Vandalismo urbano … la nuova Ara Pacis Meierea …

Abbiamo appena ricevuto da un vecchio amico, residente in Argentina e che è recentemente passato per Roma, questa lettera che volentieri vi giriamo:
“Caro Giorgio:
… ti mando qualche linea riguardo l’atroce sfarzo di Meier sul Lungotevere.
…
Forse uno dei titoli – mi azzardo di prendermi la responsabilità – potrebbe essere:
“Vandalismo Urbano, o la nuova Ara Pacis Meierea.

Un caro abbraccio
Tuo
Giancarlo”

“Ara Pacis Augustea, Roma, 2006.
Richard Meier scopre il razionalismo quarant’anni dopo la nascita del movimento e lo adopera in stato puro. Qualche razionalista italiano, già nel 1927 proponeva -in altri termini sicuramente- delle necessarie varianti regionali.
Meier questo, non lo ha ancora scoperto.
Ed ora tenterò di spiegare perché quello che ha fatto sul Lungotevere non mi piace, ora che di nuovo (in un nuovo millennio) è un diritto critico dire: non mi piace.
Non mi piace perché blocca la piazza, perché la sua presenza è una barriera insormontabile.
Non mi piace perché con la sua sproporzionata, esagerata, bianchissima mole affoga il Mausoleo d’Augusto e lo condanna ad un ruolo quasi di fogna, di regno dei gatti, del malloppo, dell’oblio.
Perché vieta il Tevere alla città ed alla Piazza, la quale, disgrazie ne ha avute già abbastanza e di quest’ultima non ne aveva proprio bisogno. E all’assennata precisazione del mio amico, architetto romano, Claudio Fantone: “Roma ha perso il contatto col Tevere da circa cento anni”, tutti e due ci siamo detti poi: era una buona occasione per cominciare a rimediare, a ristabilire quel contatto!
Per ultimo, non mi piace perché è un corpo estraneo, stonato, dunque offensivo per Roma.
Ora si parla di un concorso per la sistemazione della Piazza.
Dovevamo pensarci prima. Ora la Piazza, per un bel po’ è già “sistemata”.
L’Ara Pacis, quel prisma romano divenuto ora minuscolo, che non appartiene al luogo, è ricoperto da un enorme impiccio che sfascia ogni dialogo tra il Mausoleo e il Tevere e tutto quanto sta attorno. Senza nessun rispetto per il monumento che rinchiude, obliterandolo, diviene, come accade in altre circostanze, il monumento all’architetto, la celebrazione di Meier. E questo è la decadenza dell’architettura, della città !
Un investimento più opportuno sarebbe stato il restauro del Mausoleo, dimenticato dal 1936, che nella guida del Turing Club è identificato come “uno dei più venerandi monumenti della romanità”. Requiescat in pace.
Però abbiamo fatto almeno felice uno, Meier che si è fatto il suo mausoleo finanziato dai romani.”

Prof. Arch. Giancarlo Puppo
Buenos Aires,18-6-06

P.S. per chi non lo conoscesse, Giancarlo è figlio di uno degli animatori del MIAR, quindi di “razionalismo” … se ne intende …

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Pastore, Ortolano, Idraulico, Marinaio, Emigrante o Cow Boy … Un uomo “contro” … comunque e sempre dalla parte … “giusta” …

