LOBBY GELATINOSA …

gentiluomo ...

Roma, sequestrati beni per 13 milioni ad Angelo Balducci – LA

un appalto e così sia – gratta i “Gentiluomini di Sua Santità” e trovi

AFFARISTI E “GENTILUOMINI” ALLA CORTE DI SUA SANTITÀ AXI …

Inchiesta G8, ex corista: «Balducci mi chiese di procuragli uomini …

La lobby gay in Vaticano? Se c’è, il suo potere finirà | Linkiesta.it

gentiluomini di sua santita i

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LA PEDALATA …

Schermata 2013-06-14 a 09.26.16

Da Mauro Risi: …

“Egr. Professore

Non ho mai amato i Fantozzi di Villaggio, da ragazzo non capivo i coetanei che imitavano quel fare “remissivo” del ragioniere che bofonchiava alla Prodi (avrei assimilato le 2 voci molto dopo). Poi nelle aziende mi è poi capitato (sempre molto dopo), di incontrare gli stessi coetanei, diventati Quadri, che non lo imitavano più, il Fantozzi. Facevano bofonchiare chi stava “sotto di loro”. Oggi, l’anologia tra le 2 pedalate è innegabile. Ci sarebbe anche Romano, pure lui ciclista sotto i portici di Bologna, ma le cose che tornano sarebbero troppe…
Pochi fotogrammi dopo….via il sellino…..
Saluti.”

MAURO

…………..

grande Fantozzi …

dovrebbero leggerlo nelle scuole …

al posto dei Promessi Sposi …

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COMUNQUE … ROMA E’ BELLISSIMA …

Schermata 2013-06-13 a 18.00.20 sergio de santis su: MARVA E CICORIA …

“Belle!
Si tratta di due piante che producono dei fiorellini graziosi e molto eleganti nella loro semplicità…
Noto che entrambi , malva e cicoria , possiedono proprietà medicamentose in caso di stitichezza cronica …
Trattasi di subliminale e raffinata indicazione al trattamento?
Per la verità in generale non troverei nemmeno così inadeguata l’indicazione … anzi!
Mi sembra che persista una certa stitichezza a tutti i livelli..
Pertanto se quella del professore è una indicazione al trattamento collettivo … io partecipo …
Ma siccome spesso, anche se non sempre, i commenti del professore, di cui sono un appassionato lettore, si prestano ad interpretazioni diverse, chiederei a lui di approfondire il tema affinché anche le più criptiche indicazioni, allusioni o suggestioni possano finalmente svelarsi totalmente offrendoci più di una stella polare in questa notte degli animi …
Caro professore grazie anticipatamente …

Schermata 2013-06-13 a 17.39.48Malva sylvestris

Cichorium intybus

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CHE FARE? …

Schermata 2013-06-13 a 17.50.57sergio 43 su: DEMAGOGIA ALLO STATO PURO…

“E non abbiamo cambiato Sindaco? La cittadinanza, anche se con scarso entusiasmo, la parte sua l’ha fatta. Per esempio, Maurizio, pensa se avesse detto: “Non posso chiudere durante i giorni lavorativi via dei Fori Imperiali e infartuare così la città che già di infarti ne ha tanti (sono o non sono un medico? almeno questo!) ma vi prometto che la via e i dintorni non sarà più il suk che Alemanno ha lasciato diventasse. Vi prometto che Villa Rivaldi verrà restaurata. Vi prometto che Piazza Augusto Imperatore non sarà più il buco nero che Alemanno ha lasciato diventasse. Vi prometto che lo SDO di Pietralata, piccino piccino picciò, verrà portato a compimento cercando così di dare un senso al ponte sulla Stazione Tiburtina e poi le accoglienze, il disagio ……hai voglia, Maurizio, a cambiamenti tangibili!
Archiwatch che può fare? Quello che ha sempre cercato di fare, una necessaria e puntuta critica alle gestioni quasi sempre imbarazzantemente distratte di questa città. Altro che ritirarsi sull’Aventino! Come ne “Er fattaccio der vicolo del Moro”, menammo, menammo…e qualche volta ci siamo pure presi a ceffoni.”

