Antonio Pennacchi … dagli Architetti del Duce … a Renzo Piano …

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E’ intitolato Shaw 150, storie di fabbrica e dintorni, l’ultimo libro di Antonio Pennacchi appena uscito (n°491) nella piccola biblioteca degli Oscar Mondadori …
Si tratta della raccolta di poco più di una ventina di racconti brevi, molti dei quali già apparsi un po’ quà un po’ là in questi ultimi vent’anni e qui, talvolta, relativamente rielaborati, che tracciano una straordinaria sequenza di luoghi, di personaggi e di situazioni, cui Pennacchi ci ha abituato fin dai tempi di Mammut …
Per i cultori del genere e dell’autore … una vera e propria manna … che fa luce sui luoghi disseminati di una memoria storica collettiva che vede nella crescita della città contemporanea il suo scenario protagonista …
Tra i tanti interpreti di questa frantumata saga pontina … oltre ai fondatori, gli architetti della prima ora, anche la figura di un palpitante e sfigato Diomede, architetto locale, intriso di complessi e di frustrazioni … sicuramente amico e compagno di corso, “fuori sede”, di Antonio Belvedere … che con lui condivide i tic di un’intera generazione … e che,
naturalmente, al bar con gli amici, quando per sfotterlo gli ricordano il Maestro non può che esclamare: “(Renzo Piano) Chi cazz’è? Me lo magno…”

“Non fa in tempo ad entrare che qualcuno gli spara: “Ieri sono andato a Roma, so’ passato per l’Auditorium”. Lui abbocca e – mentre fa cenno di lasciar stare, che non andassero a pagare, che è tutto pagato, anzi pigliassero pure qualcos’altro, paga tutto lui – prende subito cappello:”Hai visto? E’ sbagliato qua e qua”, e si mette a fare i disegni dell’Auditorium col dito sopra l’acquerugiola del bancone dei gelati: “Gliel’ho pure detto a Renzo, ma non m’ha voluto dare retta”. Pare che siano grandi amici, stanno sempre assieme. Ma quello non l’ha mai visto in vita sua…”

“E’ pure un intellettuale, e tale lo reputano indiscutibilmente al suo paese che è – come tanti – una cosiddetta “città di fondazione” …
Lui ha pubblicato un libro a sue spese – scopiazzando qua e là qualcosa e attaccando cinque fotografie … e lo ha regalato a tutti quanti. Fece pure una mostra …
Lo spedì anche – con tanto di dedica autografa – a Renzo Piano. Ma quello manco rispose. Manco “grazie”, sto maleducato.” …

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