La nuova libertà …

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

“La Libertà”, Giorgio Gaber, 1972.

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Libere elezioni a Valle Giulia …

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non vorrei lasciare ad altri la soddisfazione di darvi per primi la notizia … che quindi vi anticipo … di qualche ora …

Grande festa d’estate a Valle Giulia …
Si sono svolte questa mattina, martedì 11 luglio, le elezioni per il “nuovo” preside … alle quali peraltro incautamente, anch’io, avevo avuto l’ardire di presentarmi … sarà stato il caldo, oppure l’età … avevo aderito alla “competizione” … l’avevo fatto un po’ in sordina come mi sembrava opportuno e civile fare (tant’è che nemmeno a voi non avevo detto niente … e me ne scuso …), ma la “Cupola” ha detto: … NO …

lamentarsi “adesso”? … è un po’ voler fare la figura dei fessi …
e ché nun lo sapevi? … tanto “quelli” …
il fatto è che io lì, … co’ “quelli” … ci lavoro tutti i giorni, tutto il giorno … e mi sarebbe piaciuto …
ma allora sei capatosta … che pretendi?
Gliel’hai “chiesto” il voto? … ma come si fa a “chiedere” il voto alla gente? … non bastava candidarsi?
Ma allora … sei proprio scemo … anzi un “provocatore” …
Hai visto il risultato? … bella prodezza … l’hai fatto apposta …

Ponzio-Palumbo-Pilato si tenga quindi i suoi … geometroni in doppiopetto … vestiti a festa … “stile” Mediaset-Arch-Caphone …
gli saranno assai utili nel management (che tradotto vuol dire letteralmente “maneggiamento”) della “nuova” Sapienza …
la spartizione è già cominciata …
er Cuppolone è già in azione … va alle grandi manovre …
per fare cosa? … il “solito” verrebbe da dire …
e che d’è ‘sto “solito”?
quello che hanno sempre fatto …
qualche esempio?
Basterebbe mettere in fila e controllare un po’ i tempi, i modi e i risultati di qualche concorsetto e di qualche incaricuccio “eccellente” …
verificare al di là dei bolli e delle formalità … ma valutando seriamente meriti e titoli … la parabola un po’ troppo tesa di qualche carrieruccia troppo “tarda” oppure troppo veloce, sexy e immaginifica … per rendersene conto …
molto … molto facilmente …
ma nun l’avevi già scritto … “vinca il peggiore” …
ma allora te le cerchi …
un po’ come nel calcio: tutti, ma proprio tutti “sanno” … eppure … guardano altrove … “tengono famiglia” …
Ma a che “gioco” … giochiamo? …
Borrelli, in questi bordelli … ci metterebbe quarantott’ore a fare piazza pulita …
La Sapienza nel pallone? … “I have a dream” … “cattedra pulita” …
Le solite chiacchere … la solita incazzatura di chi è stato, di fresco, “trombato” … peggio per te … poi te passa …
Potevi chiedere il voto “porta a porta” … come fanno tutti … e tu chi te credi da esse? … la Gallina Bianca, forse? … no … ma nemmeno un pollo da fare “alla diavola”, … “allo spiedo” o magari “al mattone” … Che je dai “in cambio”? … Niente? … manco ‘na telefonata? …
E allora? … ecco i risultati:

Benedetto Todaro 57
Livio De Santoli 38
Giorgio Muratore 1

Ci tengo molto a quell’unico voto … me lo sono dato io …
Quindi … grazie di cuore a tutti gli “amici” …
che hanno fatto tanto per me …

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UBI MEYER MAJOR CESSAT … MODELLO ROMANO …

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RM “06″ … Roma Architettura Contemporanea … una guida …