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A RENA’ NUN TE ‘NCAZZA’ … CHE’ ‘STI QUATTRO SCIROCCATI … NU’ SANNO MANCO QUELLO CHE STANNO A FA’ …

Schermata 2013-06-13 a 15.10.38Ruggero Lenci
Renato aveva qualcosa del mago quando mi parlava e la sua voce densa prometteva più rivelazioni che informazioni. E da Mago buono con l’Estate Romana ha orientato intere generazioni indicando la via al futuro. L’effimero riverberò tra le pareti del labirinto e rese più dolce la notte promettendo ai romani albe dorate e giorni migliori. Oggi il passato si sta accumulando su alcuni di noi e forse comincia a pesare. Il ricordo di quei tempi e dell’Estate Romana lo rende leggero e colorato di piccole felicità.
Franco Luccichenti
Assumendo oggi la forma di “cento tele” rievocative di quella stagione, l’effimero si storicizza attingendo a nuova linfa per arrendersi all’impermanenza. Quando l’energia iniziale si affievolisce, essa cessa, si ritrae, diventando rumore semantico fino ad abbandonarne la forma. La vogliamo definire effimera, frutto del “dominio del caso”? Oppure governata da leggi del karma? Storia, vissuti, motivazioni, dolori, entusiasmi sono manifestazioni di vita, e fin quando l’energia vitale è presente tutto può ancora divenire.
Paolo Palomba
Letture di un’epoca della storia di Roma sopravvissuta all’usura del tempo che, con le opere qui presentate, diventa preziosa testimonianza di momenti gioiosi, occasione per il pensiero di ricordare tanto il patrimonio culturale e sociale dell’Estate Romana, quanto ciò che di essa viene fatto rivivere con pennelli guidati dagli occhi della ragione e del cuore. In esse trova conferma l’idea, culturalmente elevata, che le più sapienti pagine di cronaca debbano essere affettuosamente accompagnate per mano e consegnate alla Storia attraverso l’Arte.
Giorgio Palumbi
Nicolini, da brillante protagonista quale era, inventò l’Estate Romana, fu assessore comunale e deputato. Quando ho saputo della sua scomparsa ho avuto dolore. Credo sia stata una delle cinque persone che mi ha insegnato di più. Questa mostra, organizzata da Ruggero Lenci, gli avrebbe fatto piacere. E nonostante sia un’illusione pensare che chi è andato via possa vedere il lavoro e l’affetto di chi rimane, mi piace pensare che ciò possa essere, invece, in qualche modo possibile.
Luigi Prestinenza Puglisi
Quando si parla di Renato Nicolini sembra di pronunciare il nome, in attesa di dire Estate Romana come cognome. Accade anche per i termini Estate Romana ed Effimero, tanto uniti nel senso comune dell’epoca quanto slegati concettualmente e, bisogna aggiungere, concretamente: l’idea di una larga festa all’aria aperta da svolgere nei mesi più caldi a Roma è diventata uno degli eventi più stabili della civica amministrazione, anche se il magico spirito iniziale è andato via via perduto.
Giuseppe Pullara
Tutto si ibridava e si confondeva in incessanti metamorfosi lessicali mentre lo spettacolo più autentico era il pubblico, non un soggetto passivo ma l’autentico protagonista di quelle notti magiche. Il cinema, l’arte, le rappresentazioni teatrali, il ballo, i flussi informativi collaborarono allora a determinare quel fenomeno del meraviglioso urbano… La preesistenza nella memoria di molti di quella felice e imprevedibile stagione è la prova che non c’è nulla di più indecifrabile e duraturo dell’effimero.
Franco Purini
Gli artisti che espongono in suo onore ripensano Nicolini e la sua città ricordando volentieri quell’idea dell’evento e della libera espressione condivisa per vivere meglio e per sentire Roma come la grande capitale, la “communis patria” di cui parlavano gli Antichi. Molti artisti rileggono quelle vicende e quelle persone risentendone l’afflato vero che permise loro di abitare nell’Antico senza sciuparlo, né fisicamente né concettualmente, forse persino conservandolo meglio, almeno nella memoria che non ha bisogno solo della fisicità per restare viva.
Claudio Strinati

Locandina

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ARCHITETTURA BUONA COME IL PANE n.6: KIKO ARGUELLO 2 …

ArchitetturaBuonaComeIlPane06_01

L’OPERA D’ARTE SACRA ALL’EPOCA DELLA SUA  RIPRODUCIBILITA’ SACRA

«Essendo dunque noi progenie di Dio, non dobbiamo credere che all’oro, o all’argento, o alla pietra scolpita ad arte e con ingegno umano sia simile la divinità;  e Dio, non tollerando più i tempi di siffatta ignoranza, fa oggi annunziare agli uomini tutti e dappertutto che facciano penitenza».