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Flipper e porkometri …
La storia recente e poco edificante di qualcuno che si sentiva “intoccabile” per diritto divino …
ci fa riflettere, ancora una volta, su qualche altro Padreterno … magari, dell’architettura …
Che se uno te fregava colle macchinette taroccate de Las Vegas …
l’altro puro ce marciava co’ quelle de Huston …
sempre robba Americana … robba bbona … che nun se rompe mai …
ma che magna … sempre e comunque … li sordi … dei poveracci …
ma di che stiamo parlando? …
e si, avete mai provato a leggere sotto ai nostri amati parkimetri (oppure parkometri come li hanno ribattezzati …) piazzati anche sotto casa … uguali dappertutto, dalle Alpi a capo Passero … da Helsinky al Cairo … da Pechino a Dallas … leggete nell’etichetta, piccolo piccolo, ci sta un nome che è tutto un programma … tempo fa, un po’ prima delle guerra in Iraq, l’avevamo letto da qualche parte (magari su Limes …), il nome era quello di una società che era in concorrenza con la Halliburton (quella cattiva degli amici di Bush …) per spartirsi, in anticipo, la “ricostruzione” di Bagdad … (quando era ancora in piedi …)
tanto questi lavorando col petrolio c’hanno sempre da fa’ …
se non perforano pompano, se non pompano stoccano, se non stoccano bombardano, se non bombardano spengono li pozzi che j’anno appena dato foco …
Ma se non volete piegarvi troppo sotto la macchinetta che vi sta stampando il tagliando da un euro l’ora per parcheggiare davanti casa vostra nelle strisce blu … quel nome lo potete leggere anche sul biglietto da mettere sul cruscotto che la stessa vi deposita in mano (ma, negli ultimi tempi, almeno a Roma i nomi sono cambiati: Sta, Perkeo, Atac … le macchinette … no …) … e troverete scritto Schlumberger … un nome: una garanzia … avete mai trovato una di quelle innocue “macchinette” … fuori servizio … personalemte … mai … impeccabili … perfette … servizievoli … deliziose … politicamente assai corrette … al fondo, anche “ecologiche” …
Provate poi a cliccare a caso quello stesso nome su google …
usciranno fuori cose straordinarie … storie una più edificante dell’altra … e soprattutto … uscirà fuori anche il nome … del Grande Maestro … del Buon Pastore … Lui …
Comunque, per chiarezza, la specialità della Schlumberger è il Drilling … sembra che il loro motto sia “perforando s’acchiappa” e per questo hanno imparato a farlo anche per traverso … hanno l’Oscar del Drilling “orizzontale” … capito? Che se il tuo pozzo s’è asciugato, se la tua concessione s’è rinsecchita … tanto vale annasselo a cercà a casa dell’artri … il petrolio … qualche tempo fa erano riusciti a fasse più di dieci chilometri per traverso … nun so se me spiego … robba che se buchi a San Pietro … sbuchi a Fiumicino … fai finta de gnente a Piazza del Popolo, ma te fregi la ciccia all’Eur … tanto pe’ capisse …
e se capisce che co’ sti sistemi si fanno i sordi, tanti sordi … che poi ce fai le banche, tante banche … e quando c’hai le banche e nun sai che facce, tanto li sordi già cel’hai … arivano quelli furbi cor codino e l’occhialino … che fanno i critici, i mercanti, l’omini de curtura e che te rifilano li quadri … tanti quadri … che nun sai più ‘ndo mettelli … tutti sti quadri che c’hai pieno l’attico de Manhattan, l’albergo de Parigi, la villa de St. Moritz. il castello a Bordeaux, il casale ner Chianti, le barche un po’ quà, un po’ là … e allora devi diventà, pe’ forza, un mecenate … che te scaricano pure dalle tasse … e magari nel Texas te fai fa un capannone che lo chiami Museo … e quindi chiami Renzino tuo che t’aveva fatto già l’uffici de Parigi … che t’eri trovato tanto bene …
quello ‘riva … a Huston che ce fa un caldo de la Madonna che manco li cactus ce pijano … e vede la luce … signora mia, che luce, ‘sto Texas … ‘na luce così … veramente … eccezionale … veramente … non l’ho mai vista … mi da’ i brividi … un’emozione straordinaria … vedo … sento … forse il caldo? Vuole qualche cosa da bere … per rinfrescarsi … una Coca … una Schweppes … no, no, no, per carità solo cose naturali … ecologiche … bio, bio, bio, … sinnò l’amico bio … chissà che me dice … quando torno a casetta mia …
Qualcuno si incazzerà, come al solito, per avergli toccato il Renzino suo … il grandissimo Frank … la babbiona mesopotamica … Vittorino da Novara ma, lasciateci sorridere ogni tanto … noi poveri mortali … dei grandi … dei grandissimi … che magari tanti prendono tanto sul serio … solo perché sono … tanto grandi … e perché leggono tante volte il loro nome, un giorno sì e uno no, sui giornali, quasi sempre finanziati dai loro stessi datori di lavoro, che così prendono tanti piccioni con una stessa fava … fanno contenti i “loro” architetti e si fanno pure pubblicità …
Ma a me sta storia di Renzino nelle praterie mi ha sempre lasciato un po’ perplesso … e quando leggo l’intervista di qualche famoso giornalista al famoso architetto su un famoso giornale … chissà perché … maturo delle strane sensazioni … lo so … molti sono di avviso contrario … e quindi per la loro gioia vi riporto qualche brano di una vecchia, ma sempre attuale, intervista di Federico Rampini … a proposito del museo di Dallas:

