Finalmente … concorsi … a Roma …

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Campidoglio 2 …
si preparano i gruppi …
si selezionano i curriculum …

Michelangelo, … trema …

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Green banana republic … aridatece er pirata …

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il nuovo emblema della Repubblica italiana …

Dal sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri; mercoledì 21 febbraio 2007,

“Prodi, Rutelli e Levi presentano nuovo logo Sistema Italia Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, il vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli e il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio, Ricardo Franco Levi, hanno presentato un nuovo logo per l’immagine dell’Italia. Nel novembre 2006 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha indetto una gara per l’ideazione di un logo per la promozione dell’Italia nel mondo. Il nuovo logo non sostituirà ma si affiancherà ad altri già esistenti di proprietà di enti e istituzioni con finalità simili.
Un simbolo duplice, dove convivono maschile e femminile, passato e futuro, serietà e ironia, stabilità e movimento, razionalità e fantasia, dovere e piacere.
Con questa operazione si vuole trasmettere il progetto di un Paese più affidabile e responsabile, ma sempre connotato da eleganza, creatività, flessibilità e vitalità.

Un Paese capace di evolvere e guardare al futuro senza cancellare i tratti migliori della sua identità.”

agghiacciante …

per saperne di più: cfr. “architettura in progress” e succ.

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La “monnezza” … come forma simbolica … dell’arte contemporanea … provaci ancora Frank …

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Emirati, Abu Dhabi sfida Dubai e lancia distretto culturale …

“Un grandioso distretto culturale, dove sorgera’ un museo Guggenheim dalle fattezze futuristiche – che diventera’ il piu’ grande dei cinque della Fondazione … Il mega progetto e’ stato presentato ufficialmente ad Abu Dhabi e sara’ realizzato nell’isola di Saadiyat, al largo della ricchissima capitale degli Emirati Arabi Uniti. Saranno infatti quattro i musei, piu’ un centro per gli spettacoli, ad abbellire il piu’ ricco dei sette Emirati della federazione e a toglierlo dall’ombra della vicina Dubai, finora all’avanguardia nello sviluppo architettonico e turistico. Il distretto culturale sara’ a sua volta solo una parte di un lussuoso complesso turistico, da realizzarsi entro il 2018, teatro di eventi culturali in grande stile, che potra’ ospitare fino a 150.000 persone. Il ‘Guggenheim Abu Dhabi’, che sara’ inaugurato entro il 2012, e’ stato affidato a un nome familiare alla Fondazione, quello dell’architetto americano Frank Gehry …”

da Demanio:re, resizing the real estate world …

e se avesse ragione Sanguineti? ….

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Il volpino o il grattacielo … quale futuro per gli architetti romani?…

O vai … a Dubai …

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o è questo … che farai …

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Sapienza romana … “incarichi” … contestati …

Progetto o Ricerca? è sempre la solita storia …
Sono anni (forse decenni …) ormai che si dibatte … o ci si dibatte … attorno al trito argomento: possono delle strutture pubbliche come i dipartimenti universitari “firmare” dei “progetti” di architettura? … oppure si debbono limitare alla elaborazione di eventuali “ricerche” di tipo progettuale … elaborazioni complesse, ma che “progetti” nel senso giuridico del termine evidentemente non sono … né potranno mai esserlo? …
Non ci appassionano affatto gli aspetti tecnico-legali della querelle … ché abbiamo una certa allergia a questioni del genere … ma, visto che della cosa si parla tanto alla Sapienza … e che ormai anche i giornali hanno dato rilevanza alla questione … soffiando, anche con un certo gusto, sulla scintilla dello scoop e dello scandalo … tanto vale rifletterci un po’ sopra …

