il pensiero di qualche sconosciuto aedo zulu, sciamano animista, mistico sufi o lama montanaro. Purtroppo, a vergogna della mia cultura, mi sono essi appunto sconosciuti come mi era sconosciuta fino a ieri financo l’esistenza di un Florenskij a meno che non mi interessi perdermi tra i file di Wikipedia e You Tube o tra gli scaffali della Biblioteca Nazionale Centrale “Vittorio Emanuele II”. Mi limiterò solamente a quindici brevi endecasillabi sciolti:
“Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo, ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra quelle piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.”
Pubblicato in Architettura
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