“Ho portato l’Arcadia nel cuore del Texas: “Ho usato un travertino invecchiato ad arte per dare l’idea del reperto molto antico. …
«Lo confesso, … il Texas che ammiro e che mi ha sempre attirato è un’America dagli spazi infiniti che evocano grandi libertà, è la natura immensa e generosa, è l’energia della gente. Sono affascinato dalla sua luce: in un museo, dove il tema è la contemplazione, la luminosità è di fondamentale importanza per la lettura dell’opera d’arte, e qui la natura ti offre una luce unica al mondo”. …
“ …il nuovo gioiello di Piano: il Nasher Sculpture Center. Altra sorpresa texana come la Menil Collection (lascito di una celebre dinastia imprenditoriale francese, i de Menil Schlumberger che fecero fortuna con la trivellazione del petrolio), Raymond Nasher è un esteta bostoniano di 81 anni che a Dallas nel 1965 mise le basi di un impero edile specializzato nella costruzione di shopping center.” …
“Il travertino che lei ha voluto importare dall’Italia sembra il materiale ideale per suscitare quest’impressione del ritrovamento archeologico ai piedi dei grattacieli.
«E’ originale travertino romano, lavorato a Massa Carrara con getti ad altissima pressione che lo hanno “abrasivato”, lo hanno invecchiato come avrebbero fatto duemila anni di vento e pioggia. Porta in sé la nozione di antichità …”
«La magia dell’architettura … Questa splendida luce del Far West è una risorsa formidabile ma anche eccessiva. …
Il risultato è una luminosità naturale che cambia tutto il giorno, ti fa sentire anche la nuvola che passa, introduce il sentimento del tempo».
«Lavorandoci da anni ho avuto il privilegio di scoprire in questo Far West delle straordinarie isole di civiltà. Le biografie imprenditoriali dei Menil o di Nasher sono vicende tipiche di “emigranti” attirati da una terra selvaggia, ricca di grandi opportunità. …”
“ …e il mio progetto per la nuova sede del New York Times a Times Square mi consente frequenti contatti con la redazione di quel grande giornale: un termometro interessante per misurare i fermenti politici e intellettuali dell’America di oggi, il pluralismo delle idee, e la vivacità dell’opposizione».

“Mondo bastardo!” … diceva Lui …

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Sopra i ponti di Roma …

 Polizia dei ponti …

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Pollo-Bus …

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Nemmeno Totò … c’era riuscito … a vendere il Colosseo …

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il “Colosseo quadrato” in una famosa foto di Giuseppe Pagano

qualche perfezionista obbietterà di sicuro …
ma quello voleva vendere quello tondo …
ma si sa, noi siamo dei rompicoglioni e …
ci scandalizziamo anche per molto meno …
ci basta sentire anche solo qualche voce …
che vuole “messo all’asta” il Colosseo Quadrato dell’EUR …
per farci venire le madonne …
e quando abbiamo letto sul “Corriere della Sera” del 20.6.06 (che poi sarebbe oggi) che:

”Il Palazzo della Civiltà e il Palazzo dei Congressi rischiano di finire all’asta. Tutta colpa di un progetto del «governo amico» che proprio non piace a Walter Veltroni . Secondo le indiscrezioni che rimbalzano da via XX Settembre, Tommaso Padoa-Schioppa starebbe studiando l’incorporazione delle società Patrimonio e Ente Eur Spa nella holding Fintecna. L’operazione servirebbe a evitare sprechi e sfruttare quelle che nel gergo sono chiamate sinergie, ovvero le economie di scala. …
in caso di incorporazione dell’Ente Eur, nel gran calderone potrebbero finire anche edifici storici. Come appunto il Palazzo dei Congressi e altri immobili di grande valore …”

ci sono venuti i brividi e ci siamo ricordati di quando qualcuno voleva vendere l’Obelisco del Foro Italico …
se non ricordiamo male, anche allora era qualche “amico” di Walter ad avere avuto la brillante idea …
anche questa volta bisognerà scomodare il “New York Times”? e farci ridere appresso da mezzo mondo? …
caro Walter incazzati un po’ … a tutto c’è un limite …