RM “06”, Roma Architettura Contemporanea è il titolo di una nuova guida Pubblicata per le Edizioni Kappa e curata da Maria Rita Censi, Dante Frontero e Angelo Germani con un’introduzione di Massimo Locci …
questa nuova rilettura dell’architettura romana degli ultimi trent’anni, ha il merito, al di là della veste grafica decisamente modesta rispetto al prezzo, al fondo ragguardevole, di 25 euro, di fornire una documentazione piuttosto completa di quanto è stato recentemente prodotto nella capitale …
uno sforzo cospicuo e un utile strumento, quindi, per conoscere e capire l’architettura contemporanea a Roma …
Ma che c’è da capire? Cosa merita conoscere? Poco o niente …
Quello che è stato realizzato in questi ultimi decenni a cavallo tra “prima” e “seconda” repubblica (a parte poche eccezioni, che si contano sulle dita di una mano sola …) conserva il sapore triste e un po’ squallido della mediocrità …
specchio fedele della società romana di fine millennio …
della sua “politica” … della sua “cultura” … della sua “scuola” …
panorama inerte e bigio dove si affollano mezze figure senza volto e senza nome, messe ancor più in ombra dal bagliore di distratte meteore di passaggio …
giovanotti rampanti e stagionate promesse fanno a gara per perdere … vittime, spesso arroganti, della loro stessa mancanza di idee … vince il marpione di mezza tacca … il furbetto del cantierino di turno … lo scemo del villaggio …
unica consolazione: di tutto questo resterà assai poco … quasi nulla …
un nuovo rinascimento è lontano … chi e su quali “rovine” potrà ri-costruirlo?

Pensiamo veramente che qualcuno verrà a Roma per “visitare” queste miserande caricature della modernità? …

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Corviale … fa rima con caviale … artisti o ricottari? …

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Un bell’articolo di Francesco Merlo apparso su “La Repubblica” di giovedì 29 giugno traccia l’identikit del “Grande Mediatore” nell’Italia di oggi ed individua in Cristiano Malgioglio il re dei broker italiani “agenti di cambio” tra un punto povero e un punto ricco, tra un deficiente … e un abbondante … tra una botte piena e un bicchiere vuoto. …
Paradigma inarrivabile di tutti i mediatori, da Moggi a Totò Riina … è diventato il nuovo mito italiano … il supermezzano che rappresenta tutti i mezzani nazionali. Insomma … è il nuovo eroe d’Italia. Più che un paese di “porcelle” qui viene fuori un paese di mezzani, figure chiave dell’arretratezza … che Boccaccio nel Decamerone battezzò “ricottari” perché – spiegò – vivono di “ricotta”, che è la schiuma …”
Che c’entrano i “ricottari” con Corviale? Direte voi …
c’entrano … c’entrano …
e un libro, promosso e sostenuto dall’amministrazione capitolina, appena pubblicato dalla Fondazione Adriano Olivetti per i tipi di Bruno Mondadori ci conforta nella nostra ipotesi pecoreccia …
Titolo impegnativo: “Osservatorio Nomade, immaginare Corviale, pratiche ed estetiche per la città contemporanea” a cura di Flaminia Gennari Santori e Bartolomeo Pietromarchi, calza a pennello con quel tentativo di mediare tra cultura “alta” e realtà degradate che da sempre fa la felicità dei politicanti e dei mestatori di turno, capaci, di volta in volta, e comunque, di cavar profitto dalle disgrazie altrui …
“Corviale? I care” … sembra lo slogan di questa masnada dorata di figli di papà, di questo circolo Bildenberg della cultura, dell’arte e dell’architettura nostrana che, sgusciano e sguazzano tra i ballatoi del “serpentone” con la stessa soavità che nei salotti bene della Roma più opulenta o nelle piscine sicuramente “abusive”, ma altrettanto “politicamente corrette”, dell’Argentario o di Sabaudia …
‘sti furbetti blasonati, colla erre moscia e con l’incarico prenatale all’università … e la rubrichetta al “Sole”, alla “Repubblica” o al “Corriere”, già prenotata da tre generazioni, … ma che gliene frega a questi di Corviale? Verrebbe da chiedersi … che c’azzeccano? …
E il libretto fighetto, tutto vezzi grafici e moine barcellonesi, è un bell’esempio cartaceo di “mediazione” culturale, sintesi perfetta dei conati cultural-mondani di certo establishment capitolino …
tutto caviale, bottarga e borgata …
Verrebbe da chiedersi: ma, con tutta questa attività di catering, buffet e buffetti culturali …
gli ascensori, a Corviale, li hanno poi riparati?
Ne hanno avuto il tempo? … ne hanno valutata l’opportunità “estetica”? …
Al Laurentino 38 ci mandano di notte le ruspe … a dar spettacolo … a Corviale ci mandano a pascolare gli “osservatori” nomadi …
Forse al Comune di Roma pensano di essere furbissimi e trendissimi, …
ma noi sembra di vedere un vecchio film …
sembra la storia della scrofa di Matera …
quella, domestica, fotografata nei suoi abituali “sassi” e sbattuta in prima pagina dai reporter di LIFE …