Mi tocca ricominciare con San Paolo ad Atene là dove finiva scorpacciata di un mese fa.

Preparando per la prossima infornata ho raccolto o mi hanno mandato una quantità esagerata di materiale per le duemila battute imposte dalle porzioni digeribili su un blog… e poi, dandomi da fare sullo stesso impasto, ho già cambiato idea tre volte sul tipo di lievito da metterci dentro!

Samltisco un po’ di roba.

Approfittando dell’antipasto di Archiwatch sull’Arte della Santa Sede alla Biennale 2013, dovendo tornare su Kiko Argüello, il guru santosubito fondatore dei Neocatecumenali, parleremo di lui in quanto pittore neobizantino e antimoderno e quindi, nonostante il successone tra i suoi fan osservanti, tenuto alla larga dalla rassegna  veneziana di avanguardissimi che non mettono certo in imbarazzo, come le sue opere, le intellettualissime gerarchie vaticane e in primis il valoroso Gianfranco Ravasi, l’umbertoeco porporato come è soprannominato tra gli altri cardinali.

 ArchitetturaBuonaComeIlPane06_02

Ho trovato un sito cattolico, in stile Dan Brown (dal quale ho tratto alcune delle immagini sopra – tutti i riferimenti nei titoli di coda), fervidamente dedicato a mettere all’indice i Neocatecumenali e il loro fondatore. E’ prolisso ma divertente, a chi non piacciono gli XFile.

Impressionante su tutto è, già dall’home page, il rifacimento kikiano della Trinità di Andrej Rublev in cui il nostro santo pittore di santini ritrarrebbe, al posto degli angeli di Abramo, se stesso con al suo fianco i suoi collaboratori, la suora Carmen Hernández e don Mario Pezzi.

Pettegolezzi che ci interessano come una rivista da parrucchiera, piuttosto è’ il massacro pop della Trinità, fino ad arrivare al suo invecchiamento come fosse un jeans neosdrucito,  che impressiona, siano o no quelli i ritratti dei padri del neocatecumenalismo oppure la madre, il figlio e il padre.

Con Andrej Rublev Ritorna in filigrana il parallelo con l’opera di Aldo Rossi intravisto da Muratore nella neocatecumenale chiesa di S.Massimilano Kolbe a Roma (scherzando scherzando si intuisce una qualche verità). Anche Aldo Rossi era un patito di Rublev, ovviamente nella versione colta e straordinaria di Andrej Tarkovsky , ma, comunque, sempre dalle parti kistch  di Kiko Argüello andiamo a parare, Kiko di cui parleremo ancora, ma in senso positivo (forse), la prossima volta.

Giancarlo :G Galassi

Fonti jpg: internetica.it; church-mouse.lanuera.com; cristianocattolico.it; anapujadas.cat