Leggiamo su “La Repubblica “ del 13.02. u. s. a firma di Mario Reggio sotto il titolo: “Sapienza, le nuove sedi decentrate? Tutte ‘fatte in casa’ dai professori”
e di seguito:
“La Sapienza si espande a macchia d’olio nella città: Centro Poste di San Lorenzo, Grottarossa, Sdo Pietralata, ex Snia Viscosa, ex ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà e Borghetto Flaminio. Spesa prevista attorno ai 370 milioni di euro. Onorari per i progettisti non ancora definiti, ma attorno ai 20 milioni di euro. E chi sono? Sei famosi e potenti direttori di dipartimento di Architettura ed Ingegneria della Sapienza. Tutto fatto in casa. Peccato che le leggi italiane e le direttive europee sugli appalti vietino espressamente una procedura del genere. …
Lo puntualizza, con dovizia di particolari, un ricorso presentato l’11 dicembre scorso al Tar del Lazio, presentato dall’architetto Carlo Sapia, funzionario della Sapienza. La richiesta è l’annullamento delle procedure adottate dal Consiglio d’amministrazione della Sapienza.
” …
Dal canto suo, Roberto Palumbo prorettore della Sapienza con delega all’edilizia, dichiara: “Ho la coscienza a posto. L’affidamento dei progetti la consideriamo come una ricerca universitaria. La Sapienza dispone di oltre 300 docenti che sono in grado elaborare cose ottime. E poi i soldi restano all’interno dell’università” … “Non abbiamo fatto la gara esterna proprio perché le professionalità interne vanno incentivate …”

Se poi si va a guardare sul sito della “Sapienza” …
Alla voce “Politica edilizia e strategie d’attuazione; …
La qualità architettonica e la gestione del processo edilizio
”
troviamo scritto:
… “La politica edilizia della “Sapienza” ha assunto l’impegno di assicurare la riqualificazione urbanistica e la qualità architettonica degli interventi che sta programmando.
All’interno dell’Ateneo numerosi sono i Dipartimenti che hanno – a vario titolo- qualificate competenze disciplinari sulla progettazione ospitando al loro interno docenti tra i quali alcuni noti a livello nazionale ed internazionale; altri Dipartimenti invece offrono competenze specialistiche e quindi integrative.
Per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi si utilizza pertanto il know-how interno all’Ateneo attraverso convenzioni con la formula “conto terzi” a Dipartimenti che potranno, in collaborazione fra loro, fornire studi di fattibilità e progetti caratterizzati da una marcata interdisciplinarità valorizzando inoltre i giovani laureati che saranno invitati a collaborare con i propri docenti.
L’Amministrazione centrale, le Ripartizioni competenti e l’Ufficio Tecnico garantiscono sinergia con i Dipartimenti in modo da assicurare piena organicità e concretezza alle iniziative.
Il management del processo edilizio ed il coordinamento tecnico delle varie iniziative è assicurato dal Dipartimento ITACA
Con Decreto del Rettore in data 12 ottobre 06 i seguenti Dipartimenti sono stati incaricati della progettazione:
– Campus Pietralata (quota parte) – Dipartimento DI AR
(Direttore Prof. A. Terranova)
– Campus Pietralata (quota parte) – Dipartimento AR_COS
(Direttore Prof. F. Purini)
– Campus Snia Viscosa – Dipartimento DAU
(Direttore Prof. P. Colarossi)
– Campus Santa Maria della Pietà e ristrutturazione del
Borghetto Flaminio – Dipartimento ITACA
(Direttore Prof. F. Terranova)
– Centro Poste a San Lorenzo – Dipartimento CAVEA
(Direttore Prof. V. Bordini)
– Ampliamento Sant’Andrea – CITERA
(Direttore Prof. L. De Santoli)”
…

a questo punto viene ragionevole il sospetto che, …
abbagliati dalla “luce” … della Sapienza,
gli architetti romani … non sappiano più distinguere …
un “progetto” … da una “ricerca” …

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Vecchie talpe all’opera … Termini, Spagna, Flaminio … scava, scava … qualche cosa … resterà …

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Ci mancava solo questa … per sputtanare definitivamente Termini …