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Vandalismo termico … le “insostenibili” architetture di un “maestro” …

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Forse sarà per il caldo infernale di questi giorni …
ma tra le tante osservazioni dei nostri lettori ci piace segnalarne alcune che per la loro logica e allo stesso tempo per la loro sensata partecipazione ci fanno ben sperare …
Nel caso specifico si tratta di considerazioni sulle due opere romane di Meier …
Le avete già lette e quindi non mi soffermerò più di tanto …

Scrive Claudio Renato Fantone a proposito del Museo Ara Pacis:
“Ci imbarazza l’impiego di frangisole in costose lame di vetro sulle lunghe facciate a est e ovest (SIC !) . Come architetti, sappiamo che nei nostri climi gli aggetti orizzontali vanno impiegati sulle facciate a sud e che per le facciate est e ovest, quando il sole è più basso, sono eventualmente opportuni frangisole verticali. …
Da cittadino mi chiedo quanto costa a noi, collettività, climatizzare questa smisurata serra, quanto diossido di carbonio essa produrrà, quanto danneggerà il nostro ambiente questa “architettura insostenibile”? … “

E altrettanto ci hanno colpito le osservazioni di Maria Clara Lanzara che “reduce” da un battesimo pomeridiano nelle roventi Vele di Meier, ci ricorda:
“Temperatura esterna: tropicale
Temperatura interna: come in una serra NON climatizzata in mezzo al deserto!
Luce accecante che riverbera sul bianco.
Una lama di sole mi colpisce in piena faccia mentre tento di non svenire. …
Il sacerdote stremato, decide di far iniziare la funzione
ed esordisce così:
“Carissimi, ci troviamo in una bellissima chiesa progettata da un grande architetto … che però non ha tenuto conto delle temperature estive romane!” …
Insomma … l’edificio di Meier non è una chiesa, ma un bellissimo contenitore per qualcos’altro. …”

Parole “sante” aggiungiamo noi …
Suggerendo a chi di dovere di considerare le due ragionevoli possibilità …
da un lato, quella di “liberare” l’antico altare ricollocandolo finalmente in un luogo meno infelice e di quindi di riconvertire il sedicente museo in show-room, convetion-hall, drug-store o quant’altro, come da più parti viene indicato …
e, dall’altro, liberare la costosa chiesa giubilare dalla sue attuali “funzioni”, palesemente incongrue, e destinare quella architettura a grande balera metropolitana … almeno, di notte fa più fresco …
ma affrettatevi ché l’Estate Romana è già cominciata …
per la Notte “Bianca”, poi, sarebbe perfetta …

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Antonio Pennacchi … dagli Architetti del Duce … a Renzo Piano …

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E’ intitolato Shaw 150, storie di fabbrica e dintorni, l’ultimo libro di Antonio Pennacchi appena uscito (n°491) nella piccola biblioteca degli Oscar Mondadori …
Si tratta della raccolta di poco più di una ventina di racconti brevi, molti dei quali già apparsi un po’ quà un po’ là in questi ultimi vent’anni e qui, talvolta, relativamente rielaborati, che tracciano una straordinaria sequenza di luoghi, di personaggi e di situazioni, cui Pennacchi ci ha abituato fin dai tempi di Mammut …
Per i cultori del genere e dell’autore … una vera e propria manna … che fa luce sui luoghi disseminati di una memoria storica collettiva che vede nella crescita della città contemporanea il suo scenario protagonista …
Tra i tanti interpreti di questa frantumata saga pontina … oltre ai fondatori, gli architetti della prima ora, anche la figura di un palpitante e sfigato Diomede, architetto locale, intriso di complessi e di frustrazioni … sicuramente amico e compagno di corso, “fuori sede”, di Antonio Belvedere … che con lui condivide i tic di un’intera generazione … e che,
naturalmente, al bar con gli amici, quando per sfotterlo gli ricordano il Maestro non può che esclamare: “(Renzo Piano) Chi cazz’è? Me lo magno…”