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DEMAGOGIA ALLO STATO PURO … IERI … OGGI … DOMANI …

Roma_parata_fori_anni_30-1sergio 43 commented on: ECCO LA PRIMA CAZZATA …

Non dimentichiamoci le cose. Questa è la vendetta di Bruno Zevi e degli estensori dell’Asse Attrezzato. Tutto il discorso, lo sanno pure i gatti che sonnecchiano a Largo Argentina, era imperniato su due, tre fatti (la faccio breve, altri, molto più attrezzati, potranno approfondirci la questione): 1) Spostare il traffico su un arco tangente alla città storica, da Pietralata all’EUR, 2) Spostare i Ministeri, altre attività pubbliche e private e residenziali su quest’asse e, voilà, diceva Zevi, si può smantellare Via dei Fori Imperiali, non più asse di penetrazione verso il centro. Sembrava la panacea, tanti, tra cui io, ci credemmo e ce ne entusiasmammo. Poi, come sempre in Italia, qualsiasi idea (quella poi era una legge!) viene , zitta zitta, stoppata. Mi ricordo la perplessità ma il primo che ricordi a nicchiare sull’idea di chiudere via dei Fori Imperiali fu l’Assessore alla Cultura, proprio Renato Nicolini. Allora pensai che il rifiuto nascesse da contrasti tra le forza politiche allora dominanti, DC, PCI e PSI. Forse semplificavo troppo, ma dapprima credetti che il vero ostacolo allo sviluppo di quel progetto urbanistico fosse la volontà di ognuno dei tre di non permettere che gli avversari potessero fregiarsi della vittoria per la soluzione dei problemi della Città, poi pensai che al contrario le forze politiche fossero nobilmente preoccupate degli altissimi costi che la Città avrebbe dovuto sostenere per il faraonico progetto ma infine, anche per un’amara esperienza, dovetti concludere che a condurre i giochi erano, come sempre, gli interessi fondiari in cui, oltre i privati, c’entravano con tutte le scarpe gli interessi fondiari dei partiti politici stessi e non la cultura, sì!, proprio la cultura che ancora veniva prodotta nella nostra Università.
Adesso l’asse salvifico non vale neanche la carta su cui è stampato in qualche fondo di magazzino, la Città Politica è sempre lì nel quadrilatero centrale, anzi come un’ameba si è allargata sempre più, deinde chiudere oggi, come se fosse possibile ripetere tutti i giorni lavorativi della settimana l’esperimento della domenica, è una cazzata. Dice. “Ma poi verrà la Metripolitana C a risolvere i problemi dell’attraversamento dell’asse Colosseo-Piazza Venezia!”. Ecco, appunto! Prima dimostrate di poter fare questi lavori, poi fateli, collaudateli e poi riparliamo della chiusura che io, da semplice cittadino, ancora auspico con la saldatura dei Fori Imperiali al Foro Romano. Che facciamo? Rimaniamo fino ad allora sull’Aventino? Allora vi racconto un piccolo episodio che mi è successo stamattina. Sono uno dei tanti Volontari del Touring Club che permettono, di concerto con la Sovraintendenza Comunale, l’apertura di finora ancor pochi siti archeologici. Stamattina ero di Servizio al Museo delle Mura di Porta San Sebastiano. Arriva una coppia di signori anziani che vuole visitare il luogo. Sono danesi ma parliamo entrambi inglesi, scopro che il marito è praticamente cieco. La moglie lo guida davanti le tavole didattiche e gliele legge. Penso che sia sufficiente il sacrificio fatto ma i due mi chiedono di arrivare in cima alla torre. Io sono un pò terrorizzato che l’aspra scalata sia pericolosa per un non vedente. La moglie mi rassicura ed in effetti guida, paziente e servizievole, i passi del marito fino all’ultima strettissima scala a chiocciola. In cima praticamente racconta al marito, che ascolta assorto con gli occhi chiusi, la bellezza dello spettacolo fino ai Colli Albani. Mi sono commosso per l’amore che questa città suscita ancora. Io spiego qualcosa poi ci affacciamo dai merli della torre e sotto di noi c’è il triste spettacolo della lunga fila di macchine che arriva dalla Via Appia Antica da un lato e che aspetta dall’altro sotto l’Arco di Druso che il semaforo diventi verdi. Ammutolisco per la vergogna di ciò che mostro ma la moglie rompe il silenzio e sospira con un tono di cortese rammaricor: “What a shame!”. Continuò dicendomi che il pericolo per loro due non era stata la salita sugli spalti ma la camminata fin lì sui sampietrini cercando di evitare il traffico instancabile.
Ecco! Fossi io Marino avrei detto: “Signori! Non è più possibile che la vetusta Via Appia sia usata come un’autostrada che unisce importanti quadranti della città. Gli antichi muri che la proteggono sono continuamente sottoposti a vibrazioni che li fanno crollare. Ho studiato quanto importante sia stata la Galleria Giovanni XXIII, il Passante a Nord-Ovest. Ho studiato altresì la proposta che fece un Sindaco DC di parecchi decenni fa di sottopassare il Parco degli Acquedotti, l’Appia Nuova e il Parco dell’Appia Antica da Viale Togliatti fino all’EUR. Leggo che l’opposizione di sinistra irrise con ferocia la proposta. Siccome le buone idee sono di tutti, io mi propongo di ritirare fuori questo interessante progetto e di chiamarlo Passante a Sud-Est in modo che, come si è fatto encomiabilmente con la Galleria Foro Italico- Gemelli e tardivamente con il sottopasso del Raccordo Anulare, l’augusta Regina Viarum diventi definitivamente il regno dei cultori e degli amanti del nostro passato. Invece di chiudere Via dei Fori Imperiali ritengo operazione più degna la chiusura al traffico di attraversamento dell’Appia Antica”.

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TIPI DA BIENNALE …

TIPI DA BIENNALE

Biennale Arte 2013 | Le foto e gli artisti del Padiglione della Santa Sede

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Do You Remember Cicciobello …?

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RUTELLI: IN MOTORINO AL CAMPIDOGLIO …

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ATTENTO CHE TE LA FREGANO …

attento che te la fregano ... Schermata 2013-06-12 a 23.52.44

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