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Dario Passi davanti al “suo” Colosseo …

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Opposition 4 – Spazio 6

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“Luigi Moretti’s name is perhaps better known as that of the architect of Watergate and of a Montreal office block, than as that of an important Italian architectural critic. …” con queste parole iniziava il saggio di presentazione di Thomas Stevens (Oppositions 4) che peraltro ricordava come “This text may legitimately be treated as an extended footnote to Le Corbusier’s chapter in Vers une Architecture, entitled “Architecture: a pure creation of the mind”. I have traslated “Valori della Modanatura” …”

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In quel III° capitolo L.C. aveva scritto, tra l’altro, “la modanatura è la pietra di paragone dell’architetto …
La modanatura è una pura creazione dello spirito; richiama l’arte plastica …”

P.S. Come senz’altro ricorderete … il I° era intitolato:
“La lezione di Roma” ….

Acqua passata …

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I have a dream 2 …

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Quando si dice: … “la committenza” … Oechslin come Soane …

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“Hic tibi certa domus” è il titolo di un articolo di Werner Oechslin che fa la storia della sua, ormai “storica” biblioteca … articolo pubblicato sul numero 23/06 di quella straordinaria rivista che è, da sempre “Bauwelt” … una delle rare testate non ancora fagocitate dallo stucchevole globalismo editoriale delle consorelle …
dove viene presentato il progetto che Mario Botta ha realizzato per il suo committente bibliomane e che è stato inaugurato pochi giorni fa …
Di che si tratta? È una specie di luogo di sogno (una specie di Soane Museum contemporaneo …) dove Oechslin ha raccolto una delle più straordinarie (forse la più straordinaria …) delle biblioteche private di architettura mai realizzate …
Già il contenuto e il commitente quindi … niente male … e l’architetto? (che peraltro in più di un’occasione, dopo le sue primissime prove, è risultato, talvolta, un po’ zuccheroso … tipo, pasticceria svizzera …) forse intimorito o forse ispirato dall’argomento, dalla scala, dal luogo (a due passi dallo straorinario monastero di Einsiedlen) e dallo speciale committente: … perfetto … senza tempo … fin quasi a scomparire … (fin quasi a domandarsi, se fosse proprio Lui …) e, di questi tempi … non è poco … bravo Mario …
A fronte di tante rutilanti cafonate, di tante monumentali corbellerie, viva la faccia … delle persone “educate” …

P.S. dimenticavo … lo stesso numero di “Bauwelt” nelle pagine successive … magari l’anno fatto apposta … ospita un ampio articolo, non proprio encomiastico, (ma era prevedibile … l’ho scritto io …) sul “Museo dell’Ara Pacis” …

Quando si parla di Architettura … e, soprattutto, di committenza …

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Renzo Piano … comunque, “bellissimo” … ma, mai un’idea, parola di Rogers …

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Il “costruttore del bellissimo” oppure “il bellissimo”, anzi “the bellissimo” tout-court, come amano descriverlo i giornalisti che razzolano alla sua corte … o meglio nel suo pollaio …
Naturalmente stiamo parlando del Renzo nazionale il fortunato idraulico genovese che impazza da sempre come una star … ovunque nel mondo …
Addirittura Ciampi andò a rendergli omaggio nel suo studio … e Beppe Grillo (ma la cosa non gli fa onore, a Grillo …) … lo ospita sul suo storico Blog come “amico” … e tempo fa gli pubblicò questa amenità:

“Caro Beppe la settimana scorsa abbiamo inaugurato a Berna il Museo di Paul Klee, il grande pittore ed educatore scomparso nel 1940. Costo della costruzione 75 milioni di franchi svizzeri, pari a 50 milioni di dollari.
Un giornalista del New York Times, una volta corrispondente di guerra, mi ha fatto notare che questo costo è pari a quello di un bombardiere americano in missione di guerra in Iraq per 1 ora (carico di esplosivo e caccia di scorta compresi).
Mi ha sconvolto scoprire cosa si può fare con gli stessi soldi: distruggere tutto per un’ora o costruire qualche cosa che nutrirà pacificamente le menti per secoli.   Mondo bastardo”.