“Non fa in tempo ad entrare che qualcuno gli spara: “Ieri sono andato a Roma, so’ passato per l’Auditorium”. Lui abbocca e – mentre fa cenno di lasciar stare, che non andassero a pagare, che è tutto pagato, anzi pigliassero pure qualcos’altro, paga tutto lui – prende subito cappello:”Hai visto? E’ sbagliato qua e qua”, e si mette a fare i disegni dell’Auditorium col dito sopra l’acquerugiola del bancone dei gelati: “Gliel’ho pure detto a Renzo, ma non m’ha voluto dare retta”. Pare che siano grandi amici, stanno sempre assieme. Ma quello non l’ha mai visto in vita sua…”

“E’ pure un intellettuale, e tale lo reputano indiscutibilmente al suo paese che è – come tanti – una cosiddetta “città di fondazione” …
Lui ha pubblicato un libro a sue spese – scopiazzando qua e là qualcosa e attaccando cinque fotografie … e lo ha regalato a tutti quanti. Fece pure una mostra …
Lo spedì anche – con tanto di dedica autografa – a Renzo Piano. Ma quello manco rispose. Manco “grazie”, sto maleducato.” …

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Francesco Careri … Stalker … Walkscapes …

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chi non conosce le passeggiate metropolitane degli Stalker? …
ecco una buona occasione per saperne di più …

dopo l’edizione spagnola (Gili 2002) vede ora la luce per i tipi di Einaudi, Walkscapes, camminare come pratica estetica, di Francesco Careri …
si tratta di un denso volumetto, introdotto da Gilles A. Tiberghien, che illustra, sul piano teorico, la “filosofia” estetica del gruppo Stalker del quale Careri è stato animatore fin dalle prime ore …

Flaneur situazionisti dei terrain vague periferici … intellettuali organici e trasversali alle problematiche della marginalità urbana … questi stagionati giovanotti romani allevati nella scuola di Valle Giulia sulle orme della locale pantera fin dagli ultimi anni ottanta, dopo un lungo e sapiente girovagare tra ruderi contemporanei, discariche e immondezzai, gallerie e accademie, centri studi e assessorati … sono ormai approdati alle aule universitarie portando il loro contributo di “novità” …

Molto “alla francese” il loro percorso spazia da Tony Smith a Robert Smithson, da Linch a Venturi, dal primitivo al tecnologico, attraversando arcipelaghi frattali e transurbanità, molta Land Art, giardinaggio metropolitano e “Arte Civica” … in uno studiato e intricato groviglio di “situazioni” limite, di soglia, … ma con una diffusa, malcelata e un po’ snobistica attitudine estetica alla composizione dei conflitti metropolitani … sfociante spesso, comunque e malgrado tutto … nel pantano ovattato del “politicamente corretto” … scambiando qualche volta Constant con Alberti … e la Nuova Babilonia con la Gerusalemme Celeste …

A Zonzo quindi … e buona passeggiata …

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EUR demolizioni spa …

Finalmente si “restaura” il “moderno” …

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ma a volte per la qualità dell’architettura …
è questione di pochi millimetri …
di sfumature …

se in un courtain wall si sostituiscono vetri e infissi …
che ci resta … nel “restauro” …
ma forse avevamo letto male …
era solo il risanamento “conservativo” …

aporie del moderno …

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EUR demolizioni spa … (continua …)

Per la valorizzazione del Patrimonio …
strani messaggi sui cartelli dell’Eur …

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e sempre per la valorizzazione del patrimonio storico …
un bel gazebo … sul terrazzo di Libera …
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degli anni cinquanta … ne parleremo un’altra volta …

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