Leggiamo oggi su “La Repubblica”, sotto il titolo “Roma – Termini, maxi-cantiere …” che è ormai “imminente … l’assegnazione della gara d’appalto per i lavori che cambieranno il volto della stazione Termini di Roma. …
Il progetto è stato firmato dall’architetto Giulio Fioravanti.
Saranno razionalizzati i percorsi e una grande cupola di cristallo sovrasterà il nuovo atrio comune delle linee A e B a Termini. …
Il progetto di Fioravanti si è ispirato alle stazioni metropolitane di ultima generazione di Bilbao e Londra.
…”
A parte altre considerazioni di merito … sul ruolo che lo stesso architetto ha avuto nelle vicende “architettoniche”, urbanistiche e infrastrutturali delle ultime quattro giunte capitoline (da Walter (Tocci) … a Walter (Veltroni) … vero “Architetto della Provvidenza” … stratega occulto, presente in tutte le occasioni che “contano” … (se non ricordiamo male … fu sua anche la geniale idea di sistemare, in diagonale, “alla Zevi”, la struttura-ponte, ormai arruginita, che fungerà da supporto alla prossima patinata sistemazione del “nodo” ferroviario della Tiburtina …) ci piacerebbe capire se il futuro di Roma resterà nelle sue mani … e per quanto ancora … visto che oltre al progetto Termini, dalla sua prolifica matita si sono materializzate, se non altro, anche le nuove stazioni di piazza di Spagna e di piazzale Flaminio … (sempre “consulenze” STA … )
Non abbiamo nulla contro un collega che miete successi su successi, … ma ci piacerebbe almeno capire su quale base di trasparenza e di competenza, l’amministrazione capitolina e le sue servizievoli e valorizzanti diramazioni (STA, RpR, …) affrontano la progettazione di alcuni dei luoghi più simbolici e strategici della capitale …
progettare in questi contesti è cosa assai delicata … la presenza di un po’ d’architettura … non guasterebbe …
e leggere sul quotidiano di servizio che il sagace Fioravanti si è “ispirato” a Bilbao e a Londra … nemmeno più ci indigna … ci fa solo pena … per chi dall’alto … benedice “politicamente” … simili imprese …
sono in molti, ormai, a chiedersi, giovani e meno giovani, … ma … per avere un incarico … a Roma … oltre all’iscrizione all’Albo … a che “santo” bisogna … “votarsi” ?

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Poveri mosaici … nella pagodina in lamellare … griffata Sgarbi …

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“Caro professor Muratore,
Attraverso le pagine del blog che lei cura nell’ambito di Europa Concorsi ho talvolta letto dei contributi in merito alla delicata vicenda del restauro della Villa romana del Casale di Piazza Armerina.
Ho notato che ha sempre rimarcato l’importanza di un corretto intervento sui mosaici romani e, di recente, ha veicolato alcune immagini inerenti il “progetto” proposto dal Centro del Restauro della Regione Siciliana.
Ora è noto che anche l’intervento sui mosaici è particolarmente distruttivo, perchè prevede operazioni ad alto livello di distruttività (strappo, ricollocazione, riconfigurazione e addirittura messa in quota!).
La prego di visitare le nuove pagine dell’Associazione culturale Monumento-Documento per avere delucidazioni in merito al “progetto”:
http://www.unipa.it/monumentodocumento/villadelcasale/progetto/index.html
La saluto con cordialità,
Massimo Ventimiglia”

Appena ricevuta questa lettera … ho visitato con attenzione le pagine segnalate e sono rimasto sinceramente sbigottito dall’evoluzione degli eventi e soprattutto dall’evolversi dell’ormai famigerato “progetto Sgarbi” …
Sicuramente, non mi sarei stracciato le vesti per interventi anche radicali relativi al “restauro” Minissi … lo avevo scritto tempo fa … beccandomi anche i rimproveri dei Minissi Boys … quando accennavo al fatto che, al fondo, il problema di Piazza Armerina è, e resta, quello della prioritaria salvaguardia degli straordinari mosaici … il “restaturo” e la conservazione del “restauro” minissiano, non è certo cosa che non interessa, ma è ragionevole considerarla questione di, relativo, minor conto …

Ma, dalla documentazione ultima che abbiamo potuto quindi consultare … lo spettacolo che si offre è, a dir poco, sconcertante … gli elaborati (Sgarbi), ormai prendono forma … dapprima incerti e quasi latenti … poi, via via, più ricchi di dettagli … e denunciano, con una certa chiarezza, quali siano le intenzioni definitive di un progetto di allestimento buono, forse, per i baracconi di una fiera di paese …
La squallida pagodina in lamellare che dovrebbe, ricostruendo … proteggere … quanto resta del Frigidarium, tanto per fare un esempio, grida vendetta, come del resto le impacciate e sommarie proposte di allestimento leggibili nel sito regionale … ma … vogliamo tornare ai mosaici … e citiamo dal sito antagonista, monumentodocumento:

