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INNANZITUTTO … L’AMBIENTE …
Pubblicato in Architettura
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DAL PIRELLONE AL PARCELLONE …
Simone commented on PROFETICO GRANDVILLE … DA HAUSMANN AL PIRELLONE …
“e anche al Fuksasone!
Il dettaglio più piccante è la parcella saldata al Maximilianone proprio una settimana prima della scadenza del mandato della Zarina, e quando già erano stati sollevati dubbi.
La replica di Fuksas:
ANCORA cò ‘sta storia della parcella…”, Massimiliano Fuksas, archistar di fama internazionale, non rifugge la parlata romanesca quando gli si annuncia la visita della guardia di finanza negli uffici della Regione Piemonte a proposito del compenso ricevuto per la progettazione del grattacielo sull’area ex Fiat Avio, intorno ai 22 milioni di euro. “Sono tre anni che se ne parla – sbotta Fuksas – E comunque sia chiaro che non è corretto dire che quello è stato il mio compenso”.
In che senso?
“Anzitutto dalla cifra finale occorre togliere l’Iva che è stata versata e che quindi non è stata incassata e si tratta più o meno di 4 milioni di euro. Poi quello che rimane va diviso per due, visto che nella parcella c’era anche la parte ingegneristica affidata alla AI Engineering. Più o meno a me è rimasto poco più del tre per cento del valore dell’opera”.
Una cifra in linea con i prezzi di mercato?
“Sotto la linea. Si tratta un po’ più del tre per cento, quando in media altri architetti chiedono il 10 o il 15 per cento. Da quello che spetta al mio studio, poi, va scalata la consulenza per le luci, quella paesaggistica, il masterplan
durato due anni e mezzo…”.
Quindi?
“Quindi mi saranno rimasti sì e no sei milioni e mezzo”.
Appena appena de che pagasse un auditòrio de Piano..”
Pubblicato in Architettura
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MA … OLTRE L’OCCHIO … ANCHE IL CERVELLO … VUOLE LA SUA PARTE …
sergio 43 commented on MA LE PRIME OPERE SONO TUTT’ALTRA COSA … MADDECHE’? …
“Però, prof, io quelle prime architetture sul tema “casa unifamiliare” del giovane e mio coetaneo svizzero le avevo guardate con interesse, negli anni acritici della giovinezza in cui (excusatio non petita…) cercavo di capirci qualcosa rubando con gli occhi . Mi tornano in mente, in maniera confusa, parole e riferimenti come “cilindro”, “cubo”, “forme pure sotto il sole”, “Louis Kahn”, “asole”, “laterizio”. Poi le forme sono lievitate fino a diventare indigeste ma ognuno è “impastato” della propria linea biologica. Nessuno ci può far alcunchè e noi non possiamo che prenderne atto, a volte con soddisfazione e a volte con dispiacere.”
…………
Caro Sergio …
quello che dici è verissimo …
tutti restammo estasiati davanti a quella “prima” casa sul lago …
un’intera generazione ne restò stregata, …
ma, …
già dalla seconda, …
avremmo dovuto capire …
Pubblicato in Architettura
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TACI IGNORANTE PUZZONE … ZITTO E PAGA …
Simone commented on INVIDIA DE CHE? …
“Quindi l’unico titolato a giudicare di un’esecuzione musicale è Abbado, di un romanzo, Baricco….
Senza contare il piccolo dettaglio che questa è una committenza pubblica, su suolo pubblico e pagato coi soldi pubblici…quando l’erario mi mette le mani nel portafoglio per soddisfare (anche) le megalomanie archistàriche, lì non gli fa schifo venire in contatto con noi ignoranti puzzoni, e anzi dobbiamo sganciare anche se i nostri fantastici amministratori non hanno proprio le competenze finanziarie di un Rockfeller o l’integrità morale di Madre Teresa…
Odi vulgus profanum et arceo!“
Pubblicato in Architettura
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UMANO … TROPPO UMANO …
Davide Donati commented on INVIDIA DE CHE? …
“Il gioco si fa sporco! Mi unisco al coro, Piano o non Piano questo progetto è ben brutto! Ma del resto, come diceva Gardella, l’architetto è uomo e come tale gli è permesso di non fare sempre dei capolavori. Siamo noi che dovremmo essere così furbi da capirlo e non sbracarci davanti a qualsiasi archistar”
Pubblicato in Architettura
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QUANNO SE FREGO’ PURO L’ARBERO DE PURINI …
sergio 43 commented on IL SEGRETO DI MARIO: … “CENTO NE FA … UNA NE PENSA” … FORSE …
“Forse…il poco invidiabile problema delle archistars è che non possono più fare gli architetti ma solo le archistars. Non l’architetto che produce, come dice alzek misheff, cose extraterrestri, come “i bastioni di Orione e le porte di Tannhauser” cui tanto assomigliano gli ultimi lavori del ticinese, ma come l’architetto, così era Botta all’inizio, che modulando il proprio lavoro alle variabili, ci dà cose esatte e non, come dice Dante, “il troppo e il vano” . Anche per loro vale il problema del Nerone petroliniano il quale, per farsi applaudire dalla plebe, plebe oramai globalizzata, doveva costruire ogni volta una cosa che potesse essere consideata “più bella e più superba che pria”.
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1 commento
