Che fosse un po’ bastardo … ci avevamo pensato anche noi …
Ma la notizia del giorno, come la riportano i giornali è che:
”Il costruttore del bellissimo, ovvero Renzo Piano, è uno dei cento uomini e donne il cui potere, talento ed esempio morale trasformano il mondo secondo l’attesissima lista dei personaggi più influenti pubblicata dal settimanale Time. I cento giganti della nostra epoca …
Per tracciare il profilo di Renzo Piano, che ha appena presentato a New York i piani della nuova Morgan Library, il prestigioso settimanale americano ha incaricato un suo collega inglese, Richard Rogers … che … oggi ne scrive con dovizia di particolari ed assoluta ammirazione:
«Piano è un maestro assoluto della luce e della leggerezza. Non credo che esista nessuno come lui. … È uno degli architetti più eleganti che io conosca. È uno dei supremi architetti moderni della sua generazione …
Non concepisce un edificio partendo da un’idea, ma lo fa crescere direttamente dal terreno. “
A parte le altre amenità … le due osservazioni finali ci hanno colpito …
quella che lo vuole, bellissimo e talentuoso … “ortolano” … che fa crescere le sue cose come le rape e le insalate …
ma soprattutto quella, che peraltro da sempre sospettavamo e che quindi più di altre condividiamo, … che … il Nostro: “non concepisce un edificio partendo da un’idea” …
Ecco il “segreto” del successo … mai, un’idea …
Ma naturalmente la nostra è solo invidia per tanta “bellezza” …
come diceva Renzo? … “mondo bastardo” …

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Domeniche ecologiche … di “destra” e di “sinistra” …

Dopo il successo dell’operazione
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“Ponti di notte” …

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e “Augusto-Kleen” …

l’amministrazione capitolina propone, per la prossima domenica “ecologica”,
l’attesa iniziativa …

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“Barocco Pulito” …

con inizio da via Guido Reni …
Già pronte le ruspe …
per l’abbattimento dell’osceno baraccone “provvisorio” …
dove le opere avrebbero “sofferto troppo” …
Pio Baldi, con la consulenza del team D’Amato-Marconi, propone la ricostruzione, in pietra lavica a controllo numerico, degli antichi padiglioni …
Già pronto il video dell’evento …

Ma l’opposizione ribatte con una patriottica esibizione …
delle ”Ramazze tricolori” …
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Monumenti americani … legge americana … “i care” …

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Pare che a New York il sindaco Bloomberg avesse decretato guerra ai graffitari locali …
Apprendiamo però da un articolo di Lauretta Colonnelli apparso su
“Il Corriere della sera “ del 12.06.2006 che …
“A New York i giudici hanno cancellato il divieto del sindaco come anticostituzionale, perché violerebbe il «diritto d’artista».
Fra quanti si divertono a imbrattare mura urbane e carrozze ferroviarie potrebbero insomma nascondersi dei talenti.”…

Naturalmente, il “dibattito” si è scatenato anche da noi …
scomodando nientemeno che il “diritto d’artista” …
e, di contro, la legge sul “danno ambientale” …

Contro la “sentenza” USA interviene anche Ronchey (già patrono della legge italiana del ’93) “che ribatte: «Al diritto di artista si contrappone il diritto privato del cittadino e il diritto dello Stato che deve tutelare i suoi beni, tanto più se si tratta di monumenti.
Perché il graffitaro, ammesso anche che sia un artista, pretende di fare i suoi disegni sulle mura del Colosseo, di Palazzo Venezia o peggio ancora degli Uffizi?”

Perfettamente d’accordo con l’ex Ministro …
Ma se il “monumento” fosse “americano” …
Si potrebbe, in base ai trattati internazionali vigenti, applicare la legge “americana” …
tanto più a Roma … dove …
“l’amministrazione capitolina ha cercato soluzioni alternative, come quella di regalare alle «tag» (le firme) alcuni spazi nel X municipio e in altre zone, dove i disegni con lo spray non solo non deturpano ma potrebbero attenuare il degrado.” …

Ma perché relegare in periferia cotanta arte? …
Anche il centro storico rivendica il suo buon diritto alla sua dose modica di modernità …
Non ce l’hanno insegnato proprio loro?
i nostri amministratori …
I care …
Si potrebbe quindi organizzare un bel concorso internazionale …

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