… “La parte che desta maggiori perplessità è sicuramente quella relativa alle previsioni di opere da svolgere sui mosaici …
Ancora una volta si può verificare l’assoluto disconoscimento dei principi fondamentali della Carta Italiana del Restauro, che in proposito indica perentorie norme di comportamento per evitare le falsificazioni, che invece, in questo caso, sembrano il tema conduttore.
Il primo allarme avremmo dovuto percepirlo dalle parole del progettista, … che in più occasioni, a nome del gruppo dei consulenti, a proposito del restauro dei mosaici, ha proclamato: “
saremo i dentisti della Villa Romana del Casale” (GdS, 23-7-06), forse alludendo ai costi eccessivi o alle tecniche di sostituzione ed impianto di singole protesi e dentiere complete. Ma tralasciando ogni ironia, occorre denunciare che quanto previsto nel progetto sommario è assolutamente messo al bando da parecchi decenni per la sua altissima distruttività. Basti pensare che oltre a generalizzati interventi di pulitura e di estrazione dei sali sono previste opere di “riconfigurazione delle superfici” per la totalità dei mosaici. Proposito oscuro che non lascia immaginare niente di buono.
La previsione più distruttiva, però, è la “
rimozione meccanica e rimessa in quota” per circa la metà dei mosaici che conservano ancora la “piccola” particolarità di essere pressoché originali, ancora con le malte di allettamento dell’epoca in cui furono realizzati e nella stessa giacitura del ritrovamento. L’operazione di “rimozione meccanica e rimessa in quota” significa che si avrebbe intenzione di strappare i mosaici dal loro posto e dalla posizione ondulata (che potremmo dire tipica di pavimentazioni archeologiche) per risistemarli su nuovi supporti in cui si potrà conferire la perfetta orizzontalità, come se fossero appena realizzati.
Altre operazioni previste … senza alcuna giustificazione conservativa dei mosaici di epoca imperiale, ma che, al contrario, sono assolutamente da evitare, riguardano un inconsulto trattamento estetico “
anche se dopo la pulitura e il risanamento l’aspetto dei mosaici avrà un notevole recupero estetico, lo stato rugoso della superficie di questi agirà da diffusore della luce per cui il recupero del contrasto cromatico non sarà ancora ottimale”. Per ovviare dunque allo “spiacevole inconveniente“, ovvero all’impressione che i mosaici della villa del Casale diano di essere vecchi e rugosi, gli “amorevoli” specialisti hanno pensato all’impiego di una tecnica di ringiovanimento: “un trattamento con ossalato d’ammonio… dà luogo, talvolta, a risultati estetici notevoli di recupero del contrasto cromatico.“ …

Ce n’è abbastanza … da far drizzare i capelli …

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L’Ara … troppo cara … davanti alla Corte …

Apprendiamo da “Il Giornale” di oggi, 15 febbraio, che è in corso una
“Indagine sul raddoppio dei costi per il nuovo museo dell’Ara Pacis” …
e leggiamo testualmente:
“In principio erano sette milioni di euro. Poi da quella cifra, che pure era sembrata eccessiva ai non pochi oppositori del progetto, i soldi da pagare raddoppiarono fino a raggiungere quota 14 milioni di euro.
Troppi per la Corte dei Conti, che sulla lievitazione dei costi per la costruzione del museo dell’Ara Pacis, opera contestatissima dell’architetto americano Richard Meier, ha aperto un’istruttoria.
L’indagine si inserisce nell’ambito di quelle riguardanti la gestione del patrimonio pubblico.
Ma il procuratore Ribaudo non si sbilancia, sostiene che ancora non c’è una responsabilità precisa né della giunta Veltroni nè di quella Rutelli
.” …

di fronte a tali titubanze …
ci viene il sospetto che i responsabili della “lievitazione” …
magari, siamo stati noi …

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Luigi Cosenza … un leone razionalista … all’ombra del Vesuvio …

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“quale domani vedere e saper costruire?”

Due pubblicazioni delle edizioni CLEAN di Napoli ricordano la figura e l’opera di uno dei maestri italiani del novecento … “Luigi Cosenza oggi 1905/2005”, a cura di Alfredo Buccaro e Giancarlo Mainini e “Luigi Cosenza, la Fabbrica Olivetti a Pozzuoli” a cura di Giancarlo Cosenza, contribuiscono così a fare il punto, a cento anni dalla nascita, su una delle personalità più rigorose e intransigenti del razionalismo partenopeo … rispetto alla quale ancora mancava una sintesi critica e documentaria efficacemente capace di dar conto del suo specifico contributo … dalle opere più note come villa Oro, villa Savarese e villa Ferri, allo straordinario Mercato Ittico, dal complesso Olivetti di Pozzuoli, fino alla sfortunata e ancora aperta vicenda dell’amplimento della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma … il lavoro solitario di Cosenza è ripercorso a più mani (anche troppe, forse …) alla ricerca di un filo rosso capace di renderne ancora attuale il messaggio e l’esperienza …

due contributi utili e doverosi … che ci auguriamo possano anche contribuire ad invertire la rotta degli infausti eventi capitolini … tra i tanti contributi pubblicati nei due volumi, da ricordare quelli di Ermanno Rea e di Francesco Rosi, che chiarisce il ruolo centrale di Cosenza in rapporto alla vicenda de “Le mani sulla città” …

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Walter … Renzo … Miriam … e i tre bacarozzi …

Ho sempre ritenuto Miriam Mafai una delle personalità più rispettabili del panorama politico-culturale cittadino …
Sarà per la sua storia personale, la sua intelligenza, la sua discrezione … mi sono quasi sempre trovato d’accordo sui suoi atteggiamenti e la sua testimonianza mi è sempre apparsa come un punto di riferimento importante … più volte ho pensato con rimpianto … peccato che non abbiano eletto proprio lei … in Campidoglio … dopo Petroselli e Argan … mi sembrava … una faccia presentabile … e una testa attenta e capace di pensieri non banali …
È quindi con un certo raccapriccio che leggo su La Repubblica di qualche giorno fa un suo editorialino di circostanza sull’ultimo evento di Piano all’Auditorium … a commentare, dopo la “lezione” di Walter sulla Politica … quella di Renzo … sull’Architettura …
De gustibus non est disputandum … quindi … se a Miriam piace Renzo, … fatti suoi, … ma è il contesto quello che lascia più perplessi e suggerisce qualche inquietudine … quasi che ormai per intortare il pubblico sulla grandezza del Maestro … non bastassero più i galoppini dello studio e delle redazioni dei media compiacenti… e le firme più illustri che, a scadenza, impegnano le pagine più “pesanti” nel nome della “leggerezza”, ma fosse giunto il momento di scomodare anche i padri (e le madri …) della patria …
E si … perché la povera Mafai si è trovata così a far da tappezzeria, anzi da affiche … alla solita operazione pubblicitaria … per la solita operazione urbanistica … per la solita valorizzazione … del solito assessore … che i soliti palazzinari … affidano al solito Piano … (dentro alla “scatola magica” dell’Eur … ci sono i soliti Toti, Marchini, Ligresti e compagni … tanto per intenderci …)
e cosi, qualche colonna più avanti … il giornale della maison … elenca, a firma di Paolo Boaccacci, le qualità del suo prodotto … con una prosa di tutto rispetto:
“Un grande edificio con le facciate di vetro … con dentro uno splendido giardino d’inverno … una serra preziosa, un parco botanico tempestato di alberi, piante e fiori … e sopra un piccolo gioiello , delle strutture a specchio … tra il laghetto dell’Eur e la “Nuvola” di Fuksas nascerà l’ultimo gioiello di architettura contemporanea … sarà come una scatola magica … edificio ecocompatibile … dentro ospiterà un moderno centro di residenze con vista, uffici e negozi di pregio …appartamenti con le pareti di cristallo che la sera si illumineranno … un ultimo segno dell’archistar …”
peccato per i vecchi grattacieli che verranno abbattuti per far largo al Maestro …
a noi e non solo a noi … sembrano ancora assai più interessanti del capolavoro prossimo venturo …

P.S. va notato, comunque, che l’inossidabile archistar … sta dando qualche segno di cedimento … la memoria, almeno, non è più quella di una volta … se, in una lunga e celebrativa intervista RAI che ricordava, pochi giorni fa, gli ormai lontani natali del Pompidou … il Renzo nazionale, … mai … dico mai, … ha ricordato che in quella fortunata circostanza … “al suo fianco” … c’era anche un certo Rogers …
per milioni di teleconsumatori, quindi:
… tutto il merito, è palese, … va alla barba genovese …
alla faccia … della leggerezza …

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